Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

giovedì, marzo 27, 2008

Ericsson: HSPA a 42 Mbps

Ericsson 'risponde' a NTT DoCoMo: secondo le indiscrezioni, mostrerà al CTIA Wireless prossima settimana la prima soluzione end-to-end HSPA (il super-UMTS) a 42 Mbps.
Velcità ottenuta grazie alla modulazione 64QAM e tecnologia MIMO 2x2 (Multiple Input Multiple Output).

Speeds of up to 42 Mbps represent the next phase in HSPA Evolution. These speeds are achieved by combining new higher order modulation technology (64QAM), together with 2x2 Multiple Input Multiple Output (MIMO) antenna technology. The first step of the HSPA evolution will be introduced during 2008.

The improved speed will assist operators in leveraging existing network infrastructure to meet growing consumer appetite for advanced multimedia services. The demonstration will be made using a handheld form-factor device based on Ericsson Mobile Platforms access technology.

Ericsson's WCDMA/HSPA Radio Access Network solutions offer an evolutionary path for HSPA Evolution. For example, the RBS 3000 family of Ericsson base stations has support for both HSPA Evolution and LTE. Ericsson's recently launched next-generation radio base station family, the RBS 6000 series, offers a enhanced multi-standard solution that supports GSM/EDGE, WCDMA/HSPA Evolution and LTE, all in a single package.


Si tratta, ovviamente, di velocità teoriche :-)

Etichette: , ,

Li Ka-shing scommette su Faceboook con altri 40 milioni

Ai 60 milioni di dollari già investiti lo scorso novembre, il miliardario cinese Li Ka-shing (patron di Hutchison Whampoa, proprietaria tra l'altro di 3 Italia) aggiunge altri 40 milioni di dollari e supera quota 100 milioni di dollari investiti.

Durante la presentazione dei risultati finanziari, mr Li ha detto che "potrebbero esserci sinergie interessanti tra il 3G e Facebook".

Se volete spulciare tra i miei colleghi che ho aggiunto come amici/contatti Facebook, acrete una sorpresa interessante :-)

Etichette: , ,

mercoledì, marzo 26, 2008

Super 3G: 250 Mbps in download

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul futuro del wireless, NTT DoCoMo prova a (s)chiarire le idee: 250 Mbps in download su una rete Super 3G.

Se tutto va bene, arriverà nel 2009.

NTT DoCoMo Achieves 250Mbps Downlink in Super 3G Field Experiment
— Key Step toward Realization of New High-Speed Mobile Network —
[comunicato]

Etichette: , ,

Microsof scambia API con i social network, non certo i dati

No, sebbene qualcuno cerchi di spacciarlo come accordo sulla portabilità dei dati tra social network diversi (ricordate la vicenda di Scoble, sbattuto fuori da Facebook?), l'annuncio di Microsoft è un semplice accordo per scambiare le API e permettere un single sign-on.

Più che di portabilità, quindi, si deve parlare di interoperabilità:
Si chiama www.invite2messenger.net ed è un nuovo sito istituito da Microsoft per consentire agli utenti dei servizi Windows Live Messenger di essere raggiunti dai loro contatti presenti su alcuni tra i più diffusi siti di social networking. Tutto questo, grazie a un accordo di scambio di Api raggiunto con Facebook, Bebo, Hi5, Linkedin e Tagged. In particolare, oggetto dello scambio sono le Windows Live Contacts API e le Contacts API dei partner, che consentirà per l’appunto lo scambio reciproco dei contatti in modo sicuro e veloce. La collaborazione con Facebook è immediatamente attiva, mentre le altre saranno attivate nei prossimi mesi.

Sul terreno della data portability, intanto, le strade di Microsoft e Yahoo! sembrano dividersi: Yahoo! ha infatti scelto OpenSocial, l'iniziativa lanciata a fine 2007 da Google a cui hanno già aderito MySpace, Plaxo, Bebo, Hi5, Orkut, LinkedIn, Six Apart, Oracle, Salesforce.com e Ning. Open Social prevede API open source che permettono di sviluppare aplicazioni da inglobare in diversi social network.

E di data portability tra i diversi social network, quando si tornerà a parlare?

Etichette: , , , , ,

martedì, marzo 25, 2008

Il WiMax fa schifo? Da un eccesso all'altro...

Schizofrenia: questa la prima cosa che mi viene in mente quando leggo articoli sul WiMax.

Punto Informatico oggi titola "Il WiMax? Fa schifo, lasciamo perdere", riportando quanto dichiarato da Gart Freeman, CEO di Buzz Broadband, provider australiano che lo scorso anno aveva puntato moltissimo sul WiMax: "Secondo Freeman, le performance del WiMax in assenza di visibilità ottica, sono "inesistenti già a soli due Km dalla stazione radio base, le prestazioni in ambienti interni decadono già a 400 metri e la latenza raggiunge i 1000 millisecondi".

Un giorno è la panacea, un giorno fa schifo: la realtà è probabilmente nel mezzo. Il WiMax, come tutte le tecnologie di questo mondo, ha pregi e difetti: non va buttato alle ortiche, non va santificato. Va semplicemente utilizzato al meglio... qualcuno suggerisce che, per diventare realmente monetizzabile, si debba avere WiMax con LTE. Che ne pensate?

Etichette: ,

lunedì, marzo 24, 2008

Blogbabel chiusa


BlogBabel è temporaneamente sospesa.

Ci siamo stufati dell'arroganza di alcuni blogger italiani, che pensano di poter ricattare un servizio offerto alla comunità e al grande pubblico, e non perdono occasione per trasformare qualsiasi discussione in un litigio da riunione di condominio.

In particolare, grazie a Napolux, PaulTheWineGuy, e gli altri che continuano a non capire che un motore di ricerca ha poco a che fare con la licenza d'uso dei contenuti. Vi manca BlogBabel? Parlatene con loro.

Matteo che notoriamente è più equilibrato di me, mi suggerisce di riportare un messaggio che ho pubblicato poco fa nel gruppo di discussione pubblico. Eccolo:

Non so se [la sospensione] sarà temporanea o meno: l'idea di avere qualche testa calda che decide di farmi causa mi sconforta abbastanza, dopo tutto il tempo e le energie spese per fare BB, doverne impiegare altrettante (e soldi ovviamente) per difendermi dalle accuse di qualche megalomane mi sembrerebbe davvero un calcio nei denti...

Etichette: , ,

venerdì, marzo 21, 2008

Tanzen mit Righeira, stasera a Torino

L'amico Stefano (ovvero Johnson Righeira) mi ha avvisato che stasera, in quel di Torino, si terrà la proiezione di “Tanzen mit Righeira”, il docu-film dedicato alla storia dei Righeira, con l’intervento in sala del regista Alessandro Castelletto, dei Righeira e di Giuseppe Culicchia.

Ingresso gratuito e, a seguire, un dj set di Johnson. L'appuntamento è per le ore 21-21.15 allo storico cinema King Kong Microplex di via Po, una delle sale più innovative d’Europa per concezione e programmazione: non una semplice sala cinematografica, ma uno spazio polifunzionale con palcoscenico per sonorizzazioni.

Ecco quanto racconta la cartella stampa: "Erano i primi anni’80. La Torino “giovane” iniziava a muovere i suoi primi timidi passi per scrollarsi di dosso quella cappa di grigio che la città dell’industria spalmava a raggiera. E in questo contesto il mondo della musica cercava di dire la sua. Molto prima dei Mau Mau, degli Africa Unite e dei Subsonica, una meteora tanto veloce quanto fulminea ha illuminato le strade di Torino portando la propria voce in tutta Italia e anche all’estero: Stefano Rota e Stefano Righi, aka Michael e Johnson Righeira.
Conosciutisi sui banchi di scuola del liceo Einstein di Torino, dopo i primi vagiti nell’underground post punk torinese di fine anni ’70, i Righeira diventarono un’icona pop con una canzone entrata subito nel mito, Vamos a la playa. Festivalbar, televisioni, riviste, primi nelle classifiche non solo italiane. E ai primi successi ne seguirono altri come “No tengo dinero” e “L’estate sta finendo”. Erano gli anni ’80 appunto e i Righeira si confermavano come una delle icone più importanti e colorite della decade.
Ma poco dopo la favola s’interrompe. Qualche pezzo non indovinato, i gusti giovanili che di paro passo col finire degli anni ’80 cominciavano a cambiare e i due che, prendendo atto della situazione mutata, da lì a poco si separarono.

Solo verso la fine degli anni ’90 il nome Righeira cominciò a risentirsi. Qualche serata di nuovo insieme, qualche apparizione televisiva stile revival anni ’80 e Vamos a la playa che risuonava nelle orecchie di fan più o meno giovani. E siccome l’appetito vien mangiando ecco un album nuovo di zecca “Mondovisione” che vede la luce nel 2007."

Buona visione!


Etichette: , ,

giovedì, marzo 20, 2008

UMTS: Tesoro al bivio con Ipse e 3 Italia

Come ricorda IlSole24Ore di oggi, il 28 marzo - salvo rinvii - ci sarà l'udienza di merito del Consiglio di Stato per valutare se Ipse ha diritto a restituire allo Stato il suo pacchetto di frequenze aggiuntive da 5 MHz ed essere così esonerata dall'obbligo di pagarne il corrispettivo (826 milioni di euro).

Ipse, come molti ricorderanno, non ha mai lanciato i servizi e si è vista dunque revocare la licenza (ma non la fidejussione bancaria), innescando un contenzioso con lo Stato da 826 milioni.

Nei giorni scorsi, scrive sempre Il Sole, 3 Italia ha presentato un analogo ricorso al Tar per restituire i 5 MHz aggiuntivi rispetto al pacchetto di frequenze-base e vedersi così rimborsati 826 milioni (al netto della quota relativa agli anni di esercizio della licenza già trascorsi).

Nell'ipotesi peggiore quindi, a distanza di sette anni, l'avventura Umts potrebbe regalare al Tesoro un “buco” di 1,2 e 1,4 miliardi di euro. In realtà, "secondo una stima di tre fra i maggiori esperti del settore — Carlo Cambini del Politecnico di Torino, Antonio Sassano della Sapienza di Roma e Tommaso Valletti dell'Università Tor Vergata — già dal prossimo anno lo Stato potrebbe incassare tra 1,35 e 1,8 miliardi di euro. Il ministero delle Comunicazioni non ha ancora deciso come gestire 255 megahertz in banda L (utili per la tv mobile) e nella banda dei 2.0 e 2.5 GHz (servizi Umts o Wimax). Per ogni MHz si stima un valore di mercato tra 2,5 e 3 milioni che porterebbe, in caso di asta, a un incasso compreso almeno tra 637 e 765 milioni. La seconda risorsa è costituita dal possibile allungamento delle licenze dei quattro operatori Umts. In questo caso le compagnie potrebbero ottenere un'estensione della durata, dall'attuale termine del 2021 al 2025, in cambio di un corrispettivo calcolato sul modello inglese (Administered incentive pricing) che oscillerebbe tra 725 e 1 miliardo di euro per ogni anno di prolungamento".


Etichette: , , , ,

martedì, marzo 18, 2008

Banda larga mobile: 300 milioni di euro sul piatto

Come sa chi segue da qualche tempo il blog, da ormai qualche anno lavoro per 3 Italia (può bastare come disclaimer?). Mi pare interessante, al di là delle osservazioni prettamente tecnico-strategiche, riportare questa agenzia:

(ANSA) - 3 Italia annuncia un piano di investimenti triennale da 300 milioni di euro per ridurre il digital divide nel Mezzogiorno e nelle aree che non dispongono dell'ADSL o dispongono solo di connessioni in banda stretta. Gia' oggi sono 600 i comuni italiani - per un totale di 1,5 milioni di residenti - in cui l'ADSL non e' disponibile ma che sono raggiunti dalla banda larga mobile di 3 Italia. ''Se, come ricorda il commissario UE per l'Informazione, Viviane Reding, alle tecnologie ICT si deve la meta' della crescita del PIL nei Paesi della UE, la Banda Larga in mobilita' incondizionata garantita dall'HSDPA, l'evoluzione dell'UMTS che permette di raggiungere gia' 7,2 Mbps in alcuni hot spot in Italia e 14,4 Mbps nel giro di 2 anni, e' una grande risorsa per il Paese, per i cittadini e per le imprese'', ha ricordato l'amministratore delegato di 3 Italia, Vincenzo Novari. Il boom della trasmissione dati in mobilita' non conosce soste e non e' piu' confinato all'utenza professionale: mentre cresce la diffusione dei laptop tra il grande pubblico (2,8 milioni di pezzi venduti nel 2007, in crescita del 33% rispetto al 2006) e si moltiplica la richiesta di collegamenti in banda larga mobile, si prevede che gli operatori mobili vendano complessivamente nel 2008 piu' di quello che hanno venduto nei 4 anni precedenti e le attivazioni di linee-dati mobili (1,4 milioni) superino quelle fisse (1,3 milioni). Si tratta di un trend mondiale: secondo la societa' di analisi di mercato Yankee Group, il mercato potenziale della connettivita' mobile vale gia' oggi 70 miliardi di dollari; nel secondo semestre 2007 il fatturato di servizi come la voce (+1,1%) e il messaging (+9%) e' cresciuto ''single digit'', mentre il traffico dati mobile e' cresciuto ''double digit'' (+45%). E' un mercato in pieno boom in cui 3 Italia recita una parte da protagonista: un cliente 3 infatti ogni mese supera 1,2 gigabyte di traffico dati in mobilita', mentre il traffico dati giornaliero transitato sulla rete e' raddoppiato negli ultimi 6 mesi, passando dai 2,5 Terabyte/giorno del giugno 2007 ai 5 Terabyte/giorno raggiunti a gennaio 2008.

Insomma, che sia mobile o fissa, la banda larga può essere una leva forte per rilanciare l'ICT e lo sviluppo italiano. Se ne accorgeranno i nostri prossimi governanti, che nei loro programmi non dedicano spazio a questi temi?


Etichette: , ,

Vivere di eBay?

Palermo, 18 mar. - (Adnkronos) - L'e-commerce sta cambiando il mercato del lavoro in Italia, creando opportunita' di redditto anche in Sicilia. Lo testimonia un'indagine commissionata da eBay.it a Research International, dalla quale risulta che vendere su eBay e' diventata una professione o una fonte di reddito per 1.002 siciliani. Tra le categorie di vendita maggiormente rappresentate dagli imprenditori siciliani intervistati spiccano informatica e palmari (21,8%), e, a pari merito, abbigliamento e accessori (16,4%), auto, moto e scooter (16,4%). La Sicilia, con i suoi 1.002 imprenditori per i quali le vendite su eBay costituiscono una fonte di reddito primaria o secondaria.

Secondo me c'è un'enorme differenza tra professione (vivere con un negozio su Ebay) e fonte di reddito (vendo su Ebay e raccolgo qualche euro).

Sarebbe interessante - c'è qualcuno di eBay all'ascolto? - sapere quante persone in Italia davvero vivono con un'attività su eBay, quaqnti insomma lo fanno come professione unica e quant'è il reddito medio. Curiosità soddisfatta solo in parte ("Il 17% dei proprietari delle PMI, circa 1.000 persone, ha lasciato la propria occupazione per potersi dedicare a tempo pieno alla nuova attivita' imprenditoriale su eBay.").


Etichette: ,

lunedì, marzo 17, 2008

Treni, prezzi e buon senso

L'amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti fa sapere che "nel rapporto tra qualita' e prezzo l'Italia ha ancora tariffe molto basse" e che quindi "i prezzi sono destinati ad aumentare".

Ieri sera Report, su Rai3, dedicando spazio alle energie alternative dà un dato significativo: in Italia ci sono 60 auto ogni 100 abitanti, contro una media europea di circA 40.

In questo momento sono in treno verso Milano. E ripenso a Report, a Moretti, alla qualità dei nostri treni. Sono partito di casa alle 6.40, ho preso autobus, metro, treni e di nuovo metro e autobus, arriverò - se non ci sono sorprese - alle 10 in ufficio. Circa 130 chilometri, 3 ore e 20 di viaggio, per un totale di 19 euro (se avessi preso l'alta velocità, il costo sarebbe salito a 28 euro).

In auto, per arrivare alla stessa ora, viaggiando meglio, più comodo, in un ambiente pulito ecc ecc, l'orario di partenza sarebbe stato spostato di un'ora e mezza in avanti (alle 8 circa). Costi vivi 18 euro tra gasolio e autostrada (assumo che comunque un auto in famiglia serva).

Moretti può anche aumentare ancora i prezzi lasciando invariata la qualità, così Report il prossimo anno continuerà a raccontare di un numero di auto per 100 abitanti più elevata della media europea... e io continuerò a preferire l'auto perchè, paradossalmente, più economica del treno.

Etichette: ,

venerdì, marzo 14, 2008

Google Ad Manager, il centro media on line

Google ha lanciato, come suo solito in beta, il nuovo servizio di Ad Manager: si tratta di "a hosted ad management solution that can help you sell, schedule, deliver, and measure all of your directly-sold and network-based inventory", ovvero una piattaforma che permette agli editori di gestire in prima persona gli spazi pubblicitari sul proprio sito.

Più che mai azzeccato il commento di Mante: un ulteriore passo verso la disintermediazione, verso l'accorciamento della catena, l'avvicinamento dell'editore all'inserzionista. In altre parole, una dichiarazione di guerra o quasi ai centri media tradizionali, veri 'cuscinetti' tra chi cerca spazi pubblicitari e chi li offre.

Proprio nei giorni scorsi discutevo con un collega sulla necessità che il mondo dell'advertising on line cambi prospettiva: dalla vendita un tanto al Kg sul modello CPM alla vendita di qualità su base CPA. Vendere 10 milioni di impression a 100 oppure vendere 5 milioni di impression a 70 e usare i 5 milioni rimanenti per spazi pubblicitari pagati sulla performance di vendita? Io scommetto che il futuro sarà questo secondo modello, perchè ovviamente una vendita viene remunerata anche 1000 volte più di un'impression.

Il consulente-intermediario che continua a proporre all'inserzionista di spendere soldi per comprare impression al prezzo più basso, è destinato ad uscire dal mercato con l'arrivo di piattaforme che permettono al publisher stesso di gestire in proprio gli spazi. Il consulente-cuscinetto che riuscirà a proporre al cliente una strategia diversa -ad esempio il modello misto CPM/CPA - allora potrà continuare ad esistere sul mercato.

Non è un passaggio facile, nemmeno a livello aziendale: chi per anni è stato abituato a ragionare puramente ad impression, raramente accetta il passaggio filosofico al CPA. Chi vuol fare brand, continuerà a ricercare la presenza. Chi vuol vendere on line (e sempre più aziende lo fanno) cerca modelli diversi, principalmente basati sulla performance.

E Google come sempre annusa l'aria, respira i cambiamenti e li traduce in piattaforme. L'editore conosce gli spazi che funzionano bene per la vendita, quelli che funzionano bene per il branding, quelli che visitano gli uomini di 40 anni e quelli che visitano le ragazze di 20, le pagien più viste alle 3 di notte o alle 10 del mattino. L'inserzionista sa se cerca le ragazze di 20 anni o gli uomini di 40, sa se vuole vendere un prodotto adatto ai nottambuli o alle famiglie. In mezzo la piattaforma Google, che incrocia esigenze degli uni e degli altri. Chi non segue a ruota, rischia di uscire dal mercato.

Etichette: , ,

mercoledì, marzo 12, 2008

L'Internet cattiva

Rimango sempre sorpreso da come si possa avere (ancora) una visione così limitata e limitativa del mondo Web, un mondo 'di orchi e streghe cattive'. Dove, per altro, la soluzione proposta è un 'patentino' (sic!). Chissà come hanno calcolato i '450mila accessi giornalieri a blog che incitano all'anoressia e alla bulimia'. Un po' come quando si legge(va) di persone 'rapite via Internet'...

(ANSA) - ROMA, 12 MAR - Anoressia, bulimia, reati a sfondo sessuale, pedopornografia e adescamento online. Sono solo alcuni dei rischi in cui possono imbattersi i minori navigando in rete. Al tema della prevenzione e della repressione dei reati e' stato dedicato oggi a Roma il convegno ''Dignita' e diritti dei minori: rischi e abusi su internet''. Unanime la proposta richiesta alla prossima legislatura: una legge che permetta l'accesso ad internet solo grazie ad una licenza. ''Non basta l'intervento della comunita' serve anche l'intervento delle autorita'''. E' quanto sostiene l'avvocato Gianmarco Cesari, presidente dell'Osservatorio Vittime Lidu, lega italiana dei diritti dell'uomo e organizzatore dell'evento. Al centro del dibattito la voglia di combattere la violazione della dignita' umana dei minori attraverso azioni concrete. Sono blog, chat line e siti internet i veri luoghi di incontro dei ragazzi, ma troppi sono i pericoli che si nascondono dietro l'angolo. I dati parlano chiaro: ogni giorno, ad esempio, si contano ben 450.000 accessi a blog che incitano i giovani all'anoressia e alla bulimia. E' contro ''la seconda vita virtuale'', quella che vivono gli adolescenti della ''generazione digitale'', che si sono mobilitate molte Associazioni, come quella di Psicologia, clinica e giuridica, Telefono Azzurro, ma anche universita'.

UPDATE 17/3/2008: il Contrappunti di Mante su Punto Informatico

Etichette: ,

martedì, marzo 11, 2008

Bernabe' pensa ad Telecom come Eni?

Bel pezzo di Carnevale Maffè su MIlano Finanza. In sintesi:

Intemazionalizzarsi senza cassa, come ha annunciato di voler fare Bernabé, e senza la leva di scambio di un titolo che è ai minimi storici, non è sfida facile. Il manager di Vipiteno sembra volersi ispirare al modello di intemazionalizzazione dell’Eni negli anni 90. In effetti, ci sono elementi di similitudine tra l'attuale Telecom e l'Eni di 16 anni fa, quando Bemabé ne prese le redini. Devastata dall'interferenza della politica, indebitata, strategicamente fragile in un mercato ormai diventato globale, ma ricca di competenze specifiche, Eni fu guidata verso il rilancio da una politica di partnership selezionate e differenzianti rispetto ai big del settore. Leva fondamentale fu l'uso strategico di know-how formalizzato usato come moneta di scambio per ottenere posizioni di rendita in paesi strategici per l'approvvigionamento energetico. L'embrione di strategia enunciato da Bernabé dovrà fondarsi su tre punti chiave: a) la definizione di un modello di proprietà intellettuale su processi e tecnologie, come l'integrazione fisso-mobile, o la migrazione dalla telefonia cellulare 2G all'accesso mobile broadband, che consenta l'estrazione di future rendite, e non il semplice pagamento una tantum di prestazioni di servizio; b) un insieme di alleanze strategiche internazionali, sull'esempio di quelle stipulate da BT con pochi selezionati partner tecnologici globali, al posto dell'attuale lenzuolata di decine di accordi dispersivi e senza respiro strategico, di fatto poco più che contratti di licenza o rivendita di tecnologia per il mercato interno; c) l'accordo con uno o più pariner finanziari internazionali, disposti a investire i capitali freschi che mancano a Bernabé, con un modello replicabile di creazione di valore, che veda Telecom solo parzialmente coinvolta nei diversi strati infrastrutturali locali che richiedono alta intensità di capitale, ma con un ruolo di primo piano sullo strato industriale dei servizi e delle soluzioni.

Etichette: , ,

venerdì, marzo 07, 2008

L'iPhone scopre il business

Il nuovo aggiornamento dell'iPhone previsto per giugno prossimo (e gratuito), che va sotto il nome di "Enterprise" o più tecnicamente "firmware 2.0", permetterà infatti di sfruttare il protocollo ActiveSync Exchange di Microsoft. In altri termini, la posta elettronica aziendale, i contatti, così come gli appuntamenti di lavoro, potranno finalmente essere consultati sia sul computer dell'ufficio sia sul proprio iPhone. Non più e non solo, quindi, la possibilità di leggere la propria posta personale, ma anche quella aziendale, in modo - assicurano a Cupertino - sicuro, affidabile e costantemente sincronizzato grazie alla tecnologia "push", senza cioè dover far nulla o dover ricaricare inutilmente pagine web. Ma attraverso le applicazioni mac installate sul proprio iPhone, che i possessori del telefonino già conoscono e apprezzano. [via]

Etichette: ,

Telecom Italia, meno investimenti

Approvato il piano industriale di Telecom per il triennio 2008-2010, all'insegna della «disciplina finanziaria». L'ad del gruppo, Franco Bernabé, ha escluso «fuochi d'artificio» nel prossimo futuro. E ha anzi ridotto gli obiettivi di crescita per l'anno in corso. Notizie che non sono piaciute alla Borsa, che ha penalizzato il titolo della compagnia telefonica, arrivato a perdere più del 7% in mattinata (a metà giornata la flessione si è attestata al 6,5% a 1,487). [via]


Etichette: , , ,

giovedì, marzo 06, 2008

I cessi Ikea? Nomi danesi

Curioso articolo de Il Giornale: la svedese Ikea è accusata di razzismo, perchè chiamerebbe gli oggetti più degradanti (tavolette per il water, pavimenti di bassa qualità, ecc) con i nomi di città danesi, o meglio degli odiati 'cugini' danesi:

Non basta vivere in Scandinavia per sfuggire alla legge dei «terroni». C'è sempre qualcuno più a nord di te. Capita, così, che la svedese Ikea si becchi un'accusa di razzismo nei confronti dei danesi, gente del Sud, meridionali. Terroni. Dicono poi che il signor Ikea sia un tipo duro e, da buon svedese, ami raccontare barzellette solo sui vicini danesi.

Ingvar Kamprad da sempre sostiene di avere un piccolo problema con i nomi. Fatica a ricordarseli. È per questo, raccontano, che mobili, oggetti, modelli e suppellettili dei suoi prodotti vengono battezzati con un criterio a prova di memoria. Tutto deve seguire una logica razionale, con la stessa pedante precisione con cui incastra viti, perni e bulloni di letti e cucine. Scatole e scaffali portano nomi di cittadine svedesi.

Letti, armadi e mobili da salotto evocano luoghi norvegesi, tavole e sedie citano la Finlandia, i cuscini parlano di fiori, piante e pietre preziose. In bagno trovi solo laghi scandinavi, fiumi e baie. Ma se si va nella polvere, sui tappeti, zerbini e tutto ciò che è calpestabile, non vi potete sbagliare: ci sono solo nomi di città danesi. Un caso? Mica tanto.

Mister Ikea è convinto che ci sia del marcio in Danimarca. E così quando si tratta di dare un nome agli oggetti più «bassi» pensa sempre e soltanto alle città danesi. Così la tavoletta del water tira fuori dalla cartina geografica Öresund, lo stretto di mare che divide la Danimarca dalla Svezia. Poi c’è Nivå, la città che diventa un rivestimento per pavimenti. Guarda caso il più economico. Nessuno finora l'aveva fatto notare, ma per alcuni ci deve essere sotto qualcosa. Secondo Klaus Kjøller, un esperto di scienza della comunicazione dell'università di Copenaghen, qualcuno ha voluto prendersi gioco dei danesi.

Etichette: , , ,

lunedì, marzo 03, 2008

Aperto al pubblico

Eccomi. Ero a Londra (vedi foto, chi indovina la location?) per alcuni incontri di lavoro, conto di tornare alla normale attività in poco tempo...

Vedo che nel frattempo:

- se n'è andato Pompei ed è arrivato Rosso in Tiscali,
- le voci di vendita Tiscali non si placano
- sull'affare Enel-Wind si sono accesi i riflettori della Procura
- Mante si chiede quale sia il futuro del WiMax dopo la fine dell'asta

- la lettera a Bruno Vespa su Internet e mass media
- Tommaso dirigerà CurrentTv in Italia
- Italia fanalino di coda nella banda larga.