Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

giovedì, novembre 30, 2006

E' questo l'iPhone?

In rete è apparso il brevetto richiesto da Apple per un media player avanzato: è questo il brevetto dell'iPhone, il cellulare Apple di cui si parla da tempo?



Assignee Name and Adress:
Apple Computer, Inc.
Serial No.:
501184
Series Code:
11
Filed:
August 7, 2006

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Fiorini, il blog e gli 'hacker' porno

Potenza della rete: in due giorni le parole del ministro Fioroni sul caso Google si sono trasformate in boomerang. Insomma, chi di rete ferisce, di rete rischia di perire.

E' assurdo e ipocrita avere una censura sui film vietati ai 14 e ai 18 anni quando poi in rete c'è di tutto e di più. Intendo tutelare i minori - vibra Fioroni - dall'accesso a tutto ciò che possa danneggiare la loro formazione e il loro sviluppo".

Andiamo con ordine: il ministro Fioroni ha dichiarato di voler promuovere una legge che renda responsabili i motori di ricerca e i titolari di pagine Web dei contenuti pubblicati da terzi. Avendo il ministro Fioroni da circa 8 mesi una sorta di blog, inevitabile che il popolo della rete andasse a controllare cosa era stato pubblicato.

Un blog che in 8 mesi ha partorito appena due post, fino a ieri era visibile qualcosa di sconvolgente: uno dei due articoli era farcito da quasi tremila commenti spam con decine di migliaia di link ad altrettanti siti porno.

Orrore, orrore! Migliaia di link a siti porno e similari. Situazione nota e arcinota a chi in Rete ci sta più di 5 minuti al mese: tra spam via mail e nei commenti, i link a porno, viagra e affini sono all'ordine del giorno.

Fioroni, poco fa, ha fatto sapere di aver subito un attacco hacker con insulti, ingiurie e collegamenti a siti violenti o a luci rosse. In realtà, le "invasioni barbariche", come RomaOne può dimostrare, partono già dal mese di agosto e proseguono, fitte fitte, fino a pochi giorni fa: sembra alquanto strano, quindi, che si tratti di un repentino attacco da parte di pirati informatici.

Come segnala Grillo, l'archivio è stato salvato: a poso serve aver oscurato il sito mettendo un "sito in costruzione"...

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mercoledì, novembre 29, 2006

Telecom vince: Vodafone Casa bloccata dal giudice

'Vodafone Casa Numero Fisso' è stata bloccata dal Tribunale di Roma. L'offerta - ampiamente pubblicizzata da oltre due settimane - non potrà quindi essere proposta (almeno nella versione attuale) e gli spot dovranno essere interrotti (o modificati).

Il tribunale, intervenuto su richiesta di Telecom Italia, ''inibisce l'ulteriore commercializzazione e prevendita del servizio 'Vodafone Casa Numero Fisso', nella parte in cui viene offerta, all'utente, anche la portabilita' del numero geografico dalla rete fissa Telecom sulla rete mobile Vodafone, in quanto costituente illecito concorrenziale''.

In altre parole, Vodafone potrà commercializzare l'offerta con numerazioni ex novo, ma non potrò offrire la portabilità del numero fisso Telecom sui cellulari Vodafone.

Secondo il Tribunale, la commercializzazione del servizio ''attua una modalita' scorretta di concorrenza'', in particolare ''laddove garantisce all'utente la portabilita' del numero dalla rete fissa Telecom sulla rete mobile Vodafone'', presentando ''come possibile, nell'attuale sistema regolamentare, la conservazione del numero telefonico nel passaggio 'tra reti che forniscono servizi in postazione fissa e reti mobili'''. Invece, rileva il Tribunale, ''non sussiste un obbligo per l'operatore Telecom di assicurare la portabilita' dei numeri geografici ad esso assegnati alla concorrente Vodafone, operatore di rete mobile, in quanto e' regolamentata esclusivamente la service provider portability e non anche la service portability, quale quella del numero tra servizi di rete fissa e di rete mobile''.

Il Tribunale ricorda tra l'altro che la service portability e' stata esclusa dalla regolamentazione ''essenzialmente in esigenze di trasparenza tariffaria, in quanto e' impossibile, per chi chiama, distinguere sulla base del prefisso chiamato, la tipologia del servizio utilizzato e si sarebbe dovuto adottare modelli tariffari volti ad addossare sull'utente chiamato un costo aggiuntivo legato alla mobilita'''.

Quanto alla pubblicita', secondo il Tribunale ''e' ingannevole, da un lato, prospettando sempre come giuridicamente possibile una service portability e come sussistente un obbligo di Telecom di garantire tale portabilita' e, dall'altro lato, non fornendo alcuna informazione trasparente circa le limitazioni del servizio, l'utilizzo del numero geografico limitato alla c.d. Vodafone Area, con sua relativa specificazione, e sui costi aggiuntivi, per potere ricevere le telefonate sul numero c.d. fisso al di fuori della c.d. Vodafone Area e sulla necessita' della previa attivazione del servizio di trasferimento della chiamata dal numero fisso a quello di telefonia mobile''.

Ora Telecom Italia potrebbe chiedere l'udienza di merito, per procedere a una richiesta di risarcimento danni. Coinvolti anche il ministero delle Comunicazioni (l'istruttoria dovrebbe concludersi nei prossimi giorni) e l'Agcom, che si riunirà la prossima settimana.

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Gli smartphone più smart

Cosa differenzia uno smartphone dall'altro, in termini di soddisfazione dell'utente? Lo spiega una ricerca di IDC:

A user's satisfaction with a phone's operating system is the main differentiating factor driving competition, especially when it comes to smart phones, the study concluded.
Wi-Fi access and GPS or location-based services are most important to users in the United Kingdom and the United States. A phone's storage capacity and its ability to provide music and photo quality are the highest priorities in China, Germany and India, the study found.

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martedì, novembre 28, 2006

Poker per Nokia

Nokia ha presentato ad Amsterdam quattro nuovi modelli: tre per i mercati maturi (Nokia 6300, 6290 e 6086) e uno per quelli emergenti (2626).

Nokia 6300 - Clean styling, compact size
The Nokia 6300 is a mid-range model that represents an evolution of the modern monoblock design. Less than 13.1mm thin, the slim Nokia 6300 has a stainless steel frame that adds both design interest and strength. In addition to its organic curves and appealing design, the Nokia 6300 offers a robust range of easy-to-use features. The estimated retail price of the Nokia 6300 is 250 euros before subsidies or taxes.

Nokia 6290 Smartphone - advanced technology made simple
The Nokia 6290 smartphone combines the collective power of S60 3rd Edition and 3G in an easy-to-use, attractively designed package. It supports a number of practical new features, multiple alarms and handy Quick Cover access keys which enable instant access to a wide range of the device's useful features, including an interactive world travel application. The estimated retail price of the Nokia 6290 is 325 euros before subsidies or taxes.

Nokia 6086 Cameraphone - Compelling feature set, seamless connectivity
The Nokia 6086 allows consumers to stay in touch - in any environment. This quad-band GSM and UMA-enabled cameraphone hides its sophisticated circuitry in a classic design with a large keypad and intuitive user menu. The estimated retail price of the Nokia 6086 is 200 euros before subsidies or taxes.

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Cellulari dimenticati: c'era anche il mio!

Un mesetto or sono ho dimenticato il mio cellulare tivufonino su un taxi romano. Me ne sono accorto immediatamente (il taxi era ancora visibile) e ho provato a chiamare la cooperativa per rintracciare l'autista e farmi restituire il terminale.

Un'ora e mezza al telefono in attesa, poi parlo con il taxista che mi dice "No, niente telefono, nun ce sta gnnnente qquà, me spiasce". Spiasce anche ammè, ma il giorno dopo sim e tivufonino erano entrambi bloccati: un bel soprammobile, no?

Tutta questa storiella per arrivare ad un unico punto: non sono il solo a dimenticare le cose sui taxi :-)

A Global survey of 2000 taxi drivers from eleven major cities around the world shows thousands of valuable mobile phones, handhelds, laptops and USB Sticks are forgotten in taxis every day.Mountains of mobiles are left every day by fretful and forgetful travellers at the back of city cabs as passengers rush to leave taxis for their next destination. In the last six months alone, Londoners have forgotten a staggering 54,874 mobile phones (that’s over 2 per taxi), 4,718 handhelds or Pocket PCs, 3,179 laptops and 923 USB sticks/thumb drives at the back of licensed taxi cabs and that’s just the ones that have been reported as lost!

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Blogger (e giornalisti) devono accettare gli inviti?

Tutto nasce da una riflessione di Vittorio Zambardino:
Alla fine della fiera l'azienda che presenta un evento ti paga per andarci, e ovviamente ti "lascia libero" di scrivere o meno. Ma questo non è - e lo dico senza ombra di polemica e con la massima stima per chi va a quell'evento - lo stesso meccanismo che rende inattendibile la stampa di settore? Non è presto perché i blogger si lascino irretire dai marketingari furbacchioni col budget superdotato? (e non è presto per copiare i peggiori vizi del giornalismo "specializzato"?)

Io direi, al limite, del giornalismo "in genere", più che specializzato. Vedi il recente caso milanese e del richiamo fatto dal presidente Abruzzo (sarà servito?). Il 'processo' di creazione della notizia deve essere trasparente? Se sì, allora il 90% degli articoli che trattano di servizi e prodotti (escludo quindi politica, cronaca, ecc) dovrebbe aver riportato "informazione pubblicitaria". Siamo sicuri sia davvero questo l'obiettivo finale?


(A proposito, qui il punto di vista di Luca, citato da Vittorio).

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Flickr mobile, è il K750i lo smartphone più usato

Carina questa classifca dei cellulari con fotocamera più usati per postare le immagini sulla versione mobile di Flickr:

A guidare la graduatoria dei cellulari troviamo in cima al podio il Sony Ericsson K750i seguito dai Nokia N70 e N73. Chiudono la classifica i Sony Ericsson K800i e W800i rispettivamente al quarto e quinto posto.

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sabato, novembre 25, 2006

La perquisizione di Google Italia

Ha fatto molto scalpore la perquisizione di Google Italia e la richiesta di rinvio a giudizio per due dirigenti (statunitensi) della società americana: l'accusa è di concorso in diffamazione aggravata.

I due non avrebbero vigilato a sufficienza, lasciando per una decina di giorni la possibilità di scaricare l'ormai noto video del ragazzo disabile di Torino picchiato dai compagni di classe.

A quanto si è appreso, tutte le persone sentite come testimoni dal pm hanno affermato di non avere la possibilità di controllare le immagini, possibilità che, invece, avrebbero negli Usa dove si trova il server.

Ovviamente non regge. E infatti Stefano sul suo blog e su quello di Google Italia? corregge il tiro:
Le attività relative a Google Video vengono effettuate da personale che non risiede in Italia, quindi noi localmente non abbiamo accesso diretto al contenuto, motivo per il quale abbiamo immediatamente contattato il team che si occupa di questo prodotto, lavorando a stretto contatto con chi si occupa delle indagini. L'estrapolazione di quelle poche parole ha evidentemente generato un equivoco che lede in maniera ingiusta l'immagine di Google Italia.

Al di là delle questioni di lana caprina, rimane l'importanza di ciò che è successo: è la prima volta che Google finisce nel mirino in Italia per non aver vigilato sui contenuti che mette a disposizione. Io credo che mettere sotto accusa Google sia ridicolo, la responsabilità di un aggregatore (come di un admin di forum e simili) è sì quella di vigilare, ma con tempi e metodologie diverse dal real-time. Ovviamente non basta dire "il server non è in Italia" per salvarsi, ma questo credo sia stato chiarito.

In altre parole, Google può avere la colpa di aver lasciato il video troppo a lungo (e di aver forse preso sotto gamba la parte relazionale-informativa della vicenda), ma con miliardi di contenuti è abbastanza normale che ci vada qualche giorno per accorgersi di eventuali anomalie. La colpa è di chi ha effettuato le riprese e di chi le ha poi messe a disposizione sul Web.

E' anche vero che altri aggregatori di contenuti (specie sul mobile) hanno specifiche risorse che controllano qualsiasi cosa venga pubblicata: file per file, se qualcosa non rientra nella policy viene scartato. Sono contenuti accessibili poi a pagamento, per cui le risorse economiche per pagare chi filtra ci sono: buisogna ora decidere se anche chi aggrega gratis debba vigilare, ovvero se la gratuità dell'accesso basta per evitare di controllare ex ante ciò che viene messo a disposizione.

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venerdì, novembre 24, 2006

Costi di ricarica, fino alla noia...

Le riflessioni di Andrea sull'ormai annosa (o noiosa?) questione dei costi di ricarica. Da leggere... non fosse altro perchè cita Telcoeye :-P

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FON: ok, io lo uso, ma tu....

FON, in collaborazione con Blogo.it, regala il router a chi promette di usarlo per condividere la propria connessione.

Ho sempre pensato che l'idea di condividere (un po' come accade - con altri risultati e obiettivi - con i Wiki) la connessione Web sia un'idea interessante. Ma la cosa che ancora mi sfugge è perchè in Italia chi parla di FON spesso si dimentichi che è illegale.

O mi sono perso qualche modifica alla legge Pisanu?

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Blog a orologeria

Il "blogger ufficiale" di Samsung, Andrea Andreutti, scrive:
"Si’, lo sappiamo: non bisogna lasciare un blog senza post per piu’ di una settimana."

Secondo me il blog 'a orologeria', ovvero con scadenze prefissate, in qualche modo sminuisce il significato di blog stesso. Ma probabilmente per un blog aziendale è diverso: l'azienda ti paga (anche) per scrivere e i post devono essere regolari. No?

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Cena a la turineisa

Due eventi già segnalati per i blogger torinese (e ovviamente per coloro che abbiano voglia di fare un salto a Torino): BarCamp organizzato da Vittorio Pasteris e conferenza di TOP-IX.

Ma Lele e Luca si sono spinti oltre: per il 6 dicembre sera hanno pensato ad una cena sabauda.

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mercoledì, novembre 22, 2006

D-Day sul cellulare

La quinta edizione del Dada Day potrà essere seguito anche via Web e sui cellulari.

Tra gli ospiti della manifestazione, peraltro organizzata con il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni, si segnalano Paolo Barberis, Antonello Perricone, Elio e le Storie Tese, Luca Viscardi e Marco Palombi.
(ehi, manca Mante :-P)

Il blog dell'evento, per chi volesse seguirlo in diretta.

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martedì, novembre 21, 2006

Striscio e pago con NFC

La cassiera del supermercato, pezzo dopo pezzo, arriva al totale. "Sono 25,39 euro!", mentre la spesa pezzo per pezzo finisce nella borsa. Voi tirate fuori il cellulare, lo avvicinate all'apposito lettore, digitate il PIN. La cassiera vi porge lo scontrino. Fine.

Fantatecnologia? No, NFC (Near Field Communication) promette già da qualche tempo di rendere il sistema attivo, diffuso ed utilizzabile. A che punto siamo?

Gli operatori coinvolti nel programma NFC sono: Bouygues Telecom, China Mobile, Cingular Wireless, KPN, Mobilkom Austria, Orange, SFR, SK Telecom, Telefonica Moviles Espana, Telenor, TeliaSonera, TIM, Vodafone e 3. La Gsm Association afferma che un numero di operatori di telecomunicazioni mobili pari al 40% del mercato mondiale Gsm, sta lavorando per definire un approccio globale comune allo standard sui cellulari.

Il Libro Bianco NFC sarà nel 2007 sottoposto all'ETSI (European Telecommunications Standards Institute), per arrivare ad uno standard che garantisca l'interoperabilità a livello mondiale.

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venerdì, novembre 17, 2006

Game over per Gizmondo

Ricordate la console Gizmondo? Quella che avrebbe dovuto fare concorrenza a Nokia N-Gage? In attesa che anche la seconda sparisca (nonostante Nokia mi abbia inviato smentita... ma vedremo chi aveva ragione) per lasciare posto ai nuovi smartphone gaming, la prima ci abbandona.

Pare che il management non se la passi troppo bene...

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Apple, iPhone or nor iPhone?

Pare stia per arrivare un aggeggio di cui parliamo da mesi, l'Apple iPhone.

The China Times said Thursday the device, which will merge traditional cellular capabilities with Apple's legendary iPod digital music player technology, has been finalized and released to manufacturing. According to the report, Foxconn will begin delivering the phones to Apple out of its Fushikang manufacturing facility at run rate of 500,000 to 600,000 per month beginning in February.

La riflessione più simpatica? Questa:
You've surely heard about the iPhone concept design that recently surfaced and you've probably heard about the Foxconn Electronics iPhone order from Apple.
So would you buy one? Jason O'Grady over at ZDNet says he wouldn't. So he's running
a poll over there to see who would and would not lay out the hard cash for an iPhone.

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Poveri, perdono quote...

I termini del procedimento relativo all’approvazione della disciplina del nuovo servizio bitstream si stavano allungando eccessivamente, altri operatori del settore avevano iniziato la commercializzazione del servizio ADSL ad alta velocità, l’operatore dominante rischiava di perdere quote di mercato all’interno di un settore altamente concorrenziale.

Si, si parla di Telecom Italia.
No, a scrivere non è l'ufficio stampa Telecom Italia.

[via]

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giovedì, novembre 16, 2006

Skype, eBay, Messenger, Google, Yahoo!, Orb, SlingMedia: tutti al banchetto 3


E' in corso la conferenza stampa di presentazione di X-Series, la suite di servizi Web mobile di 3. Skype, Sling Media, Yahoo!, Nokia, Google, eBay, Microsoft, Orb e Sony Ericsson coinvolte.

Dettagli? Sul Web (stavolta quello fisso) iniziano a comparire... ragionamenti rimandati a domani :-)

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mercoledì, novembre 15, 2006

Le facce dei videogiocatori

Mi piacerebbe vedere le facce dei tifosi nell'istante in cui la propria squadra segna o sbaglia un goal. Nel frattempo queste sono le facce dei videogiocatori. Ide ainteressante, qualche foto in più non sarebbe stata malaccio...

[via]

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Lehman Brothers porta Marc Canter a Milano

L'appuntamento con Marc Canter (chi è?) è per il primo dicembre a Milano, ore 16, presso l'Università di Milano in Via Comelico 39. Lehman Brothers porta Canter in Italia per parlare di Web 2.0. Ingresso gratuito.
[via]

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I costi di ricarica su Repubblica

Lungo approfondimento di Aldo Fontanarosa di Repubblica sui costi delle ricariche. E' una sintesi ragionata del documento di 90 pagine che Agcom e Agcm hanno prodotto congiuntamente dopo aver analizzato il mercato. Oggi potrebbe arrivare una decisione in merito all'indagine: su MF si parla di "rimodulazione" verso il basso.

Al di là di alcune imprecisioni (una su tutte: all'estero i costi di ricarica ci sono, sebbene possano apparire in modalità differenti dalle nostre), l'articolo dà numeri interessanti sul mercato italiano: nel 2005, gli italiani hanno speso 1,71 miliardi di euro in ricariche.

Di questi, 769 sono costi vivi sostenuti dal gestore, 945 milioni di guadagni. Il versamento anticipato del credito porta ad un flusso di cassa di 20-200 milioni di euro (il cliente paga, l'operatore incassa ma il cliente non userà subito il credito).

A trarre il maggior beneficio dai costi di ricarica è Tim (incassa il 42,2% del mercato totale), seguita da Vodafone (38,2%), Wind (13,7%) e 3 (5,9%). Tim in testa anche nella classifica che tiene conto del credito perso dai clienti per sim scaduta o per cambio operatore: 103 milioni di euro, seguita da Vodafone (29), Wind (22) e 3 Italia (4).

Le mie idee sui costi di ricarica le ho già espresse e non cambiano: se fosse imposta l'eliminazione, i soldi incassati con le ricariche saranno incassati in altro modo (ad esempio con aumenti dei servizi e del costo delle chiamate) o ci saranno nuovi meccanismi (ad esempio durata della sim inferiore) di gestione.

Tra l'altro, i 950 milioni che "rimangono" al netto dei costi vivi (provvigioni, costi di stampa) vengono poi spesi per altro: un cliente costa (acquisizione, mantenimento, sistemi, billing, licenza, ecc) comunque anche se non chiama molto...

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martedì, novembre 14, 2006

La miniADSL di Telecom

Il 10 agosto scorso Telecom Italia annunciò sul proprio sito wholesale l'arrivo della miniADSL: alcune centrali saranno dotate di ADSL a banda stretta (640/256 Kbps) per un numero limitato di utenze (tra le 50 e le 100) collegate alla centrale.

Come giustamente fa osservare AntiDigitalDivide nel lungo ragionamento pubblicato sul sito, le osservazioni a tale decisioni sono principalmente due: una connessione a 640 Kbps teorici non è banda larga e sopratutto questa miniADSL servirà a Telecom per dire che "il 99% dei comuni italiani è coperto da banda larga" quando così non sarà.

Oggi le statistiche sulla copertura sono fortemente influenzate dalla presenza di Mux ed altri impedimenti infrastrutturali (distanza eccessiva, linee malmesse o scarse risorse in centrale) che noi, ad esempio, teniamo in considerazione mentre altri no: considerano tutti gli utenti collegati ad una centrale abilitata come coperti dal servizio. Questo ci porta a prevedere che le aree coperte da queste MiniAdsl saranno discriminate, per ovvie ragioni, da interventi futuri di ammodernamento ma soprattutto saranno un pessimo boccone per potenziali wisp che vogliano investire in zona.

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lunedì, novembre 13, 2006

Le definizioni del Web

Come fa notare Raffaele, il New York Times introduce il concetto di Web 3.0.

Il Web 2.0 è, seppur concetto vago, inquadrabile come strumento che permette di usare più piattaforme "incrociandone" i dati. Insomma, un incontro di dati e piattaforme per creare nuovi servizi.

The classic example of the Web 2.0 era is the “mash-up” — for example, connecting a rental-housing Web site with Google Maps to create a new, more useful service that automatically shows the location of each rental listing.

Secondo il NYT, il Web 3.0 è invece il Web semantico: trovare le informazioni, anche le più banali, in maniera rapida ed efficace. In altre parole, data mining che funziona bene.

In contrast, the Holy Grail for developers of the semantic Web is to build a system that can give a reasonable and complete response to a simple question like: “I’m looking for a warm place to vacation and I have a budget of $3,000. Oh, and I have an 11-year-old child.”

Forse un passo indietro come complessità, ma un passo in avanti nella facilità d'uso. In attesa dell'ennesima definizione... a quando il Web 4.0?

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giovedì, novembre 09, 2006

Numeri del Web dallo IAB 2006

Per la prima volta gli italiani a settembre scorso hanno sorpassato le 17 ore al mese spese sul web. Nielsen/NetRatings, in occasione dello IAB Forum 2006 il convegno sulla pubblicita' interattiva in Italia, comunica i dati ufficiali relativi allo scenario Internet nazionale. E sono tante le novita'. Nel Belpaese si e' registrato in particolare un incremento totale di accessi in rete del 32% rispetto al settembre 2005. E sebbene l'Italia non si collochi tra i Paesi europei che hanno trainato la crescita di Internet nell'ultimo anno in termini di navigatori (+1% rispetto ad esempio al +21% della Spagna, +17% della Francia e ad un +7% di media europea), il nostro paese - con le oltre 17 ore passate su Internet - e' sicuramente quello che si sviluppa piu' di tutti in termini di incremento di tempo speso on line per singolo navigatore. Secondo Nielsen/NetRatings in Italia ci sono piu' di 30 milioni di persone connesse alla rete da casa e/o dall'ufficio. Di questi, piu' di 19 milioni (19,8, per la precisione) hanno navigato in Internet e/o utilizzato almeno una volta delle applicazioni Internet nello scorso mese di settembre.
In termini di tempo speso in rete - spiegano ancora dall'azienda di analisi e ricerche Internet - e' legata in maniera diretta alla crescente penetrazione nel nostro paese delle connessioni veloci, che sono arrivate a coprire il 70% dell'utenza da casa. Chi non dispone di connessioni veloci oramai e' ai margini di questa rivoluzione, producendo consumi di pagine viste irrisorie rispetto agli utenti BroadBand. Il numero pagine visitate al mese da utenti con banda inferiore ai 128k e' di 445 contro le 1.522 di chi utilizza una banda con velocita' maggiore ai 512k (+242%).

Che ne pensate?

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Fettina di culo



Questa pubblicità recita: "Il mondo della comunicazione pretende sempre di più?"

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Festa IAB-Dada

Dite a Mauro che la coda era per il guardaroba e rintracciate Lele, che ho visto ad inizio serata per poi perdero di vista....

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mercoledì, novembre 08, 2006

Salsa e patatine di Carlini

Io porto il margarida, Franco ci mette Chip&Salsa. Un benvenuto a Franco Carlini (a proposito, appena ho tempo leggo con calma quello che ha scritto su Voda/Telecom...) e al suo nuovo blog.

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Samsung a tutto WiMax


Non è un personal computer ma poco ci manca: il nuovo SPH-P9000 che Samsung ha presentato in Asia nei giorni scorsi (ma sul mercato correano l'arrivo è previsto per metà 2007) è dotato di connessione WiBro.

Tra le altre dotazioni, schermo WVGA da 5 pollici, CPU da 1GHz, hard disk da 30 GB, tastiera QWERTY, VOD, Bluetooth, Mini USB, fotocamera da 1,3 megapixel e lettore MP3. [via]

A proposito di WiMax, sembra che il balletto per le frequenze e le licenze non sia destinato a terminare. Il ministero della Difesa non vuole liberare (non gratuitamente almeno: pare chieda mezzo miliardo di euro) a favore del ministero delle Comunicazioni. Il ministero delle Comunicazioni ha chiesto aiuto a Calabrò, che in tutta risposta sembra aver proposto di affittare le frequenze (il ministero della Difesa se le riprenderebbe: dopo quanto?). Soluzione che non sembra essere gradita al ministero delle Comunicazioni.

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martedì, novembre 07, 2006

Pupazzi ex servizio 12, al via la concentrazione

Il flop dei servizi di informazione abbonati (i vari 12xy derivati dal servizio 12) ha dato il via al walzer delle concentrazioni: quando il mercato ha troppi concorrenti, qualcuno "muore", qualcuno viene comprato, qualcuno esce e da una decina di società si passa a meno della metà.

I due pupazzi che avevano impazzato in tivù sono i primi secondi (i castori dell892 erano infatti stati commissariati) a cadere sotto la scure implacabile del mercato: se prima non c'era 12 senza 88, adesso non c'è nemmeno più l'88!

La Seat Pagine Gialle ha infatti acquisito le attivita' italiane del Gruppo spagnolo Tpi (controllato da Yell) nel settore della Directory Assistance (numerazioni 12.88 e 12.48).

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lunedì, novembre 06, 2006

Brionvega torna... nel listino Tim


Si chiama Brionvega N7100 ed è il cellulare che Tim proporrà ai suoi clienti. Tre le 'chicche': segna il debutto dello storico marchio Brionvega nel mobile, il ritorno del marchio nel settore dell'elettronica di consumo ed infine è il primo terminale HSDPA-DVBH sul mercato italiano.

Prezzo? 369 euro. Data di arrivo? Non pervenuta. In attesa di toccare con mano, ecco le caratteristiche dichiarate:

Caratteristiche principali:
UMTS, EDGE, GPRS, HSDPA, DVB-H
Tri Band: 900/1800/1900 Mhz
MP3 Player
Display Principale 240x320
MP3, Midi, AAC, AAC+
WAP Version 2.0, Java Version 2.0, xHtml
Connessione Bluetooth, Navigazione WEB da PC, Modem integrato
E-mail client, MMS
Video Recorder, Video Playback, Video Call, Mobile TV
Camera principale: 2.0 Mpixel
Display Principale: 262.000 colori
Display Esterno: Oled
Suonerie polifoniche
In dotazione:
Auricolare, CD-ROM (PC Sync)
Batteria standard (Litio 1000 mAh)
Cavo Dati Mini USB
Memoria interna da 128MB
Dimensioni:
99x53x19 mm.
Peso:
110 grammi
Autonomia: (*)
Stand by: fino a 300 ore
Conversazione: fino a 180 minuti

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Telecom contro Vodafone, inizia il balletto legale

Terza puntata, con Telecom Italia a precisare: Vodafone Casa sarebbe ''vietata dal Codice delle comunicazioni elettroniche''.

''Noi non abbiamo negato l' interconnessione: abbiamo posto il problema della legittimita' della richiesta di Vodafone di interconnessione tra mobile e fisso, vietata dal Codice delle comunicazioni elettroniche, all' articolo 80, comma 2'' ha detto Sergio Giovanni Fogli, responsabile affari regolamentari Telecom.

Per la cronaca, l'articolo 80 è relativo alla portabilità del numero:
1. L’Autorità assicura che tutti gli abbonati ai servizi telefonici accessibili al pubblico, compresi i servizi di telefonia mobile, che ne facciano richiesta conservino il proprio o i propri numeri, indipendentemente dall'impresa fornitrice del servizio:
a) nel caso di numeri geografici, in un luogo specifico;
b) nel caso di numeri non geografici, in qualsiasi luogo.
2. Il comma 1 non si applica alla portabilità del numero tra reti che forniscono servizi in postazione fissa e reti mobili.

Giovedì incontro all'Agcom: quarta puntata dietro l'angolo.

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venerdì, novembre 03, 2006

Vodafone, ennesima causa contro Telecom Italia

La causa da 500 milioni di euro intentata da Vodafone contro Telecom Italia è ancora in corso e già ne arriva una seconda.

L'ex Omnitel porta infatti in tribunale l'ex monopolista per riuscire a lanciare nei tempi previsti la nuova offerta Vodafone Casa. Quella, per intenderci, che permette di usare la portabilità del numero per trasferire il numero fisso sulla sim del telefonino.

Vodafone Italia, come tutti i gestori mobili, ha anche una licenza di telefonia fissa. E vuole poter quindi gestire le numerazioni fisse (011,02,06,0xx) "rubate" a Telecom grazie alla nuova offerta. Telecom sostiene che il numero fisso deve rimanere sulla linea fissa, non può migrare sul cellulare. Ed è così che il caso approda in tribunale.

La resistenza di Telecom è presto spiegata: mentre per offrire ULL fisso servono nuovi investimenti in strutture (ecco perchè le reti ULL sono ancora poco diffuse e i clienti che hanno "staccato il canone" sono meno di un milione nonostante le prospettive di risparmio), per offrire il passaggio del fisso sul mobile non servono ulteriori investimenti. Vodafone (Wind, 3) hanno già la rete, hanno già la licenza, hanno già una base clienti: al costo di una piattaforma software possono fare concorrenza a Telecom anche sul mercato della telefonia fissa.

Piccola nota a margine: come accade per l'ULL di linea fissa, è probabile che coloro che decidono di portare il numero fisso sul cellulare poi non possano più seguire il percorso inverso. Chi oggi si stacca da Telecom per passare all'ULL di Wind, Fastweb o Tiscali, nel caso voglia poi tornare a Telecom perde il numero. Sono rari i casi in cui Telecom riassegni al cliente che rietra il "vecchio" numero fisso che aveva in ULL con la concorrenza.

Per non parlare dei passaggi tra ULL di gestori diversi: il cliente Fastweb non può passare a Wind mantenendo il numero, il cliente Wind non può passare a Tiscali mantenendo il numero, e così via. Questo non è frutto di una lacuna normativa: al costo di circa 10 euro Iva inclusa, il listino Wholesale di Telecom Italia prevede la migrazione di un numero tra due gestori ULL. In sostanza, un cliente ULL Wind portrebbe portare il numero all'ULL di Tiscali, se solo Wind e Tiscali volessero.

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giovedì, novembre 02, 2006

Il futuro della Tv non è IP

Finalmente un punto di vista diverso. Non necessariamente corretto, ma almeno diverso dalla miriade di voci che incensano a tutto spiano l'IPTV. Da mesi cercano di convincerci che la televisione via Web sia la televisione del futuro.

Tommaso Tessarolo su Punto Informatico:
La IPTV come viene classicamente concepita ha una serie di vincoli e sovrastrutture che la rendono possibile solo in un contesto chiuso. La IPTV non si può fare via Internet. C'è bisogno di un network dedicato, che offra altissime prestazioni. Ecco allora che solo pochi, pochissimi, soggetti possono fornire IPTV.

Chi cerca di convincerci che il fututo è dell'IPTV? In primis le telco fisse, che detenendo il 'tubo' su cui passeranno i contenuti televisivi riusciranno a mantenere il vantaggio competitivo accumulato in questi anni di boom telefonico.

A me piacderebbe sapere se chi scrive (bene) di IPTV pensa davvero quella che oggi c'è sul mercato sia una tecnologia vincente. Parlando più terra terra, quando leggo di Home TV via ADSL mi vengono i brividi.

La qualità e la diffusione della banda larga in Italia è quella che è: proprio oggi sul Sole24Ore un pezzo di Carmine Fotina fotografa la deludente situazione della Penisola in termini di capillarità. I numeri generici possono anche farci stare tranquilli: quasi il 90% della popolazione è raggiunto da banda larga. Però serve un'analisi critica: banda larga intesa come ADSL a 640 Kbps teorici, che quando arrivano a 200 Kbps reali l'utente è già contento?

E allora non possiamo pensare che la televisione possa passare su un tubino da 1 o 2 Mbps (per altro non reali) sul cavetto di rame, perchè già sulla fibra ottica di Fastweb l'IPTV mostra i suoi limiti. Dimentichiamoci l'IPTV su ADSL, dimentichiamocela su ADSL2+ perchè la televisione ha bisogno di raggiungere il 100% o quasi della popolazione, non il 30% di persone che hanno la fortuna di abitare a meno di 1 Km delle centraline installate nelle grandi città.

Il futuro della televisione non è generalista, e questo mi trova d'accordo: palinsesto personalizzato e "confezionato" dall'utente, il vecchio broadcast unico non può andare bene alla vecchietta 90enne e al tagazzino 14enne.

Le strade per raggiungere l'obiettivo del palinsesto personalizzato sono però diverse: l'IPTV è una (ma per perseguirla serve prima creare una rete dedicata o a vera banda larga), la moltipilicazione dei canali grazie al miglior uso delle frequenze è un'altra. Perchè oggi Sky ha successo? Perchè propone centinaia di canali, io telespettatore scelgo cosa guardare.

In futuro, sceglierò anche di memorizzare i contenuti che più mi piacciono, per poi guardarli con calma. Il palinsesto è personalizzato comunque, pur non essendo IPTV né Tv on demand nel senso classico del termine.

Allora altro che IPTV, moltiplichiamo l'offerta di canali (con il DTT, con il satellite, con una tecnologia xx o yy poco importa), miglioriamo la qualità dei contenuti, abbassiamo i prezzi di accesso e diamo la possibilità di registrare i contenuti su hard disk: dell'IPTV, in fondo, non se ne sentirà più bisogno...

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