da Matteo Avallone
(con interventi del RAINMAN Kava qua e là)
Arrivo a Frassineto
che sono le sette di sera. E' deserto, desolato, come tutti i paesini di campagna
alle sette di sera di un giorno di fine estate. Dopo aver percorso un lungo
tratto di strada che divide due file di case vedo finalmente la piazza recintata
nella quale si terrà il concerto.
Svolto, parcheggio, e telefono a Max Kava per sapere se è già per strada.
Anzi, provo a telefonare. Dopo due squilli, si sente alzare dall'altra parte
e subito cade la
linea, insieme alle mie duecento lire. Azz...due ore di
squilli, da un bel po' di gente...e noi pensavamo fossero degli scherzi !
Una ventina di duecento lire più tardi, riesco a parlare a Kava, il quale mi
dice che è arrivato, che ci si vede fuori.
Fuori ci siamo io e un'altra ventina di scalmanati, che entrano appena aprono
i "cancelli". Io resto fuori ad aspettare Kava, che non c'è. E non
c'è. E non c'è.
Allora entro, ma Kava non c'è. E non c'è.E non c'è. E non c'è.
Dopo una mezzoretta lo chiamo al cellulare e scopro che le entrate sono due.
Io sono dentro e quindi sono due uscite, adesso. Esco dall'altra e trovo Arale
con un'altra fava. Kava è andato alla macchina (che ha parcheggiato in una frazione
lì vicina, qualcosa come due o tre chilometri di
distanza). Ringrazio pubblicamente la pro-loco per aver
chiuso il paese, facendo parcheggiare tutti a 20 km di distanza da fare sotto
la pioggia..a proposito, e dei 200 carabinieri con età media 60 anni non si
dice nulla ?
Quando finalmente siamo tutti dentro, Kava mi offre una media e usciamo di nuovo,
per andare a posare qualcosa sulla sua macchina. Da qui in poi, l'inferno.
Inizia a piovere sempre più forte, al punto che bevo e bevo e bevo e la mia
birra media ma non finisce mai. Si schiarisce,perde gusto, ma non finisce.
Torniamo alla piazza del concerto. Perdo Kava e Arale -ero in bagno, eh eh eh- e mi sistemo sotto la tettoia
di una baracchetta che vende panini, a chiacchierare con Mangoni di un suo articolo
che dovrebbe uscire per Domus, sballottato continuamente via dal mio riparo
(una tettoia di sei o sette centimetri di lunghezza, sigh) a causa di una folla
di persone che si fanno firmare le cover dei loro CD.
Io resto lì, impassibile, e un attimo dopo non c'è più Mangoni, ma c'è Rocco,
che ci spiega "Se facciamo tre pezzi e ce ne andiamo, i soldi vanno a noi;
se non ne facciamo tre, i soldi vanno a voi o si rifà il concerto. Allora cerchiamo
di decidere le tre canzoni da fargli suonare. "Neanche un minuto di non
caco", "Nella vecchia azienda agricola" e poi? Allora un tale
rispolvera le canzoni brevissime della parodia di San Remo, quelle supercorte
di Mango e Salvi, ma Rocco si ricordo che quella di Fogli era la più corta di
tutte, tre note e finiva.
Durante tutto questo periodo, Cesareo è rimasto sotto l'acqua scrosciante (e
adesso cade davvero forte) a parlare di chitarre con due fans.
Poi ritrovo Kava e Arale. L'acqua cade sempre più forte. Corriamo come pazzi
fino alla mia macchina e ci ripariamo dentro, aspettando che spiova un po'.
I cellulari hanno definitivamente smesso di prendere la linea. Arale ci racconta
di un suo sogno a base di 883 -aspettiamo l'intervento
dell'interessata- Kava riesce a vedere un bel culo di fanciulla dal mio
finestrino appannato (un grande e lungo applauso alla vista di Kava; io riuscivo
a malapena a vedere il mio finestrino). Io non gli credo, abbasso il finestrino,
e c'è davvero un bel culo di fanciulla. Anzi, di quattro fanciulle. Kava fa
il cascamorto con tutte e quattro. Una però è un'arpia e costringe le amiche
a salire in macchine perché piove. Ma poi le ribecco più tardi, intrattenendomi con quel "bel
culetto" !
Spiove.
Torniamo alla famosa piazza. Sembra che stia smettendo definitivamente. La gente
riprende posizione sotto al palco. Io vado alla bancarella di SilviaBolbo per
comprarmi una maglietta di quelle nuove. La compro e le dico di tenermela fino
alla fine del concerto (idea malsana). Si aggiungo al gruppetto anche Kava e
Arale e il concerto, finalmente, inizia. Lo guardiamo da lì.
Attaccano con il rock'n'roll, come consueto, e ricomincia piovere a metà canzone.
La pioggia si infittisce, ma gli Elii arrivano fino alla fine del pezzo, poi
Elio dice "Dobbiamo andare via, ma ritorneremo".Diamo una mano a coprire
la bancarella della Bolbo con il telone, poi io Kava e Arale ci ripariamo li
sotto, mentre la pioggia cade sempre più veloce. E questa volta è veloce davvero.
Forte. Immensa. Allucinante.Minghia.
Kava inizia a delirare e a cantare a squarciagola il rock'n'roll, la donna nuda
e poi ancora il rock'n'roll. Ogni tanto alziamo il tendone per vedere se ha
pubblico almeno lui. Incredibile: ce l'ha! Fuori ci sono persone che lo ascoltano
e ridono, riparate da ombrelli e impermeabili di cellophane.Da segnalare, un
folle ubriaco che appare sotto al telone e si mette a cantare il roc'n'roll
con Kava sbagliando tutte le parole, sbattendo le mani sul legno della bancarella
(e sfiornado ogni volta il mio naso con i pugni) e rovesciandoci addosso la
birra che tiene in mano.
Restiamo lì sotto qualcosa come un secolo o due, poi spiove di nuovo, ma non
si arresta. Le voci sono quelle di concerto rimandato, e non potrebbe essere
altrimenti. Andiamo dietro al palco perché devo recupare la Bolbo con la mia
maglietta. C'è Elio dietro al palco, preso male. Gli chiedo se si sa qualcosa
e mi dice "Stanno discutendo adesso, forse lo rifacciamo al
quattro, ma non lo so... siamo l'ultima ruota del carro, noi'. Poi lo blindano
tre "citators" che gli citano a casaccio tutta "carro".
Poi due tizie seminude. Una gli chiede "Elio, amore, eri tu che volevi
abbracciarmi?" e lui risponde "No" lasciandola di cacca.
Altri fatti degni nota.
Gli Elii sono in una casa/camerino. Ogni tanto ne appare qualcuno.
Esce Mangoni e qualcuno gli chiede come si fa a sapere la data del recupero.
Lui risponde "Mah... un fax... lo scriveranno sul giornale...il fave...eh,
ma che cazzo ne so io !!!"
Esce Faso e un tizio gli chiede "Come mai non avete doppiato (titolo di
un film irripetibile)" (il film di B&B, che come
è noto Elio e Faso doppiano su Mtv)
Lui risponde con stupore, dice "Perché..perchè...perchè non ce l'ha mai
chiesto nessuno!"
E la serata sta finendo. Rocco è il primo ad andarsene, poi se ne va Meyer,
poi Faso e poi tutti. La mia maglietta è chiusa in una cassa in mezzo alla bufera,
dalle parti della bancarella. Dico alla Bolbo che ci sentiremo via mail per
accordarci sul da farsi. Io, Kava e un amico andiamo alla mia macchina. Accompagno
Kava e l'amico alla sua macchina, distante i famosi tre chilometri, e poi me
ne torno a casa.
Un po' triste.
Ma mi sono divertito.
Matteo Avallone
Altre cose sparse
qua e là...Faso e Rocko si intrattengono ancora fuori con qualche fanciulla,
giocherellando con il clacson della macchina...
Io e Francesco, arrivati in macchina, cerchiamo di recuperare Megan, la terza
passeggera...niente di niente....va beh, chiamo un famoso internettante per
avere il numero di telefono di Megan, ma nulla..il cellulare non prende...ok,
ultimo giro per cercare di recuperarla, poi amen. La lasceremo a Frassineto,
penso io...in vera zona Cesarini, Megan riesce a trovare il cellulare (pensate
un po', prestato da un tizio conosciuto al cesso !) e quindi felici ripartiamo
verso Torino...
Ma non vuoi fare uno scherzetto al co-presidente Smerding ? Beh, lo chiamo e
gli dico che , se sente Megan, le dica che vada a dormire in albergo perchè
io, non avendola tyrovata, me ne stavo tornando a Torino senza di lei...il copresidente
si indigna, manda un sms a Megan, che intanto se la ride beata sul sedile posteriore
della macchina...l'amico di Megan, dopo l'sms, la chiama, dicendogli che io
me ne stavo andando a Torino e l'avevo piantata lì....seguono 5 minuti di insulti
irripetibili...poi Megan cede e rivela il tutto, e lo scherzo finisce...
che dire, anche io mi sono divertito...un saluto anche a tutte le fave presenti...oltre
a Franesco,Megan e Matteo...Arale, Gas, Homerino e tutti gli altri !
Max Kava
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