Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, settembre 28, 2007

Solidarietà


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mercoledì, settembre 26, 2007

Apple iPhone, lucchetti e opportunità

Apple aggiorna il firmware degli iPhone e, per chi l'ha sbloccato, potrebbero essere dolori.

Su questo tema, Alfonso scrive:
Questo proprio non mi piace. Siccome Apple si fa dare una percentuale degli utili degli operatori, blocca gli iPhone. E adesso per giunta te li rende inusabili. Ma non bastano gli utili dalla vendita degli iPhone? Perchè esagerare sempre?
Dubbi cui si associa Dario.

Ci possono essere tante risposte alla domanda "non bastano gli utili dalla vendita degli iPhone?". Che non bastino, è evidente e questo a prescndere che siano 10, 50 o 200 dollari per ogni terminale venduto. Non bastano perchè uno degli obiettivi di un'impresa deve essere massimizzare il profitto, ovviamente facendo in modo che il prodotto abbia mercato. Apple è convinta di riuscirci (e la sua storia dimostra che spesso ha avuto ragione) e ripercorre quanto fatto con l'IPod: prezzi elevati al lancio, poi prezzi in calo ma ricavi dalla vendita di musica, software accessori e quant'altro.

Il mercato vero non è nell'hardware (su cui i margini sono medio-bassi), ma nei servizi: iPhone ha valore non in quanto hardware, ma in quanto porta di accesso ad un "mondo di servizi". E' la stessa Nokia, che nel DNA ha il prodotto, ad aver iniziato la trasformazione. Non più hardware, ma servizi.

Perchè esagerare sempre? Perchè non è un'esagerazione...

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martedì, settembre 25, 2007

Privacy: ritirati gli emendamenti

Niente modifica delle norme sulla privacy:

In serata, arriva la notizia della retromarcia: il senatore dell'Ulivo, Paolo Giaretta, decide infatti di ritirare gli emendamenti al ddl sulle liberalizzazioni, con cui chiedeva la rimozione degli obblighi di tutela della privacy che gravano sulle imprese. "Non è nelle mie intenzioni - afferma il senatore - promuovere colpi di mano in Parlamento in materie delicate come quelle che riguardano la tutela dei diritti individuali. Ma - aggiunge - sono convinto che va affrontato con urgenza il tema della giusta proporzione tra la finalità della tutela dei diritti e gli oneri burocratici che gravano sulle attività economiche. E' una proporzione che il buon legislatore deve sempre tenere presenti". Secondo Giaretta, "nel recepimento delle Direttive europee in materia di privacy vi è stato un eccesso di zelo e sono stati introdotti numerosi adempimenti cui sono tenute le nostre imprese, mentre quelle di altri Paesi europei hanno oneri burocratici minori. Questo è il problema che va affrontato. Gli emendamenti - conclude - avevano l'unica finalità di aprire questo dibattito e comunque, se approvati, non avrebbero avuto gli effetti catastrofici paventati". Non è tutto. In commissione Industria del Senato si starebbe ora pensando di reintrodurre gli obblighi di tutela della privacy pure nelle aziende fino a 15 dipendenti. [via]

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iPhone, strategia della paura

Scrive Reuters:
Apple ha annunciato oggi che alcuni programmi che si trovano su Internet per sbloccare codici del suo iPhone e consentire di usarlo con operatori telefonici diversi dalla rete Cingular di AT&T possono causare danni irreparabili al suo apparecchio. Una volta che la modifica al software fornito da Apple viene installata sull'iPhone, "con tutta probabilità il risultato è che
l'iPhone modificato diventa definitivamente inutilizzabile".


In settimana Apple rilascerà una nuova versione software per iPhone: con tutta probabilità, ha corretto anche i bug che permettevano di sbloccare il terminale. Chi l'ha sbloccato, non potrà installare la nuova versione. A mio parere, chi l'ha sbloccato sopravviverà anche senza nuova release software :-)

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lunedì, settembre 24, 2007

Il costo del diritto alla privacy

La tutela della privacy è un diritto sacrosanto. Ed è un diritto difficile da tutelare, sicuramente costoso da tutelare. Ne so qualcosa.

Eppure pare che una proposta bipartisan dei nostri cari deputati voglia spazzare via qualsiasi tutela, in nome del risparmio:
A denunciarlo sono Stefano Rodotà, Fiorello Cortiana, Carlo Formenti e Arturo Di Corinto, che giovedì scorso hanno lanciato un appello sul web, già firmato da oltre 150 persone.

D'accordissimo con Luca quando scrive:
E' fondamentalmente sbagliato, secondo me, pensare che le aziende possano essere esentate da obblighi di questo tipo. Ed è ancora più sbagliato pensare che questa decisione venga presa allo scopo di farle risparmiare sui costi connessi alla tutela della privacy dei collaboratori. Le regole e i diritti non sono un costo, ma la definizione della convivenza civile. La privacy sui temi della religione, della salute, dell'orientamento politico e delle tendenze sessuali riguarda la persona come la sicurezza sul lavoro e la qualità dell'ambiente.

La petizione va verso le 5mila "firme".

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Impugnato il bando di gara WiMax?

A proposito di WiMax, Morse scrive che ci sarebbero società pronte ad impugnare il bando:

Abbiamo potuto accedere alla lettera con cui uno studio legale, per conto di diversi committenti, contesta la validità del regolamento steso da AGCom sulla gara WiMAX, e ne pubblichiamo in esclusiva alcuni stralci.

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Effetto Corriere

Già: essere in home page per qualche ora su Corriere.it (l'articolo è comunque ancora on line) ha effetti positivi sulle visite.
Segue screenshot delle visite, tratto da Google Analytics: chi scopre qual è il giorno fatidico? :-)

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venerdì, settembre 21, 2007

PDF con pecette: la FIA non ricorda Calipari

Sembra incredibile, ma i segreti della Ferrari sono stati bellamente pubblicati dalla FIA. Cosa è sucesso?

Il PDF della sentenza è stato messo su Web con le pecette nere a coprire i segreti della casa automobilistica di Maranello. Peccato che bastasse fare un copia e incolla sul PDF per avere tutto il testo in chiaro.

Due riflessioni:
- il caso Calipari non ha insegnato nulla (non alla FIA, per lo meno)
- la cultura informatica media di certe organizzazioni è quantomeno preoccupante.

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Il blog dello Scorpione


Dopo qualche mese di lavori, ha (ri)aperto in Corso Marche a Torino il quartier generale della Abarth, storico marchio corsaiolo nato dalla passione di Carlo Abarth e poi acquisito da Fiat.


In attesa dei primi modelli (Grande Punto Abarth e 500 Abarth), la Fiat ha deciso di rilanciare il marchio dello Scorpione con un blog, sulla scisa di quanto fatto per il lancio della (finora sfortunata) Bravo.


Ad inaugurare il blog il neo-responsabile del marketing fi Fiat Group e CEO di Abarth, Luca De Meo:
Il blog sarà il luogo dove conoscere tutto sul brand, le sue vetture, i kit di elaborazioni, i rally, e molto altro ancora.
Sarà il luogo dove Abarth si mette in gioco in primo piano, come azienda dinamica, aperta e partecipativa, per dirla in altri termini la Abarth 2.0.
Sarà un terreno dove incontrare i professionisti Abarth e gli appassionati come voi, persone che credono nei valori di passione, sportività e sfida come interpretazione di un modo unico di vivere l’automobile, e non solo.
Sarà anche un canale privilegiato per incontrare i più giovani, che si stanno avvicinando per la prima volta al mondo Abarth.
Informare e raccontare, ascoltare e scambiare pensieri, ricevere suggerimenti e proposte.




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mercoledì, settembre 19, 2007

Gentiloni e la diffamazione on line: i blog non sono giornali

I blog? Non possono essere trattati come testate on line.

Lo ha detto alla Camera il ministro Gentiloni:

Estendere ai siti internet o ai blog le regole che prevedono la responsabilità per omesso controllo come per i direttori dello stampa "si rivela complicato da attuare" e l'azione del governo "non si ispirerà a tale impostazione", in quanto non ritiene "appropriato" sottomettere i blog alla stessa disciplina della carta stampata. Le caratteristiche di "velocità" e ampiezza delle rete "non consentono il controllo tipico della carta stampata". (ApCom)


Il reato di diffamazione- per come è regolato dalla riforma dell'editoria - vale insomma solo per i periodici, non per i blog. Il titolare del blog non è insomma responsabile per eventuale diffamazione (ad esempio nei commenti), perchè questa responsabilità ricade sugli autori diretti (ergo, chi scrive). I tenutari di un blog sono comunque obbligati a "collaborare con le autorità per colpire i reati più gravi, come la pedofilia".

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WiMax, la prossima settimana si parte

La prossima settimana è quella buona per il WiMax: a dirlo il sottosegretario alle Comunicazioni Luigi Vimercati. Arriva insomma il tanto atteso bando per l'assegnazione delle frequenze WiMax: 4 o 5 macro-regioni, 3 lotti a regione (uno riservato ai nuovi entranti), 24-30 mesi per effettuare gli investimenti e raggiungere la copertura prevista pena ritiro della licenza.

Tre i punti caldi: prezzi, aree copribili e frequenze.

Prezzi: l'asta sarà al rialzo, chi offre di più porta a casa le frequenze. I piccoli operatori si lamentano, perchè subiranno la concorrenza dei grandi. In realtà l'effetto è mitigato dallo slot riservato ai nuovi entranti. Il Governo si aspetta intorno ai 90 milioni di euro, decina più (Francia: 120 milioni) decina meno (Germania: 60 milioni).

Aree copribili: pare che la priorità sia coprire le aree digital-divise. E' già battaglia, però, sulla definizione di queste aree. E' digital-divisa l'area in cui non c'è Adsl fissa oppure in cui non c'è copertura in banda larga, a prescindere che quest'ultima sia fornita su rete fissa o mobile? Per gli operatori fissi che non hanno sbocchi sul mobile, ovviamente vale la prima. Per gli operatori mobili (che arrivano a 1,8-7,2 Mbps in download e presto a 1,4 Mbps in upload), la seconda. Vedremo.

Frequenze: la parte "alta" del range si addice poco a coprire aree metropolitane, perchè più sensibile alle interferenze. In linea teorica, quindi, il WiMax sarà inizialmente dedicato alla copertura delle aree non metropolitane.

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Dal free al fee, e di nuovo al free grazie alla pubblicità

Il cerchio si chiude: contenuti gratis in cambio di pubblicità. Sostenibile, stavolta.

Qualcuno ci aveva già provato in passato, senza troppo successo e così, dal free del boom internettiano (a pagare, all'epoca, i venture capitalist e i soldi chi aveva strapagato le azioni in Borsa.. non certo gli investitori pubblicitari) si era passati all'epoca del fee: contenuti sì, ma a pagamento.

Poi l'annuncio del New York Times, che ha deciso di rendere gratuita in ogni sua parte l'edizione on line, compresa parte degli archivi.
Si segna così una svolta in questo mercato: il giornale americano rinuncia così agli abbonamenti, che pure gli portavano 10 milioni di dollari all'anno (alcune sezioni erano accessibili infatti ai soli abbonati, a fronte di 49,95 dollari all'anno) contando sul fatto che gli introiti pubblicitari compenseranno le perdite.

E' una svolta, certo. Una svolta che, inutile nasconderlo, è resa possibile dall'avere un modello di pubblicità on line che funziona, che piace, che è sostenibile. Parlo di Google Ads, la piattaforma che ha rivoluzionato il mondo della pubblicità on line dimostrando che la disintermediazione funziona, che gli inserzionisti hanno risultati certi e che anche i piccoli editori on line possono guadagnare dalla pubblicità. E' grazie a Google se il mondo del Web riesce ad attirare una sempre maggior fiducia degli investitori pubblicitari, scottati dalla "gnueconomi": da allora sono rimasti alla finestra in attesa di vedere qualcosa che funzionasse. Adesso c'è.

Non solo sul Web, ma anche sul mobile: oggi parte in tutto il mondo il servizio mobile di Google, chiamato AdSense for Mobile. Esattamente come accade sul Pc, chi ha un sito accessibile da dispositivi mobili può guadagnare qualche centesimo per ogni click.

Tornando alla decisione del NYT, la chiave di lettura b-side - il rovescio della medaglia - è che il modello del fee sembra non poter competere con il free. Non è chiaro insomma se la scelta del New York Times sia dovuta all'insuccesso della versione pay o al potenziale successo della versione free. Probabilmente sono vere entrambe: 10 milioni di dollari l'anno sono una discreta somma, ma sono nulla se il potenziale della pubblicità on line con pagine gratuite è superiore ai 10 milioni. Una riflessione che dal Web si estende alla carta stampata: la qualità dei quotidiani potrebbe non bastare a sopravvivere alla free press?

Il General Manager del NYT, Vivian Schiller, dà un'ulteriore chiave di lettura: la diffusione di testate on line gratuite (e che vivono di pubblicità), di blog, della free press ha reso disponibile all'utente un enorme bacino gratuito di informazioni. Emergere dalla massa con notizie di qualità a pagamento non era più possibile, specie considerando che in quella massa ci sono anche fonti di qualità gratuite (magari difficili da trovare, ma pur sempre presenti).

Infine, sembra resistere il modello pay per i giornali finanziari. Il Wall Street Journal fattura qualcosa come 65 milioni di dollari, segno che l'informazione finanziaria ha un pubblico disposto a pagare. Business is business...

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martedì, settembre 18, 2007

Ritorno al passato: più beta per tutti

C'è - o meglio c'era, è un po' che non ci passo - a Torino, in corso Giulio Cesare, un ristorante che sembra essere rimasto indenne al passare del tempo. Si chiama "Da Mazza" ed andarci è come rituffarsi negli anni '60: dall'arredamento vecchio stile alla signora (moglie del cuoco, nonché titolare) che prende le ordinazioni come se fosse la mamma che chiede ai figli cosa vogliono da mangiare la sera.

Lo stesso effetto che - concordo con quanto ha sottolineato Emmebi [via] - fa il "nuovo" portale di AOL dedicato alla lingua di Dante:
Beh, insomma, non ci crederete - io ancora non ci credo - ma nell'era del 2.0, dello user generated content e blablabla, è arrivato in Italia il portale (sì, sì, portale) di AOL (America On Line), con la possibilità di leggere le news, avere gratuitamente la propria mail, leggere l'oroscopo e il meteo e scaricare l'innovativo messanger AOL. Formidabile poi l'invito "Visitaci spesso! Registrati con AOL".In fondo ci basta poco per sentirsi più giovani.

In alto a destra, la possibilità di cambiare colore alla pagina mi ricorda Virgilio, lo storico portale italiano (che, mi dicono, sta per tornare a vivere come marchio a sè stante).

Sempre a proposito di strumenti appena nati e già vecchi, la nuova piattaforma 'social' Mash lanciata da Yahoo!, anche questa in versione beta. Rubo le parole ad Alberto:
Il nuovo social network di Yahoo! è molto indietro, più alfa che beta. Ha il sistema di tracking degli eventi (propri e degli "amici") e un sistema di "moduli" simili a Facebook, ma non c'è paragone. Per inserire le foto di Flickr, per esempio, bisogna incollare a mano l'indirizzo del proprio feed RSS delle foto. Assurdo: c'è pieno di siti, nel mondo, in grado di accedere alle tue foto semplicemente con la user-id (o con la mail, o con il Flickr ID, o...). Inaccettabile che proprio Yahoo! non sia in grado di farlo, e che in generale non offri un maggior livello di integrazione con tutti gli altri loro servizi 2.0.

In fin dei conti, basta seguire la moda lanciata da Google per i propri servizi nuovi: una bella pecetta con scritto "beta" a coprire eventuali lacune. Mi consenta, più beta per tutti!

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lunedì, settembre 17, 2007

Rossi e le tasse di Ryanair


Chissà come prenderà questa pubblicità Valentino Rossi... è stata pubblicata a cura di Ryanair sul Messaggero.

Rossi, è bene ricordarlo, è testimonial Fastweb e proprio in questi giorni è on air la nuova pubblicità, che vede il sette volte campione del mondo in una stalla ("dalle stelle alle...").

Ora Ryanair utilizza l'immagine del motociclista più famoso del mondo: scintille in vista?

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N3tv parte con Mogulus


Parte N3TV, una Web-television o, come si autodefinisce, una "Free to Net television".

N3TV “Free To Net Television”, emittente generalista interamente online ideata e sviluppata da Tommaso Tessarolo. Il progetto nasce sul web nel bel mezzo del mondo dei blog, con l’obiettivo di portare tante eccellenti esperienze di nicchia fino al grande pubblico. N3TV ha, perciò, già stretto importanti partnership editoriali e l’offerta è destinata ad un progressivo arricchimento. La prima stagione, che durerà fino al 13 giugno 2008, offrirà gratuitamente agli spettatori un appuntamento quotidiano con N3:
NEWS – trasmissione composta da tante pillole indipendenti di 5 news in 3 minuti che vertono su temi di tecnologia (a cura di Punto Informatico), videogame (Kurai), mobile (MobiLoud.it), blogosfera (I blog it!), NetTV (tommaso.tessarolo) – e diversi live show settimanali – trasmessi attraverso la piattaforma di broadcast live sul web Mogulus e dotati di funzionalità interattive – che tratteranno di musica (con Erik Stripparo), politica (con Emiliano Germani), blogosfera (con Tommaso Tessarolo) e tanto altro ancora.
N3TV è un’emittente generalista NetTV in continua evoluzione, le produzioni saranno distribuite sul sito N3TV.it, su tutti i siti partner in formato embed, in modalità Podcast ed in download per i formati iPod, 3GP e MP3. Presto l’offerta gratuita di intrattenimento video si arricchirà di N3:NEWS su molti altri argomenti ed anche i live show settimanali cresceranno con nuovi ospiti, temi e location.

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Lavori 2.0

Hagakure cerca posizioni 2.0:

Internet PR Manager (una volta si chiamava account)
Internship (una volta si chiamava stagista)
Content manager (una volta si chiamava copywriter o strategic planner)
Visual-Art-Design-Interface Director
Client Manager e New Business

Se siete interessati...

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martedì, settembre 11, 2007

Skype senza pace: c'è un worm per gli utenti Windows

Non è un compleanno facile, quello di Skype: dopo il black-out globale dei giorni scorsi (su cui si sa ancora poco, nonostante i tentativi dell'azienda di chiarire), è ora la volta di un worm che colpisce gli utenti Skype con MS Windows.

A spiegarlo il blog ufficiale:

The new week has started with a bang. And not the kind of bang we like.
Skype has learned that a computer virus called “w32/Ramex.A” is affecting users of Skype for Windows. Users whose computers are infected with this virus will send a chat message to other Skype users asking them to click on a web link that can infect the computer of the person who receives the message.
Please note that Skype users ONLY become infected after they have downloaded the link and run the malicious software. The chat message, of which there are several versions, is cleverly written and may appear to be a legitimate chat message, which may fool some users into clicking on the link.


Un worm che infetta il Pc e ionizia a mandare ad altri utenti Skype via chat un messaggio contenente un link. Link che a sua volta infetta il Pc del destinatario, se quest'ultimo 'fa girare' il software. Nessun problema per chi usa antivirus aggiornati di F-Secure, Kaspersky Lab e Symantec. A proposito, il worm è chiamato W32/Skipi.A. da F-Secure e W32.Pykspa.D da Simantec.

Per chi vuole rimuovere manualmente il worm:

Restart the PC in safe mode
Run regedit
Go to HKLM/software/microsoft/windows/currentversion/runonce find entry with mshtmldat32.exe. Delete this entry.
Go to Windows\System32 directory and delete following files: wndrivs32.exe, mshtmldat32.exe, winlgcvers.exe, sdrivew32.exe
Go to windows/system32/drivers/etc
Find file hosts
Open it with notepad, ctrl+a and delete all entries (this will resume your antivirus updates), save, close.
Restart the PC.

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Nasce Mobiloud, nuovo blog tlc-oriented

Costola del validissimo VOIPblog curato da Pietro, nasce Mobiloud:

MobiLoud.it è un blog multiautore che raccoglie notizie e approfondimenti sull'evoluzione e i trends nella telefonia mobile: mobile 2.0, applicazioni, servizi, mobile Web, contenuti, operatori di rete e produttori di dispositivi mobili. Leggi chi siamo.

In bocca al lupo :-)

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Memorie dell'11 settembre

Tutti gli americani di una certa età dicono di ricordarsi dov’erano e cosa facevano quando Kennedy è stato assassinato a Dallas. Tranne uno: Kennedy.(Tullio Avoledo, Lo stato dell’Unione)

Cosa facevi mentre crollavano le torri gemelle? Dicono Eio e Livefast che tutti si ricordano di cosa stavano facendo quel primo pomeriggio di 6 anni fa. Credo abbiano ragione. [Mante]

Io lo ricordo molto bene: ero seduto al Pc, stavo lavorando al mio Punto Settimanale per Portel.it, la testata di cui ero caporedattore all'epoca. Questo articolo, per la precisione.

Pc da un lato, tv accesa dall'altro. Poi, le prime notizie. Smetto di scrivere e la mia attenzione va totalmente alla televisione. Vedo in diretta il secondo crollo. Tanto che poi uscirà "Quello squillo delle macerie", e l'articolo sull'UMTS slitta alla settimana successiva.

E voi, ricordate cosa stavate facendo?

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Antenne o opere d'arte?

Le antenne per la telefonia mobile non sono propriamente belle da vedere. Pali di acciaio piantati nel terreno o sui tetti, groviglio di tubi che spesso diventano elemento di disturbo per il paesaggio circostante.

C'è chi negli anni si è specializzato nel nasconderle (camuffandole da albero, caminetto, ...) ritagliandosi uno spazio significativo sul mercato.

Ora sono direttamente i produttori a rendere più belli i pali per le antenne: Ericsson si è affidata all'architetto scandinavo Thomas Sandell per realizzare nuove infrastrutture, belle da vedere e che possono diventare elementi d'arte. Rispetto all'acciaio, le nuove infrastrutture in cemento sono più ecologiche e permettono una maggiore libertà di design. A quando sul mercato?

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venerdì, settembre 07, 2007

Vira in liquidazione, Tele2 in vendita: ha ragione Assinform?

A proposito di crisi dei più piccoli, apprendo da Alex che Vira è in liquidazione.
Questo il testo della lettera inviata agli utenti:

Gentile Cliente,
L’assemblea degli Azionisti della Intratec Spa ha deliberato, in data 30/07/2007, lo scioglimento della societa’ e ha nominato il Liquidatore. Il Registro delle Imprese di Roma ha pubblicato la variazione in data 29/8/07 dando quindi efficacia alla delibera.
Si tratta di una “Liquidazione Volontaria”, liberamente decisa dall’Assemblea degli Azionisti.
Quando una Societa’ delibera la Liquidazione, e’ obbligatorio variare la ragione sociale. Per Intratec adesso la Ragione Sociale e’ “Intratec SpA in Liquidazione”
Questa novita’ non comporta modifiche per l’utenza nell’erogazione dei servizi, poiche’ la mission della societa’ rimane quella di conservare l’azienda anche in questa fase. Al contempo rimane invariato quanto precedentemente comunicato in relazione al contenzioso con Telecom Italia.
Infatti, stante l’elevata qualita’ dei servizi erogati da Intratec, la Societa’ ha in corso - in stato avanzato - delle trattative per il subentro di altre Societa’ nei rami d’azienda. Non si puo’ comunque escludere che si possa andare anche verso altre direzioni incluso fusioni.
Teniamo a precisare che, come sempre, molta attenzione viene rivolta al preciso e puntuale pagamento dei servizi da parte dell’utenza.
Cordiali Saluti
Intratec SpA in Liquidazione


Per i consumatori, segnali negativi dal fronte delle tlc.

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giovedì, settembre 06, 2007

Assoprovider: la strana moria dei concorrenti Telecom

Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è , a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito.

Questo l'attacco del comunicato stampa di Assoprovider. Due i punti da sottolineare:
- il riconoscimento che a volte la crisi delle società di tlc è dettata anche da "una gestione avventata"
- l'attacco diretto ad Agcom ed Agcm per i ritardi su questioni considerate chiave ("problemi causati anche dalle inefficenze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tariffario chiaro" e anche "le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM, rimangono sovente a guardare senza colpo ferire")

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mercoledì, settembre 05, 2007

Yahoo!, shopping pubblicitario negli Usa

Yahoo! prosegue la sua campagna di rafforzamento nel mondo dell'advertising on line:

Yahoo compra network di pubblicità online per 300 mln dollari SAN FRANCISCO, 5 settembre (Reuters) - Yahoo Inc ha concluso un accordo per comprare BlueLithium, il quinto network di pubblicità online Usa, per 300 milioni di dollari in contanti, in una mossa volta a consolidare la sua posizione nel mercato della pubblicità comportamentale in forte crescita. BlueLithium è una società con soli tre anni di vita, la cui tecnologia permette di tracciare il profilo di un consumatore-utente mentre si muove da sito a sito, permettendo quindi agli inserzionisti di proporre pubblicità mirata. Un consumatore che compra prodotti ecologicamente compatibili potrà essere raggiunto dalla pubblicità di auto ibride la settimana dopo. L'accordo, annunciato ieri, rafforza gli sforzi di Yahoo nel campo della pubblicità comportamentale, per la quale può sfruttare un bacino di 250 milioni di utenti di Yahoo Mail e Yahoo Travel.

Mentre Google vorrebbe fare l'editore, i concorrenti sono costretti ad inseguire sul terreno della pubblicità Web. L'acquisto di BlueLithium da parte di Yahoo! va letto alla luce della difficoltà a sfondare nei mercati non anglofoni, dove Google invece sembra crescere bene.

Per inseguire la grande G, Yahoo! ha quindi iniziato una campagna di rafforzamento sui mercati dove è sufficientemente forte per competere (quasi) alla pari: USA, UK e mercati anglofoni in generale. Sarà interessante vedere come deciderà di muoversi sui mercati non anglofoni... e sarà anche interessante vedere se e come l'Antitrust europeo deciderà di intervenire sul mercato della pubblicità Web. Google! ha infatti percentuali di mercato bulgare e non è da escludere un intervento pro-competitivo che riporti ad una situazione più equilibrata. Non prima della seconda metà del 2008, però.

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martedì, settembre 04, 2007

FON Italia cresce

Nonostante qualche intoppo, FON Italia cresce a ritmi sostenuti. E adesso cerca rinforzi:

Qualche punto per identificare il profilo ricercato:
* vera conoscenza della lingua inglese scritta e parlata;
* essere titolare di un blog ed avere dimestichezza con le dinamiche del web 2.0;
* community e marketing on line sono temi da conoscere;
* predisposizione per il contatto con il pubblico;
* capacità di lavorare in team.
La collaborazione è part time. Sono quindi titoli preferenziali essere uno studente che vuole fare esperienza nel settore e risiedere a Roma.


Così, ad occhio, sembra un programma di affiliazione o evangelizzazione...

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