Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

lunedì, ottobre 30, 2006

Telecom, pane e panettieri

AIIP torna ad un anno di distanza sulle pagine dei giornali, per lanciare ai Commissari AGCOM un nuovo appello urgente, condiviso anche con gli utenti italiani di Internet, per il mercato della larga banda all’ingrosso.

Così Stefano sul suo blog torna ad affrontare l'argomento della banda larga, mercato saldamente in mano a Telecom Italia che tra vendita al dettaglio e all'ingrosso ha il 98%. Il Garante è al lavoro per stabilire nuove regole sui prezzi, ma il rischio è che regole scritte male portino ad una ulteriore distorsione. Insomma, l'obiettivo è che quel 98% diventi 70%, non 99%!

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venerdì, ottobre 27, 2006

Fisso sul mobile, ma quanto costa?

Come anticipato, ieri Vodafone ha presentato il nuovo servizio che da gennaio permetterà di mettere sulla sim un numero fisso (quello di casa, presumibilmente). Già detto che il servizio è interessante, ma l'osservazione è un'altra: oggi sfoglio i giornali e noto che praticamente nessuno spiega bene quanto costi il nuovo servizio.

C'è un canone mensile?Quanto costa ricevere? Quanto costa chiamare? Ci sono altri costi? Una volta portato il fisso sul mobile, il percorso inverso (riportare il fisso su linea fissa) è possibile? In che tempi?

E' curioso che nessuno lo spieghi chiaramente: dovrebbe essere una delle prime notizie, perchè un servizio è interessante anche a seconda del prezzo e delle modalità. Stacca il fisso (-15 euro/mese di canone Telecom) e attacca il cellulare (10 euro/mese di canone Vodafone, come accade per Vodafone Casa) significa non realizzare un reale risparmio. Portare ilo fisso sul mobile senza poi poter fare il percorso inverso significa in qualche modo perdere "per sempre" il proprio numero fisso, magari quello che si ha da decenni.

Ps: parlando con un collega ieri, mi ha confermato che anche alla conferenza stampa Voda la parte di discussione sulle tariffe del servizio è stata ingarbugliata...

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mercoledì, ottobre 25, 2006

Google: dov'è la notizia?

"Sì, ma dov'è la notizia?" : chissà quante volte chi pratica il mesterie del giornalista alle prime armi si è sentito rivolgere questa domanda dal burbero direttore o dal caporedattore di turno. Oggi la risposta prova a darla CBSnews.com, il sito della CBS.

In pratica, la testata ha deciso di georeferenziare ogni notizia, usando Google Earth: quando si legge la notizia on line, si clicca per vedere direttamente sulla mappa il luogo di cui si parla nell'articolo. Chi ha già installato il software, può divertirsi cliccando qua.

Utile? A volte. Curioso? Sicuro. Divertente? Chiedetelo al direttore dopo aver risposto alla domanda: "Sì, ma dov'è la notizia?" :-)

[via]

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Vodafone AlterEgo, a gennaio il fisso diventa mobile

Interessante iniziativa di Vodafone: secondo alcuni rumors, a gennaio 2007 il numero fisso potrà diventare mobile. In sintesi, secondo quando anticipato oggi da MF, il servizio AlterEgo darà la possibilità ai clienti Vodafone di avere sulla sim card il numero di cellulare "classico" (34x) e quello fisso (0x) portato sul mobile.

Probabilmente Vodafone sfrutterà l'accordo con Fastweb per una prima sperimentazione sul campo di questo servizio convergente: i clienti potranno scegliere di ricevere sul cellulare tutte le chiamate in arrivo sul numero fisso di casa. I dettagli scarseggiano, ma il dubbio è lecito: chi pagherà per la differenza di prezzo tra la chiamata verso fisso e quella verso mobile?

Se da casa chiamo un fisso oggi spendo circa un centesimo al minuto, se chiamo un cellulare spendo dieci volte tanto: se chiamo un fisso che è diventato mobile, come me ne accorgo e chi paga i nove decimi che mancano?

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martedì, ottobre 17, 2006

Il Mobile VoIP su Nokia N80

Arriva dallo Smartphone Show in corso a Londra una novità per il VoIP Mobile: in attesa di Skype meno assetato, Truphone ha lanciato un applicativo in beta per Nokia N80.

Non si tratta però di un software che sfrutta la rete mobile, ma il Wi-Fi: e torniamo al solito problema. Quanto costa il Wi-Fi? Quant'è diffuso? Quale il QoS? Insomma, VoIP mobile sì, ma sicuri che il Wi-Fi sia il "tubo" più adatto?

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Telecom pantagruelica

Come fa notare Alessandro (via Stefano), su Affari&Finanza un articolo sul mancato accordo Telecom-Sky: nessuna delle due società voleva perdere il controllo sul cliente finale.

Telecom vuole diventare operatore verticalmente integrato, che controlla tutto: la rete, i clienti, i programmi. Una situazione ancora più accentrata rispetto alla Tv tradizionale italiana, che pure fa eccezione rispetto agli altri Paesi europei.

Tornano le riflessioni già fatte per la giornata anti-DRM: chi è king, il contenuto? O la rete? O ancora, il cliente?

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Casse di risonanza

Mante dà spazio alla vicenda di Ludo, che ha problemi con la Tim e si ritrova una bolletta da centinaia di euro.

Chi non ha bisogno di amplificatori è Edelman: la vicenda del blog fatto per Walmart ha fatto il giro del mondo e il sig.Edelman in persona si è scusato. [via]

I want to acknowledge our error in failing to be transparent about the identity of the two bloggers from the outset. This is 100% our responsibility and our error; not the client's.

Due vicende disgiunte, un possibile punto di incontro: la blogosfera che fa da cassa di risonanza e, a volte, obbliga i protagonisti ad intervenire direttamente.

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lunedì, ottobre 16, 2006

PlayStation 3, l'attesa è finita

L'attesa è finita, domani è il gran giorno. Bella la pubblicità americana, non rivela nulla sul prodotto ma riesce a catturare l'attenzione

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Samsung HSDPA con Symbian e Vodafone natalizi


Il nuovo Samsung HSDPA, l'SGH-i520, sarà presentato domani. Non mancano Bluetooth, fotocamera 2 Mpixel, USB, spessore 1,8 cm, display 2,3 pollici. La novità interessante è che il sistema operativo del nuovo 3,5G coreano è il Symbian serie60 (per la precisione, Symbian 9.2 su serie 60 3.1).

Intanto il Gruppo Vodafone ha annunciato i cellulari che saranno in listino a Natale 2006.

In esclusiva il Nokia 6234 (fotocamera 2 Megapixel), Motorola V1100 (HSDPA), Samsung ZV50 (UMTS) e Sony Ericsson V630i.

In esclusiva anche 5 nuovi entry level UMTS: LG L600V, Sagem my600V e my800V, Sharp 770SH e il Vodafone 710 prodotto da Huawei. Sul fronte GPRS, lo Sharp GX29.

La lista completa:
Motorola V1100
Motorola MOTORAZR maxx V6
Motorola MOTORAZR V3xx
Samsung Z560V
Samsung Z720V
Samsung ZV50
LG KU800
Motorola MOTORAZR maxx V6
Motorola MOTORAZR V3xx
Nokia N73
Nokia 6151
Nokia 7390
Nokia 6288
Samsung Z400V
Samsung Z540V
Samsung Z560V
Samsung Z720V
Sony Ericsson K610i
Sony Ericsson K800i
Sony Ericsson W850i
Motorola MOTOKRZR K1
Nokia 6070
Sagem myC5-3
Samsung X510V
Samsung X680V
Sony Ericsson K310i

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DuePuntoZero con Topix

L'ingegner Zucchino Massimo Zaglio mi aveva chiesto di partecipare ma ahimè non riuscirò ad esserci. Però l'idea di base mi sembra ottima: un giornata di studio e discussione su Web 2.0, organizzata da Top-Ix.

Temi quali interazione, collaborazione, integrazione, attenzione per i contenuti e centralità dell'utente acquistano sempre più peso, fino a diventare il collante per la rete delle reti , abbattendo cosí l’isolamento dei siti Web tradizionali.Allo stesso tempo i confini di Internet si stanno progressivamente ampliando coinvolgendo strumenti come telefoni cellulari, palmari ed altro, i quali diventano sorgenti e, contemporaneamente, destinatari di contenuti e funzionalità da integrare e condividere.

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Se rubi, c'è il super-Bluetooth

Su Repubblica, cronaca di Milano, un articolo racconta oggi l'evoluzione tecnologica degli skimmer.

Le macchinette servono per copiare i dati delle carte di credito "strisciate" nei lettori all'atto dell'acquisto: i dati rubati sono poi usati per creare, con calma in qualche laboratorio, dei cloni delle carte di credito originali.

Fino ad oggi, gli skimmer (installati abusivamente da ladri specializzati) richiedevano che la raccolta dei dati fosse manuale: qualcuno doveva andare presso il punto vendita e in qualche modo portar via l'archivio creato transazione dopo transazione.

Pare che oggi la tecnologia abbia reso la vita più comoda a chi clona le carte di credito: lo skimmer Bluetooth invia i dati nell'etere, pronti per essere "raccolti" a distanza da apposito terminale.

Un unico dato non mi torna dell'articolo di Repubblica...
Il ladro sta comodamente seduto in un'auto parcheggiata fuori dal supermercato, a 50 metri dallo skimmer.

Il SIG ha rilasciato un super-Bluetooth da 50 metri e non mi ha avvisato? Ohibò, io ero rimasto ad una copertura di una decina di metri (che con muri ed altri ostacoli può anche scendere, non aumentare...).

Rimanendo in tema Bluetooth, il SIG ha presentato Transsend, che consente agli utenti dotati di PC e telefoni, di spedire in tempo reale le informazioni consultabili da browser verso cellulari o altri dispositivi portatili. [via]

Devo avvisare Repubblica :-)

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venerdì, ottobre 13, 2006

Banda larga, Italia indietro

E' la Danimarca il Paese con la maggior percentuale di utenti a banda larga, ha superato addirittura la Corea del Sud. L'Italia è al ventesimo posto, dietro ai principali Paesi europei (dietro di noi ci sono praticamente solo i "cugini" dell'Europa dell'Est).

Chi ha voglia di dare uno sguardo allo studio, scoprirà che:

Northern European countries have continued their advance with high broadband penetration rates. In June 2006, six countries (Denmark, the Netherlands, Iceland, Korea, Switzerland and Finland) led the OECD in broadband penetration, each with at least 25 subscribers per 100 inhabitants. Denmark now leads the OECD with a broadband penetration rate of 29.3 subscribers per 100 inhabitants.
The strongest per-capita subscriber growth comes from Denmark, Australia, Norway, the Netherlands, Finland, Luxembourg, Sweden and the United Kingdom. Each country added more than 6 subscribers per 100 inhabitants during the past year.

Fibre to the home is becoming increasingly important for broadband access, particularly in countries with high broadband penetration. In Denmark, Danish power companies are rolling out fibre to consumers as they work to bury overhead power lines. Municipal broadband projects are also expanding in many northern European countries and throughout the OECD. Telecommunciation operators in several OECD countries have also begun or announced large fibre-to-the-premises rollouts.

Japan leads the OECD in fibre-to-the-premises (FTTP) with 6.3 million fibre subscribers in June 2006. Fibre subscribers alone in Japan outnumber total broadband subscribers in 22 of the 30 OECD countries.

The total number of ADSL subscriptions in Korea and Japan have continued to decline as more users upgrade to fibre-based connections.

DSL continues to be the leading platform in 28 OECD countries. Cable modem subscribers outnumber DSL in Canada and the United States.

The United States has the largest total number of broadband subscribers in the OECD at 57 million. US broadband subscribers now represent 36% of all broadband connections in the OECD, up from 31% in December 2005.

Canada continues to lead the G7 group of industrialized countries in broadband penetration.
The breakdown of broadband technologies in June 2006 is as follows: o DSL: 63% o Cable modem: 29% o Other technologies (e.g. satellite, fibre and fixed wireless) : 8%

Non ho ben capito se tra le tecnologie "altre" c'è l'HSDPA, che ridi e scherza arriva a 1,8 Mbps in uplink e a breve passerà a 3,6 Mbps. Io lo sto usando in quewsto momento dal treno, con risultati più che soddisfacenti.

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Altoparlanti musicali: dall'iPod ai cellulari

Dopo le decine di docking station per ricaricare l'iPod, si era passati alle docking station audio: due altoparlanti, un pizzico di design, un iPod e via... musica per tutti! Come osserva qualcuno, una volta saturato quel mercato, era abbastanza facile prevedere il passaggio ad un mercato laterale: quello dei cellulari.

Tutti i nuovi telefonini hanno lettore Mp3 (e, ad esempio, SonyEricsson ha rispolverato il marchio Walkman proprio per la linea di cellulari musicali), perchè non pensare a docking station musicali per cellulari? Due altoparlanti, un pizzico di design, un telefonino e via... musica per tutti!

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La televisione italiana del futuro: legge Gasparri o no?

Ad occhio oggi ogni quotidiano ha dedicato almeno un paio di pagine alla discussione sulla nuova legge Gasparri. In sinstesi, i punti salienti sono:

- una rete di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media dovrà andare entro il 2008 (pardon, entro 15 mesi dall'entrata in vigore della riforma) solo su digitale terrestre
- 12mila frequenze circa verranno liberate, ma non torneranno nella disponibilità dello Stato: dovranno essere vendute da chi le ha ora a nuovi soggetti
- entro fine novembre 2012 ci sarà lo switch-off, addio analogico
- ogni editore tv non potrà rastrellare più del 45% di pubblicità complessiva, sono previste sanzioni per chi sfora.

Iniziamo da un fatto curioso e allo stesso tempo significativo: nessuno parla di "legge Gentiloni", dal nome del ministro che sta portando avanti la proposta, ma tutti parlano di "modifica alla legge Gasparri".

Devo ancora capire se è un tentativo del Governo di convincere il centro-destra ad accettare le modifiche (in tal caso, tentativo fallito: Berlusconi ha parlato di "banditi", Confalonieri di "mazzata") oppure se la ex legge Gasparri è ritenuta dal centro-sinistra una legge tutto sommato accettabile, una volta che saranno passate le modifiche.

Come sempre lucide le osservazioni di Luca:
La vendita forzosa non è mai una soluzione di mercato. Sarà un problema comprare. E soprattutto stabilire il prezzo. Lo stato è il proprietario ultimo delle frequenze ma in questo modo non potrà godere del "dividendo digitale". Ne beneficeranno i venditori o i compratori, ma non lo stato. Evidentemente Gentiloni ha deciso di accontentarsi.

Il passaggio al digitale, con la liberazione delle frequenze, aprirà nuovi spazi. Nuovi editori potranno approdare al business della televisione. Chi saranno questi novelli cavalieri? Editori italiani già attivi? Imprenditori desiderosi di mettere un piede in un mercato ricco? Televisioni straniere che vogliono una fettina del mercato italiano? Prestanome che comprano per poi eseguire le volontà di chi ha forzosamente venduto?

In attesa di capire a chi andranno le frequenze liberate, rimane sullo sfondo un secondo problema: ok, digitale significa più canali, ma i contenuti? Cosa facciamo di questi nuovi canali, li riempiamo di reality show? Oppure di programmi finto-culturali che già oggi sul digitale terrestre rastrellano le briciole di pubblico lasciate dagli altri canali?

E la pubblicità? Per vivere un canale televisivo deve vendere spazi pubblicitari: davvero alla moltiplicazione dei canali corrisponderà un aumento della raccolta pubblicitaria? Mediaset oggi è al 50%, il tetto della "nuova Gasparri" è del 45%. Se il Biscione perde il 5-7% (e ammettiamo che Rai ne perda il 3-5%), quel 10% di raccolta pubblicitaria liberata basterà a mantenere in vita 10-20 nuovi canali? Ovviamento no.

Che faremo, avremo 5-6 soggetti in pay-tv? Vada per pagare 50 euro/mese a Sky, ma se il modello si moltiplica che si fa, si pagano 300 euro per avere 5-6 simil-Sky? Ci si abbona ad un solo bouquet? Sparisce la tv generalista gratuita?

E già gli editori della carta stampata reclamano una fetta del ricco mercato pubblicitario televisivo.

Le incognite, insomma, non mancano. Questo non significa che sia sbagliato evolvere, il sistema tv attuale è un duopolio generalista con un paio di realtà di nicchia in crescita costante (TI Media, Sky) e un paio di debuttanti. Di certo non è un mercato libero: Gasparri per difendere la propria legge insiste col dire che ci sono talmente tanti attori che non esiste oligopolio. Dimenticandosi ad esempio che esiste una televisione (Rete4) che trasmette su frequenze non sue.

Per farlo cita, oltre a Rai e Mediaset, anche TI Media, Sky, Fastweb e...udite udite... 3 (che ha una licenza per tv digitale benchè ad oggi trasmetta solo su tivufonino) e Vodafone (citata perchè userà il 25% del Mux Mediaset per DVB-H o perchè ha stretto accordo con Fastweb e Sky???). La forza di un editore televisivo non si misura certo nella mera presenza, ma dall'audience e dalla raccolta pubblicitaria. Chi glielo spiega all'ex ministro?

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Quant'è che costa GooTube? Le riflessioni di Microsoft

Leggevo poc'anzi su BusinessWeek le riflessioni di Steve Ballmer (CEO Microsoft) su Web 2.0 e sull'accordo Google YouTube. A me sembra una bocciatura, ma magari interpreto male io...

"Quando devo commentare questo tipo di accordi - afferma Ballmer - mi chiedo: Google avrebbe potuto fare quello che spera di fare nel settore dei business on line senza pagare 1,65 miliardi? Riuscirà a mantenere 'hot' questo business per 10 anni?".

In effetti, il business model di YouTube non esiste, l'idea di fondo c'è (altrimenti non si spiegherebbe l'enorme mole di contenuti e di visitatori) ma ancora non è stata trasformata in business: Google ci proverà, puntando probabilmente sulla pubblicità.

"A fine giornata su YouTube c'è materiale i cui diritti sono nella disponibilità di qualcun altro. Google sta ora cercando di mettere le mani su quei diritti, ma le Media Company nel mondo sono preoccupate: non vogliono che sia Google a decidere quanta parte degli introiti pubblicitari sia riconosciuta loro". Già, torna la questione dei diritti.

E poi la stoccata finale. "Sono fenomeni mordi e fuggi. Devi entrare, mungere e uscire". Sarà così anche per Google? Se sì, dovrà essere un morso da centinaia di milioni di euro o l'investimento miliardario sarà andato perso...

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giovedì, ottobre 12, 2006

Rubare 39 iPod in 15 secondi

Bello questo servizio della televisione americana abc4, che mostra due ragazzotti intenti a rubare iPod.

Un bel paio di jeans oversize ad hoc (ovvero con ampoie tasche nascoste lungo la gamba), un po' di abilità manuale mista a sangue freddo e... il furto è fatto.

Qualche decina di lettori Mp3 di Apple e un paio di titoli per Playstation: è il bottino trovato dalla Polizia... perchè ai 3 newyorkesi sembra proprio andata male :-)

[via]

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Dada blogga con Splinder

Et voilà, Borsa chiusa = comunicato stampa.

Con l’acquisizione del 100% di Tipic Inc., società titolare dei marchi Splinder e Motime, Dada rafforza il proprio posizionamento a livello internazionale nelle community e nell’intrattenimento via web e via mobile, mettendo in relazione gli oltre 7 milioni di utenti appartenenti alla community dada.net con una delle Blogging Community più ampia ed evoluta al mondo. Attraverso i brand Splinder (www.splinder.com) e Motime (www.motime.com), Tipic gestisce circa 220mila Blog attivi e conta 320mila utenti registrati che crescono al ritmo di quasi 12mila unità al mese. Registra inoltre più di 5,2 milioni di visitatori unici mensili e 35 milioni di pagine viste al mese.

L’acquisizione del 100% del capitale di Tipic Inc. da parte di Dada US Inc. è avvenuta oggi a fronte di un prezzo in contanti complessivo di 4,5 milioni di euro, regolato per il 35% in data odierna e con il saldo da versarsi tra 12 mesi. E’ altresì previsto un earn-out di 450 mila euro che verrà riconosciuto tra un anno subordinatamente al verificarsi di talune condizioni. Tipic ha riportato nell’esercizio fiscale 2005 (aprile 05 - aprile 06) un fatturato di circa 90 mila euro e un risultato netto in sostanziale pareggio.

Il comunicato stampa

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L'hi-tech targato Fiat

Per ora niente cellulari, come avevo anticipato in passato. Rimangono una serie di gadget hi-tech prodotti da TLogic per FIAT. Lettori Mp3, fotocamera, videocamera e... un alcool tester!

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Il marketing di prossimità con il Bluetooth

Interessante spunto:

A proposito di Bluetooth, ho un nuovo interessante tema che vorrei approfondire, ho letto il tuo articolo riguardo le leggi sullo spam in Italia.Il fenomeno che sto osservando è il "proximity marketing", ovvero l'invio via bluetooth di messaggi promozionali agli utenti che passano vicino a questi "diffusori" di spam. Lo spammer non detiene liste di dati e nemmeno indirizzi email, poi non c'è costo né a carico suo né degli utenti, praticamente sembra davvero l'ultima arma definitiva degli spammers. Volantinaggio classico via telematica. Ma ai miei occhi diciamo pure che questa è sempre e cmq comunicazione indesiderata e non consentita a livello filosofico di Opt-In. Senza contare che ora è un fenomeno nuovo e poco diffuso ma se ingrana potrebbe essere davvero fastidioso per i continui bombardamenti indesiderati.

La questione è tutt'altro che banale: esistono già numerose soluzioni sparamessaggi (Toothspace, BlueADV ed altri). Sono poco utilizzate (probabilmente perchè il bersaglio su cui colpire è risibile), ma potrebbero esserlo maggiormente in futuro. E' lecito? Non sono un giurista, per cui tento di rispondere con il buon senso.

Non c'è a mio parere trattamento, nè lecito nè illecito, di dati personali: si manda un messaggio pubblicitario nell'etere, chi ha un terminale in grado di riceverlo e dimostra la volontà di accettare messaggi (ad esempio lasciando Bluetooth attivo e telefono visibile) si becca la pubblicità. E' un po' come girare con la radio accesa e il volume elevato per poi lamentarsi che si riceve musica. La legge sulla privacy insomma non si può tirare in ballo.

La buca della lettere serve per la posta ordinaria o anche per la pubblicità? Un volantino nella buca va bene, 100 volantini no perchè impediscono di ricevere altra posta? Probabilmente di cavillo in cavillo si può arrivare ad affermare che non tutti gli aspetti del marketing via Bluetooth siano leciti. O forse no.

Ma il punto è che una pubblicità troppo aggressiva ed invasiva finisce per infastidire ed essere controproducente. Una via di mezzo potrebbe essere l'invio di pubblicità legata a promozioni particolari: solo così si incentiva l'utente a tenere Bluetooth accceso (personalmente o è inattivo, o comunque il telefonon è invisibile). Tu ricevi il messaggio, io ti offro uno sconto del 10%. Sempre che gli utenti accettino di diventare "bersagli mobili always on", cosa di cui dubito fortemente.

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mercoledì, ottobre 11, 2006

Un milione di Jajah, con la Zebra che guarda

Un milione di utenti entro fine 2006: questo il risultato annunciato da Jajah durante la Etre Conference di Barcellona. Della soluzione VoIP di Jajah ho già parlato diverse volte, anche in occasione del lancio della versione mobile.

Per telefonare via Web con Jajah non servono software o cuffie (serve un Pc), mentre la versione mobile è compatibile con Motorola E-1000 e V3 RAZR, Nokia
3100 3120 6020 6021 6230 6230i 6280 6600 6630 6680 7610 e N70, Samsung SGH-Z500.

Roman Scharf, CEO di Jajah, sembra voler by-passare completamente gli operatori mobili, utilizzando una linea fissa tradizionale che instraderà la chiamata via Web. Una soluzione diversa da quella perseguita da Skype, che ha iniziato la collaborazione con gli operatori mobili (in Italia, con 3) e che proprio nei giorni scorsi ha fatto sapere attraverso il fondatore Niklas Zennstrom di essere quasi pronta ad una versione mobile.

Il "quasi" è fondamentalmente dovuto al consumo di banda di Skype Mobile: 600 KB al minuto, devono diventare meno. Zennstrom ed il suo team ci stanno lavorando, credo che entro fine anno Skype Mobile avrà una nuova versione meno assetata di banda.

Chiudo con una nota di "colore": Jajah è concorrente di MyBlueZebra, il neonato servizio di cui ho parlato ieri. Il piano di comunicazione è stato affidato a Lapo Elkann, ma il disegno dell'interfaccia grafica pre-Lapo è curiosamente simile a quello di Jajah (basta confrontare le due homepage).

Dalla mail che mi è arrivata segnalandomi la "similitudine" tra i due servizi, estrapolo la frase più significativa: It's a pretty obvious try to copy JAJAH, especially when using the words "Our technology is unique [...]" and just copy&pasting the whole website UI, the FAQ's section and the demo video.

Sarebbe interessante capire che ne pensano a MyBlueZebra... e voi, che ne pensate?

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martedì, ottobre 10, 2006

O bastalà, un Barcamp sabaudo

Anche Torino avrà il suo Barcamp, "network internazionale di conferenze aperte a tutti e non a inviti, basate su eventi partecipativi, presentazioni e workshop i cui contenuti sono realizzati dai partecipanti" per dirla alla Wikipedia.

Appuntamento il 2 dicembre all'Hiroshima Mon Amour, promotore è Vittorio Pasteris.
Spero di farcela :-)

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Shopping Google, nasce GooTube

Le voci sono state confermate. Google ha comprato per 1650 milioni (o, se preferite, 1,65 miliardi) di dollari YouTube.

MOUNTAIN VIEW, Calif., October 9, 2006 - Google Inc. (NASDAQ: GOOG) announced today that it has agreed to acquire YouTube, the consumer media company for people to watch and share original videos through a Web experience, for $1.65 billion in a stock-for-stock transaction. Following the acquisition, YouTube will operate independently to preserve its successful brand and passionate community.

L'operazione GooTube, com'è stata subito ribattezzata, è stock su stock, niente dollaroni fruscianti. E all'annuncio della vendita, le azioni della società di Mountain View sono schizzate verso l'alto, fino a far superare i 2 miliardi di dollari di capitalizzazione. Insomma, è bastato l'annuncio per ripagare (o quasi, visto il guadagno immediato di 400 milioni) l'acquisto.

Secondo Forbes, i problemi per Google sono due: il primo è l'accordo con MySpace, per certi versi simile a YouTube nell'approccio al business.
YouTube and MySpace are both after the same thing--pulling together communities of users and getting them to post content. Are they on a collision course? Seems likely.

Il secondo riguarda l'aspetto tecnico-legale, che terrà molto impegnati legali ed ingegneri per parecchi mesi.
The other problem that may be coming is the likelihood that YouTube is going to keep Google's lawyers and engineers very busy trying to keep copyrighted material off the site or fighting with copyright holders. Again, despite many promises that all of this is going to get worked out, the problems--both legal and technical--are substantial. And thus far, no one has any real answers.

Finchè si resta nel garage sotto casa, chi detiene i diritti sui contenuti pubblicati chiude un occhio. Quando l'affare s'ingrossa e iniziano a girare i bigliettoni verdi, gli occhi - delle major soprattutto - si aprono velocemente. E' successo con gli Mp3, succederà con gli altri contenuti.

BusinessWeek spiega che YouTube remains a good fit, but it will have to keep its new parent free of costly copyright infringement lawsuits. L'abitudine di rimuovere materiale protetto da copyright solo dopo aver ricevuto "alerts" potrebbe insomma non bastare, Google dovrà escogitare qualche meccanismo proattivo per tutelarsi dalle cause legali.

Il futuro di YouTube è quello dell'autoproduzione dei contenuti: in fin dei conti, i video più popolari sono quelli che mostrano improbabili ciccioni che ballano seminudi sulla scrivania, esperimenti casalinghi con la Diet Coke e le Mentos, provetti chitarristi alle prese con il giro più complicato e novelli motociclisti che si schiantano dopo aver tentano manovre impossibili...

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venerdì, ottobre 06, 2006

Smau e i blogger

Non sono riuscito ad esserci causa Festa del Cinema (saremo lì con una serata dedicata ai giovani registi emergenti), a questo convegno sui blog aziendali tenutosi a Smau. Però i commenti di chi c'è stato sono positivi.

Con calma mi ascolterò i podcast di Lele e guarderò le diverse presentazioni. Inizio con quella di Marco.

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Lapo chiama col VoIP MyBlueZebra


Andrea Tessitore, il torinese della società VoIP MyBlueZebra, ha chiesto all'amico Lapo Elkann di sviluppare prodotti trendy con il nuovo marchio. E Lapo non si è fatto negare rifiutato: ha ideato il logo della società (la zebra col ciuffo) e ne sta curando il piano marketing. E il VoIP misterioso non è più tale.

Our technology is unique since our system doesn't require any software downloads, headphones or microphones to make calls. Anyone can initiate a call from anywhere using their normal mobile or landline phone.

A breve, quindi, potrebbero apparire sul mercato anche accessori alla moda: non solo telefoni VoIP con la zebra blu, ma MyBlueZebra potrebbe arrivare nell'abbigliamento. Per essere vestiti sempre... tirati!

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giovedì, ottobre 05, 2006

Smau o non Smau

Eccola, l'edizione 2006 di Smau. Quello che era una volta uno dei più grandi saloni europei dedicato all'Information Technology, si è trasformato in una "piccola" fiera nazionale.

Un ritorno alle origini che a qualcuno piace ("eliminati i ragazzini") e a qualcuno meno.

Ma probabilmente il commento migliore che ho letto al momento è quello di Luca:
Hanno chiaramente rinunciato a qualcosa ma hanno stabilito una strada razionale per ricominciare.

Insomma, bello o brutto, questo è Smau 2006: per una valutazione sul futuro, forse è il caso di aspettare un paio d'anni...

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mercoledì, ottobre 04, 2006

Le balle dei politici? Le svela Google

Intervista ad Eric Schmidt sul Financial Times: entro 5 anni Google darà la possibilità di verificare all’istante se le dichiarazioni dei politici sono corrette o meno.

"Uno dei miei messaggi (ai politici) è di pensare di avere ognuno dei propri elettori costantemente online, che avviano un controllo vero o falso. Noi non abbiamo la verità in tasca ma potremmo essere in gradodi offrire un’opportunità".

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Wibree, Nokia re-inventa il Bluetooth

Nokia ha presentato Wibree, una nuova tecnologia che mira ad affiancare, e poi sostituire, il Bluetooth.

Un obiettivo ambizioso, che secondo il produttore finlandese è possibile perchè Wibree consuma meno e utilizza meglio le risorse: dieci volte meno assetato di energia, secondo la dichiarazione ufficiale.

Wibree specification has been created by having two equally important implementation alternatives in mind, namely dual-mode and stand-alone. In the dual mode implementation the Wibree functionality is an add-on feature inside Bluetooth circuitry sharing a great deal of existing functionality resulting in a minimal cost increase compared to existing products. The dual modes are targeted at mobile phones, multimedia computers and PCs. The stand alone implementations are power and cost optimized designs targeted at, for example, sport, wellness, and human HID product categories.

Ennesimo standard non-standard, insomma. Non so, forse sarebbe meglio migliorare il Bluetooth, piuttosto che inventare nuove tecnologie che vanno ad aggiungersi al calderone.

E' un po' il discorso delle prese per auricolari e caricabatterie: Nokia le cambia (quasi) su ogni modello. Il caricabatterie del Nokia 6680 non va bene sul Nokia N70, l'auricolare preso due anni fa sui modelli recenti non può essere usato, e così via. Perverso, no?

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Rassegna stampa a pagamento

Ieri, tra i commenti di questo post di Massimo, scrivevo che era tutto confermato: la finanziaria modifica la norma sul diritto d'autore introducendo il concetto di "rassegna stampa a pagamento".

Lo avevo letto su qualche quotidiano, ma non ero riuscito a recuperare il pezzo. Lo faccio oggi, dal Sole24Ore:

"Nella parte dell'editoria, il decreto prevede che i soggetti che realizzano la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali corrispondano agli editori un compenso per le opere da cui sono tratti. La misura del compenso è concordata con le associazioni di categoria"

Per chi si intende di legalese, ecco l'articolo incriminato:

1. All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941 n.633, dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente:"I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalita' di riscossione sono determinate sulla base di accordi fra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29"

Insomma, tutto come sembra: la rassegna stampa diventa a pagamento...

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martedì, ottobre 03, 2006

Resta cummmeeeeee, Ebay!

Sono tra coloro che ha ricevuto la melanconica (??) comunicazione di Ebay.

Se abbassano le commissioni che chiedono e che aumentano vertiginosamente ogni anno, magari torno...

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DRM, diritti e media digitali

Digital Rights Management, ovvero gestione dei diritti digitali.

Persone valide e intelligenti hanno lanciato nei giorni scorsi un progetto interessante chiamato DMIN per lo sviluppo dei media digitali, oggi è la "giornata anti-DRM", su diversi blog si discute del livello di protezione che i file digitali debbano avere.

L'argomento è senz'altro complesso: da un lato ci sono i produttori di contenuti, che vorrebbero blindare ogni singolo contenuto per trarre il maggior utile possibile. In scia i distributori di contenuti, che non accettano la filosofia "content is king" (ma "pipe is king") e cercano di aumentare al massimo la percentuale di guadagno su ogni contenuto distribuito.

Sul fronte opposto gli utenti, che ovviamente vorrebbero pagare meno possibile il contenuto ed avere la più ampia possibilità di utilizzarlo. La filosofia, in questo caso, è "l'ho pagato e lo uso come meglio credo". Ma ai tre soggetti citati si aggiungono decine di variabili e numerosi attori (tanto per citarne uno, il soggetto chedetiene i diritti), tanto che la filiera dei media digitali è un ginepraio spesso inespugnabile.

La domanda lato-utente è, paradossalmente, banale: se io compro un contenuto digitale, come posso usarlo? Posso trasferirlo tra media diversi? Per quante volte e con che limitazioni? Lato-azienda, le domande sono le stesse ma si aggiungono anche i numerosi bracci di ferro tra produttore e distributore: chi è il king, la rete di distribuzione o il contenuto?

Su MF di oggi c'è una proposta di Alberto Carnevale Maffè: creare una Borsa dei contenuti digitali, un po' come accade oggi sui titoli azionari o nel settore dell'energia. Perchè - si chiede Maffè - non creare una borsa in cui si scambino i diritti sui contenuti dei nuovi media? Il contenuto è trasversale, il film non va più solo al cinema ma anche sui lettori dvd, sui video e tivufonini, sul Web, sui lettori portatili. Mercato regolamentato in misura minima, la "mano invisibile" farebbe il resto. Può funzionare?

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