Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, novembre 30, 2007

Vodafone Mobile Internet... forse

Giovy racconta la propria (infelice) esperienza con l'offerta Mobile Internet di Vodafone:
Spero non me ne vorranno gli amici che lavorano in Vodafone, ma oggi sono leggermente incazzato con quello che da sempre è il mio gestore telefonico e che ogni tanto mi sorprende per come sia predisposto a "fregare" l’utente/cliente. Ho messo la parola "fregare" fra virgolette perchè Vodafone gioca su comunicazioni errate (non so se in buona fede) per riuscire a far tirare fuori al cliente più soldi di quelli che deve (vedasi il precedente capitolo "Vodafone Revolution"). La "fregatura" di cui vi parlerò oggi si chiama "Promozione Mobile Internet".

Sembrano molti i consumatori insoddisfatti dell'offerta: Soldiblog titola "Vodafone "facile" fregatura!", MobileBlog che avverte delle "Limitazioni degli abbonamenti Vodafone Facile", PassioneMobile che segnala "Vodafone Mobile Internet… fate attenzione!", tutti ripresi da i-dome che dedica un articolo alla questione.

Per chi legge Telcoeye da qualche tempo, non è una novità: i post dal titolo "Il concetto di Internet Mobile secondo Vodafone" e "Il WAP fuori dal walled garden Vodafone" mostrano come viene inteso il Web mobile dalla società britannica.

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giovedì, novembre 29, 2007

Rete neutrale o traffic shaping trasparente?

Interessante post di Telco 2.0 sul traffic shaping e sulla net neutrality: la neutralità della rete (sintetizzando, nel trasporto ogni bit è uguale ad un altro bit e non ci sono priorità) è davvero la via di uscita?

“Net Neutrality is an issue no ISP can escape. We’re convinced that demand for bandwidth driven by innovative applications will always outstrip the physical and economic supply of network. For that reason Net Neutrality is a pipe-dream. We believe it’s vital to put the customer in control of what takes priority on their line and we’re already developing that capability.”
Neil Laycock, CEO, PlusNet

In pratica nessun ISP puà far finta che il problema non esista. Secondo Laycock, la richiesta di banda supererà sempre l'offerta e la soluzione è il razionamento con regole certe e dichiarate a priori. Senza nasconderlo, però: il cliente deve sapere cosa utilizza e quale "peso" ha ciascun bit.

Pur non essendo troppo convinto della premessa fatta da Laycock sull'eccesso di domanda, è comunque apprezzabile (e apprezzato dai clienti di PlusNet) la ricerca di trasparenza: tra le soluzioni possibili per ovviare all'eccesso di domanda, PlusNet sceglie una strada e la dichiara apertamente.

"The end game of the traffic shaping is to put customers in control of each of every packet: not just in terms of prioritisation, but also in term of filtering. Obviously for non-technical users there will be standard templates."

Che ne pensate?

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fringME!: VoIP con Web e GPS

E' stato anticipato nei giorni scorsi ed ora è disponibile per tutti: si tratta di un simpatico bottoncino chiamato fringME!, che è possibile inserire sul proprio sito Web o blog.

Il widget gratuito di Fring permette ai visitatori del sito/blog di vedere lo status online e di chattare con il "tenutario" quando è lontano dal computer (anche senza essere utente fring).

Ma la caratteristica più interessante è senz'altro la possibilità di vedere in tempo reale via Google Maps dove si trova il tenutario. Quest'ultima funzionalità deve essere associata ovviamente ad un cellulare con GPS integrato (per altro, deve comunque essere un Symbian OS 9.1/9.2).

Per approfondimenti, Federica ne parla sul blog italiano di Fring.

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mercoledì, novembre 28, 2007

Lo Skypephone di ZeusNews

Dario di ZeusNews recensisce lo Skypephone. E lancioa un contest che ne mette in palio uno.

Il numero che scelgo per partecipare al contest è il 28 (la data odierna) e nel caso dovessi vincere... rimetterei in palio il telefono (che ho già) per un secondo contest :-)

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martedì, novembre 27, 2007

Bollettini postali via SMS

Grande risalto sui quotidiani di oggi all'iniziativa annunciata da Poste Mobile, il gestoe mobile virtuale di Poste Italiane (su rete Vodafone) da cui l'amministratore delegato Sarmi si attende almeno 2 milioni di clienti e 500 milioni di euro di ricavi.

Sarmi spiega che dal 2008, il cellulare "virtuale" delle Poste potrà essere usato anche per pagare i bollettini postali. In fase di test anche il pagamento di prossimità (avvicinando il cellulare ad un apposito Pos, si effettua il pagamento), anche se Sarmi non spiega quale sia la tecnologia utilizzata (probabilmente, NFC).

Citando Stefano, è evidente che esista un'asimmetria tra operatore mobile e banca: gli operatori mobili non possono fare da banca, le banche possono fare gli operatori mobili (ESP o MVNO). Ma il tema dei pagamenti mobili, fino ad oggi sempre rimasto teoria, nel prossimo biennio si prepara a diventare pratica diffusa.

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lunedì, novembre 26, 2007

Galateri di Genola-Bernabè per la nuova Telecom

E' ufficiale:
(Adnkronos) - Il comitato nomine di Mediobanca ha indicato Gabriele Galateri di Genola alla presidenza di Telecom Italia e Franco Bernabe’ come amministratore delegato. Lo ha detto Vincent Bollore’, azionista di piazzetta Cuccia e membro del comitato nomine, al termine della riunione dell’organo, tenutasi oggi a piazza Affari.

Rimane da capire quale sarà nella "nuova" Telecom Italia il ruolo di Buora (attuale vicepresidente) e di tutto il top management attuale, Riccardeo Ruggiero in primis.

Intanto, come scrive Paolucci su La Stampa, la nomina di Franco Bernabè alla guida di Telecom ha provocato una levata di scudi soprattutto dal centrodestra, ma con qualche critica anche da esponenti del centrosinistra. In prima fila Paolo Cirino Pomicino, firmatario anche di una interpellanza con Carlo Giovanardi (Udc) e Antonio Leone (Fi) e querelato dallo stesso Bernabè. Silente Alleanza nazionale, della quale uno degli esponenti di primo piano, Maurizio Gasparri, siede nel board di una delle società controllate dal gruppo del manager. Si tratta della Telit communication plc, società britannica quotata all’Aim (il listino delle piccole imprese della borsa di Londra) e presieduta da Chicco Testa. L’ex ministro delle comunicazioni, precisa il sito internet della società, è attualmente consigliere indipendente e non esecutivo e «non è, né è stato negli ultimi cinque anni, consigliere di nessuna società».

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Plaxo diventa Mobile

Appena smaltisco la mole di mail che ho accumulato in questa settimana di vacanza, cercherò di provare la versione mobile di Plaxo, gratuita per 30 giorni.

Plaxo for Windows Mobile brings the power of your Plaxo smart address book to your Windows Mobile phone. Now, you can sync your contacts and calendar back and forth between your Windows Mobile phone and Plaxo. Synchronize cradled to your computer or over-the-air -- the choice is yours. Plaxo for Windows Mobile is part of the Plaxo Premium suite. Subscribers also get a contacts and calendar deduper, LinkedIn sync, automated address book recovery, unlimited eCards and more. If you're not already a member, try it free for 30 days.

Per chi non conoscesse Plaxo, è uno strumento "intelligente" per tenere sempre aggiornata la rubrica su più dispositivi (ad esempio Pc di casa, Pc dell'ufficio e - da oggi - anche smartphone). Da qualche tempo strizza l'occhio al Web 2.0 con nuove caratteristiche. Se qualcuno avesse già provato la versione mobile, si faccia avanti con i commenti :-)

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giovedì, novembre 15, 2007

Ciao, WeekIt

Chiude, per decisione dell'editore, WeekIT, una rivista con cui ho collaborato per circa tre anni. Un grande in bocca al lupo a tutti i colleghi della redazione!

Qui l'ultimo editoriale del direttore Marco Gatti.

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Il blogstorm e la sindrome di Robin Hood

Bene, adesso che la tempesta Skypephone sembra essersi trasformata in pioggerellina e che chi sparava a zero si è reso conto che forse aveva preso un abbaglio, posso tornare a scrivere di ciò che è successo negli ultimi giorni.

Non tornerò a parlare di prodotto, di contratti, di assistenza clienti: quello l'avevo già fatto - credo in maniera più che esaustiva - parecchi giorni fa. Vorrei invece fare una riflessione a voce alta sulla "sindrome da Robin Hood" che ha colpito in questa occasione la blogosfera italiana. La citazione è da Roberto D'Adda, che non ho il piacere di conoscere ma mi trova perfettamente d'accordo quando scrive:
Credo che un sociologo potrebbe fare un lavoro molto migliore del mio nell'analisi del fenomeno. io credo che ci sia lo zampino di quel Robin Hood che c'è in tutti noi, tra ricco e povero scegliamo istintivamente di difendere il povero ed allora quando si incontrano un Davide e un Golia si prendono istintivamente le parti di Golia senza entrare troppo nel merito della contesa. Colpisce anche il fatto che ci siano blog anche molto blasonati che continuano a gridare allo scandalo senza minimamente citare le successive precisazioni. Il "giornalismo dal basso" è certamente un fenomeno interessante e bellissimo, ma forse ci si dovrebbe ricordare che sempre di giornalismo si tratta: nel giornalismo la correttezza della informazione e la onesta verifica delle fonti restano fattori fondamentali.

Stessa lunghezza d'onda per Mante, con cui abbiamo scambiato via blog alcune opinioni sullo Skypephone e con cui condivido l'analisi:
Leggo cosi' il post in questione su un blog che non ho mai visitato prima nel quale si racconta degli inghippi contrattuali e pubblicitari dello Skypephone (con alcuni dubbi interessanti e qualche eccesso) e forse perche' ho un po' di esperienza in fatto di "sindrome da sdegno sui blog" (mi e' capitato spesso di esserne vittima), passo avanti. Gli operatori telefonici del resto sono riusciti a costrursi negli anni una pessima fama e noi poveri clienti siamo disposti a credere a qualsiasi ulteriore malefatta da parte loro nei nostri confronti appena questa viene anche solo lontanamente sospettata. Capita pero' che molte persone abbiano dato credito immediato e completo al post in questione, un credito che forse non meritava: arrivi, leggi una cosa di quel tipo su un blog che non conosci, ti infervori e lo linki. In questo modo i meccanismi sociali su cui basiamo la nostra idea di reputazione in rete vengono bypassati. Cio avviene almeno parzialmente, se non altro perche' il medesimo post offre anche moltissimi commenti che criticano e mettono in dubbio le affermazioni contenute. Ognuno si fa una propria idea insomma (anche se secondo me il fattore determinante e' che Tre ha accumulato negli anni una pessima fama fra la propria clientela) ma i meccanismi di propagazione in rete prescindono assai dal contesto sociale che e' invece quello che normalmente ci rende forti.

Interessante anche l'osservazione di Nicola:
La vicenda si presta ad alcune considerazioni. La prima riguarda la fiducia: non ho approfondito le testi di Francesco e non so se abbia ragione o meno, ma la maggior parte di quelli che lo hanno linkato ha dato per scontato che ci fosse la fregatura e che l’offerta di Tre nascondesse dei tranelli. Come dare loro torto? Gli operatori mobili ci hanno abituato a offerte che reclamizzano vantaggi mirabolanti e nascondono svantaggi che spesso sono assai superiori. E’ legittimo che vi sia diffidenza da parte dei consumatori e che, di fronte a qualcosa che appare poco chiari, si pensi subito male.

Verità, fama, fiducia: tre parole per descrivere bene quello che è successo.
Verità, perchè nessun dopo aver letto la documentazione, mette in dubbio che questa sia reale (ovvero, che i documenti siano sufficienti).
Fama, perchè la fama delle telco - e di quelle mobili in particolare, 3 non fa eccezione anzi - non è mai stata ai massimi livelli: tra il telco-Golia cattivo e il Davide-blogger buono, mediamente si tifa per Davide indipendentemente dalle argomentazioni.
Fiducia: collegata al punto precedente, dimostra che serve - alle aziende - costruire un maggior rapporto di fiducia con i consumatori. Della serie: ti dico delle cose, fidati perchè non ti sto fregando.

Che i mercati siano (anche, ma non solo) conversazioni come ribadisce Federico, non lo scopriamo oggi (a meno di non considerare i comunicatori aziendali degli stupidi o degli sprovveduti che non conoscono i nuovi media). E' però davvero banale osservare che perchè una conversazione sia utile e credibile, deve basarsi su cose vere. Questo non è stato il caso, sarebbe ora di dirlo a gran voce: un ragionamento basato su informazioni false non è un ragionamento.

Sul campo di battaglia tra i feriti ci sono sia la blogosfera sia il mondo delle aziende, entrambe le parti probabilmente (almeno, è auspicabile) trarranno alcuni insegnamenti importanti. Qualcuno si farà più male di altri (perchè, come ho scritto, ognuno può scrivere nel virtuale ciò che vuole, purché poi ne accetti le conseguenze nella vita reale... altrimenti sarebbe il far west), qualcuno non imparerà nulla. Ma questa è la vita ed è normale che sia così.

Recepire nuove modalità di interazione è un percorso lungo (in fin dei conti anche il buon Stefano sa che cambiare sesso non è facile né immediato), certo non facile, sicuramente stimolante per chi fa della comunicazione un lavoro o una passione. Io sono felice di essere tra questi :-)


Come sempre quando tratti temi che riguardano (anche) 3, l'azienda per cui lavoro... quanto ho scritto non riflette in alcun modo le posizioni dell'azienda o dei suoi manager o degli azionisti, sono mie riflessioni da semplice utente-blogger-giornalista.

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mercoledì, novembre 14, 2007

RTL supera Deejay ma...

RTL ha superato Radio Deejay per ascolti:

La “hit radio” capeggiata da Lorenzo Suraci scavalca la corazzata del Gruppo Editoriale L’Espresso nei dati Audiradio relativi al quinto bimestre 2007: dietro a Rai RadioUno, prima con 7 milioni e 203 mila ascoltatori nel giorno medio, RTL 102.5 raccoglie infatti un’audience di 5 milioni e 528 mila persone, contro i 5 milioni e 351 mila di Radio Deejay. Del balzo in avanti di RTL fa le spese anche RDS, quarta con 5 milioni e 319 mila ascoltatori, che precede Rai Radiodue (4 milioni e 579 mila), Radio 105 (3 milioni e 947 mila), Radio Italia (3 milioni e 933 mila), Radio Kiss Kiss (2 milioni e 320 mila), Rai Radiotre (2 milioni e 88 mila) e Radio 101 (2.002.000): quest’ultima esclude dalla Top Ten Radio Montecarlo.

Qualcuno trova traccia della notizia su Repubblica.it?

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martedì, novembre 06, 2007

Android, la Google-piattaforma mobile

Si chiama Android, arriverà nella seconda metà del 2008 ed è il primo passo di Google nel mondo della telefonia mobile. Un assaggio dal 12 novembre, quando sarà disponibile l'SDK per gli sviluppatori.

Niente Googlefonino, come qualcuno sussurrava da tempo, bensì una piattaforma software da usare su terminali prodotti da terze parti. Come spiega il sito della OpenHandsetAlliance,
A commitment to openness, a shared vision for the future, and concrete plans to make the vision a reality.Welcome to the Open Handset Alliance™, a group of more than 30 technology and mobile companies who have come together to accelerate innovation in mobile and offer consumers a richer, less expensive, and better mobile experience. Together we have developed Android™, the first complete, open, and free mobile platform.

Come racconta PI,
Android comprenderà tutto ciò che serve per far funzionare un telefonino: dal sistema operativo, all'interfaccia utente, passando per numerose applicazioni. Sarà inoltre di impronta open e abbraccerà applicazioni di terze parti. Basato su kernel Linux, rilasciato con licenza Apache, Android consentirà agli operatori dell'hardware di personalizzare al massimo i loro prodotti, consentirà agli sviluppatori di sfruttare pienamente le possibilità di costruire su di esso.

Quattro le parole chiave su cui si basa Android:
- Open
- All applications are created equal
- Breaking down application boundaries
- Fast & easy application development.

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Giornate di saloni

Apre oggi a Milano l'Eicma, uno dei maggiori saloni al mondo dedicato alle due ruote.
Mi scrive un collega de LaStampa che è stato alla presentazione Ducati di ieri: "TRE MOTO MAGNIFICHE, LA 1098R POI...".

Eh già, anche io sono curioso di vedere questo mostro da 35mila euro, una MotoGP pensata per la pista ma omologata anche per viaggiare in strada. Se tutto va bene, farò un salto per lavoro domani mattina: a parte alcuni incontri, se qualcuno è nei paraggi mi faccia un fischio!

Giovedì sarà invece per me giornata di IAB Forum, altra occasione per incontrare amici, fornitori attuali e potenziali fornitori. Ho già una decina di incontri in testa, dal SEM al SEO al Keyword advertising.... tutto farà brodo :-) Anche qui, per chi sarà allo IAB Forum giovedì, mi faccia un fischio che ci prendiamo un caffè!

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venerdì, novembre 02, 2007

3 Skypephone: recensione e riflessioni

Come promesso, dopo aver letto le prime reazioni allo Skypephone, eccomi per un paio di riflessioni generali. Non sul prodotto, di cui trovate una prima recensione sul canale YouTube di CellulareMagazine.it e sul blog di Alex, ma sull'accoglienza da parte della blogosfera italiana. Vorrei riunire in un unico post i commenti che ho lasciato sparsi nei 3-4 blog che mi è capitato di leggere in questi giorni.

La premessa è che lavoro per 3 Italia e che quanto sto per scrivere non riflette in alcun modo le posizioni dell'azienda o dei suoi manager o degli azionisti, sono mie riflessioni da semplice utente-blogger.

Iniziamo da Alex:

Mi rendo conto di avere dato per scontato una cosa: la qualità della voce nella chiamata. Beh, da prove ulteriori che sto facendo non è eccelsa. E’ inferiore a quella di Skype e della rete fissa; persino inferiore a quella del cellulare. E’ ancora sufficiente per parlare, ma è un po’ scatolosa e gracchiante (in invio e ricezione).

In parte vero: può capitare che la voce vada a scatti, non accade sempre nè (almeno a Torino e Milano) così spesso, sentire le chiamate fatte da Emilio nel video YouTube per sentire dal vivo la qualità. Miglioreranno, così come saranno eliminati eventuali bug che dovessero venire scoperti nel tempo. Bisogna considerare che si tratta di un prodotto estremamente innovativo e "giovane", alcuni difetti - per l'appunto - di gioventù ci sono sicuramente. Anche la voce dell'IVR è migliorabile, ha ragione Alex.

L’oggetto sarà in vendita, davvero a 99 euro e senza canoni, dalla prima settimana di novembre. Quello che vedete sul negozio online di tre è solo parte dell’offerta, cioè il noleggio, che comprende obblighi di ricarica mensile ma un prezzo d’acquisto più basso (19 euro).

Come spiega Alex e come molti continuano a non voler capire, esistono diverse tipologie di offerta per lo Skypephone di 3:
- 99 euro con ricaricabile: terminale in acquisto, da febbraio per avere Skype gratuito sarà necessaria una ricarica mensile (l'importo minimo delle ricariche 3 è di 5 euro)
- 19 euro con ricaricabile: terminale in comodato d'uso, ci si impegna a stare con 3 per 30 mesi e a ricaricare 10 euro/mese
- 0 euro con abbonamento: terminale in comodato d'uso, ci si impegna a rimanere con 3 per 23 mesi e con le due tipologie di abbonamento proposto, Skype è incluso.

Il Negozio3 ha già da lunedì in anteprima la seconda e la terza tipologia di offerta, la prima (e la seconda, e la terza...) tipologia di offerta sarà nei prossimi giorni disponibile su tutta la rete di vendita.

Continuo con Mante...
Per 99 euro a me pare un prodotto interessante, anche se al momento in nessuno dei due siti segnalati risulta disponibile. Poi magari come accade sovente con gli operatori telefonici, ci sara' qualche cosetta seminascosta che rendera' l'offerta meno luccicante di quanto non sembri ora. Vedremo.

L'offerta è quella descritta. Vedo (anche dai commenti al post) che la mancanza sul Negozio3 dell'offerta a 99 euro ha fatto partire per la tangente (e sbagliare) parecchie persone. Nulla di male, sarebbe bastato vedere che Negozio3 non ha prodotti ricaricabili cash in vetrina.

Quando leggo "Beh intanto 30 mesi di contratto obbligatorio ad almeno 10 euro al mese fanno un bel po' di soldini.... " ho la conferma che non c'è una comprensione a 360 gradi dell'offerta. I 10 euro sono per avere un terminale UMTS in comodato e soprattutto sono credito telefonico da usare per cosa preferisci (tradizionali chiamate, sms, mms, servizi, ecc). E' una scelta: puoi decidere di pagare subito in contanti tutto oppure di avere un terminale a costo zero, usando un minimo (perchè 10 euro/mese è davvero una cifra ridicola per chi usa un terminale) i servizi 3.

Credo sia impensabile che oggi esista ancora un solo consumatore uno che ritenga di aver diritto a prodotti e servizi gratis. Impensabile che esista qualcuno che pretenda o speri che ci siano persone che sviluppano gratis prodotti gratis da installare su terminali gratis da dare gratis agli utenti perchè usino gratis servizi. Forse mi sbaglio, perchè - purtroppo - ne esistono ancora parecchi.

Quando io sul mio computer (pagato qualche migliaio di euro) mi connetto al Web (che mi costa qualche decina di euro al mese) usando un software (pagato anche quello qualche decina di euro) e leggo la mia mailbox "gratuita", ho già speso migliaia di euro. E la mailbox gratuita me la ripago sorbendomi pubblicità e altre amenità varie. La mailbox non è gratuita (c'è piuttosto un business model diverso, basato sulla pubblicità), connettersi non è gratis, l'hardware e il software non sono gratis. Accetto il sistema e lo utilizzo. Non lo accetto, cerco qualcosa più adatto alle mie esigenze. Semplice no?

Chiamare con Skype installato sul mio Pc non è gratis, perchè per farlo ho pagato l'hardware, il software, la connessione e così via. Sembra banale che oggi, quando Skype viene messo su un cellulare, ci si aspetti che sia a costo zero sempre e comunque. La mobilità già da sola basterebbe per richiedere un extra-costo importante (vi siete mai chiesti perchè siamo disposti a pagare 15 cent/min per chiamare dal nostro cellulare un altro cellulare quando dal fisso paghiamo un decimo?), se poi ci sommo un software, un hardware, una connettività... allora è chiaro che non esiste il gratis assoluto. Skype è gratis sul mobile negli stessi termini in cui lo è sul fisso.

... e con Gaspar, che scrive "Le note in calce in corpo 7 grigio chiaro sono indizio certo di fregatura imminente." riprendendo in qualche modo Mante ("Il sito - come tutti gli altri eh - e' pieno di rimandi e noticine che nascondono in testo microscopico le caratteristiche piu' importanti dei contratti. Su dai... spesso negli ultimi anni sono stato lontano da contratti anche magari per me vantaggiosi solo perche' non ho voglia ne' tempo per perdermi nell'analisi semiologica dei trucchietti nascosti delle telco.") e ripresi entrambi da Dario.

Le condizioni dell'offerta ci sono, e sono tutte in 15-20 righe. Sono chiare (almeno, a me pare siano comprensibili per la maggior parte delle persone) e sono sufficientemente visibili, anche perchè piazzate immediatamente sotto il testo descrittivo. Non posso pensare che persone intelligenti facciano finta di ignorare che un contratto non può essere scritto a corpo 12 esattamente come è scritto un claim, per motivi pratici e per motivi di marketing.

Accetto ovviamente che si ignori quello che sia il mercato (non solo delle telco, qualsiasi mercato nel mondo in qualsiasi settore) e si preferisca fare i duri&puri. Io rimango convinto che l'offerta sia chiara e che leggere 20 righe poste immediatamente sotto la descrizione del prodotto sia alla portata di tutti. Io non riesco ad esempio a leggere le clausole che vengono messe sotto le pubblicità Fiat in Tv, ma non per questo mi sonto "fregato": so che devo leggere bene prima di comprare, l'importante è che me ne sia data la possibilità.

Se qualcuno è riuscito a leggere per intero un contratto di qualsiasi società venda prodotti o servizi avanzati, alzi la mano. Deduco che Mante o Gaspar non abbiano una carta di credito, un conto corrente, un'auto, un abbonamento di telefonia fissa, un contratto di telefonia mobile, un contratto per la fornitura di gas, di luce, di acqua, che non abbiano mai contratto un mutuo, che non abbiano mai comprato on line, che non si siano mai iscritti a nessuna community via web, che non usino servizi Internet di varia natura, che... Se hanno anche uno solo di questi contratti, beh, allora - per dirla come Gaspar - sono stati fregati. Perchè sicuramente hanno sottoscritto un contratto con decine di articoli scritti a corpo 6 o giù di lì e perchè certamente non hanno letto tutto, dalla prima all'ultima parola.

Finisco con Dario, che scrive:
Uno dei limiti più evidenti è l’impossibilità (attuale, ma che potrebbe essere superata in futuro) di effettuate chiamate con il servizio SkypeOut, che permette di veicolare attraverso Skype le chiamate verso numeri telefonici tradizionali.

Se 3 chiedesse 50 euro al mese per farti usare SkypeIn e SkypeOut, accetteresti? :-)


Bene, a questo punto non mi resta che aspettare la terza puntata dello Skypephone, quella sull'uso del terminale: Pietro fa riflessioni interessanti.

Rimarrà tuttavia un valido esempio di partnership tra una Telco e una internet company, dove la prima mette a disposizione risorse e capacità per commercializzare e distribuire il prodotto, conoscenze nello sviluppo e branding di terminali mobili, la propria rete di accesso mobile, connettività ed infine il proprio parco utenti, mentre la seconda si occupa del servizio (in parte su IP, in parte sfruttando la rete GSM) e porta IM e presence su terminali mobili dove i servizi principali (voce e sms) sono rimasti quelli di 10 anni fa.
L’integrazione tra le funzionalità di telefonia e Skype non è da sottovalutare: il software sfrutta la piattaforma BREW di Qualcomm per permettere ad iSkoot di accedere alle funzionalità di rubrica e messaging del telefono. Il risultato dovrebbe essere un‘esperienza più facile e intuitiva rispetto all’utilizzo di un’applicazione esterna (c’è un indicatore dello status di Skype sempre presente in ogni schermata, si ricevono notifiche per la ricezione di messaggi istantanei, etc…).
Tra gli aspetti positivi, questo telefono avvicina
mobile VoIP e instant messaging ad un pubblico di massa, che non usa smartphones e non installa applicazioni, ma cerca la facilità d’uso che Skype offre su PC. Il fattore più innovativo forse è il prezzo: di fatto non si paga il traffico dati generato dal servizio Skype.
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di essere sempre raggiungibili su Skype, anche in mobilità, senza dover pagare costosi trasferimenti di chiamata. A chi viaggia, in particolare, farà piacere sapere che il servizio è accessibile sotto la rete di qualsiasi operatore del gruppo 3, senza costi di roaming per traffico dati, chiamate (tra utenti Skype) e messaggi di testo, che rimangono gratuiti. Per le chiamate ricevute all’estero verso il proprio contatto Skype è previsto un addebito alla risposta di 29 cent.




Io ce l'ho da tre settimane e trovo che sia un side-phone interessante. Difetti ne ha (non potrebbe essere altrimenti), ma almeno dal mio punto di vista i pregi superano di molto i peccati di gioventù del servizio e del terminale. Non è un N95, ovvio, ma se avessi tre figli e 10 amici che si vogliono parlare spendendo davvero un'inezia, sarebbe uno dei prodotti che consiglierei.

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giovedì, novembre 01, 2007

Cheapnet acquisisce Vira

Finisce con un'acquisizione da parte di Cheapnet (marchio di CWENET srl) l'avventura di Vira Intratec, il provider VoIP messo in gravi difficoltà da un contenzioso economico con Telecom Italia.

In un comunicato, i dettagli sull'acquisizione:
Si è conclusa oggi l'operazione per il subentro di Cheapnet, il dinamico provider toscano che eroga servizi ad oltre 220mila utenti, nella gestione della divisione Voip VIRA di Intratec. L'operazione, di cui si parlava già da tempo, ha trovato una conclusione positiva grazie all'impegno delle due società ed alla determinazione della direzione di Cheapnet che ha voluto fortemente questa acquisizione. “La società crede molto nelle potenzialità e nel futuro sviluppo della tecnologia VoIP – dichiara Marco Bondielli, Presidente di Cheapnet - e non escludo che in un prossimo futuro verranno effettuate altre acquisizioni capaci di rafforzare ulteriormente la nostra azienda.”

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