Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

mercoledì, ottobre 31, 2007

L'assalto geriatrico alla blogosfera italiana

Ho lasciato che le acque si calmassero (per chi si fosse perso il nocciolo della questione, qui il pezzo di Zeus News) prima di dedicare un post allo splendido articolo dell'amico Bernhard sul Times.

A geriatric assault on Italy's bloggers
Italy's leaders barely understand word processors, let alone the web. Now they've turned against the country's bloggers

Leggetelo tutto, ne vale la pena.

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martedì, ottobre 30, 2007

3 Skypephone: eccolo

Ieri è stato presentato da Enrico Noseda di Skype e Vincenzo Novari di 3 Italia lo Skypephone, il primo cellulare marchiato da Skype e realizzato da Amoi per il Gruppo 3.

Non mi dilungo sul prodotto o sui prezzi, i dettagli sono nel webstore ufficiale Negozio3 a questa pagina.

Quello su cui vorrei invece spendere due parole, anche doppo aver letto i primi commenti in rete, è l'approccio strategico e la reazione del pubblico. Così come quando fu lanciato X-Series, parlai di evoluzione e non di rivoluzione. Con uno scambio molto interessante, almeno per me, con Mante. Mante oggi a parlare dell'argomento Internet mobile, ovviamente di Skype.

Anche in questo caso, ripropongo le stesse argomentazioni usate con X-Series: evoluzione, non rivoluzione. Valutiamo il prodotto come un'ennesima innovazione di 3 nel panorama delle tlc mondiali, un altro passo verso l'Internet mobile.

Soprattutto non aspettiamoci tutto gratis, come invece ho letto in qualche forum. Così come non è gratis Skype (computer, adsl, ecc), non sarà gratis lo Skypephone. Non è giusto pretenderlo, non è giusto nemmeno sperarlo. Ma su questo tema immagino di dover tornare tra qualche giorno, quando avrò letto le prime recensioni della blogosfera....

Disclaimer: lavoro per 3 Italia

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lunedì, ottobre 29, 2007

Truffe 899: Telecom e PINocchio

Mentre la Polizia de La Spezia blocca una banda che, grazie agli 899, ha racimolato 6 milioni di euro, sul mercato italiano c'è ancora qualcuno che con queste numerazioni la prende alla leggera. Il fenomeno-dialer, insomma, è tutt'altro che sopito.

E' il caso di Telecom Italia: in questi giorni sta inviando ai propri clienti un PIN provvisorio per accedere alle numerazioni non geografiche, comunicato nella bolletta le modalità di utilizzazione per le chiamate ad acceso selettivo.

Fino allo scorso aprile, gli utenti Telecom avevano la possibilità di disabilitare permanentemente l'accesso alle numerazioni "a rischio forse". Il boom dei dialer e delle truffe 899 avevano spinto - per fortuna - parecchi utenti a bloccare permanentemente questo tipi di chiamate. In fdin dei conti, sapendo a pripri che non si chiamerà un 899 nemmeno sotto tortura, e considerando l'andazzo di addebitare chiamate random agli 899 in bolletta, perchè rischiare?

Ora Telecom, probabilmente scottata dal crollo degli addebiti 899, inventa un nuovo sistema meno garantista e assolutamente soggetto a frodi. Il PIN, da digitare per accedere a 899 e collegati. Con questa modalità di accesso, non aumenta la protezione degli utenti (quale migliore protezione di una disabilitazione permanente?), aumenta solo la possibilità di Telecom di addebitare chiamate agli 899 senza che il cliente possa contestare.

Telecom potrà infatti avere buon gioco a sostenere che per effettuare chiamate verso 899 serva un PIN e che quindi se in bolletta c'è una chiamata, il PIN è stato digitato. Peccato che quel PIN sia a disposizione di praticamente chiunque (famigliari, parenti, amici, ladri di posta e truffatori vari) e che permetta le chiamate anche dalla centralina in strada (Striscia la Notizia, le Iene, Report: quante trasmissioni hanno già mostrato quanto sia facile effettuare chiamate abusive...).

Qualcuno potrebbe obiettare che il PIN provvisorio si può cambiare chiamando il 48187. Vero, ma sappiamo a priori che pochi utenti si sono accorti della "novità" sul PIN e quindi chiameranno. In seconda battuta, nessuno è in grado di garantire la segretezza e la riservatezza dei dati memorizzati tramite 48187.

Nei fatti, significa che il nuovo sistema permette a Telecom di mettersi al riparo da ogni contestazione o quasi e che i consumatori non potranno opporsi a bollette stratosferiche con chiamate verso gli 899 (ho visto personalmente bollette di linee telefoniche con disabilitazione permanente che contenevano addebiti a 892, 899, ecc: in quel caso, almeno, il consumatore ha potuto opporsi all'addebito e ha vinto).

L'Agcom dovrebbe intervenire immediatamente, abilitando le utente telefoniche esclusivamente alle chiamate nazionali e verso i cellulari. Chi vuole usare il telefono per chiamate diverse (numerazioni speciali, non geografiche, internazionali, satellitari, ecc) dovrebbe chiedere in forma scritta a Telecom l'apertura della propria linea (oppure dovrebbe esprimere il proprio consenso sul contratto). In questo caso Telecom dovrebbe inviare un PIN, separato dalla bolletta ed in forma anonima (sul modello carta di credito/Bancomat). Utopia?

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venerdì, ottobre 26, 2007

Skype sul cellulare, ormai ci siamo...

Lunedì sarà presentato il cellulare Skype:

Alla conferenza saranno presenti Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia e Enrico Noseda, responsabile del Business Development Telecoms di Skype. Stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni dovrebbe trattarsi di un telefono cellulare di nuova concezione, in grado di utilizzare in modo nativo i servizi di Skype.

Lunedì pomeriggio i primi commenti.

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giovedì, ottobre 18, 2007

Ricorso tedesco contro il WiMax italiano

Riporto per intero il comunicato di AntiDigitalDivide. Personalmente credo che escludere a priori gli operatori UMTS non sia corretto, a meno di non innalzare i prezzi delle licenze WiMax...

La società MGM Production Group Srl, società già detentrice di una licenza WiMAX in Germania, ha presentato ricorso al TAR del Lazio contro la delibera AGCOM sull'assegnazione delle frequenze WiMAX in Italia. Il punto più importante del contenzioso riguarda l'assenza di condizioni atte ad impedire che alla gara partecipassero operatori già detentori di frequenze su cui offrire BWA (Broadband Wireless Access, cioè banda larga senza fili), nello specifico gli operatori UMTS. Anti Digital Divide http://www.antidigitaldivide.org appoggia il ricorso presentato al TAR, ove fosse possibile anche intervenendo ad adiuvandum, perchè ritiene che sia interesse di tutti gli utenti, anche delle persone digital divise, che vengano poste garanzie atte a stabilire una reale concorrenza nel settore e che impediscano di rallentare lo sviluppo del WiMAX. Se per questo è necessario aspettare ancora 30/60 giorni, aspetteremo volentieri: dopo l'attesa di 2 anni vorremmo infatti evitare anche la beffa di avere un WiMAX snaturato e privato dei sui punti di forza ovvero riduzione del divario digitale e apertura del mercato della banda larga e della telefonia (ultimo miglio).

In opposizione al ricorso, oltre ovviamente ad AGCOM e Ministero delle Comunicazioni, scendono in campo H3G (TRE), Vodafone, Wind, TIM (Telecom Italia Mobile) e Telecom Italia SpA. Anti Digital Divide non si stupisce del fatto che proprio quelle società che controllano il mercato dei servizi di telefonia mobile di terza generazione, detentrici delle licenze UMTS, e il mercato della banda larga (Telecom Italia è operatore STRA-Dominante) vadano in soccorso dell'AGCOM e del Ministero delle Comunicazioni. Questo rapporto di "mutuo soccorso" tra controllori e controllati, già verificatosi in altre occasioni, non è proprio indice di trasparenza e indipendenza dei ruoli.

Ci auguriamo che questo ricorso permetta di esporre tutte le nostre
osservazione e critiche sulle operazioni fin ora messe in atto da AGCOM e Ministero della Comunicazioni nella procedura di assegnazione delle licenze WiMAX, in modo da apportare le necessarie modifiche che permettano di garantire lo sfruttamento massimo della nuova tecnologia per la riduzione del divario digitale, per l'apertura dei mercati della fonia fissa/mobile e della banda larga.
La news completa e visionabile a
questo link.

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mercoledì, ottobre 17, 2007

Condivisione delle torri al via, ecco Eiffel

Reuter riporta che è stato dato il via libera all'operazione che prevede di mettere insieme le torri di Wind e 3, per cederle ad una società terza:

La procedura di vendita delle torri di trasmissione di Wind e 3 Italia è ufficialmente partita con l'invio ai soggetti che avevano manifestato interesse del bando di gara. E' quanto riferiscono due fonti vicine al dossier. La vendita riguarda 18.000 torri, che sono state conferite in una società ad hoc chiamata Eiffel Tower Company, riferisce una delle fonti. "Dall'operazione è atteso un incasso superiore ai 2 miliardi di euro", aggiunge la prima fonte. Sinora, spiega la seconda fonte, c'era incertezza sul numero e sulla tipologia delle torri che sarebbero state poste in vendita e, di conseguenza, sulla valorizzazione della newco. "Sul mercato si parlava di cifre oscillanti fra 1 e oltre 2 miliardi di euro", argomenta. La due diligence è stata piuttosto lunga e complessa perché, racconta la prima fonte, "su alcuni impianti si può aggiungere tecnologia e su altri no".
Il soggetto che si aggiudicherà la gara sarà di gran lunga "il primo operatore del settore in Europa". Inoltre, pronostica la prima fonte, le torri "giocheranno un ruolo nello sviluppo del Wi-max". Ed è possibile che il vincitore della gara, forte della posizione acquisita nella infrastrutture tlc, "svolgerà un ruolo nella gestione di una rete Telecom scorporata". Per quanto riguarda la tempistica, nella prima settimana di novembre verrà individuata una short-list di 3-4 soggetti, che "poi si confronteranno in asta". La lista dei soggetti che hanno manifestato interesse per Eiffel, dicono quattro fonti vicine al dossier, comprende Digital Multimedia Technologies, il gruppo di private equity Tpg attraverso la controllata francese Tdf (acquisita un anno fa insieme ad Axa Private Equity), il gruppo di private equity italiano specializzato in infrastrutture Clessidra, il fondo F2i guidato da Vito Gamberale, i fondi australiani Macquarie e Babcock & Brown, un altro operatore di private equity Carlyle, Abertis e i Benetton direttamente tramite Atlantia e non, come pareva in un primo momento, per mezzo di Sintonia. Si è tirata indietro, invece, Mediaset, secondo quanto riferiscono le fonti e si legge in una nota di Ubs diffusa in giornata. E' probabile, riferiscono le fonti, che si andrà verso la formazione di cordate fra i soggetti in gara: le trattative in questo senso sono in corso da settimane.


Al di là dei dettagli, a me pare una buona notizia perchè significa che presto si avrà anche in Italia la condivisione delle torri su cui piazzare le antenne (qualsiasi sia la tecnologia utilizzata, compatibilmente con i limiti sulle emissioni elettromagnetiche e sulle interferenze). Oggi ogni soggetto - non solo i 4 operatori mobili, ma chiunque abbia una rete radio - piazza i propri tralicci e sopra piazza le proprie antenne. Dal prossimo anno, probabilmente, chi vuole piazzare un'antenna potrà rivolgersi a chi ha già una rete di tralicci e se c'è spazio potrà piazzare lì la propria antenna. Ovviamente, risparmiando perchè pagherà l'affitto dello spazio e non l'acquisto, costruzione e manutenzione del traliccio.

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venerdì, ottobre 12, 2007

WiMAX tra luci e ombre

Quasi in sordina dal Ministero, eccolo il WiMAX italiano:

La gara prevede l'assegnazione dei diritti d'uso di 35 licenze, che avranno una durata di 15 anni e saranno rinnovabili, ma non cedibili a terzi senza un'autorizzazione ministeriale. La procedura stabilita implica il rilascio di tre licenze delle frequenze disponibili nella banda 3.4-3.6 Ghz, ciascuna di ampiezza pari a 2 x 21 Mhz. Due di queste licenze saranno assegnate a 7 macro-aree, per un totale quindi di 14. Le aree saranno così identificate:- Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento;- Valle D'Aosta, Piemonte, Liguria e Toscana;- Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche;- Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise;- Campania, Puglia, Basilicata, Calabria;- Sicilia;- Sardegna."Ad uno stesso soggetto - spiega il ministero - può essere assegnato un solo diritto d'uso per macroregione". Questo non esclude, dunque, che un operatore possa vedersi assegnare una licenza per ogni macro-area in cui è presente. Una terza licenza sarà invece assegnata "a dimensione regionale", in via prioritaria ad organizzazioni non dotate di licenze per l'UMTS. Saranno dunque 21, una per ogni regione, con l'eccezione del Trentino Alto-Adige, che se ne vedrà assegnare due (una per la provincia di Bolzano e una per quella di Trento). La base d'asta complessiva sarà di 45 milioni di euro.

Ed ecco come prevedibile le prime critiche: qui le contestazioni di AntiDigitalDivide

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giovedì, ottobre 11, 2007

Vodafone, strike is now

Pubblico per intero una lettera di una quasi-ex (per via della cessione di 1000 persone) dipendente Vodafone:

Sono una dipendente Vodafone, ceduta a Comdata, notizia appresa leggendo il “Sole 24Ore”. Mi sono chiesta spesso cosa sarebbe accaduto se fossimo rimasti Omnitel, con quelle persone in grado di cambiare le cose in Italia, di dare speranza, futuro e lavoro ad una paese bloccato da monopoli di legge o di fatto di vario tipo. Adesso me lo chiedo senza sosta.

Siamo 914 in tutta Italia ad essere "esternalizzati." Questa parola nel giro di poche ore e`diventata parte attiva della nostra vita, ci fa compagnia quando lavoriamo, quando siamo in saletta caffe`, quando facciamo la spesa, quando portiamo i nostri figli all`asilo. un pensiero fisso. Unica certezza granitica che colma i vuoti, i silenzi, l`assenza di informazioni di questi giorni.
La cosa che piu` preoccupa tutti noi e intendo non solo i 914 di Vodafone direttamente coinvolti nella esternalizzazione, ma tutta la community degli assunti a tempo indeterminato di qualunque realtà italiana è questo uso indiscriminato della legge sulla cessione del ramo d'azienda sempre più da parte di società sane e con profitti da capogiro...
Bertinotti disse che una delle prime cose da affrontare, una volta arrivati al governo, sarebbe stato limitare l'uso della cessione di ramo d'azienda a quelle società che realmente sono in difficoltà, e dare più regolamentazione al Far West dei call center. Per Atesia ci sono riusciti ma per Wind prima e per Vodafone ora, entrambe realtà di primo piano della nostra economia, adesso, non sento proferire parola.
Nei call center Vodafone ci sono all'incirca 5000 persone, anzi adesso 4086, ma noi siamo solo la punta dell'iceberg. Tutte le aziende italiane stanno immobili e col fiato sospeso a guardare cosa accadrà nei prossimi giorni, sperando che nulla accada e che tutto prosegua lungo la scia del percorso già tracciato, perché se riuscirà la ricca e famosa Vodafone a sbolognare i dipendenti senza una reale necessità ma solo per ridurre i suoi costi ed essere più appetibile per i suoi Stakeholders allora sì, potranno farlo veramente tutti. Per questo serve un segnale forte da parte di governo e sindacati e serve adesso con gli strumenti di legge appropriati per contrastare un atto socialmente irresponsabile anche se legalmente possibile. Occorre riassegnare certezza al diritto.

Vorrei sottolineare la disinvoltura con cui l'Amministratore Delegato - Guindani - descrive l'operazione come un'occasione per Vodafone di dimostrare alle altre aziende come si fa cessione, anche dei dipendenti. Noi siamo certi che avrebbe tanto da "insegnare", in termini di strategia d'impresa ai danni dei dipendenti. Vorrei invece su questo punto richiamarlo alla responsabilita`sociale d`impresa, vorrei che vedesse nell`operazione avviata ma non conclusa un`occasione diversa, socialmente importante come quella di riempire, per primo, lui, questa frase da vetrina, di un significato concreto e vero e cioè il dovere di un'azienda sana e ricca di mantenere alle sue dipendenze quella forza lavoro che ha contribuito a far si che l'azienda diventasse quello che oggi è.
(…) Non c'è nessun indirizzo giusto nella legge 30, l'unico corretto è quello del mittente, va rispedita indietro, al Governo, perché non legittimi il cammino verso il ricorso alla delocalizzazione e non alimenti i focolai di intolleranza tra deprivati, sempre più stratificati in forme nuove di semischiavitù. "Oggi ero a tempo indeterminato, dal 1 novembre sarò a tempo indeterminato da 6 mesi a due anni" perché questo oggi la legge mi dice.
Ridiamo alle parole il loro significato, ridiamo concretezza e realtà al Diritto per evitare che la nostra societa` diventi ancora piu` surreale, per evitare che gli abusi dilaghino ovunque e sempre piu`tutelati dalla legge. Cosa possiamo prendere come parametro di riferimento? Forse cio`che`e`immorale non puo`diventare legale?
(…) In questi call center lavorano persone laureate nelle discipline più svariate, architettura, legge, economia, lingue, matematica, per anni guidati da personaggi con il naso colante e gli occhi arrossati, con un quoziente intellettivo discutibile ed un livello culturale decisamente medio-basso che è stato comunque sufficiente a garantire loro una carriera più che discreta.

Siamo da diverso tempo definita la generazione dei 1000 euro, adesso aggiungo la generazione del Mutuo che cresce ogni mese, la prima generazione che cresce i propri figli senza il supporto di una rete parentale perché queste cose ce le siamo perse per strada quando il paese è diventato più borghese, siamo la prima generazione che, laureata con conoscenze di lingue ed informatica, riesce ad ottenere un lavoro dopo anni di gavetta e precariato che neanche da lontano somiglia a quello dei propri genitori e men che meno a quello dei propri sogni.
Siamo la prima generazione che non ha più certezza di diritti. Noi non siamo attaccati ai privilegi, e non perche` non li conosciamo, non pensiamo di aver ereditato tutto dai nostri padri ma pensiamo che quel poco che abbiamo lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli, e dentro questo prestito ci metto tutto: civiltà, cultura, solidarietà, senso di responsabilità: è un approccio alla vita più vasto, che si basa sull'imparare ad accontentarsi e non a voler avere sempre di più a danno di chi ha sempre di meno! Avete un tale potere distruttivo: divorate e fagocitate fiducia, futuro, speranza, di menti giovani e brillanti che si sono ritrovate a fare l`unico lavoro oggi possibile in Italia perché in questo paese nulla viene "lasciato" ai giovani...
Noi rispettiamo le regole, noi pranziamo in un quarto d'ora perché la stragrande maggioranza di noi è part-time e non ha la pausa pranzo, noi lavoriamo Natale, Capodanno, Pasqua di tutti gli anni, noi abbiamo fatto crescere i nostri bambini nei nidi e con le baby-sitter mandando indietro il magone che ti assale ogni volta che li lasci in mani estranee perché pensi "devo andare, se potessi starei a casa", e mi chiedo come mai mia madre 36 anni fa ha potuto scegliere ed io no, nonostante mio marito sia un ingegnere informatico, quadro, non scemo, e mio padre fosse un impiegato diplomato. (non rubava).
(…) Non si può consentire a questa azienda addirittura di far scuola sulla cessione, di fare dell'operazione un modello per le imprese Hanno sempre quel tocco di British che rende tutto più elegante! Siamo al delirio d'onnipotenza: diventare anche nella bassezza un modello a cui far riferimento. Ma chi ascolta nefandezze come questa riesce a mostrare la sua indignazione? Oppure l'abitudine ci ha reso così cinici che non c'è alcuna condanna espressa dal viso di chi ascolta? Hanno silenziosamente toccato il fondo della spudoratezza e dobbiamo anche stare attenti a dirlo. Loro agiscono senza conseguenze, se noi diciamo cosa loro fanno siamo punibili legalmente. Che parola viene in mente a voi?
Io non so come si siano svolte le cose negli altri call center Vodafone, so come si sono svolte nel mio. Sono state cedute ad altra società: Molte persone appartenenti a categorie protette, con le invalidità di ogni sorta. Molte mamme, alcune incinte. Omosessuali manifesti. Diverse persone iscritte al sindacato. Dipendenti full-time con notevole anzianità e quindi costosi in termini di scatti acquisiti nel tempo.
Ad alcuni dei "prescelti" appartengono più di una di queste caratteristiche (fortunati!). Queste persone sono state riunite ad Aprile 2007 in un gruppo, nuovo, per una nuova attività che veniva ereditata da Ivrea, si chiama Acquisizione Corporate: si attivano le sim dei clienti aziendali Vodafone. Un'attività gestita per anni ad Ivrea, affiancata già da Comdata, viene portata a Milano per una piccola parte. Le persone che dovranno occuparsi di questa nuova attività vengono soprattutto dal 190, poche anche da altri reparti ma stranamente sono tante mamme, quasi il 50% del gruppo, qualche omosessuale e qualche full-time di lunga anzianità. All'attività di Variazioni vengono invece indirizzati tanti appartenenti alle categorie protette; anche qui circa il 50% del gruppo è costituito da dipendenti diversamente abili.
Chiedo spiegazioni sul criterio di selezione: perché così tante mamme, molte con bimbi piccolissimi? Perché i disabili, così tanti insieme? E' sempre stato seguito un criterio eterogeneo in azienda per la creazione dei gruppi di lavoro, ma non questa volta, in questo caso, nel formare l'Acquisizione Corporate a Milano. "Lo abbiamo fatto per voi" -è stata la risposta- "Avrete meno stress, turni più agevoli, non estremi". Altri ci hanno detto "Perché siete molto bravi".
(…) Facevamo tutti parte senza saperlo del ramo che sarebbe stato ceduto. Una selezione fatta con estrema oculatezza, le persone che nel tempo avevano fatto un po' di richieste, le mamme con i loro turni più agevolati che bloccavano la pianificazione nelle front-line (ma non lo abbiamo chiesto noi, è una agevolazione che ci dava l'azienda), i Gay, gli iscritti al sindacato, i full-time con parecchia anzianita`, le categorie protette, ma perché poi si chiamano cosi` se nessuno le protegge?
Tutto questo senza che nessuno sollevi dito o voce per dire che grazie ad una disposizione di legge sono stati annichiliti in un attimo 60 anni di democrazia e tutele del lavoratore come parte più debole del rapporto contrattuale. Perché qui non è solo lavoro, grazie ad un articolo di legge appositamente creato si e` dato luogo alla discriminazione più violenta e becera che si sia svolta in un paese civile da parte di una grossa realtà aziendale. La mia è una realta`aziendale impegnata anche nel sociale.Dimenticavo però il precedente più illustre: Telecom Italia. I fratelli maggiori spianano sempre un po' la strada.Ridiamo certezza al Diritto, aiutateci a ridare valore al Lavoro.

Milena, acquisizioni Business Milano
Seguono le firme di altri dieci dipendenti Vodafone.

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mercoledì, ottobre 10, 2007

Vodafone Casa difficile: Wind ricorre

Ancora un ostacolo per Vodafone Casa, il servizio di Vodafone Italia che prevede l'utilizzo - tra le mura domestiche - del cellulare come se fosse un cordless. Il lungo tira e molla con Telecom Italia sembra ormai alle spalle e il lancio del servizio sembrava ormai imminente.

L'acquisizione di Tele2 Italia (e Tele2 Spagna) avvenuta nei giorni scorsi mostra come la società britannica voglia focalizzarsi anche sui servizi di telefonia fissa e, in particolare, sulla banda larga fissa. A parte le critiche degli analisti per l'acquisizione (le due filiali Tele2 acquistate bruciano cassa e il costo di acquisizione di ogni singolo cliente brodband è stato di 750 euro circa, il 50% in più rispetto agli ultimi affari analoghi), è ovvio che l'aver comprato Tele2 accelera l'ingresso nel mercato del fisso.

A frenare, dopo Telecom, ci pensa Wind: la società egiziana ha presentato al TAR del Lazio un ricorso per bloccare Vodafone Casa Libera. Wind ha frequenze GSM a 1800 MHz, meno efficaci a penetrare le mura domestiche (Vodafone utilizzerà probabilmente il GSM a 900 MHz), quindi sostiene che l'offerta Vodafone non sia replicabile dai concorrenti (Tim ha le altre frequenze GSM a 900 MHz, 3 ha solo frequenze UMTS).

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giovedì, ottobre 04, 2007

Wi-Fi gratis? No, non funziona

Da un mio post dei mesi passati:
Più volte su Telcoeye ho affrontato il tema del Wi-Fi gratuito, non ultimo quando ho parlato di X-Series. Rimango dell'idea che ad oggi pochi siano propensi ad usare il WiFi (li incasello nella categoria 'smanettoni'), ancor meno a pagare per avere la connessione wireless.

Leggo quindi con piacere l'analisi che Alex fa oggi su Nòva in un pezzo dal titolo emblematico: Le prime delusioni per il Wi-Fi.

"...il motivo per cui in altre città americane il progetto è stato interrotto: i provider, tra cui Earthlinlc e MetroFi, si erano impegnati a prendersi carico per intero dei costi ma poi hanno stimato che il gioco non valesse la candela. Hanno quindi chiesto che le città affittassero la rete pagando un canone minimo garantito. Una mezza dozzina di municipalità americane ha rifiutato, stracciando i contratti. Al contrario Minneapolis e Portland hanno accettato la condizione dall'inizio e lì i piani stanno procedendo".

Bene, si arriva al dunque: chi paga? Ho sempre scritto che o pagano gli utenti o paga la Pubblica Amministrazione, altrimenti il Wi-Fi (inteso come "rete libera e gratuita") non sta in piedi. Gli utenti sembrano poco propensi a pagare, le Pubbliche Amministrazioni anche.

Conunenta quindi Tom Rebbeck, analista di Analysys: «Condizione necessaria perché questo business sia sostenibile è che provider e municipalità si dividano i costi e che le entrate siano diversificate, arrivando sia dai canoni sia dagli sponsor pubblicitari. Ma comunque — aggiunge — in genere va visto come mi investimento per il futuro, poco profittevole nell'immediato». Per dare profitti subito devono essere servizi adottati dalla massa, il che può avvenire solo in particolari città: «Quelle con scarsa copertura e diffusione della banda larga fissa e mobile, molti studenti, pochi cellulari; tanti dipendenti pubblici che lavorano con terminali mobili e che quindi si avvantaggerebbero del Wi-Fi».

Analisi tutto sommato condivisibile, per l'Italia la domanda è: qualcuno vede una città "con scarsa copertura e diffusione della banda larga fissa e mobile, molti studenti, pochi cellulari; tanti dipendenti pubblici che lavorano con terminali mobili"? Io, sinceramente, no.

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Skype mobile in vista per 3 UK

L’operatore 3 UK, in collaborazione con Skype, starebbe pensando alla realizzazione di un cellulare low cost per estendere ad una platea più ampia la possibilità di effettuare telefonate gratuite via internet, anche in mobile.

Lo scrivono i media britannici (qui The Guardian, ripreso da Blogvoip), secondo cui sarebbe in arrivo un nuovo modello Skype-oriented.

3 has teamed up with a far eastern handset manufacturer to produce a phone, to be launched this year for pre-pay and contract customers. It will allow Britain's estimated 2.5 million Skype users to make free calls and send texts. 3 has been working with Skype, owned by eBay, for well over a year, and already offers the service on its niche X Series platform.

Non ci resta che attendere...

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martedì, ottobre 02, 2007

Usate GMail? E' stata craccata

Leggo su ZeusNews (un'ottima e-zine fondata da Dario, che cito poco - nonostante abbia collaborato molto in passato - ma che vale assolutamente la pena di leggere) che la posta di Google, GMail, è stata craccata.

Infatti in pochi giorni sono state scoperte una decina di falle nei servizi in linea di Google, segnatamente per quanto riguarda Picasa e il servizio di webmail, che potrebbero condurre al furto dei dati personali e sensibili degli utilizzatori. Un pool di hacker e di programmatori di professione le hanno rese pubbliche dopo avere avvertito Google, che pur assicurando di studiare misure per contenere o eliminare il danno, a tutt'oggi nulla ha fatto e meno che mai ha a sua volta pubblicizzato la cosa avvertendo gli utenti del servizio.

A questo aggiungo un post letto poco fa (scusate, non trovo il link) in cui si racconta di una mail con campi BCC in chiaro...

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Copia e incolla

A proposito di giornalisti e blogger [via]

Quando sento certi giornalisti pigri e conformisti ripetere che "il problema con internet e con i blog è che le cose non sono verificate, e ci si trova di tutto senza nessun controllo se sia vero o no", suggerisco loro di dare un'occhiata ai giornali di carta e come vengono fatti: "le cose non sono verificate, e ci si trova di tutto senza nessun controllo se sia vero o no". Oppure chiedo loro di non usarle, le fonti di internet, e di continuare a controllare certosinamente le fonti e le notizie come hanno sempre fatto (ironia), salvando il mondo. In tutto questo - non è la prima volta che accade - è buffo quando le redazioni copiano pari pari le cose che trovano in rete, senza neanche citare la fonte. Magari qualche tempo prima gli stessi giornali avevano scritto: "L'autorevolezza di Wikipedia è finita più volte sotto la lente di giornalisti ed esperti che ne hanno contestato la validità delle definizioni".
Questo è il
Giornale: "Sessantadue anni, Aung San Suu Kyi è una politica birmana attiva da molti anni nella difesa dei diritti umani. Sin da giovane si impone nella scena nazionale del suo paese, devastato da una pesante dittatura militare, come leader di un movimento non-violento, tanto da meritare i premi Rafto e Sakharov, prima di essere insignita del premio Nobel per la pace nel 1991. La vita di Aung San Suu Kyi, è stata travagliata già dai primi anni di vita, infatti suo padre, uno dei principali esponenti politici birmani, dopo aver negoziato l'indipendenza della nazione dall'Inghilterra nel 1947, fu ucciso da alcuni avversari politici nello stesso anno, lasciando la bambina di appena due anni, oltre che la moglie, Khin Kyi e altri due figli, uno dei quali sarebbe morto in un incidente. Dopo la morte del marito, Khin Kyi, la madre di Aung San Suu Kyi, divenne una delle figure politiche di maggior rilievo in Birmania, tanto da diventare ambasciatrice in India nel 1960"
Questa è
Wikipedia: "Aung San Suu Kyi - in birmano , [àu? s?á? s? t?ì] - (Rangoon,Ê19 giugnoÊ1945) è una politica birmana, attiva nella difesa dei diritti umani. Sin da giovane si impone nella scena nazionale del suo paese, devastato da una pesante dittatura militare, come una leader del movimento non-violento, tanto da meritare i premi Rafto e Sakharov, prima di essere insignita del premio Nobel per la pace nel 1991. La vita di Aung San Suu Kyi è stata travagliata già dai primi anni di vita. Suo padre, uno dei principali esponenti politici birmani, dopo aver negoziato l'indipendenza della nazione dall'Inghilterra nel 1947, fu infatti ucciso da alcuni avversari politici nello stesso anno, lasciando la bambina di appena due anni, oltre che la moglie, Khin Kyi, e altri due figli, uno dei quali sarebbe morto in un incidente. Dopo la morte del marito, Khin Kyi, la madre di Aung San Suu Kyi, divenne una delle figure politiche di maggior rilievo in Birmania, tanto da diventare ambasciatrice in India nel 1960". Hanno tolto "una".

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Nokia compra Navteq: TomTom nel mirino?

Nokia compra Navteq, leader delle mappe digitali insieme a TeleAtlas.

Nokia Does a Map Deal, Signaling Strategic Bet
Nokia’s plans to acquire the map and navigational software maker Navteq for $8.1 billion raise the stakes in the competition among wireless carriers, handset makers and new entrants like Google and Microsoft to deliver information and advertising directly to cellphone users. [via]

Come fare a vendere cellulari di fascia alta? Aggiungendoci i servizi.

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Vodafone Casa Libera... libera di non dire tutto?

Torna Vodafone Casa, con un nuovo nome (Vodafone Casa Libera) e un'offerta leggermente diversa dopo il lungo tira e molla dei mesi scorsi. Un prodotto potenzialmente interessante, soprattutto per chi ha - ad esempio - una seconda casa in cui non vuole pagare il canone Telecom ma dove vuole avere un numero fisso per chiamare a meno e permettere a parenti ed amici di chiamare risparmiando.

Si tratta di un passo verso la telefonia fissa, il secondo potrebbe essere ufficializzato a breve: dovrebbe essere Vodafone ad essersi aggiudicata la gara per Tele2 Italia, la filiale italiana del Gruppo svedese messa in vendita nelle scorse settimane. Il terzo passo è il divorzio pseudo-consensuale da Fastweb: l'offerta congiunta non è mai decollata e le due società hanno deciso di intraprendere strade diverse. Se da un lato si spende, dall'altro si esternalizza: 1000 dipendenti Vodafone vengono trattai come un pacco e ceduti ad un outsourcer. Nel loro blog AutunnoVodafone l'aggiornamento in diretta.


Tornando a Vodafone Casa, i dettagli innanzitutto: il numero fisso viene portato sulla sim card, usando il cellulare in casa come un cordless. Non c'è canone, si pagano 15 cent di scatto e 5 cent/min per chiamare dal cellulare-cordless verso i fissi. Per le chiamate verso i cellulari, si paga la tariffa prevista dal profilo. Le chiamate verso il numero fisso, sono dirottate al cellulare-cordless: riceve è gratuito quando ci si trova a casa. Quando il cliente non è a casa è avvisato della telefonata da un sms e potrà scegliere di attivare il servizio di segreteria telefonica.
Per chi prevede un uso intenso del cellulare-cordless, Vodafone Casa Senza Limiti offre 3 mila minuti al mese di telefonate verso i numeri di rete fissa in tutta Italia, al prezzo di 19 euro al mese.


Punti aperti:
- quanto costa chiamare i cellulari (il comunicato dice "proprio profilo", senza specificare quale sia il profilo)
- quali siano le "regole di ingaggio" (ufficialmente nessun canone o costi fissi; vedremo come si trasformerà questa affermazione nella realtà, ad esempio con obbligo di ricarica mensile et similia)
- non si possono ricevere le chiamate sul numero fisso quando ci si trova fuori casa (un po' macchinosa la procedura: ricevi un sms e volendo attivi la segreteria telefonica. Non viene detto quanto costa ascoltare i messaggi)
- i 3mila minuti definiti "gratuiti" non è chiaro se prevedano altri addebiti (ad esempio scatto alla risposta di 15 cent).

L'offerta parte il primo ottobre, sulla carta ha secondo me un ottimo potenziale, ma tutto dipenderà dai prezzi: a leggere il comunicato stampa sembra tutto gratis, ma Vodafone ci ha abituato a questo stile di comunicazione. Un mese prima del lancio rose e fiori con pochi dettagli (intanto si va sui giornali), al lancio tutti i dettagli anche se peggiorativi, tanto ormai sui giornali ci si è finiti (e bene). Non resta che attendere per vedere l'offerta definitiva.

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