Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

domenica, dicembre 31, 2006

Buon anno!



Concludo questo anno con l'augurio che il 2007 sia un anno fantastico e ricco di soddifazioni per tutti i lettori.

E perchè la mappa della blogosfera italiana (Telcoeye è in basso a sinistra) sia sempre più fitta e ricca di qualità!

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sabato, dicembre 30, 2006

Biglietto del treno: la matematica è opinione?

Pare proprio che per Governo e giornalisti la matematica sia un'opinione: Ferrovie, più 15% sugli Eurostar. Nessun aumento per i pendolari scrive Repubblica, seguita da tutti gli organi di stampa.

Televisioni, radio, giornali, agenzie stampa riportano per i biglietti del treno aumenti medi del 9%, con un adeguamento minimo del 3% per le tratte con una domanda meno sostenuta. Gli aumenti più alti (15%), saranno applicati ai treni di fascia alta, come Alta Velocità ed Eurostar.

In fin dei conti, i giornali bevono ciò che Trenitalia afferma ufficialmente in un comunicato stampa: Si partirà da un adeguamento minimo del 3% per le tratte con una domanda meno sostenuta. La punta alta della forbice (pari al 15%) sarà applicata ai treni di fascia alta, come Alta Velocità e Eurostar, che presentano standard qualitativi di livello europeo, quali quelli della Roma-Milano.

Il biglietto del treno che prendo di solito passerà a gennaio da 15 euro a 20 euro: un aumento del 33,33%. La forbice superiore non dovrebbe essere del 15%??

E' quindi ovvio che Trenitalia sta dichiarando il falso e che tutti i giornali stanno riportando notizie non vere. Secondo voi c'è la possibilità di agire in qualche modo (false dichiarazioni a mezzo stampa, ad esempio)?

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giovedì, dicembre 28, 2006

L'ignoranza sul WiMAX

Con poche eccezioni (4-5 nomi, a memoria ricordo Balbi su Repubblica e Carmine sul Sole24Ore), gli articoli che oggi sulla carta stampata raccontano dell'arrivo del WiMAX lasciano parecchio a desiderare.

Su LaStampa, ad esempio, si arriva a scrivere che dalle licenze il Governo "si attende miliardi", quando sul 99% del resto dei quotidiani si ricorda giustamente che i polli da spennare sono già passati - e sono i gestori UMTS - e che dall'asta per le licenze WiMAX è lecito attendersi qualche decina di milioni di euro, non di più. Arrivare a 2-300 milioni sarebbe già un ottimo risultato, ma arrivare ai miliardi, beh, francamente la vedo durissima. Tra le altre inesattezze, c'è chi parla di WiMAX Mobile come se fosse già realtà (e come se fosse l'oggetto delle licenze), dimenticandosi che non arriverà prima di qualche anno, perchè è ancora in fase sperimentale.

Detto questo, va aggiunto che al WiMAX viene dato parecchio spazio, segno che la tecnologia è molto attesa ed ha creato in questi mesi parecchia aspettativa. Forse un po' di spazio in puù avrebbe meritato una riflessione sull'UMTS: il WiMAX è un concorrente o un alleato? E, soprattutto, il Governo intende in qualche modo tutelare gli investimenti fatti nel 2001 (migliaia di miliardi di lire per ogni licenza UMTS) dagli attuali gestori mobili? Intende restituire parte dei soldi? Intende riservare parte di quelle frequenze per le telco mobili, "regalandole" per compensare l'assurdo prezzo pagato per le licenze UMTS?

La risposta potrebbe essere scontata (hanno pagato, adesso si arrangino la tecnologia avanza anche senza il loro consenso), ma secondo me non lo è. Non bisogna ragionare nel breve termine, bisogna guardare nel lungo periodo. Tre dei quettro gestori mobili sono stranieri: significa investimenti esteri diretti, qualcosa come 20-30 miliardi di euro. Significa tecnologia, progresso, posti di lavoro, know-how e ricaduta positiva sul sistema-Paese.

Mortificare questi investimenti significa ragionare come se l'Italia nel 2010 chiudesse per ferie: invece no, rimane più che mai aperta, ci sarà il 2015 e poi il 2020 e poi.. e allora, chi investirà ancora miliardi di euro se poi, alla prima occasione utile, l'Italia stessa volta le spalle?

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mercoledì, dicembre 27, 2006

WiMAX estivo: a giugno 2007 le licenze wireless

Saranno disponibili a giugno 2007 le prime licenze per il servizio Wi-Max. E' stato infatti siglatp l'accordo tra ministri della Difesa, Arturo Parisi, e delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni.

Come comunicato ufficialmente, saranno disponibili più lotti di frequenze (3,4-3,6 GHz) per iniziali complessivi 35+35 MHz, da triplicare nei 5 anni successivi.

A febbraio il calendario operativo che terrà conto delle indicazioni dell'Authority per le telecomunicazioni e degli esiti della consultazione pubblica avviata sulla materia.

Per i commenti, meglio attendere i dettagli.

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Ruggiero sì, Ruggiero no

Nel bel mezzo dello sciopero dei giornalisti, un interessante balletto che vede sul palco due manager Telecom Italia, Riccardo Ruggiero e Carlo Buora.

Il primo è un manager delle tlc, un uomo tutto pane&telefoni. Il secondo è un manager finanziario, che bada ai numeri più che alle tecnologie. Il primo è un eredità della "vecchia" Telecom, il secondo arriva da Pirelli.

Giovedì scorso, in un vertice Telecom piuttosto agitato, una mini resa dei conti tra Ruggiero e Buora: i due - così si sente in giro - non vanno d'accordo. Alle voci di abbandono da parte di Buora delle scorse settimane sono seguite quelle di addio di Ruggiero, che non avrebe accettato un ridimensionamento del proprio potere all'interno di Telecom Italia. C'era già il nome del sostituto, grasdito a Buora ma meno a Tronchetti Provera e Rossi: Francesco Caio, che Giovanni Pons su La Repubblica di oggi arriva a definire "ingestibile".

A Caio sarebbe stata offerta la responsabilità della divisione telefonia fissa, ma avrebbe rifiutato (evidentemente nemmeno il manager ex Omnitel avrebbe gradito lavorare sotto Buota). Alla fine quindi la tregua: Ruggiero resta (peer quanto?), responsabile delle quattro business unit create da Rossi. Sopra Ruggiero, Buora.

Telefonia fissa, telefonia mobile, rete e grandi clienti: ad eccezione dell'ultima divisione, per le altre circolano già i nomi dei manager che le guideranno. Due su tutti: Massimo Castelli alla telefonia fissa e Stefano Pileri alla rete. Tra i compiti di quest'ultimo, gestire lo scorporo e investire nella nuova rete a banda larga (NGN). Con uno scoglio: Guido Rossi è stato chiaro, Telecom investirà nella NGN solo se l'Autorità per le Comunicazioni darà sufficienti garanzie che l'investimento potrà garantire ritorni economici. Come dire: io la rete nuova la faccio, ma in cambio tu non mi metti troppi paletti.

La scommessa degli ambienti finanziari non è comunque cambiata: Ruggiero è dato come sicuro partente, se non adesso comunque entro Pasqua. C'è la trimestrale dietro l'angolo, c'è il piano industriale alle porte: gli ostacoli per Ruggiero non mancano. Intanto Buora spinge per vendere Tim Brasil, mentre Ruggiero frena: la vendita servirebbe per manteneregli obiettivi finanziari fissati e non veder calare il rating sdul debito.

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venerdì, dicembre 22, 2006

Buon Natale!

Ai lettori e agli amici, un augurio di cuore per un buon Natale ed un felice anno nuovo!

Come regalo, i migliori 36 spot natalizi da vent'anni a questa parte: eccoli!

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giovedì, dicembre 21, 2006

Banda larga per tutti: quale?

"Un traguardo semplice ma ambizioso - ha dichiarato il ministro Gentiloni - Arrivare entro la fine della legislatura alla copertura della banda larga, come servizio universale e a costi ragionevoli, in tutto il territorio nazionale". "Una cabina di regia - ha aggiunto il ministro delle Comunicazioni - un luogo che si propone di coordinare la spinta del Paese verso un obiettivo di grande rilievo. Si parla tanto di riforme da portare avanti e l'obiettivo di diffondere la banda larga è cruciale per la modernizzazione dell'Italia".

Così su Punto Informatico di oggi.

Qualche domanda che mi viene in mente al volo:
- chi paga le infrastrutture? I cittadini?
- se paga lo Stato, a chi andranno gli utili derivanti dalla vendita dei servizi? Ai privati?
- di quale banda larga si parla? Dei 640 Kbps farlocchi che ancora oggi vengono spacciati per banda larga?

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mercoledì, dicembre 20, 2006

La Rai fa un passo verso il Web

Come fa notare Stefano, il nuovo contratto di servizio della Rai fa un grande passo verso il Web:

Da sempre, il contratto di servizio ha un articolo 4 che dice "la Rai deve fare la radio", un articolo 5 che dice "la Rai deve fare la TV" e da quest'anno c'e' un articolo 6 (Grazie "PaperiniK") che dice "la Rai deve fare Internet".

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Fiati, Quellichebravo e il blog che non c'è ancora


Nelle pagine di economia de La Stampa, due colonne con foto per illustrare una nuova iniziativa marketing di Fiat: il blog dedicato al lancio della nuova Bravo.

Oggi primo post di Luca De Meo, poi intervista a Grande Stevens poi video e bozzetti ingegneristici. Tutto su www.quellichebravo.it.

Nelle prossime settimane vedremo se si tratta dell'ennesimo normale sito Web promozionale o di un vero e proprio blog, per il momento... in bocca al lupo!

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martedì, dicembre 19, 2006


Ok, è l'utente che non ha letto bene le clausole contrattuali e adesso si ritrova una bolletta da 50mila euro. La "colpa" è aver scaricato dati in mobilità, attraverso una connessione UMTS/HSDPA.

Secondo quanto sostiene l' artigiano il commerciante gli avrebbe proposto una connessione mobile, pensata per l' utenza d' affari, quindi per coloro che hanno necessità di accedere spesso a internet. Il contratto stipulato con il gestore telefonico, pensato per l'utenza 'business', prevede il pagamento di un canone mensile di 35 euro per un traffico fino a 600 megabyte a bimestre.

L' artigiano era convinto invece di poter navigare 24 ore su 24 a proprio piacimento come se fosse una normale connessione 'flat'. Quello che fa sorridere è il pudore dei media a scrivere quale sia il gestore mobile coinvolto.

La ricerca è banale: si tratta di Vodafone. Il profilo tariffario è Vodafone Connect 600, 35 euro/mese per avere 600 MB di dati. Il resto si paga 0,2 cent/KB, ovvero 2 euro/MB.

Per arrivare a 50mila euro, si parla di 25 GB di dati. A questo punto sono curioso di sapere quali siano i 3 film da 8 GB ciascuno...

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Internet ferma, banda larga avanti piano

Molti giornali riportano stamattina i dati Istat che fotografano l'Italia delle nuove tecnologie:

La percentuale di italiani che usa Internet tra il 2005 e il 2006 non è cambiata significativamente, ma è aumentato dall'11,6 al 14,4 per cento il numero di utenti che può disporre di banda larga. Questo uno dei dati più significativi dell'ultimo report dell'ISTAT sulla diffusione delle tecnologie nelle famiglie.

Solo il 40% delle famiglie ha un computer a casa, contro una media europea del 52%. Non è per soldi, che gli italiani sembrano allergici al pc. Dichiarano (lo fa il 40% circa) di non essere interessati, segno che manca ancora quella cultura in formatica di base che permette alle nuove tecnologie di avanzare. Dove l' "ancora" è un eufemismo: è passato più di un decennio, ma gli unici - e lentissimi, appena +3%- progressi si registrano solo sul fronte della band a larga.

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lunedì, dicembre 18, 2006

Quando morirà il vostro Apple iPod?

Mettete il seriale, rispondete ad alcune domande su come utilizzate il vostro lettore mp3 iPod... et voilà, un click basterà per sapere quando cesserà di funzionare: iPodMechanic mi ricorda AmIGoingDown (non più funzionante), lo ricordate?

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L'892 del Codacons: chiama, fatti spennare!


Leggo via Mante il post di .mau sull'892 del Codacons.

Il numero esiste da metà 2006 e dà, in cambio di 1,8 euro al minuto più 10 cent di scatto, la possibilità di chiamare la nota associazione di consumatori "per appuntamenti o informazioni".

Da notare che il Codacons ha più volte usato la parola truffa associata alle numerazioni a valore aggiunto (899 in primis).

Curioso che adesso se ne dimentichi, ancora più curioso che la grafica del sito cerchi di mimetizzare (senza per altro riuscirci) i costi delle chiamate. Scritte minuscole (le stesse che il Codacons dice di voler combattere) con chicca finale: prezzi indicati Iva esclusa, quando la norma per il consumatore finale è avere il prezzo compreso di Iva.

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venerdì, dicembre 15, 2006

Skype lancia la flat 'americana'

Come spiega PI, Skype cambia - o per lo meno modifica - la propria strategia: in nord America, a partire dal 2007, il servizio SkypeOut - che consente di chiamare utenze telefoniche tradizionali - finora legato ad un apposito tariffario, sarà proposto ad un costo di abbonamento annuale di 29,95 dollari (poco meno di 23 euro).

E' l'effetto-Ebay? Potrebbe, considerando che molti degli uomini di punta di Skype vengono rimpiazzati da executive di Ebay.

Nelle ultime settimane Skype ha intrapreso una riorganizzazione interna che ha visto accentrare le funzioni di marketing nella sede di Londra, con alcuni country manager licenziati ed altri a cui sono state assegnate diverse mansioni.

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mercoledì, dicembre 13, 2006

SanDisk non paga i diritti sugli Mp3?

Curiosa vicenda quella che racconta Bruno Ruffilli su La Stampa. SanDisk, noto marchio di elettronica di consumo, non pagherebbe i diritti sulla tecnologia Mp3, integrata nei lettori che la compagnia distribuisce.

Una (piccola?) azienda di None (provincia di Torino), la Sisvel, ha ottenuto il sequestro dei lettori Mp3 che SanDisk aveva esposto all'Ifa di Berlino: l'accusa è violazione di brevetto e il "Tar" di Berlino ha dato ragione all'azienda subalpina.

“Non possiamo che essere soddisfatti di questa decisione” afferma l’ing. Paolo D’Amato, amministratore delegato di Sisvel Spa. “SanDisk non dovrebbe essere sorpresa da questa decisione. Tutti i lettori MP3 venduti dalle più importanti società di consumer electronics del mondo pagano licenze d’uso per i brevetti che Sisvel e Audio MPEG licenziano, inclusi il famoso iPod di Apple, il nuovo Zune di Microsoft, lo Zen di Creative, oltre a tutti i cellulari con funzione MP3 realizzati da Motorola, Nokia e Sony-Ericsson, mentre SanDisk non paga la licenza per i suoi lettori MP3”.

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Costi di ricarica, cosa dice davvero l'UE

Ma cosa dice davvero la Commissione Europea sull'ormai annosa questione dei costi di ricarica?

Quando sentirete per l'ennesima volta che "l'Unione Europea ha deciso di intervenire" (insieme alla seconda cosa non vera, ovvero che "il costo di ricarica è un'anomalia italiana"), potete tranquillamente citare questa lettera dell'Unione Europea:

A nome del Commissario alla concorrenza Neelie Kroes, il direttore del DG alla concorrenza Michael Albers ha sottolineato nella sua lettera che spetta alle autorità italiane intervenire sullaquestione. La questione dei costi di ricarica deve essere “affrontata dalle autorità nazionali essendo queste posizionate meglio per investigare la questione”, per il fatto che “il centro di gravità della presunta anomalia è il territorio italiano”. AGCOM e AGCM "hanno infatti il compito di monitorare il mercato e di intervenire a livello regolamentare (o sulla base della normativa a tutela della concorrenza) qualora sia ritenuto necessario. Pertanto, sulla base dell'azione intrapresa dalle Autorità italiane, la Commissione non intende analizzare la compatibilità dei costi di ricarica dei telefoni mobili italiani con la normativa comunitaria”.

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martedì, dicembre 12, 2006

Le Web 3 è servito

Chi volesse seguire uno dei maggiori eventi dedicati al Web può cliccare qui.
Il programma su www.leweb3.com.

I commenti della blogosfera alla prossima puntata :-)

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lunedì, dicembre 11, 2006

I danni di Nintendo Wii: bufale?

E' arrivata in Italia la nuova console giochi Nintendo Wii. Si differenzia dalle concorrenti più blasonate per il controller: non un 'blocco con pulsanti', ma un pezzo di plastica da legare alla mano tramite laccetto di sicurezza.

Menando le mani per aria si effettuano i movimenti necessari per il gioco: avete visto la pubblicità, no?

Da poco è nato anche un sito che narra di problemi a tenere l'innovativo ciontroller attaccato alla mano: televisori rotti, occhi neri, danni alle mani. Bufale o verità?

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Non Digital Divide a Lerici


Come si sentono gli abitanti di un paese per metà coperto dall'ADSL e per metà "digital divisi" a 56 Kilobit per secondo?

Secondo me come gli abitanti di questa casa: esiste davvero, è sul lungomare di San Terenzo (La Spezia) poco prima di arrivare a Lerici. Metà condominio ha la facciata nuova, metà no: se dovessi titolare la foto, la chiamerei "non-digital divisi" oppure "ricchi e poveri"!

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mercoledì, dicembre 06, 2006

Difendersi d'avvocato dello spam

L'imminente ponte (8-9-10 dicembre, cui i milanesi aggiungono il 7) lascia presagire un ritorno massiccio dello spam-truffa. Finta mail dda finto avvocato, che si lamenta per spam e chiede di installare un antivirus: l'utente si spaventa, scarica e installa inconsapevolmente un dialer verso un 899.

Inutile dire che il dialer è gestito dalle parti di Perugia, con un "aiuto" tecnico dalla Russia. Della truffa si è già occupato Paolo, ma come difendersi? I consigli di Furio Ercolessi:
Raccomando a chiunque gestisca dei router di mettere una nullroute per 89.104.112.0/22 (e per router BGP di tutto cio' che annuncia AS41030, che al momento e' solo questa)

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Scenari di Net TV

Da un post divertente di Stefano nasce un interessante post sugli scenari possibili per la Tv via Web.

Premessa: le figlie volevano vedere le Winx, lui l'Inter e alla fine tutto si è risolto grazie alla registrazione su hard disk del primo tempo della partita. Mi ha colpito però ciò che Stefano aggiunge tra i commenti.

La cosa straordinaria e' che per le mie figlie il concetto di palinsesto non esiste. Per loro e' ovvio che in TV si guarda cio' che si vuole, dove si vuole, quando si vuole (e soprattutto si butta la pubblicita').

In due frasi, il riassunto di uno dei possibili scenari (o meglio, uno degli sviluppi a breve) per chi opera business televisivo. Si registrano i contenuti Tv su hard disk, si riguardano quando, come e dove si vuole. Anche in remoto, grazie ad applicativi come Slingbox (e ad una connessione a banda larga). Intanto si registrano altri contenuti, si saltano i break pubblicitari, insomma si "pesca" dal palinsesto dei canali Tv classici per costruirsi il proprio palinsesto. Molti l'hanno capito e realizzato - vedi Qoob - e molti ci stanno lavorando (sul modello di YouTube).

Il modello regge? Indubbiamente la possibilità per l'utente di saltare la pubblicità non piace ai manager della Tv generalista, che di pubblicità vivono. Interessa marginalmente i manager delle pay-tv, che a livello di affollamenti pubblicitari viaggiano abbondantemente sotto il 5% perchè vivono di canoni.

A livello di diritti, finchè il contenuto rimane sulla Tv di casa non dovrebbero esserci grossi problemi: come mi registro la partita su videocassetta, me la registro su hard disk. Eppure il "problema" è dietro l'angolo: la videocassetta la posso passare, al limite, al vicino di casa. Il contenuto digitalizzato lo posso condividere con chi voglio, anche a km e km di distanza (Coolstreaming docet).

La "digitalizzazione" dei videoregistratori (chiamateli Pvr, TiVo o come vi piace) apre una nuova "area" di discussione sul tema dei diritti. Il passo succesivo sarà - o meglio è: UK già partita, Italia in Q1 2007 - discutere dei diritti in mobilità: se il cellulare dà la banda larga mobile a 1,8-3,6 Mbps, scaricare o vedere in streaming un contenuto registrato sul Pvr casalingo non sarà più un grosso problema. Lo è per chi detiene i diritti: te li vendo per la trasmissione tv, te li vendo ad un costo superiore se li vuoi anche wireless. Il Pvr accessibile in remoto by-passa il detentore dei diritti, che certamente avrà qualcosa da dire...

Terzo tema interessante la differenza tra broadcast e on demand. Il Pvr prende contenuti broadcast e li riassembla secondo i gusti dell'utente: questo vuol dire che la trasmissione broadcast non sarà uccisa dal modello on demand (e dall'IPTv), ci saranno sempre alcuni contenuti che hanno un pubblico così vasto da non poter essere trasmessi via rete (per limiti sulla capacità trasmissiva della rete stessa, ovviamente).

Con sole tre variabili (pubblicità, diritti, tecnologia) le combinazioni possibili sono parecchie: se ci aggiungiamo prezzi, qualità, bacino di utenza, ecc ecc, le possibili soluzioni (ovvero i potenziali scenari) diventano parecchi.

PS: chi volesse seguire le orme di Stefano si prepari di pazienza (acquistare e configurare il tutto non è mai banale). Stefano usa diversi settopbox: Topfield PVR 3000 per il SAT, ADB 5100TX per il DTT e Xbox con XboxMediaCenter per Internet. Aggiungete un lettore DVD, un NAS Landrive da 250GB configurato con radio, Tv, Google Video, Youtube, CNN, RSS reader, siti Web di informazione vari, condite con un collegamento a banda larga e ce l'avrete quasi fatta.

Non vi siete persi? Ecco la chicca finale:
Settopbox Neuros, che e' commercializzato solo in USA e Anna gentilmente si é prestata a triangolarmelo (avevo anche considerato il Lamabox, ma aspetto a vedere i NAS con Bittorrent).

Buona Tv a tutti!


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Il Punto vincitore

Complimenti a Punto Informatico e al suo direttore Paolo De Andreis per aver vinto il Premio WWW del Sole24Ore nella categoria Tecnologia e Innovazione. Premio meritato, tra le webzine è una delle più complete e obiettive.

PS: leggo su Mante che Paolo era a Milano: tirata d'orecchie per non avermelo detto, un caffè era d'obbligo :-)

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Suore e VoIP

Spesso mi capita di riflettere su quanto la tecnologia cambi la vita delle persone, i comportamenti, le abitudini. Ad esempio adesso sono sul treno, collegato con una ADSM Card (è il nome commerciale scelto da 3 per le dacard HSDPA): 1,8 Mbps (con i 3,6 Mbps dietro l'angolo), ping bassi, connessione stabile. Se penso ai primi esperimenti di Web mobile, con il GSM, mi vengono i brividi!

Tornando ai pensieri sui cambiamenti che la tecnologia induce non solo nel modo di lavorare, ma anche nella vita delle persone... Prima del treno ero in metro, e ho assitito alla seguente conversazione tra due suore:
"Arrivederci suor Paola, buon anno se non ci vediamo prima"
"Ma suor Pina, ci sentiamo sicuramente prima, non si preoccupi!"
"Allora la chiamo prossima settimana?"
"Sì, quando vede che sono on line su Skype mi può chiamare quando vuole".

Tecnologia facile da usare e disponibile a prezzi bassi (vero, su rete mobile non sempre succede): questo uno dei segreti che ha fatto di Skype uno dei leader nel mercato VoIP. Anche tra le suore!

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martedì, dicembre 05, 2006

VoIP sul cellulare

Bella l'analisi di Alex sul VoIP mobile: un settore nuovo, l'unica cosa che mi sento di dire è "diamo tempo al tempo". Se il concetto X-Series funzionerà, sono certo che farà cadere molte delle barriere - i walled garden - che gli operatori mobili hanno fino ad oggi usato per arginare alcuni fenomeni.

C'è comunque un perchè di simili comportamenti: non solo la necessità di difendere gli investimenti (se metti 7 miliardi di euro in un'azienda, non cerchi di recuperare l'investimento?), ma anche la carenza di tecnologia. GSM e GPRS non potevano offrire Internet mobile, l'UMTS è stato un passo avanti, l'HSDPA permette di avere in movimento una velocità simile alle ADSL casalinghe di fascia media.

Insomma, le premesse ci sono, ovviamente non può accadere tutto e subito.

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venerdì, dicembre 01, 2006

Skype dice addio all'Italia?

Secondo quanto scrive Cellulari.it, Skype starebbe pensando ad un addio all'Italia nell'ambito del riassetto delle proprie attività.

Nessuna dichiarazione, pur richiesta, in merito al futuro delle persone in Skype, qui in Italia. A questo proposito abbiamo immediatamente sentito Enrico Noseda, Country Manager di Skype nel nostro Paese, che si è trincerato dietro a un perentorio “No Comment”. Non è difficile credere che, come avvenuto in altre realtà locali, anche il manager italiano verrà impiegato a livello internazionale, nonostante sia ancora presto per ipotizzare il suo futuro. Stesso destino per i vari manager polacco, francese, scandinavo e spagnolo. A questi ultimi due è già stata offerta una posizione a Londra.

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