Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

lunedì, luglio 30, 2007

Bitst...icazzi quanto costa! Telecom e la storia della best practice

L'offerta Bitstream fata da Telecom Italia ai concorrenti avrebbe dovuto essere in linea con la best practice europea. Come spiega AIIP, non è andata esattamente così:

Per esempio il prezzo per il trasporto di 0,85 €/kbps/anno è quasi 20 volte superiore al prezzo praticato in Danimarca per lo stesso servizio (pari a 0,044 €/kbps/anno), e ben superiore al prezzo che renderebbe replicabile in tutta Italia un servizio di IPTV analogo a quello di Telecom Italia, mentre il prezzo per singolo accesso ADSL di 10,30 euro/mese è superiore del 60% rispetto quanto praticato in Danimarca, Belgio e Portogallo (in media 6,40 euro/mese). Peraltro la popolazione danese è assai meno concentrata di quella italiana e gli utenti per centrale sono meno della metà rispetto all’Italia con dei costi fissi per utente, ben più alti dei nostri.

Non essendo su Scherzi a parte, probabilmente il set è quello de 'Non ci resta che piangere'. Non bisogna poi stupirsi se i piccoli (come dimostrano i casi Elitel o il più recente Vira) non riescono a sopravvivere... nel fisso come nel mobile.

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Nokia N95, il clone cinese è Nokla


Arriva dalla Cina il clone del Nokia N95: il NOKLA segnalato su PcPop.com. Su Ebay se ne trovano in vendita moltissimi, chissà che ne pensa il produttore finlandese...

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mercoledì, luglio 25, 2007

Telecom, semestrale buona...

"La semestrale e' molto buona, superiore alle aspettative": è stato il commento di Gilberto Benetton, consigliere di amministrazione Telecom Italia.

I dati:
- indebitamento netto sale a 39,17 mld, a causa del cash out conseguente all'acquisizione di Aol (669 mln) e al pagamento dei dividendi (2.830 mln). Rispetto al 31 marzo 2007 (37.182 mln di euro) l'indebitamento si incrementa essenzialmente per il pagamento dei dividendi.
- Ebit a 3,469 mld di euro, in calo dell'8,7%
- Ebitda a 6,314 mld di euro, in calo del 3,1%
- I ricavi sono saliti dello 0,9% a 15,47 miliardi, trainati da Brasil Telecom.

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martedì, luglio 24, 2007

L'ultimo CdA Telecom Italia?

Giornata sicuramente calda per i vertici del Gruppo Telecom Italia: oggi potr5ebbe andare in scena l'ultimo CdA prima del cambio deciso dai soci Telco. Tronchetti Provera ha lasciato intendere che la formalizzazione del passaggio di quote Telecom tra Olimpia e Telco potrebbe arrivare ad agosto, ed insieme potrebbe arrivare il cambio dei vertici aziendali.

Basterà a Ruggiero presentare una semestrale che da giorni definisce "sicuramente positiva"? Le stime degli analisti dicono che Telecom registrerà ricavi per 15,4 miliardi (+ 0,6%), un margine operativo lordo di 6,25 miliardi (erano 6,5 in H1 2006) e un indebitamento di poco sotto i 39 miliardi, contro i 41,3 miliardi al 30 giugno 2006. Eppure il nome di Gabriele Galateri per la presidenza e quello di Dal Pino per la poltrona di amministratore delegato continuano a circolare insistenti.

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Blocco UE per il fisso-mobile di Telecom e Vodafone

Stop per Vodafone (Casa Numero Fisso) e Telecom Italia (Unico): il cellulare che diventa telefono fisaso (e viceversa) non piace all'Unione Europea. Scrive Alberto D'Argenio su Repubblica:

La Commissione europea blocca per almeno sei mesi il lancio in ltaliadei nuovi servizi telefonici che permetteranno di passare automaticamente il numero fisso sul proprio cellulare quando ci si trova a casa. La decisione è contenuta in una lettera tndirizzata all'Autorità per le comunicazioni (Agcom), che aveva scelto di dare il via libera ai nuovi pacchetti di Vodafone - che ha già pubblicizzato il prodotto in uno spot con Francesco Totti - e Telecom Italia.
Le condizioni decretate dall'Authority per il lancio dell'innovativo incrocio tra fisso e mobile, infatti, non possono essere prese senza seguire le regole Ue che prevedono un lungo iter procedurale al termine del quale Bruxelles dovrà esprimersi sulla loro compatibilità con le norne comunitarie.


Dopo lo stop (accelerato probabilmente dalle segnalazioni che 5 operatori hanno inviato alla Commissione Europea), Agcom dovrà effettuare un'analisi di mercato, indire una consultazione pubblica, notificare all'UE le decisioni prese e attendere il via libera.

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lunedì, luglio 23, 2007

Codacons e patiboli

Spassoso comunicato stampa del Codacons:

Le dichiarazioni odierne del presidente di Wind, Naguib Sawiris, secondo cui il decreto Bersani avrebbe costretto la società telefonica a danneggiare i consumatori, obbligandola ad aumentare le tariffe, sono del tutto assurde e inaccettabili – commenta il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Il decreto in questione, infatti, era finalizzato a diminuire i costi per gli utenti, e non si poneva assolutamente come effetto quello di far innalzare le tariffe. A fronte di questo atteggiamento e nell’interesse dei consumatori italiani siamo costretti a chiedere alla magistratura di accertare un eventuale tentativo di non ottemperare agli ordini dell’autorità, e sollecitiamo l’AGCOM ad aprire un procedimento contro Wind, valutando anche l’opportunità di revocare la licenza al gestore telefonico”.

L'Autorità non può decidere i prezzi che Wind offre ai propri clienti. Non ci può essere quindi un "ordine dell'Autorità ad ottemperare". Sarà il caldo che fa venire al Codacons questa voglia di patibolo?

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venerdì, luglio 20, 2007

Niente più sere ad aspettare il GPS del Nokia N95

Siete tra quelli che hanno un Nokia N95 e passavano le serate aspettando che agganciasse il segnale GPS? Gioite: i 4-5 minuti dovrebbero dimezzarsi grazie all'Assisted GPS (AGPS o A-GPS).

Un nuovo firmware ha ora risolto il problema. Per Nokia la soluzione è stata individuata nelle celle con cui avviene la connessione telefonica, in grado di restituire al telefono dati utili per un primo posizionamento sommario. Partendo dai dati relativi alla triangolazione tra le celle, il sistema restringe il campo di ricerca e permette al dispositivo di trovare il posizionamento (sulla base dei dati dei satelliti) in circa 1 minuto.

Qualche tenpoi fa avevo visto l'A-GPS in azione in Israele, qui il mio racconto:
Uno dei limiti maggiori di questo sistema è la necessità per il ricevitore GPS di essere "in linea di vista diretta" con più satelliti. Servono almeno 4 satelliti per determinare la posizione. Per questi motivi, l'utilizzo del GPS in città (dove gli edifici più alti possono oscurare il segnale satellitare) può essere difficoltoso. L'Assisted GPS nasce per superare il problema: aggiunge un elemento di comunicazione (il Mobile Location Server o assistance server) rispetto al binomio ricevitore-satelliti del GPS classico. Il ricevitore GPS riceve assistenza dalla rete di telefonia mobile per calcolare la posizione e il segnale che, in tal modo, vengono elaborati in modo più veloce. Nei GPS portatili la batteria deve fornire energia per la ricezione dei dati dai satelliti, per il calcolo della posizione e per il collegamento Bluetooth con il cellulare. Con l'A-GPS si risparmia batteria e il calcolo della posizione è più rapido, perché è l'antenna di telefonia a ricevere il segnale dai satelliti e a elaborarlo.

Se siete italiani, però, non gioite troppo: in Italia nessun operatore implementa l'A-GPS (presente già su smartphone più datati, come ad esempio quelli Motorola), sebbene ad esempio 3 abbia una rete che potrebbe supportarlo. Quindi, rassegnatevi all'attesa...

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giovedì, luglio 19, 2007

Apogeonline, blog e WiKi

Per chi ancora non la conoscesse, altamente consigliato uno sguardo a questa sezione Blog e WiKi di Apogeonline.

In particolare trovo interessanti le scorribande nella blogosfera di Federico Fasce: micro-articoli con gli argomenti "più caldi" (l'ultimo è qui).

E poi, diciamolo, spesso mi linka quindi è un fine cultore della materia :-)

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Elitel contro Telecom, utenti contro tutti

Curiosa (ma prevedibile) svolta della querelle Elitel-Telecom Italia, che ha lasciato migliaia di persone senza telefono.

Chi è rimasto senza telefono, o chiama anteponendo il 1033 (ovvero instrada la chiamata su rete Telecom bypassando la carrier pre-selection) oppure non telefona. Secondo Elitel, però, Telecom Italia - dopo aver staccato le linee di Elitel - avrebbe contattato i clienti Elitel per sottrarli alla società in crisi. E questo, secondo alcune voci presenti nei commenti dei blog che hanno trattato del caso, sarebbe accaduto già nei mesi passati quando le prime avvisaglie dei problemi economici iniziavano ad affiorare.

Ora la palla passa al Tribunale di Milano, che dovrà decidere se commissariare Elitel: probabilmente una decisione arriverà già oggi. Del caso Elitel se ne è parlato poco fa anche a Radio24: qui il file della trasmissione.

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lunedì, luglio 16, 2007

L'intervista a Bertoluzzo? E' nel file kazzone.html


L'intervista di Giuseppe Turani al direttore generale (e probabilmente futuro amministratore delegato) di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo, è stata pubblicata da Repubblica.it.

Il nome del file? Kazzone.html.

Proprio non capisco perchè il link http://www.repubblica.it/supplementi/af/2007/07/16/primopiano/002kazzone.html è stato sostituito con il ben più innocuo http://www.repubblica.it/supplementi/af/2007/07/16/primopiano/002telefonini.html

Per i commenti più sostanziali all'offerta Vodafone, rimando a Punto Informatico di domani [via Dario]

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giovedì, luglio 12, 2007

Nazbatag e Jaiku si incrociano

Cosa succede quando un collega fa incrociare il coniglio tecnologico WiFi Nazbatag con Jaiku, una piattaforma simile a Twitter (con un pregio: non richiede SMS per l'upgrade dello status)?

Nasce Nazku (o JaiNaz? O Jabatag?): ecco il suo primo vagito :-)

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mercoledì, luglio 11, 2007

Commenti un tanto al chilo

Signò, faccio due etti di commenti?

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Ben 3 pacchetti disponibili... è il caso di dire No Comment!

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Un tuffo dove l'acqua è più Fon

C'è un laghetto, in Spagna, con la più alta concentrazione di Foneras (i router Fon attraverso cui si condivide la propria connessione Internet). In Italia l'uso di Fon è illegale perchè va contro il decreto Pisanu, idem in Germania. Per protesta, un gruppo di utenti tedeschi ha deciso di gettare virtualemnete la propria Fonera nel lago.

Una mossa virtuale ma altrettanto efficace: gli utenti hanno alterato la posizione del proprio access point sulla mappa di Fon. Hanno rimpiazzato le coordinate reali (quelle dov’è il router, cioè la casa dell’utente) con altre che corrispondono a quel laghetto. Il router resta attivo, come access point Fon, ma di fatto è così molto più difficile da individuare: gli altri utenti non lo troveranno infatti sulla mappa. [via Vittorio]

Il laghetto, per chi volesse dare unos guardo, è qui. La kossa degli utenti tedeschi attira l'attenzione sul problema, ma rende di fatto inutilizzabile la connessione Internet di chi protesta, perchè "sballa" l'accuratezza delle mappe.

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La colazione dei campioni

ANSA - Marianna Sarno, 33 anni di Brescia, ha assaggiato uno dei biscotti della piccola ed ha sentito tra i denti qualcosa di duro, si trattava di un pezzo di sim card.

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martedì, luglio 10, 2007

Elitel in Parlamento

Aggiornamenti sul caso Elitel:


TLC: CAPARINI (LEGA), OCCORRE INTERVENTO CALABRO' SU ELITEL (ANSA) - ROMA, 10 LUG - ''Dal 4 luglio i clienti di Elitel sono soggetti passivi del blackout della rete per motivi su cui il provider non si e' ancora espresso ufficialmente. Il provvedimento di distacco sta coinvolgendo decine di migliaia di utenti Elitel, circa 400 mila privati dei servizi dati, ai quali il call center non fornisce alcuna risposta né assistenza. A questo si aggiunga che centinaia di posti di lavoro sono messi a rischio''. Lo afferma in una nota il deputato della Lega Nord Davide Caparini. ''Abbiamo presentato un'interrogazione in Commissione trasporti e telecomunicazioni e chiediamo che sia audito il presidente dell'Autorita' delle comunicazioni, Corrado Calabro''', annuncia. ''Elitel e' un gestore di telefonia fissa e trasmissione dati nato nel 2001 dalla fusione di sei gestori regionali: la friulana @dria.com, l'emiliana Peppercom, la lombarda Lombardiacom, la piemontese Noicom, la veneta Serenacom, Tibercom (che operava nel centro Italia) e il reseller nazionale per telefonia business Link-Up'', spiega l'esponente leghista. ''La magistratura ha aperto un'inchiesta sul fallimento di alcune societa' telefoniche fortemente indebitate nei confronti di Telecom Italia. In concomitanza dell'apertura dell'inchiesta conclude Caparini - con relativi provvedimenti di garanzia a carico di manager Telecom indagati, l'ex monopolista avrebbe distaccato la rete di Elitel, azienda telefonica sospesa dalla quotazione nella Borsa di Londra a causa del suo difficile quadro finanziario''. (ANSA).

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lunedì, luglio 09, 2007

Il Wi-Fi chi lo paga?

Più volte su Telcoeye ho affrontato il tema del Wi-Fi gratuito, non ultimo quando ho parlato di X-Series. Rimango dell'idea che ad oggi pochi siano propensi ad usare il WiFi (li incasello nella categoria 'smanettoni'), ancor meno a pagare per avere la connessione wireless. Scrivevo:
In fin dei conti, potrei sempre dire a chi si lamenta di usare il WiFi: gli smartphone che lo integrano sono a listino. Forse pagare 5-10 euro al giorno per WiFi non va bene? E allora, di grazia, perchè le telco mobili dovrebbero svendere quello che altri fanno pagare a peso d'oro? In genere chi scrive male dei prodotti/servizi 3G esalta il WiFi e lo prende come esempio di alternativa gratuita. Salvo poi rendersi conto che gratuito non è (o meglio, quasi mai) e che copertura e velocità non sono paragonabili alle reti mobili. Negli ultimi 5 alberghi in cui sono stato, l'accesso WiFi costava tra i 5 e gli 8 euro al giorno, la connessione era tutto sommato lenta e a livello economico come utente privato mi sarebbe convenuto usare il 3G.

Torno sull'argomento dopo aver letto questo articolo di PI:

Il WiFi gratuito ha vita difficile in Italia quando nasce per iniziativa di volenterosi cittadini: l'associazione Amici dell'Italia ha reso noto che dalla notte scorsa nella cittadina turistica di Termoli ha cessato di funzionare un hotspot gratuito di discreto successo.

Quanto successo?
In pochi mesi sono 90 i cittadini termolesi che si sono iscritti

Quanto costerebbe mantenere in vita l'hot spot?
3mila euro, mentre con altri 10mila lo si potrebbe estendere anche a tutto il lungomare nord.

Chi dovrebbe pagare?
In tanti si sono detti disponibili a pagare una cifra modica per fruire del servizio, che comunque i più ritengono debba essere finanziato dal Comune.

Dunque: 90 persone si sono registrate (quante l'hanno usato? e per quanto tempo?) e costerebbe 3mila euro mantenere il servizio. Fa 33,33 euro a persona. Per un anno (presumo).

Forse, anzichè chiedere a Pantalone di pagare, si potrebbe chiedere agli utenti. Tanto, secondo l'Associazione, "in tanti si sono detti disponibili a pagare una cifra modica per fruire del servizio". Un abbonamento da cinque euro/mese, se i numeri dati sono veritieri, basterebbero per arrivare alla cifra richiesta.

La riflessione è sempre la stessa: siamo così sicuri che molti siano disposti a pagare per avere Wi-Fi? Oppure qualcuno lo usa, purchè sia gratis, ma se lo dovesse pagare non lo farebbe? Non possiamo avere un unico business model "Paga la Pubblica Amministrazione"...

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Fring sul SonyEricsson P990i

Telefonare via VoIP mobile?
Federica mi segnala che adesso Fring è disponibile anche sul SonyEricsson P990i.

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I blog? Un cicaleccio da piazza

Luca riprende, e non posso esimermi dal fare lo stesso, una dichiarazione del presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca:

(ANSA) - TORINO, 7 LUG - ''Nel paese dei ciechi, chi ha un occhio sembra vedere in modo straordinario. Ricordiamoci che dove il conformismo e l'omologazione sono la regola e' facile che i blog vengano visti come il maggiore strumento di liberta' di stampa'': il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, non e' convinto la rete sia piu' libera rispetto ai media tradizionali, se non in quei Paesi dove non c'e' o e' molto scarsa la liberta' dell'informazione. Del Boca lo ha detto nell'ambito di un dibattito, ieri sera a Torino, sulla professione iornalistica e il futuro dei prodotti editoriali che ha preso spunto dal libro del giornalista Claudio Cerasuolo Paladini di Carta. ''A lungo andare - ha spiegato - illudersi che la liberta' sia nel cicaleccio della piazza resta un'illusione. Ci sono regole, scritte e non scritte, che restano immutate. I giornalisti devono essere testimoni dei fatti che raccontano e rimane buona norma non credere alla prima versione, ma interpellare piu' fonti. Nel rappresentarle poi bisogna saper usare equilibrio: in teatro il protagonista avra' piu' peso della comparsa e l'usciere meno di entrambi. Un blog invece rischia di scambiare i ruoli. Una notizia sbagliata puo' diventare una verita' mediatica''. I giornalisti - ha aggiunto - conquistano la liberta' ogni giorno attraverso la competenza, la conoscenza dei fatti.

La tesi, dunque, è che la libertà della blogosfera sia un'illusione: è solo un cicaleccio da piazza, perchè i giornalisti conquistano ogni giorno la libertà attraverso la competenza e la consoscenza dei fatti. I blogger, evidentemente, no.

Non credo che valga la pena commentare più di tanto queste affermazioni. Da giornalista iscritto all'Ordine, non ha mai pensato che i blogger siano degli strani personaggi che aumentano il rumore di fondo offuscando la verità.

Per fortuna non sono il solo a pensarla così... Tom Friedman scrive sul New York Times:

“The blogosphere has made the global discussion so much richer — and each of us so much more transparent.” [via]

Chi glielo dice a Lorenzo del Boca?

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L'oligopolio telematico italiani: sopravvissuti o sopravviventi?

L'oligopolio telematico non frena gfli italiani in rete è il titolo del comunicato stampa che introduce il rapporto di Gianni Dominici sulla situazione dell'Internet italiana:

Perché se l’Italia è forte di tante soggettualità tecnologiche e innovative i risultati in termini di sistema, di Paese, sono così modesti? Non è sufficiente, dunque, essere un popolo di inventori se non si completa il “network dell’innovazione” composto anche da chi fa trasferimento tecnologico (i transformers), da chi finanza l’innovazione (i financiers) e da chi fa da facilitatore ed elemento di connessione tra questi attori (i brokers).
[via Mauro]

Il PDF è disponibile gratuitamente previa registrazione. Contiene senz'altro spunti interessanti, anche alla luce della fotografia della banda larga italiana presentata nei giorni scorsi. Interessante anche la domanda che pone Mauro: premesse le due velocità esistenti (o comunque la divisione da chi è frenato dalle oligarchie e chi riesce a sopravvivergli), quello che mi chiedo è sia più opportuno a livello istituzionale premiare i veloci cercando di generare loop virtuosi o cercare di far accellerare i lenti.

Che ne pensate? Insomma, siamo sopravvissuti o sopravviventi?

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venerdì, luglio 06, 2007

Elitel vacilla

Siete clienti Elitel e avete qualche problemino nel prendere la linea?

Qui da Dario una possibile spiegazione:
La causa del blackout? Secondo Elitel (che ho interpellato in seguito ad alcune segnalazioni di utenti - conoscenti, amici e familiari) si tratta di un rilevante guasto tecnico, di cui non è ancora possibile stimare i tempi di ripristino. Ma, in altri ambiti, c’è chi parla di riflessi derivanti da una crisi finanziaria che va avanti da tempo.

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giovedì, luglio 05, 2007

Parla.it, il WiFi e le tariffe mobili

Sicuramente ricordate Parla.it, società che basa il proprio business sul VoIP. Fondata da France Telecom nel 2004, è stata poi ceduta. Ora lancia un nuovo piano.

Da Ansa:
Parla.it allarga la propria offerta di telefonia via internet inaugurando la convergenza fisso-mobile. Grazie a cospicui investimenti in tecnologia e a una collaborazione con la Siemes, parte il piano tariffario 'ChiAma l'Italia Mobile'. Con un router Wi- Fi Siemens e un telefono cordless/GSM sara' possibile utilizzare un solo speciale telefono per chiamare sia sulla rete Parla.it che sulla rete nazionale GSM, a tariffe competitive, inferiori - sottolinea l'azienda in una nota - a Tele 2 e a Skype per le chiamate in Italia. Utilizzando gli apparecchi forniti, quando si e' a casa o in ufficio, il telefono si collega come estensione cordless al router Wi-Fi e le telefonate in uscita passano automaticamente sulla linea Parla.it. Al di fuori della copertura Wi-Fi (che ha un raggio di circa 50 metri), con una SIM card attiva nello speciale telefono, si potra' chiamare sulla rete GSM alle tariffe del proprio operatore mobile. Il piano 'ChiAma l'Italia Mobile, destinato a un'utenza in possesso di connessione Adsl (fornita da qualsiasi operatore eccetto Fastweb) costa 19,90 euro al mese. Prevede l'acquisto - rateizzato in due anni - di un telefono cordless/GSM, di un router ADSL Wi-Fi e telefonate, senza limiti di durata a tutti i numeri fissi nazionali, gratuite per due anni.

Convergenza fisso-mobile per Parla.it vuol dire un cordless WiFi. Insomma, se sei a 50 metri nel raggio di casa chiami alle tariffe urbane... secondo me meglio puntare sul VoIP (del tipo "chiama a prezzi ridotti via Web") che non alla "convergenza fisso-mobile" (così com'è, non esiste). Una telco mobile può dare telefonia simil-fissa (usi il cellulare ma paghi la chiamata a prezzi urbani, insomma la convergenza la dà il prezzo non la tecnologia), una telco fissa non può dirsi convergente solo perchè dà un telefono WiFi. Il "risparmio", secondo l'Ansa e secondo il sito della società, si ha anche verso il mobile. A me non sembra: 17,90 €cent al minuto (IVA inclusa) sono una cifra facilmente battibile dalla maggior parte dei piani tariffari mobili.

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mercoledì, luglio 04, 2007

E intanto l'UE multa Telefonica per l'ADSL...

Apcom:
Multa milionaria dall'antitrust Ue a Telefonica: la Commissione europea ha chiamato oggi la compagnia di telecomunicazioni iberica a pagare 151.875.000 di euro per "un abuso molto grave della sua posizione dominante sul mercato della banda larga ('broadband') in Spagna". Lo ha confermato oggi lo stesso esecutivo comunitario in un comunicato diffuso a Bruxelles, secondo cui gli abusi sarebbero durati per cinque anni. "Telefonica - si legge nella nota di Bruxelles - ha imposto prezzi non equi, attraverso la riduzione dei margini ('margin squeeze') fra il prezzo all'ingrosso applicato ai concorrenti e quello al dettaglio applicato ai clienti". Così facendo, "ha indebolito i concorrenti, rendendo difficile la loro continuità e crescita sul mercato: sono stati costretti a subire perdite per raggiungere i prezzi al dettaglio di Telefonica". Il tutto, secondo la Commissione, a diretto svantaggio dei consumatori, che in Spagna "pagano il 20% in più della media Ue per l'accesso a internet a banda larga". Con l'effetto collaterale che "la penetrazione della banda larga in Spagna è del 20% inferiore alla media Ue e la sua crescita quasi del 30% inferiore". Secondo il commissario Ue alla Concorrenza, l'olandese Neelie Kroes, molti spagnoli hanno appunto "deciso di non pagare questo prezzo", col risultato di una limitata diffusione della nuova tecnologia sul mercato iberico. "Quando i consumatori e le imprese sono danneggiati su un mercato così rilevante, tutta l'economia ne soffre: non permetterò alle compagnie dominanti di fissare prezzi che mettono a rischio la liberalizzazione delle telecomunicazioni".

Ma soprattutto:"Dissuaderemo altri incumbent da comportamenti simili"

Che qualcuno inizi a preoccuparsi? Anche se la multa, 151 mln di euro, non è altissima, anzi...

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L'ADSL di Telecom



Oggi sul Sole24Ore, nell'articolo di Carmine Fotina sullo scorporo "soft" della rete Telecom, due grafici interessanti.

Il primo è l'evoluzione della copertura dell'ADSL Telecom (dichiarato da Telecom Italia stessa). La linea in alto (scusate per la qualità della scansione...) alla colonna del 2007 dice che il 95% delle linee telefoniche gode di un'ADSL fino a 7 Mbps. Addirittura nel 2008 il 100% dei telefoni italiani avrà ADSL fino a 7 Mbps. Ma voi ci credete? Se fosse così, già oggi il Digital Divide sarebbe scomparso, no? C'è qualcosa che mi sfugge nei dati di questo grafico Telecom?
Poi, ovviamente, sarebbe da spaccare il dato dei 7 Mbps: quante a 512 Kbps? Quante a 1 Mbps? Quante realmente a 4-7 Mbps? E a che distanza dalle centrali? Insomma, vorrei vedere quanta popolazione può effettivamente avere queste ADSL... e a che prezzi rispetto agli altri Paesi.


Secondo grafico: la penetrazione commerciale. Nel 2006, circa 5900 linee ADSL Telecom Italia e circa 2500 per gli operatori alternativi (ovvero, secondo Telecom Italia, le quote di mercato della concorrenza sono circa del 29%).

Previsione 2007: 3900 linee concorrenti e 6100 Telecom (39%). Più si va avanti più peggiora o comunque non si migliora (le due linee sono quasi parallele, con una leggera divergenza a favore di Telecom andando verso il 2012; quota di mercato degli operatori alternativi ferma al 37,5%).
Due riflessioni ulteriori:
- la previsione di Telecom è di resistere, ovvero continuare ad essere sulla banda larga monopolista de facto (con una quota di mercato superiore al 63% anche nel 2012)
- i dati ECTA (vedi il mio post di ieri sempre sulla banda larga) sono confermati: Telecom ha il 70% del mercato. Il dato più alto delle consorelle europee...

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martedì, luglio 03, 2007

La banda larga italiana: poca e monopolista

Se vi chiedessi qual è, ad occhio, il Paese europeo in cui l'ex monopolista ex lege (e ancora monopolista de facto) ha la maggior quota di mercato nella banda larga cosa rispondereste? E se vi chiedessi quale Paese è primo tra un gruppo di Paesi affini (che so: Spagna, Francia, Italia, Germania, UK, ...)?



La risposta arriva dai dati di ECTA (via Stefano) e per l'Italia è sconsolante: è proprio il Belpaese in cima alla classifica (se rispondete alla seconda domanda), o comunque è terzo in Europa, alle spalle di Cipro e Lussemburgo. Che, senza voler nulla togliere, non spodestano di fatto l'Italia dalla poco invidiabile prima posizione.


In Italia, il monopolista di fatto Telecom Italia ha ancora il 70% del mercato. Il primo dei Paesi "simili" è la Spagna, con il 57%. In altri Paesi, l'ex monopolista scende sotto il 50% (48% in Germaia e idem in Francia; addirittura 23% in UK).


Il dato sarebbe sopportabile meglio se almeno l'Italia avesse una diffusione capillare della banda larga: sempre secondo ECTA, ahinoi, non è così. Siamo ad appena il 13,5%, ultimi tra i "Paesi" simili, ben lontani dal 20-30% dell'Europa "che conta".

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Per risparmiare, la Rai punterà sul DMB

Troppo caro acquistare le frequenze per il DVB-H: la Rai non ha 300 milioni da investire e quindi inizierà a sviluppare una rete DMB per offrire la Tv Mobile Digitale:

Gli operatori nostrani sembrano convinti della bontà della decisione con cui RAI ha formalizzato ieri che non intende seguire la via del formato DVB-h per la televisione mobile. Una decisione che arriva a pochi giorni da quando l'Unione Europea ha reso chiara l'intenzione di sostenere proprio DVB-h per le trasmissioni in mobilità nel Vecchio Continente.

Leggendo il pezzo di PI, in realtà si tratta più di una necessità che di una convinzione:
Le ragioni della scelta sono prima di tutto economiche, come ha spiegato Stefano Ciccotti, amministratore delegato di RaiWay: il DVB-h, che pure stenta a partire nonostante il forte impegno da parte di TRE, costa, e costa molto

Insomma, la RAI non ha soldi da investire e quindi, obbligata dal contratto di servizio a sperimentare, sceglie non la tecnologia che considera migliore, ma quella che costa meno. Contratto di servizio rispettato e soldi risparmiati.

Leggo qua e là che il DMB avrebbe avuto successo in Asia: in realtà, è usato in Corea, altri operatori asiatici guardano con interesse al DVB-H. Come spiega anche Strategy Analytics, a vincere la battaglia degli standard per la televisione digitale mobile sarà molto probabilmente l'europeo DVB-H, che riuscirà a superare la concorrenza del DMB coreano e del MediaFlo di Qualcomm. "Il DMB – ha detto qualche mese fa Davide Kerr, VP di Strategy Analytics - si è affermato in Corea dove è nato, ma nel resto del mondo gli operatori hanno scelto il DVB-H. Lo hanno fatto l'Europa, l'Asia ad esclusione di Corea (DMB) e Giappone (ISDB-T) e gli Stati Uniti dove MediaFlo fatica ad affermarsi". Senza contare che l'Europa è pronta a sostenere con forza il DVB-H, standard "locale" e migliore dei concorrenti.

Perchè? Un paio di considerazioni:
- Larghezza di banda
DVB-H è banda larga: 8 Mhz, T-DMB è banda stretta: 1,712 Mhz

- DVB-H ha una migliore resilienza: una migliore resistenza ai disturbi del segnale

- Codifica di errori
DVB-H ha tre livelli di codificazione errori (Conv + RS FEC + MPE-FEC), T-DMB ha due livelli di codificazione errori (Conv + RS FEC). Il DVB-H consente una migliore ricezione del segnale anche in situazioni critiche

- Capacità (data rate) per Multiplex (copertura)
DVB-H nel peggiore dei casi (banda minima 4.5 Mbit/s) offre una capacità 4 volte maggiore al DMB. T-DMB è praticamente limitato a 1.06 Mbit/s DVB-H offre più flessibilità nell’offerta e una maggiore capacità di trasmissione dati. Il DVB-H permette quindi la trasmissione di più canali su un medesimo Multiplex. È possibile trasmettere fino a 40 canali, contro i 3-5 canali permessi dal T-DMB.

- Costo e fruizione della rete
Con lo stesso investimento in infrastrutture il DVB-H offre 4-5 volte la capacità rispetto al T-DMB; il che vuol dire che a parità di investimento il DMB offre un quinto delle prestazioni.

- Accesso condizionato
Il DVB-H supporta l'acesso condizionato (ovvero può essere usato come pay-tv), il DMB no: può trasmettere solo canali in chiaro. Ora, è evidente che se al grido di "gratis, gratis" le associazioni di consumatori benedicono il DMB, a livello di mercato significa che un operatore dovrebbe investire milioni per la rete e centinaia di milioni in diritti tv senza alocun ritorno, se non pubblicitario. Il che, considerato che in un paio di anni il mercato pay-tv supererà quello pubblicitario, non sembra una grande garanzia per gli investitori.

In altre parole, la scelta della RAI va letta sotto un unico profilo, a mio parere: deve rispettare il contratto di servizio e quindi sceglie la tecnologia che costa meno. Non importa se su quella rete potranno starci massimo 2-3 canali (sono proprio quelli della Rai) che non ri ripagheranno con la pubblicità (ma tanto paghiamo noi, con il canone). Non importa se la tecnologia T-DMB è peggiore sul piano tecnico (perchè con 8 milioni di euro dichiarati, non credo possano pensare all'S-DMB), non importa se non garantisce il sistema di pay-tv che può assicurare il ritorno economico degli investimenti: l'importante è rispettare il contratto di servizio, salvando le apparenze.

L'unico aspetto positivo è che finalmente potrebbe partire anche da noi la radio digitale (DAB), un servizio che all'estero è già diffuso e che potrebbe rappre4sentare un grande passo in avanti per il mercato radiofonico italiano.

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lunedì, luglio 02, 2007

Chapta e reCaptcha 2.0

Tutti coloro che lasciano commenti sui blog conosco i Chapta, sistemi che permettono di riconoscere se chi interagisce davanti allo schermo è un umano o un bot. Ad esempio, i Chapta sono usati per evitare lo spam (avete presente le immagini con le lettere distorte? Le suo anche io).

Partendo da questo assunto:
About 60 million CAPTCHAs are solved by humans around the world every day. In each case, roughly ten seconds of human time are being spent. Individually, that's not a lot of time, but in aggregate these little puzzles consume more than 150,000 hours of work each day, il progetto reChapta prevede di utilizzare questo "sforzo umano" in modo utile.

In estrema sintesi, anzichè usare i Chapta classici (una sfilza di lettere senza senso), si userebbero frasi tratte da libri che i sistemi OCR non riescono a riconoscere. I sistemi di riconoscimento della scrittura infatti non sempre sono in grado di riconoscere le frasi in maniera corretta. E allora si possono usare come Chapta: l'occhio umano riconosce la frase e la "traduce" riuscendo dove l'OCR fallisce.

reCAPTCHA improves the process of digitizing books by sending words that cannot be read by computers to the Web in the form of CAPTCHAs for humans to decipher. More specifically, each word that cannot be read correctly by OCR is placed on an image and used as a CAPTCHA. This is possible because most OCR programs alert you when a word cannot be read correctly.

[via]

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domenica, luglio 01, 2007

Fiat 500 e iPhone, il ghost marketing è servito

Lunghissimo (ed interessante, soprattutto per chi lavora nel mondo della comunicazione) post di Vittorio sul lancio dell'Apple iPhone:

Sotto questo aspetto il lancio con sei mesi di anticipo dell’iPhone sarà nei manuali di marketing del 2012 un capitolo particolarmente importante: come si è riusciti ad usare per la prima volta la rete in ogni suo più piccolo ganglio, nodo, punto di aggregazione e interazione, per diffondere, disseminare, capillarizzare la conversazione attorno al prodotto senza che il prodotto fosse presente.

Ovvero, come riuscire ad attirare l'attenzione, a creare l'attesa, a far parlare del prodotto quando il prodotto ancora non c'è.

Il ghost-marketing è la concretizzazione di una legge umana fondamentale: che desideriamo e vogliamo intensamente tutto ciò che non abbiamo, mentre il possesso estingue il desiderio e apre la strada alla conoscenza critica, alla recriminazione, e, alla fine, al rifiuto.
Jobs non ha fatto l’errore di darci l’Oggetto. Ha lasciato che la nuvola dell’aspettativa si allargasse a dismisura non senza venarla delle cupezze del dubbio.


In realtà abbiamo un altro esempio da manuale del ghost marketing, tutto italiano: il lancio della Fiat 500. Se ne parla da mesi. Copertine di giornali (vedi l'ultimo Panorama con Marchionne, Elkan e Montezemolo in copertina con la nuova mini-vettura della casa torinese), servizi tv, una incredibile attesa. Che sta per finire: mercoledì a Torino, decine di 500 sfileranno per le vie della città. E, per dirla alla Zambardino, finalmente si potrà scrivere di un prodotto toccandolo e vivendolo, non solo facendocelo raccontare da chi quel prodotto lo deve vendere.

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