Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, agosto 31, 2007

Auguri Skype!


Skype compie 4 anni. Le parole del fondatore:


Today, Skype turned four. I can hardly believe it’s been that long. It only seems like yesterday when Janus and I were talking about people being able to use the computer like a phone. But without a phone. And without a phone bill.
In less than six months, we went from 200 users to two million. Today, we have over 220 million registered users. Real people having real conversations on Skype. And not just voice calls, either. It’s amazing how far we’ve come thanks to those who fell in love with the idea of boundless conversations. Your trust, goodwill and enthusiasm has fueled everything we do.
So now that the recent two-day “outage” is becoming an increasingly distant memory, let me use today’s happy occasion to bow before you — the millions who use Skype to keep in touch with your family, friends and colleagues. I’d like to give you a huge two thumbs up for the great times we’ve had together. And for the amazing times still ahead. Happy birthday, Skypers!
Niklas


[via Pietro]

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giovedì, agosto 30, 2007

Ciao Franco

Ciao, Franco.


INTERNET: MORTO FRANCO CARLINI (ANSA)
Franco Carlini, uno dei maggiori esperti italiani di Internet, e' morto per un malore improvviso la notte scorsa nella sua abitazione a Genova. Carlini, 63 anni, genovese, laureato in fisica, collaborava con il Manifesto, dove teneva la rubrica Chips and Salsa, l'Espresso (rubrica Cyber e dintorni), con il Corriere della Sera, sul quale si occupava di web economy, e con la Rai. Aveva fondato la societa' Totem di web contents e web design. Ricercatore dal 1972 all'Istituto di Cibernetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, occupandosi di neurofisiologia e di psicologia della percezione visiva, Franco Carlini aveva lasciato dal 1989 l'attivita' di ricerca per dedicarsi al lavoro giornalistico ed editoriale. E' stato professore a contratto nel corso di Informatica Generale per il Diploma di Giornalismo dell'Universita' di Genova. La societa' Totem, fondata nel 1997, opera da Genova per conto di Corriere della Sera, Vodafone, Dipartimento Funzione Pubblica, Federazione relazioni Pubbliche Italiana ed e' editrice di due testate elettroniche: Trash.it! quotidiano spazzatura e Tel&Co., il blog di Internet. L'ultimo suo libro e' stato ''Parole di carta e di web, Ecologia della comunicazione'' (Einaudi, 2004). Tra le sue opere piu' note, tra l'altro, ''Divergenze digitali. Conflitti, soggetti e tecnologie della terza internet'' (Manifestolibri, Roma,2002); ''Lo Stile del Web parole e immagini nella comunicazione di rete'' (Einaudi, febbraio 1999); ''Internet, Pinocchio e il Gendarme. Le prospettive della democrazia in rete'' (Manifestolibri, Roma,1996); ''Chips &Salsa. Storie e culture del mondo digitale'' (Manifestolibri, Roma,1995).

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martedì, agosto 28, 2007

Fa freddo sulla licenza Ipse

Vento freddo sul caso Ipse, la società che ha vinto l'asta per una licenza UMTS ma non ha mai lanciato il servizio (né pagato l'intero prezzo della licenza). Tutto è congelato, come scrive Affari&Finanza oggi: il garante Calabrò congela Ipse in attesa del Consiglio di Stato, l'Agcom congela le frequenze fino al 2008.

La vicenda è parecchio ingarbugliata, perchè il ministro delle Comunicazioni attende il parere del Consiglio di Stato per sciogliere l’intricata vertenza con la controllata di Telefonica (passata nel frattempo a Capitalia). Tim, Vodafone e Wind vorrebbero i 15MHz dell’Umts (ovvio, visti i prezzi fissati da Agcom oggi: 150 milioni), 3 è ovviamente sul piede di guerra (i 5 Mhz aggiuntivi pagati nel 2000 826 milioni, prezzo spropositato se confrontato con quanto si chiede oggi e visto che qualcuno non ha ancora pagato...).

Contro il ritiro della licenza 3G (mai pagata interamente), Ipse ha presentato diversi ricorsi, in ballo 600 milioni mai versati e coperti da fideiussione di Mcc (Capitalia). Il Governo può incassare quando vuole, ma il tema è così complicato che non l'ha ancora fatto...

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L'ICT italiano? 8 anni davanti agli USA

Mi segnala Carmelo che
"molti giornali nazionali segnalano in questi giorni, che negli USA sta esplodendo il fenomeno del CONLAG, vocabolari nati online per dare finalmente un nome alle operazioni, altrimenti indefinibili, che tutti noi ogni giorno facciamo in rete. Autorevoli quotidiani americani, in primis Los Angeles Time, la genesi di queste iniziative risalirebbe al 2001".

Per una volta, l'Italia è avanti, molto avanti: il primo CONLAG nazionale è stato il DIZIOBOLO, lanciato da Carmelo stesso nel 1999. Scriveva Apogeonline più di otto anni or sono:
L'idea è semplice: creare un vocabolario online, il "Diziobolo"appunto, con l'aiuto degli utenti Internet italiani, che possono inserire in un apposito form una parola italiana e il corrispondente termine nella "Lingua del Net". Lo scopo? "Dare sfogo - dice Cutuli - alla propria fantasia, liberandosi dagli schemi e dalle regole del linguaggio parlato, per dare vita a un vero e proprio metalinguaggio globale, comprensibile da tutti i frequentatori del cyberspazio. Niente grammatica, quindi, né sintassi, ma via libera alla creatività, senza alcun timore di esagerare". E l'idea sembra piacere molto ai navigatori italiani, che stanno mettendo a dura prova il server di Intersito partecipando all'iniziativa, inviando net-parole come "FILLARE"cioè "compilare un modulo". Quando il numero dei cyber-vocaboli sarà consistente, il "Diziobolo"online verrà pubblicato con tutte le voci in ordine alfabetico.

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giovedì, agosto 23, 2007

Telecom 1- Telvia 0

Nella battaglia Telvia-Telecom, secondo round all'ex monopolista:

Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di Telvia di imporre il ripristino degli accordi riguardanti la fornitura di banda larga e i servizi di accesso.

Il 1 agosto scorso, il Tribunale di Roma aveva emesso un decreto d'urgenza per imporre a Telecom di riprendere la fornitura dei servizi. Oggi ha riconosciuto che Telecom ha rispettato gli obblighi degli accordi previsti dal contratto, cancellato il decreto d'urgenza e riconosciuto la correttezza del comportamento di Telecom. Si attende terzo round.

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mercoledì, agosto 22, 2007

Da Torino a Los Angeles: e' Your Truman Show

Arturo Artum, un nome che dice già molto, e Luca Ferraro: da Torino parte la sfida a YouTube. Your Truman Show è un portale di videostorie user generated, lanciato nella patria degli UGC (gli States) usando filosofia e tecnologia italiana.

Your Truman Show extends personal storytelling into a compelling social network of tomorrow's online reality stars and their fans

Carino questo articolo:
Due amici che, adolescenti, facevano volare aeromodelli telecomandati sul cielo di Torino (sarà il Campo Volo di Corso Marche? ndkava) e giocavano coi computer. Ora, sulla soglia dei quarant'anni, e dopo aver creato imprese per i collegamenti Adsl via satellite e per la produzione di lampade «intelligenti » disegnate da Giugiaro, partono alla conquista dell'America, provando a sfidare addirittura «YouTube». [Corriere via Vittorio]

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La rivoluzione degli SMS (che non c'e')

Sarà la penuria di notizie estive, sarà che giocare con il nome (Davide contro i Golia delle tlc) fa sempre il suo effetto, sarà che parlare di cellulari è sempre un buon argomento vista la pervasività del mezzo, ma io proprio la rivoluzione decantata dal Corriere non la vedo. Un articolo su tecnicismi che esistono (almeno) da 6-7 anni fatti passare come rivoluzione.

Davide e la rivoluzione degli sms da 1 cent
«Inviare i messaggini costa troppo», e così un informatico 24enne ha inventato un software per ridurre drasticamente il costo


Il titolo promette mari e monti, giusto? Leggendo il pezzo, emergono due cose:
- Davide ha messo in piedi un software (Skebby) che sfruttava gli SMS gratuiti offerti da qualche operatore e/o da qualche portale.
- con la quasi totale sparizione degli SMS gratuiti su Web, Davide ha messo in piedi una società che vende pacchetti di SMS da inviare via Web.

Rivoluzione????? Suvvia, siamo seri.
Usavo SMS Splitter qualcosa come 4 anni or sono o giù di lì: si tratta di un software che usa(va) gli SMS offerti da portali Web e da operatori per inviare via Internet messaggi gratuiti. Skebby, insomma. Peccato che la pacchia sia finita: da offerta fidelizzante (per inviare il messaggio vado sul sito dell'operatore o del portale, eventualmente guardo pubblicità e/o mi loggo) si era trasformata in un boomerang perchè grazie a questi software, l'utente non visitava alcun sito, mandava "solo" i propri messaggi dal proprio Pc connesso ad Internet, e basta.

L'arrivo qualche anno fa poi dei costi di interconessione anche sugli SMS (come esiste per le chiamate: gli operatori si versano qualche cent l'un l'altro quando chiamate e messaggi viaggiano su una rete e l'altra, è una misura pro-competitiva per aiutare gli operatori più piccoli che non dispongono di un effetto rete paragonabile ai big player) ha decretato la fine o quasi degli SMS gratuiti, che infatti sono spariti pressochè da qualsiasi sito. Resiste(va) ancora qualche operatore, ma anche in questo caso utilizzi "fantasiosi" ne hanno decretato quantomeno la limitazione (Vodafone è pasata da 100 messaggi a 10, solo verso Voda e previa registrazione) se non la scomparsa.

Quanto all'invio di SMS via Internet a prezzi inferiori da quelli offerti via cellulare, mi pare di aver acquistato per la prima volta un pacchettone da 2mila SMS nel 2000 o 2001, da SMSProf (qui). Perbacco, sono un rivoluzionario e non lo sapevo!

Scherzi a parte, esistono da anni società che comprano milioni di SMS da gestori esteri (o da gestori italiani, che hanno prezzi comunque leggermente superiori ma il cliente ha maggior certezza che l'SMS arrivi) e li rivendono a piccoli pacchetti a chi fa un uso massiccio della messaggistica testuale (aziende per promozioni, pr nelle discoteche, ecc).

Ultima considerazione: traslasciando che SMS ad 1 cent (come promesso dal Corriere) non ne vedo, tralasciando che in un articolo giornalistico non mi aspetto di trovare il listino commerciale di una SRL perchè non dà valore aggiunto alla notizia (sempre che ci sia, la notizia: non è questo il caso), tralasciando che i prezzi non sono nemmeno troppo convenienti, ecco... tralasciando tutto questo, c'è da dire che l'invio di SMS tramite Web è un prodotto di nicchia - utile a chi davvero fa un uso massivo degli SMS, io ad esempio in alcuni periodi ne acquistavo circa 10mila al mese - per diversi motivi.

Al volo, mi pare di poter dire che il primo grosso limite sia il dover acquistare in anticipo quantitativi più o meno ampi di messaggi, il secondo è di dover avere un computer connesso ad Internet (ma con SMSProf, ricordo, avevamo anche studiato ed usato un'applet Java per inviarli da cellulare usando la connessione dati, con un sovrapprezzo di 1 cent circa), il terzo è che gli SMS spesso non possono arrivare con il mittente definito (arrivano quindi da numeri "sconosciuti" al destinatario) e quarto ed ultimo è che comrandoli da gestori esteri la possibilità che l'SMS si perda per strada è abbastanza elevata (a meno di non comprare SMS "pregiati", ma in questo caso il prezzo si avvicina a quello dell'SMS standard inviato dal cellulare).

Ahhhh, queste rivoluzioni (che oggi la maggior parte dei giornali italiani riprendono...)!

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lunedì, agosto 20, 2007

La fiducia dei lettori? Non è riposta nei blog


Qual è la fonte di informazione più attendibile e come è cambiata la percezione dei lettori negli anni? Insomma, a chi danno fiducia i lettori?

Interessante la ricerca di eMarketer [via Alex] che mostra come tra il 1997 e il 2007 i consumatori statunitensi continuino a fidarsi nello stesso modo - ovvero molto - del passaparola di familiari ed amici (8,6 su una scala di 10).

Diminuisce a 2.2/10 la fiducia riposta nella pubblicità (già, a dire il vero, bassa con il 3.3), bassa anche la fiducia nei blog (2.8/10) mentre molto alta la fiducia in "esperti sconosciuti" (7.9/10) - che a me fa venire in mente il classico esperto che va a parlare in Tv o in radio (l'autorevolezza è data dall'essere presentato come "esperto di") - e negli insegnanti (7.3/10, in calo).

A livello di tendenze, se il passaparola rimane stabile, perdono i media classici (Tv, giornali e radio) e salgono gli esperti sconosciuti. Non mi pare che i blog possano essere considerati la "causa" di questa diminuzione generalizzata di fiducia (in altre parole non sposon il titolo del post di Alex, "Come cambia la fiducia grazie a internet"), perchè l'unica voce legata direttamente ad Internet prende un misero 2.8 su 10.
La tendenza generale che emerge dalla ricerca - mi pare di poter dire - è che in genere i consumatori abbiano meno fiducia nelle fonti di informazioni rispetto a 10 anni fa.

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domenica, agosto 19, 2007

Blackout Skype, la finta trasparenza

Diciamocelo: il modo in cui è stato affrontato il maxi-blackout che ha colpito Skype (ora parzialmente risolto) di trasparente ha solo la parvenza. Già, perchè sebbene il blog di Skype sia stato costantemente aggiornato, la realtà è che di informazioni ne sono state date ben poche. Di quelle vere, intendo.

Sulla pagina Skype campeggia da ieri questo avviso:
Hello friends,
Take a deep breath. Skype is back to normal.
On Monday, we’ll provide a more detailed explanation of what happened. Until then, we’d like to apologize and thank you. Precisely in that order.
We know how difficult and frustrating the past two days have been. And still, your good wishes kept flowing in. Thank you for the amazing patience, trust and support!
UPDATED 18 August, 2007 11:00 GMT


Aspettiamo quindi le informazioni per la giornata di domani. Fino ad oggi, gli unici dettagli sono stati non-dettagli:
Finally, we’d like to dispel a couple of theories that we are still hearing. Neither Wednesday’s planned maintenance of our web-based payment services nor any form of attack was related to the current sign-on issues in any way.
L'intervista di Kurt Sauer, CSO di Skype, al New York Times non aggiunge molto: problemi causati da "a unique set of events" e da una "deficiency in an algorithm within Skype networking software".


Ok, non è stata la manutenzione né il sistema di pagamento via Web né un attacco: allora, cosa è stato? Chi è in grado di dire cosa non è stato, dovrebbe esserte in grado di dire anche cosa è stato. Non con 5 giorni di ritardo, però...

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venerdì, agosto 10, 2007

Tele2 in vendita: segnali negativi per i consumatori

Le voci circolavano da settimane, ma ormai è ufficiale: Tele2 è in vendita. La casa madre svedese, dopo aver chiuso le filiali di Francia, Portogallo e Ungheria, punta ora a fare lo stesso con la società italiana cedendone le attività.

La motivazione, ufficialmente, è che la redditività di Tele2 Italia non è più in linea con le attese della casa madre e dunque sia meglio fare cassa subito (in Italia Tele2 fattura 600 milioni di euro e ha circa 2,5 milioni di clienti, di cui 600mila in accesso diretto). Per avere redditività Tele2 dovrebbe investire in infrastrutture proprie e collegare direttamente i clienti anzichè rivendere traffico Telecom Italia (nell'ultimo anno e mezzo, Tele2 ha investito circa 80 milioni in rete propria), una strategia troppo costosa (e rischiosa).

L'abbassamento troppo rapido dei prezzi delle chiamate, che dai consumatori è visto - ovviamente - come una manna, può creare nel medio periodo scompensi di mercato che mettono in difficoltà le società più piccole. In sostanza, i volumi (a livello di minuti) restano stabili o aumentano di poco, ma i margini crollano perchè vengonmo vendute le stesse telefonate di prima a prezzi inferiori. Chi ha le spalle larghe o larghissime (i grandi operatori del settore, Telecom in testa) regge il colpo, i piccoli mollano (vedi Telvia, Elitel e Intratec-Vira) oppure cercano di uscirne indenni grazie ad un acquirente o grazie a fusioni.

Sembra un paradosso, ma la diminuzione dei prezzi può far aumentare la concentrazione di mercato (si torna all'oligopolio), il che significa che i prezzi poptrebbero fermare la propria discesa o addirittura crescere. E' una dinamica che è in atto nel fisso (dove Telecom continua ad avere percentuali di mercato bulgare) e che potrebbe avverarsi nel mobile dove i due operatori minori (Wind e 3) in mancanza di misure pro-competitive e asimmetriche potrebbero trovarsi in forte difficoltà. Il ritorno al duopolio (l'ingresso di operatori virtuali non può essere considerata una vera apertura di mercato, come si è visto i prezzi sono elevati perchè comunque i grandi impongono vincoli stringenti ai nuovi entranti virtuali) comporterebbe una crescita dei prezzi, a svantaggio del mercato e dei consumatori.

Tornando alla vendita di Tele2, il boccone è appetibile per Vodafone, che avrebbe così un piede più stabile dentro la telefonia fissa, e Wind, che eliminerebbe un forte concorrente sul mercato consumer. Ma interessata a Tele2 Italia è anche Tiscali, che sembra ormai puntare solo su Italia e Regno Unito. De Benedetti potrebbe decidere di tornare nelle tlc investendo 150 milioni in Tiscali, il gestore sardo avrebbe così nuovi mezzi finanziari per consolidare i due mercati e pensare a nuove acquisizioni. Rumor dicono che nel caso di un accordo Tele2-Tiscali, l'attuale a.d. di Tele2 Andrea Filippetti potrebbe insediarsi come a.d. di Tiscali: chissà che ne pensa Pompei...

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lunedì, agosto 06, 2007

Nuovo sito per il Ministero delle Comunicazioni

Carino il nuovo sito del Ministero delle Comunicazioni. Sulla sinistra destra, una "nuvola" al retrogusto di Web 2.0 con le parole più utilizzate.

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giovedì, agosto 02, 2007

Rottamiamo Elton

Come dice Gabriele Ferraris su LaStampa dopo la bislacca provocazione di Sir Elton John,
giù le mani dal Web, piuttosto rottamiamo il vecchio rocker :-)

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mercoledì, agosto 01, 2007

E' Telvia la terza vittima tra i gestori alternativi a Telecom?

Elitel, Vira ed ora Telvia: la moria estiva di (piccoli) concorrenti Telecom Italia non sembra voler finire.

Come racconta PI,
L'anno scorso Telvia e Telecom avevano predisposto, come spesso accade, un piano di pagamenti che Telvia sostiene di aver onorato, ma l'incumbent aveva comunicato a Telvia a fine 2006 che, nonostante i pagamenti, non riteneva rispettati i termini in cui questo doveva avvenire e quindi avvisava di ritenere chiuso il contratto di servizio. Una visione che Telvia ha contestato e che non ha peraltro comportato la sospensione di nessun servizio, con l'unica eccezione che l'operatore è stato da quel momento messo nella impossibilità oggettiva di gestire le procedure di attivazione e disattivazione di alcuni importanti servizi.

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Apple iPhone anche io


Da buon ultimo tra i geek italici, anche io ieri ho giocherellato un po' con l'iPhone di Apple. Ovviamente, ça va sans dire, non è stato possibile connettersi alla rete telefonica.
Impressioni volanti (anzi più che volanti):
- è un bell'oggetto di design, soprattutto bello l'arrotondamento delle superfici
- display luminoso e ampio
- menù intuitivi e grafica piacevole
- ingombro "importante" del telefono, in tasca dà fastidio
- continuo (ma ammetto che forse è colpa mia) a non amare i touch screen. Scrivere sms e mail con i wurstel che mi ritrovo è una faticaccia, anche se dessero un pennino continuo a trovare più pratiche le tastiere numeriche o qwerty.

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