Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì 31 ottobre 2008

Messaggi promozionali

Cos'è il cross-advertising? Questo :-)

Sul blog 'parallelo' Scrittestrane ho appena aggiunto un po' di materiale nuovo, tanto per farsi due risate in queste giornate uggiose!

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scritto da Massimo Cavazzini alle 12:20 PM | 0 commenti | link a questo post

giovedì 30 ottobre 2008

Blinko 2, la vendetta

Stamattina Buongiorno ha presentato Blinko, un mobile social network di cui avevo già parlato in occasione della beta release.

All'estero pare che il comunicato stampa di Buongiorno non sia stato 'digerito' da tutti allo stesso modo:

-- Buongiorno's Blinko launches: Italian mobile content provider Buongiorno (BIT: BNG) has launched its mobile-only social network Blinko, previously in beta, and has some ambitious plans for it, hoping that it will be "one of the top three brands in 10 countries," according to the release. Chairman and founder Mauro Del Rio seems not to realize he has quite a bit of competition though. In statement, he said that, "Up to now, [social networking] has only been available on the fixed internet..." Maybe he's been too busy with the roll out so hasn't noticed that not only are MySpace, Facebook and Bebo all available on the mobile, but there are quite a number of mobile-only competitors, including mocoSpace, mobikade, itsmy, Peperoni, and BuzzCity among others. Still, Buongiorno is hoping its history as a mobile player, as well as its contacts with carriers around the world, and its content offering will help separate it from the crowd. [via]

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scritto da Massimo Cavazzini alle 11:41 PM | 0 commenti | link a questo post

mercoledì 29 ottobre 2008

La SIAE vuol tassare l'ADSL

In effetti era già qulche giorno che la SIAE non ne sparava una...

La SIAE chiede «un’azione forte e comune per ottenere che venga stabilito per legge un contributo in percentuale da versare alla Siae da parte di tutti quei provider che forniscono a pagamento la linea Adsl veloce».

Secondo la società che rappresenta gli autori e gli editori, l’Adsl ha la colpa di consentire «a milioni di utenti di scaricare dalla rete, nella maggior parte dei casi evadendo il Diritto d’Autore, ogni tipo di contenuto creativo: musica, film, libri, immagini; insomma qualsiasi genere di opera dell’ingegno messa a disposizione gratuitamente da ben noti e numerosi peer to peer».

Per questo, la Siae si rivolge al governo e ai politici «chiedendo il loro sostegno in questa nostra richiesta considerato che è profondamente ingiusto che i gestori di tali linee, che da questa attività commerciale traggono enormi vantaggi economici, non siano tenuti per legge a versare, a puro titolo di risarcimento, una parte dei loro proventi agli autori per i diritti evasi». [via]

Update: la SIAE fa marcia indietro? A me sembra semplicemente che abbia specificato che "non è una proposta SIAE", non che la SIAE non la condivida e/o non la supporterà. Tanto che sul sito SIAE, il portavoce della società Sapo Matteucci in un virgolettato spiega che "la seconda via è quella che potrebbe stabilire il pagamento di una royalty, una specie di pagamento forfettario calcolato sul pagamento degli abbonamenti da parte di chi trae un indubbio vantaggio dalle possibilità (sempre più ampie con la banda larga) di scaricamenti illegali". E quindi?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:13 PM | 0 commenti | link a questo post

Come lucrare fregando Google

Come lucrare sulle persone che cercano lavoro usando Google Ads? Ovvero come sfruttare gli annunci di lavoro per fare soldi facili?

L'esempio arriva da Annuncidilavoro.info, uno dei tanti siti che pubblicano offerte di lavoro on line fungendo da collettore verso siti esterni: dall'elenco di offerte, cliccando si arriva a siti di terze parti con l'annuncio vero e proprio.

E qui la 'chicca': dopo aver letto l'annuncio sul sito, per accedere all'annucio di lavoro vero e proprio è necessario cliccare su un banner pubblicitario Google Ads che scatena due azioni. Da un lato apre l'annuncio, dall'altro apre la 'pagina delle sponsor', ovvero la landing page della pubblicità Google Ads.

Annuncidilavoro.info giustifica la violazione dei TOS di Google Ads (per cui è prevista la sospensione dell'account) dicendo che il sistema "permette di mantenere gratuito il sito e non chiedere all'utente nessuna registrazione".

A me sembra, più banalmente, una metodologia scorretta (sicuramente in violazione delle regole Google Ads) per lucrare sulle ricerche di lavoro.

Update: pare che il meccanismo del pop-up con click forzato non appaia sempre

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scritto da Massimo Cavazzini alle 7:38 PM | 3 commenti | link a questo post

Comunicazione spinta

Fino a che punto si può spingere la comunicazione pubblicitaria? Dopo Diesel XXX, direi molto avanti.

E per chi produce profilattici, come Durex, fare pubblicità che giocano sul doppio senso è qualcosa di più facile. Qui 21 pubblicità di preservativi mai apparse sui media, forse perchè troppo audaci.

Certo è che la terza gamba della pubblicità Durex XXL qui a fianco a me sembra geniale.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 5:58 PM | 2 commenti | link a questo post

Da barbari a Barbareschi

Ma come abbiamo fatto a sopravvivere senza?

Luca Barbareschi, parlamentare della Camera dei Deputati ove siede anche come vicepresidente della commissione Trasporti, ha fatto sapere che il problema della pirateria su Internet è talmente grave da richiedere misure drastiche. In particolare ha proposto l'imposizione di una carta di identità per l'accesso ad Internet. [via]

Non ditelo alla Siae, altrimenti sulla carta di identità per il Web tanto per farci su due lire ci appiccica anche il bollino...

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scritto da Massimo Cavazzini alle 12:15 AM | 0 commenti | link a questo post

lunedì 27 ottobre 2008

Tiscali vince in Belgio: no ai filtri P2P

Come riporta Security and the Net, Scarlet -brand belga di Tiscali - ha vinto la propria battaglia in tribunale contro i filtri al traffico P2P.

The Belgian Society of Authors, Composers and Publishers (Sabam, the Belgian version of the RIAA) started a case against Tiscali, one of the largest ISP’s in Belgium. In it, they argue that ISP’s are responsible when their customers transfer copyrighted files via their network. In 2004, Sabam (in their own words) ”obtained an intermediary judgement by virtue of which the court acknowledged that copyright infringements (regarding the reproduction right and right of communication to the public) were being committed by TISCALI customers.

The court then ordered a study into whether Tiscali (now called Scarlet) could be forced to block the transfer of copyrighted material through their network. This was finished last year, and in june 2007 Scarlet was ordered to implement technical measures to block the transfer of copyrighted works via P2P networks within six months. The fine for not following these instructions was set to €2500 per day.

This year, Scarlet asked the court to cancel this order because the systems Sabam proposed for filtering traffic didn’t work as advertised; Sabam has already apologized to the judge about providing incorrect information. The court has now ruled in favor of Scarlet, staying the fine until the final ruling in this case which is expected about a year from now. [via]

Update: pare che non sia vero eppure i giornali continuano a dire - senza ulteriori precisazioni - che il round è di Scarlet, perchè ha vinto in primo grado e fino all'ottobre del 2009 non ci sarà un ulteriore grado di giudizio. Secondo l'IFPI i filtri devono essere attivati entro oggi. Vedremo.

La realtà sta probabilmente nel mezzo. Come spiega lo studio di avvocati che ha difeso Scarlet, the Brussels Court of First Instance delivered its verdict that Scarlet had indeed done all that was in its power to respect the initial Court ruling and that the filtering technologies recommended by the SABAM did not work. The court therefore retrospectively ruled that Scarlet does not need to pay any fines. To put things in context, since January 2008, Scarlet was under threat of paying 2500€ of fines a day, which meant a total sum of nearly 750.000€. The Court's verdict today means that Scarlet no longer has to pay this sum. For the rest, the Court ruled that it could not judge on the technical and legal issues put forward by Scarlet and that the Brussels Court of Appeal was the only competent court to rule on these. The appeal case will take place in October 2009.

In sostanza, Sabam aveva chiesto che Scarlet pagasse 2500 euro al giorno per il passato, e ha perso. Nulla vieta (come si legge nel comunicato Ifpi) che chieda nuovamente la stessa cosa per il periodo che va dalla sentenza dei giorni scorsi fino alla sentenza del 2009, ma non è certo - come invece sostiene l'Ifpi - una decisione della corte di giustizia belga. La corte ha semplicemente dato ragione a Scarlet per il passato, ma non ha parlato nè di filtri nè di futuro. A mio parere quindi, Scarlet ha vinto il primo round (la sentenza per il passato) e creato un precedente importante per combattere nel secondo round.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:32 PM | 0 commenti | link a questo post

Samsung e' social con Nick Turpin

Titolo esotico, "Le avventure fotografiche di Nick Turpin", per la nuova iniziativa di marketing Samsung che mi segnalano direttamente dalla Corea.

Il produttore asiatico, per il lancio del 'Pixon' con display touch e fotocamera da 8 Mpixel, mette in campo un mini-sito in salsa social con RSS e Widget.

Il fotografo di strada Nick Turpin viaggia (e mostra dove su Google Maps), scatta (e mette le foto su Flickr), filma (e mete i video su YouTube), racconta (via Twitter) il suo viaggio. A decidere le azioni di Nick, in qualche modo sono i visitatori del sito: il successo di ogni singolo elemento influenza il soggetto successivo.

L'iniziativa ricorda molto da vicino lo Skype Nomad, con Rebecca in giro per il mondo usando Skype. Sinceramente non so come sia andata l'operazione Nomad in termini di visibilità e partecipazione, anche se il Twitter ufficiale è 'spento' da mesi.

Che ne pensate? Sono iniziative che hanno un senso dal punto di vista aziendale oppure dopo l'entusiamo iniziale il gioco non vale la candela?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 12:17 PM | 0 commenti | link a questo post

domenica 26 ottobre 2008

Nuova moda: sequestro dei siti esteri

Ci siamo, è scoppiata una nuova moda! Un sito estero infrange norme italiane? Non si persegue il sito, ma si chiede ai provider della Penisola di inibire la navigazione degli internauti italiani. Insomma si controlla il traffico e si inibisce quello ritenuto 'scorretto'.

Tutto parte da qua:
(ASCA) - Roma, 23 ott - La Guardia di Finanza di Cuneo ha scoperto un traffico internazionale di sigarette di contrabbando sulla rete Internet, attraverso la quale, mediante sofisticate strutture informatiche, transitavano le ordinazioni dei tabacchi ed i relativi pagamenti. In questo modo i prezzi delle sigarette erano notevolmente inferiori rispetto al costo di acquisto presso i tabaccai. Per contrabbando continuato sono stati denunciati un migliaio di acquirenti italiani dei tabacchi e arrestate 3 persone. E' stato inoltre spiccato un mandato di cattura internazionale.

La magistratura ha però chiesto - come già era successo in questa occasione per The Pirate Bay- ai provider italiani di 'oscurare' il sito. Nel caso di TPB, il tribunale di Bergamo aveva poi ordinato il dissequestro, ma evidentemenmte il precedente non ha scoraggiato nuovi 'exploit'.

Immediata la reazione dell'AIIP:
Numerosi operatori di accesso associati ad AIIP hanno depositato, presso il tribunale del riesame di Milano, la richiesta di annullamento del sequestro preventivo tramite "oscuramento" di sue siti internet localizzati all'estero disposto dal Giudice delle indagini preliminari del capoluogo lombardo. L'accusa rivolta ai gestori dei siti è quella di vendere sigarette online illegalmente anche in Italia, in violazione della normativa sui monopoli. In questo ambito, il giudice per le indagini preliminari di Milano, invece di rivolgersi agli indagati, ha ordinato agli operatori di accesso italiani di sequestrare i siti in questione tramite il loro "oscuramento". Il che si traduce, in pratica, in una vera e propria interruzione delle comunicazioni via internet attraverso una ispezione preventiva della navigazione di tutti i cittadini italiani. AIIP denuncia la pericolosa deriva culturale che porta a trasformare gli operatori di accesso in "sceriffi della rete" e sottolinea ancora una volta che il problema del controllo dei contenuti troverá una soluzione solamente il giorno in cui si comprenderá che le uniche azioni efficaci sono quelle mirate direttamente agli estremi: chi immette i contenuti, e chi ne fruisce.

Per chi volesse contribuire, Daniele ha spiegato come fare sul blog per chiedere il dissequestro (so che è tardi, ma è stato un weekend intenso): ovviamente si tratta di una questione di principio, perchè non capiti mai più che si cerchi di fermare un illecito colpendo i navigatori, usando i provider, anziche' perseguire chi l'illecito lo commette.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 10:28 PM | 1 commenti | link a questo post

Edizioni Master fa shopping editoriale nell'ICT

Li conoscete?
Sono testate, siti e blog acquisiti nelle scorse settimane da Edizioni Master.

Vedremo nei prossimi mesi se si tratta di acquisizioni tese a valorizzare le singole testate e le singole aree di interesse, oppure se si tratta di una acquisizione di traffico per aumentare il 'peso' della vendita pubblicitaria on line.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 7:12 PM | 0 commenti | link a questo post

giovedì 23 ottobre 2008

Eataly, Toro-Juve e la Torino del NYT

Ok vi avviso, questo post va messo nella categoria 'E chi se ne frega' :-)

Dopo un veloce salto in Olanda domani per lavoro, sabato mattina me ne torno in terra sabauda. Impegni del weekend:

- sabato pomeriggio vorrei riuscire a fare un salto al Salone del Gusto. Torino negli ultimi anni è cambiata parecchio, se n'è accorto anche il New York Times [qui l'articolo, via Vittorio]

- sabato sera al 'Comunale' (ormai Olimpico a tutti gli effetti) il derby Juve-Toro con un collega dell'Espresso anche lui granata dentro

- domenica a Cavour, pranzo a base di funghi con un po' di amici.

Insomma, stacco la spina e per due giorni mi rilasso in famiglia e con gli amici. Buon w-e, alla prossima settimana!


scritto da Massimo Cavazzini alle 9:17 PM | 5 commenti | link a questo post

L'Italiana Neomobile fa shopping in Spagna

L'italiana Neomobile (contenuti B2C per il mobile) ha acquisito la spagnola Arena Mobile (B2B, sempre nel mobile):

The global Mobile Entertainment Market is expected to register a growth of over 20% this year and to reach €60 billion in global revenues by 2011 (source: Yankee Group 2008). The highest growth rates are expected from “BRIC” (Brazil, Russia, India, China) and other emerging markets, most of which the Neomobile Group is ready to address successfully. The merger will lead to the establishment of a new global player ‐ an emerging leader with 2008 revenues estimated at around € 40.0 million and a workforce of 200 employees.


scritto da Massimo Cavazzini alle 9:02 PM | 0 commenti | link a questo post

mercoledì 22 ottobre 2008

Vola Facebook, mentre Wired decreta la morte dei blog

Pubblicata la mappa dei social network più diffusi nel mondo: in Italia Facebook supera MySpace, e in genere in molti Paesi fa los gambetto a MySpace, Hi5, Orkut e altri .

E se i social network sono sulla cresta dell'onda, la bibbia Wired seppellisce i blog proprio a favore di Facebook, Twitter, Flickr et similia:

Writing a weblog today isn't the bright idea it was four years ago. The blogosphere, once a freshwater oasis of folksy self-expression and clever thought, has been flooded by a tsunami of paid bilge. Cut-rate journalists and underground marketing campaigns now drown out the authentic voices of amateur wordsmiths. It's almost impossible to get noticed, except by hecklers. And why bother? The time it takes to craft sharp, witty blog prose is better spent expressing yourself on Flickr, Facebook, or Twitter.


scritto da Massimo Cavazzini alle 9:04 PM | 0 commenti | link a questo post

lunedì 20 ottobre 2008

Nel 2009 Motorola debutta con Android

Arriverà a metà 2009 uno smartphone Motorola con sistema operativo Android:

Motorola's version will boast an iPhone-like touch screen, a slide-out qwerty keyboard, and a host of social-network-friendly features, BusinessWeek.com has learned.


The phone will appear among a new class of social smartphones designed to make it easy for users to connect quickly and easily to mobile social networks such as Facebook and News Corp.'s MySpace. Such phones let users message in-network friends directly from phone contact lists, for example. A Facebook representative declined to comment on the company's work with Motorola. MySpace.com didn't respond to a request for comment.


scritto da Massimo Cavazzini alle 11:50 PM | 0 commenti | link a questo post

mercoledì 15 ottobre 2008

Galbani voleva dire fiducia

Chissà come affronterà la crisi Galbani. La vicenda è quella raccontata dai giornali e l'amministratore delegato, stasera, ha minimizzato l'accaduto al Tg1.

Come dice giustamente Maurizio,
la verità dei fatti verrà accertata dagli organi competenti, ma comunque vadano le cose, il danno economico e di credibilità dell'azienda, a torto o a ragione, è consistente e la crisi si ripercuote sulle vendite attuali e forse anche su quelle future. Questo sarebbe un ottimo momento per aprire un dialogo diretto con il mercato, ma anche con i suoi stessi dipendenti. C'è infatti bisogno di chiarezza.

Io intanto aspetto ancora di avere novità sulla truffa del formaggio che ha coinvolto i principali produttori italiani. Chi ne sa di più?

UPDATE: Galbani chiarisce la propria posizione

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:07 PM | 0 commenti | link a questo post

lunedì 13 ottobre 2008

INQ, Hutchison debutta tra i produttori di cellulari

Ho avuto la fortuna di vedere alcuni mesi or sono a Londra i progetti e la roadmap dei cellulari di INQ Mobile.

Dietro al nuovo brand, oltre ad Hutchison Whampoa (che ha il marchio 3 nel mondo ed è l'azionista di riferimento anche per 3 Italia), persone in gamba che hanno voglia di far incontrare due mondi distinti: la telefonia mobile e il Web. A capo di INQ l'ex responsabile dei terminali di 3 UK.

La cosa che mi aveva colpito di più nei progetti di INQ è la grande attenzione per i social network e per le interfacce attraverso cui si accede ai network stessi. Lancio per 3 UK e 3 Australia previsto a breve per sfruttare l'onda natalizia, come anticipa Reuters.

Disclaimer: lavoro per 3 Italia


scritto da Massimo Cavazzini alle 8:00 PM | 0 commenti | link a questo post

domenica 12 ottobre 2008

Telemarketing 2.0: prema '1' per essere fregato

I casi raccontati in rete non lasciano più dubbi sulla nuova ventata creativa dei telemarketers.

Ieri sera suona il telefono, numero anonimo. Qualche istante di silenzio. Poi attacca il centralino automatico: “Il nostro centro servizi non è in grado di mettersi in contatto con lei. Prema 1 per parlare con un nostro operatore”. [Sergio]

Ho appena risposto al telefono di casa ed un messaggio automatico ha risposto al mio "Pronto" con una frase del tipo: "Il servizio cortesia clienti non riesce a contattarla: prema 1 per...." [Mante]

“Il servizio clienti non riesce a contattarla bla bla bla vino bla bla bla prema 1 e avrà una piacevole sorpresa!” [Scorp]

Ore 13.45, squilla il telefono, numero del mittente non visibile, immagino che sia la solita televendita. La novità è che dall'altra parte della cornetta c'è una voce sintetica che pronuncia il mio nome, poi una voce registrata parte con la frase "Complimenti!!!" [Briblo]

Le 'strette' imposte dal Garante Privacy all'uso disinvolto dei dati personali hanno scatenato la fantasia delle aziende di telemarketing che, pur di riuscire a contattare il potenziale cliente, sono disposte a riccorrere a mezzucci come quelli descritti in alto.

In sostanza il Predictive Dialer spara su numeri casuali il messaggio registrato, che solitamente finisce con l'invito a 'Premere 1 per parlare con l'operatore'. In sostanza, si tratta di un'estorsione truffaldina del consenso. A quel punto il sistema registra la pressione del tasto 1 e mette la chiamata in linea con l'operatore, che cercherà di vendere qualcosa.

Il manuale di auto-difesa cita quattro possibili strategie:
- per chi crede che dire 'no' agli spammer telefonici serva, premere il tasto '2' solitamente registra il diniego e per almeno tot tempo il numero non sarà richiamato
- per chi crede che non valga la pena perdere tempo, basta agganciare
- per chi è attento all'aspetto legale, la strada è quella del garante Privacy (qualcosa di simile a questo, insomma)
- per chi crede che l'aspetto economico conti, è possibile premere uno e cercare di tenere in linea l'operatore per più tempo possibile, senza poi comperare nulla. Si fa crollare la redemption dell'operazione di vendita e il conto economico non sta più in piedi.

La quinta non è propriamente una strategia, ma funziona: io ho nel 99% dei casi la segreteria telefonica accesa e quindi il messaggio pre-registrato dei telemarketer cozza con il messaggio pre-registrato della mia segreteria. Vinco io, perchè loro stanno pagando e io al limite concedo una decina di Kb di memoria digitale per registrare il messaggio prima di eliminarlo :-)

Voi quale usate?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 4:39 PM | 7 commenti | link a questo post

venerdì 10 ottobre 2008

L'iPhone nelle aree di servizio autostradali

Il post di Paolo sul finto iPhone mi ha fatto tornare in mente l'infanzia.

La notizia sta tutta qua: esistono pataccari che hanno preso gusci dell'iPhone, hanno montato dentro un circuitino che illumina con la mela di Apple il display e cercano di rifilare il finto iPhone per strada. Lo racconta nei dettagli EnglishRussia.

L'immagine dell'omino con il finto iPhone che si avvicina e cerca di rifilare la sòla al malcapitato di turno mi ricorda da vicino la truffa dei videoregistratori.

Ho ancora negli occhi l'immagine di me, bambino, in autogrill a guardare quei signori che avvicinavano gli automobilisti mostrando un videoregistratore con tanto di led rosso acceso/spento. Automobilista di passaggio, prezzo allettante per un oggetto tecnologico all'epoca molto in voga e non ancora troppo diffuso... insomma la truffa riusciva spesse volte! Ovvio, il videoregistratore era finto, una scocca ben fatta, due pietre dento per dare 'peso' all'oggetto, una batteria attaccata ad un led rosso.

Passano gli anni, cambiamo gli oggetti, ma la fantasia umana continua a non avere limiti...

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scritto da Massimo Cavazzini alle 5:27 PM | 0 commenti | link a questo post

Google Chrome come Simon? Allora gioca a Chromon

Il mio post sulla somiglianza tra il logo del browser Google Chrome e il logo del vecchio gioco Simon è stato tra i più linkati e citati dell'ultimo anno.

Non posso quindi esimermi dal segnalarvi Chromon, il Simon a forma di Chrome, da giocare direttamente su Telcoeye: basta cliccare play qui sotto, buon divertimento :-)



hosted by Roman Cortes

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scritto da Massimo Cavazzini alle 5:08 PM | 0 commenti | link a questo post

giovedì 9 ottobre 2008

Non faccio Fiesta


Una fastidiosa influenza mi impedisce di partecipare all'evento milanese organizzato da Luca e Charline per il lancio della nuova Ford Fiesta. Peccato :-(

Ovviamente essendo appassionato di auto mi dispiace, attenderò i commenti dei blogger presenti (tra gli altri i ragazzi di AllaGuida, AutoBlog, Fordmaniaks)

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scritto da Massimo Cavazzini alle 7:39 PM | 0 commenti | link a questo post

lunedì 6 ottobre 2008

Sceriffi all'italiana

Oggi Michela Finizio su Il Sole24Ore:

È stato registrato il 23 settembre dal Consiglio dei ministri il decreto che istituisce il tavolo istituzionale contro la pirateria multimediale e digitale, annunciato dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, durate la Mostra del Cinema di Venezia. La nuova commissione, coordinata dal segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Mauro Masi, si insedierà nelle prossime settimane e avrà compiti precisi: predisporre eventuali normative e adottare provvedimenti mirati, interagire con gli operatori del settore al fine di condividere codici di autodisciplina, adottare azioni e iniziative di contrasto al fenomeno.

Ne faranno parte, oltre al coordinatore e al capo gabinetto del ministero dei Beni culturali, il presidente della Siae (Società italiana degli autori ed editori), i rappresentanti dei dicasteri coinvolti e due esperti del settore, che verranno nominati a breve.

«Faremo diverse audizioni pubbliche - afferma Mauro Masi- durante le quali ascolteremo tutti i rappresentanti del settore e le associazioni di categoria. Stiamo per attivare anche una casella di posta elettronica dove operatori ed enti interessati potranno inviare i loro suggerimenti. Intendiamo trovare una soluzione a questo grave problema, ma non credo a priori che esista una ricetta più giusta di altre»
.

Tra i 'rimedi' che potrebbero arrivare, anche togliere la connessione Internet per un anno a chi viene sorpreso per 3 volte a scaricare file protetti. La versione californiana del '3 strikes and you're out' in versione Siae. La Siae, avete presente? Quella 'cosa' nata "per incassare il più possibile" come dichiarato in passato dal presidente Giorgio Assumma.

Che oggi aggiunge: «Condivido pienamente la proposta francese e auspico si possa adottare anche in Italia la stessa ideologia. Lo stop della connessione è necessario, sennò i risultati sono inefficaci. Per questo è necessaria la collaborazione degli intermediari».

Inutile sottolineare che i provider hanno già sollevato forti perplessità: «Non vedo come si possa - afferma il presidente di Assoprovider, Dino Bortolotto - decidere qualcosa che ci riguarda senza interpellarci. Le proposte in questione sono anticostituzionali, dirette a estendere la responsabilità dei provider e a criminalizzare gli utenti finali che utilizzano internet. In questo modo il tavolo rappresenta solo gli interessi dei titolari dei diritti».


scritto da Massimo Cavazzini alle 7:48 PM | 2 commenti | link a questo post

sabato 4 ottobre 2008

Case di automobili social, ma i concessionari?

Breve divagazione sul mondo delle automobili, sui produttori di auto e sulle loro reti di vendita.

Il dato di fatto è che le case automobilistiche sono entrate pesantemente nel Web 2.0: gli esempi sono decine, giusto per citarne un paio il blog per il lancio della Fiat Bravo o le due imminenti serate 'blogger' a Milano e Roma per il lancio della nuova Ford Fiesta (...a proposito, vi racconterò poi come sarà andata). Persone (i manager) che dialogano con persone (i clienti).

Eppure, come probabilmente capita per qualunque azienda abbia una rete di vendita sul territorio, l'anello debole della catena del dialogo non sembra essere l'apice della piramide (i manager), ma la coda (i venditori).

L'azienda, i suoi prodotti, il suo marchio dialogano tutti i giorni con migliaia di consumatori, non sul Web ma tra le mura di un concessionario. Persone che parlano con persone, senza la mediazione di uno strumento 2.0 che possa in qualche modo orientare e influenzare la conversazione.

La scorsa settimana sono stato da un noto concessionario di una altrettanto nota casa automobilistica tedesca. Ho chiesto di vedere un paio di vetture, la prima non era disponibile la seconda mi è stata mostrata frettolosamente. In compenso alla domanda se le vetture possono essere provate su strada sono stato edotto del 'perchè non si può la casa madre non paga nulla', del 'è un concessionario non una giostra che fa fare il giro', del 'io perdo tempo a fare la prova e il preventivo e mostrare l'auto poi la gente va dal concessionario di fianco che magari costa 10 euro in meno'.

Ho chiesto quando avrei potuto vedere il modello non esposto e mi è stato detto 'settimana prossima', cioè oggi. Sono andato oggi e la vettura non c'era. Il venditore mi ha comunque accompagnato ad una vettura - stesso modello ovviamente - usata, poi impegnato con altri due clienti si è allontanato lasciandomi in balia di un suo collega (che seguiva una coppia interessata alla stessa vettura). Collega che non ha detto mezza parola nemmeno per salutare, in compenso appena la coppia è scesa dall'abitacolo ha chiuso la vettura (io ero sui sedili posteriori...) e se n'è andato lasciandomi solo con la vettura chiusa. Senza salutare, nonostante ci fossero fuori dalla vettura 3 mie accompagnatori. Inutile dire che ce ne siamo andati senza ulteriore perdita di tempo.

Ora, è banale osservare che andrò a vedere l'auto da un altro concessionario, ma è altrettanto banale concludere che gli sforzi enormi fatti per assicurare un certo tipo di comunicazione (sia dall'alto con i comunicati stampa, sia 2.0 con gli strumenti tipici dell'Internet partecipativa) sono vanificati in 5 minuti quando il rapporto tra potenziale cliente e marchio è affidato a venditori come quelli che ho incontrato io. Budget da dedicare al web 2.0? Ok, ma non dimentichiamoci delle reti di vendita sul territorio, di investire in formazione e soprattutto in monitoraggio e controllo, di correggere gli errori anche sfruttando i feedback che arrivano dal Web.

E voi, esperienze negative con i concessionari di auto?


Ps: i blog servono anche a conversare ed informare? Bene, allora il concessionario è Rinaldi di Torino e la casa automobilistica è Volkswagen. Segnare in agenda: 'Stare alla larga'.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 11:58 PM | 18 commenti | link a questo post

giovedì 2 ottobre 2008

Barbecue del cazzo

La foto apparsa per qualche minuto sulla home di Repubblica.it [via Vittorio] si commenta da sola.

Forse, essendo una notizia non propriamente rassicurante, Google Images ha suggerito una foto a tema, è la terza quando si cerca 'barbecue' :-)

Per chi pensa sia un fotomontaggio, la foto è nel file system di Repubblica (ora sostituita...).

Repubblica non è nuova a questi exploit: chi non ricorda il file kazzone dell'intervista al CEO di Vodafone Italia?

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:39 PM | 2 commenti | link a questo post

mercoledì 1 ottobre 2008

Google 2001, io c'ero


Per i 10 anni di vita, Google ha pubblicato una pagina di com'era nel 2001 (più indietro di così non sono riusciti ad andare).

Inutile dire che anche le ricerche danno i risultati del 2001: io c'ero, un po' diverso da adesso ma c'ero :-)

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scritto da Massimo Cavazzini alle 9:18 PM | 2 commenti | link a questo post

Le aziende social? Eccole

Elenco sicuramente parziale e in progress, ma comunque un buon inizio di mappature per capire quali grande aziende abbiano iniziato ad affacciarsi sul mondo dei social network [via Bernard]:

I thought you might benefit from some of my background research on these topics. And I'd appreciate your help in curating this list by providing more details and submitting additional cases.

Tra le più attive le società americane, ad esempio
oppure

  • Dell:
    • Blogging: Direct2Dell generates 3.5 million pages views/month.3 Nine official internal blogs and hundreds of team/departmental blogs in English, Chinese, Japanese, French Canadian, Portuguese, and Spanish.9 Dell Hell. Osaka flaming laptop.
    • Brand Monitoring: Uses conversation monitoring from Visible Technologies.
    • Crowdsourcing: Ideastorm allows users to suggest and vote on ideas, has generated 9,800+ ideas. Employee storm, internal idea community has generated over 2,700 ideas.3
    • Microblogging: 22 corporate accounts on Twitter, as well as 17+ individuals using "[Name]AtDell" handles
    • Virtual Worlds: Second Life island.2
E voi, ne conoscete altre? Nel mio piccolo a memoria mi viene in mente il Vodafone Lab o, per rimanere alla società in cui lavoro, l'isola 3 Italia di Second LIfe, il gruppo Facebook di amici, clienti e colleghi di 3 e il gruppo Facebook de La3 Tv, con spezzoni programmi e novità.

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scritto da Massimo Cavazzini alle 5:45 PM | 7 commenti | link a questo post