Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, giugno 30, 2006

Blocchi e balocchi

Inutile dire che la giornata di ieri è stata parecchio intensa per via di questo. Il titolo è totalmente fuorviante, il sim lock è regolato dall'Agcom: come può essere illecito? A proposito, qualcuno può segnalare al giornalista che un reato è sempre e solo penale? E' l'illecito che è amministrativo o penale, il reato no :-)

La situazione è questa: praticamente tutti concordano nel dire che lo sblocco dei cellulari è un illecito amministrativo, mentre la discussione se sia anche un reato (ovvero se ricada nel penale) è aperta. Qualche Procura dice di sì, qualche procura dice di no.

La posizione di 3 è stata ben riassunta da Punto Informatico. Per fortuna anche Alessandro se n'è accorto!

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mercoledì, giugno 28, 2006

I numeri dell'ex servizio 12

Nei giorni scorsi ho segnalato che i due castori dell'892892 non hanno avuto molto successo e dunque la società è stata "commissariata", con conseguente sospensione di tutte le attività pubblicitarie.

Oggi scopro un post di Pierluigi in cui indica i numeri:
Dopo un anno di liberalizzazione dei servizi telefonici di Directory Assistance, cioè di liberalizzazione del vecchio 12 per conoscere un numero telefonico, dopo decine di milioni di euro investiti dai concorrenti di Telecom, il 12.54, successore del 12 per Telecom Italia, per il fisso e del 4040 per il telefonini Tim, ha comunque ancora 80.000 chiamate circa al giorno, certo molte meno per i più di 1.000 operatori (di cui circa 700 lavorano a casa) di Telecom Italia, in confronto alle 230.000 di un anno fa, ma comunque sempre tantissime rispetto a quelle che si dividono i suoi competitor.

Dal 892.892 dei 2 castorini bruttini
che con il suo sorprendente e formidabile investimento pubblicitario su tutti i mezzi, dai quotidiani alle Tv alle affissioni, oggetto di un contenzioso legale con Telecom Italia per la presunta ambiguità del messaggio che aveva fatto credere a molti utenti che si trattasse di un servizio Telecom Italia e non della concorrenza, non ha superato il 5% del mercato e gli altri dal 12.40 di Seat-Pg al 1288 di Telefonica , tutti insieme non superano il 40% di un mercato che si valuta intorno ai 200 milioni di euro all'anno, molti meno dei 350 milioni che portava a casa il vecchio 12.

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L'importanza delle redazioni giornalistiche

Concordo in larga parte con quanto scrive Alessandro, ovvero che per la libertà di informazione è necessario che i quotidiano mantengano redazioni di professionisti, senza affidare la maggior parte del lavoro ai collaboratori esterni.

Le aziende male concepiscono la libertà di stampa, non capiscono che fa bene a loro e a tutto il Paese che si possa scrivere liberamente, senza pressioni.

Un problema che non è però risolvibile solo assumendo giornalisti, le pressioni dei grandi potentati politici ed economici sono sempre esistite e continueranno ad esistere, purtroppo.

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Contenuti mobili: soldi, soldi, soldi

Ieri sono stato al convegno organizzato dal Politecnico di Milano in occasione della presentazione dei dati sui Mobile VAS, i servizi a valore aggiunto sui cellulari.

I dati danno un settore in forte crescita: +50% su base annua, +50% anche per il 2006. Personalmente credo che il trend di crescita sia quello (per alcune aziende addirittura superiore), ma allo stesso modo penso il valore del mercato sia inferiore al miliardo di euro indicati (il Poli si è basato sui dati forniti dalle telco e dai content provider).

Prendendo per buono quel valore, significherebbe avere 15 milioni di italiani che spendono ogni anno 67 euro (5 euro/mese, tutti i mesi) in VAS mobili. Ad occhio, un po' troppi...

Sempre ieri, Federcomin ha stimato che gli e-content valgono 3,3 miliardi di euro e l'intrattenimento mobile rappresenta il 23% di tale cifra. Insomma, se non ci fossero i cellulari girerebbero molti meno soldi...

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martedì, giugno 27, 2006

Un'autoricarica (Tim) non è per sempre

Capita ancora spesso di leggere, qua e là tra gli spazi pubblicitari dei gestori di telefonia mobile, la dicitura "per sempre". Sappiamo bene che offerte "per sempre" non esistono, tra le clausole contrattuali i gestori (ed in genere qualsiasi fornitore di servizi di medio-lungo periodo) si riservano sempre la possibilità di modificare le condizioni dell'offerta. Il cliente, ricevuta la comunicazione, può recedere dal contratto e se ha una ricaricabile può ricevere in contanti il credito residuo.

Fa sorridere il "per sempre" che campeggia su qualche pubblicità Tim che appare in questi giorno, specie dopo aver assistito al pasticcio Tribù che dal "per sempre" è passata repentinamente al "quasi mai".

Ora sembra veder la luce anche un secondo pasticcio in salsa Tim, quello dei vecchi profili Autoricarica. Dopo aver annunciato modifiche via SMS e dopo aver ritrattato (con un secondo SMS che avvertiva dell'errore) un paio di volte, pare proprio che Tim abbia preso una decisione.

"Dal 30/7, chiamate e SMS ricevuti da linee TIM che beneficiano di traffico gratis e/o promozionale, non concorrono all'autoricarica. Info www.tim.it/119, recesso 119".

Tutti i clienti prepagati dei profili con autoricarica non potranno quindi più sfruttare il meccanismo dell'autoricarica quando ricevono messaggi e chiamate da altri clienti Tim che usano bonus. A meno che non arrivi un nuovo SMS che avvisa dell'ennesimo errore...

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lunedì, giugno 26, 2006

Che (tecno) stress

Lavora con il piccì stanca e stressa.

«Lavorare nel settore dell’Information Technology è molto stressante per due ragioni principali. La prima è che la gente nell’informatica ha a che fare con problematiche tecniche, che di solito sono sotto enorme e continua pressione per quanto riguarda i tempi di consegna e causano frustrazione: è richiesto un miglioramento perenne di software e hardware, anche se, magari, sono appena stati aggiornati un paio di mesi prima. Secondo: l’informatica costringe ad avere a che fare con gli utenti finali, gente che usa la tecnologia. E poichè la maggior parte degli addetti IT sono giovani e appartengono alla Generazione X o alla nuova Generazione MySpace, e gli utenti finali assistiti sono di solito invece i Baby Boomers o gli antesignani della Generazione X, c’è un problema di comunicazione tra generazioni diverse che non parlano la stessa lingua. Il linguaggio dev’essere comprensibile, libero dai termini tecnici e lento, altrimenti non si assimilano le informazioni. Deve anche permetterci di mettere le mani in pasta e non costringerci a rivolgersi ogni volta agli esperti per risolvere i problemi». (ne parla con Dominguez Hills, autore del libro «TechnoStress», la giornalista Anna Masera su La Stampa)

... e adesso scusatemi, torno a coltivare il mio orticello!

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giovedì, giugno 22, 2006

SaNyokia non s'ha da fare...

Nulla da fare per la joint venture CDMA tra Nokia e Sanyo.

I finlandesi rinunciano a sviluppare la tecnologia e creare SaNyokia, intanto presentano 5 nuovi cellulari dal design a barra.

A livello di design, meglio i Samsung ULTRA Edition. No?

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Gazebo torna sui videofonini, la Siae è felice

Uno dei "miti" musicali degli anni '80 - Gazebo - torna, e lo fa in anteprima sui cellulari di 3. Proprio oggi la SIAE (Societa' Italiana Autori Editori) ha approvato il bilancio consuntivo 2005, con un risultato netto di mezzo milione di euro.

Lo sfruttamento delle opere tramite le nuove tecnologie - (Internet, banda larga, telefonia) ha permesso di realizzare un balzo, nell' incasso dei diritti d'autore, del 312,8% (dai 2,8 milioni di euro del 2004 ai 10,5 mln del 2005).

Chi preferisse non ingrassare la SIAE, può fare un giretto qua...

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mercoledì, giugno 21, 2006

Faccia da Unico

Da Ansa:

"E' normale che l'Autorita' intervenga. Ogni volta che facciamo un'offerta innovativa dobbiamo aspettare che i concorrenti si adeguino". E' il commento di Marco Tronchetti Provera, presidente del gruppo Telecom Italia in merito alla richiesta di chiarimenti da parte dell'Autorita' per le garanzie nella comunicazione che ha bloccato l'imminente offerta del gruppo Telecom per il lancio di Unico, primo telefono convergente fisso-mobile, chiedendo ulteriori chiarimenti. Secondo l'autorita' l'offerta non e' replicabile da parte dei concorrenti e quindi non puo' essere introdotta sul mercato.

Insomma, Telecom è talmente innovativa che deve aspettare che i concorrenti si adeguino. Non è che l'Agcom li blocchi perchè hanno il vizietto di lanciare offerte non replicabili...

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martedì, giugno 20, 2006

Fon, in Italia è illegale

Se ne parla da qualche settimana: Fon, il progetto per creare reti Wi-Fi condivise (io lascio navigare te e tu lasci navigare me), viola almeno un paio di leggi italiane.

La legge Gasparri, che prevede la possibilità per i soli provider (e non per i privati) di inviare segnali Wi-Fi sul suolo pubblico (per quanto parlare di suolo nel wiereless sembri un controsenso), lasciando ai privati la possibilità di avere reti 802.11x casalinghe. Il decreto Pisanu, che obbliga chiunque fornisca connettività Internet a terzi (e quindi anche i foneros) ad identificare ogni accesso.

Un bell'articolo di Marco Calamari per Punto Informatico analizza la questione legale e aggiunge carne al fuoco, dando conto anche dei problemi di sicurezza insiti nel firmware del router Fon.

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Telecom a senso... Unico

Niente da fare per la tanto pubblicizzata offerta Unico di Telecom Italia. Unico avrebbe dovuto partire a giorni, permettendo ai clienti Telecom di usare un unico terminale (nomen omen) per chiamare da casa (come cordless) e in mobilità (come cellulare).

L'Autorità tlc ha però bloccato l'ex monopolista: l'offerta Unico non è replicabile da parte della concorrenza. Nei prossimi giorni incontro Telecom-Agcom per modificare Unico e renderla disponibile all'ingrosso anche agli altri operatori (ma per le società che operano sul fisso, senza accordo con un operatore mobile la strada è comunque sbarrata).

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lunedì, giugno 19, 2006

Microsoft, Urge ballare!

Microsoft balla da sola: dopo aver lanciato il negozio di musica on line Urge, ora parte la sfida all'iPod di Apple. Su Repubblica le prime indiscrezioni: il nuovo lettore Mp3/video avrebbe qualità superiore all'iPod.

Secondo me la sfida dovrebbe passare non attraverso un nuovo hardware, ma attraverso il software: formati aperti, meno "legacci", migliore interoperabilità. Nel 2007 vedremo se il big di Redmond avrà scelto questa strada...

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Nokia-Siemens, che sorpresa!

Nokia e Siemens fondono le rispettiva unità infrastrutture tlc. Non avevo sentito alcun rumor sulla possibile fusione, devo essere sincero... sono rimasto sorpreso :-)

Si tratta della risposta "europea" al leader mondiale, Cisco System, e ad una seconda fusione mista, Alcatel-Lucent. Nokia-Siemens Network - sede ad Helsinki, sede regionale a Monaco - sarà la quarta al mondo nei network per comunicazioni mobili e fisse, forte di ricavi per circa 15,8 miliardi di euro e 60.000 dipendenti.

Fusione= tagli: 9mila posti di lavoro in meno, risparmi per 1,5 mld di euro l'anno.

Tra gli altri dati interessanti illustrati in conferenza stampa, Nokia ha detto che prevede 4 miliardi di abbonati di telefonia mobile nel mondo entro il 2010.

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venerdì, giugno 16, 2006

Sacra alleanza per Linux mobile

Ennesimo annuncio per la creazione di una piattaforma comune basata sul kernel Linux per avere un Pinguino Mobile. In linea teorica dovrebbe permettere ai produttori di abbassare i prezzi di produzione dei nuovi telefonini.

Il nuovo sistema operativo dovrebbe fare concorrenza a Symbian e Windows Mobile, coinvolgendo Vodafone, NTT DoCoMo, Motorola, Samsung, NEC e Panasonic. Sarà la volta buona?

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giovedì, giugno 15, 2006

Sawiris e Pompei, divorzio difficile

Il matrimonio è bello finchè dura... Deve essere stato questo il pensiero di Tommaso Pompei, a.d. di Tiscali, dopo aver visto la richiesta di Naguib Sawiris, attuale proprietario di quella Wind guidata fino al 2005 da Pompei.

Il faraone chiede a Pompei 3 milioni di euro per concorrenza sleale: abbandonata Wind, non avrebbe dovuto passare alla concorrente Tiscali.

Tempi duri per l'ex ad di Wind: a causa di divergenze di vedute sulle dismissioni estere, Pompei è in rotta anche con il fondatore di Tiscali, Renato Soru.

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Tv mobile bloccata per i dipendenti comunali torinesi

La Città di Torino guidata da Sergio Chiamparino rinnova, con gara d'appalto, il fornitore di servizi di telefonia mobile.

Se vincerà 3, fanno sapere dal Comune, i dipendenti che hanno diritto al cellulare "aziendale" dovranno pagare la televisione a parte, se vorranno gustarsi Rai, Mediaset e Sky durante le noiose riunioni di lavoro. Un codice bloccherà l'accesso alla Tv Mobile Digitale...

Forse ai Chiampaboys sfugge che nel listino 3 esistono anche cellulari (pardon, videofonini) senza DVB-H...

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mercoledì, giugno 14, 2006

Concept dei nuovi cellulari Nokia


Divertente la riflessione di Gizmodo sui concept Nokia. Prendi un gruppo di giovani, spremili per far uscire idee, guarda se c'è qualcosa di buono e usalo (gratis).

Per chi vuole dare un'occhiata, la galleria è sul Web...
il video di uno dei prototipi è qua.

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Cellulari di cartone

Su Cellulare Magazine il prototipo di un telefonino in tetrapak realizzato da Yanko Design.

Lo vedremo davvero oppure farà la fine del cellulare usa&getta di Hop-On?

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Camerà Cafè per Telecom Italia

Debutta oggi Via Verdi 49, sit-com in onda sui cellulari Tim e sull'IPTv Alice Home Tv.

La serie, che racconta la vita quotidiana degli abitanti di un condominio popolare, "vittime" di un portinaio irriverente e beffardo, è composta da puntate di due episodi ciascuna della durata di circa 6 minuti, per un totale di 104 episodi. In onda dal lunedì al venerdì alle ore 21.15, tutti gli episodi saranno disponibili on demand e consultabili per personaggio protagonista, oppure in ordine cronologico.

Il successo di Camera Cafè su Italia1 ha spinto Telecom ad emulare il il prodotto, proponendo una sit com simile. Sempre nella giornata di ieri, la notizia dei provini per la prima soap opera mobile italiana. Il lancio della Tv Mobile passa anche attraverso nuovi format.

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L'azienda più ambita

L'indagine Best100 cerca di capire quali siano le aziende più ambite da diplomati e laureati italiani.

Dall'ottavo posto del 2006, Barilla balza in prima posizione, resiste in seconda la Ferrari. Per le tlc, bene Telecom Italia (3°) e Vodafone (6°), meno bene Fastweb (62°), H3G (68°) e Wind (70°).

Per l'IT, al primo posto Microsoft (5° in classifica generale), in flessione IBM (12°), HP (21°), Siemens (30°), Cisco (59°) e Sun (94°). Salgono Google (34°), Apple (63°) ed Ebay (100°). La classifica completa su Finanza e Mercati di oggi.

E voi, dove vorreste lavorare?

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martedì, giugno 13, 2006

892 892, stop ai castori

Italia Oggi dedica un lungo approfondimento al caso 892 892: dopo averli visti in tutte le salse (compreso il cinema), i due castori biondi sono spariti.

Tre i motivi alla base della latitanza: crisi del mercato, cambio della strategia di comunicazione e quotazione londinese per la casa madre InfoNXX. Il valore del mercato era stimato a 350 mln di euro, se è arrivato alla metà è già tanto...

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Tiscali, Soru contro Pompei

Sono ormai ai ferri corti il fondatore di Tiscali Renato Soru e l'amministratore delegato di Tiscali (ex Wind) Tommaso Pompei.

Il primo vorrebbe mantenere per Tiscali un respiro internazionale, il secondo vorrebbe vendere per fare un po' di cassa e concentrarsi su pochi mercati.

Molte le voci che danno Pompei in partenza: in attesa di conoscere il risultato dello scontro, Tiscali dovrà accelerare sul piano industriale 2006-2008, la cui presentazione è stata rimandata già due volte. Aiò!

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lunedì, giugno 12, 2006

Portabilità più facile

Approvata la delibera dell'Agcom, più facile passare da un operatore all'altro. Gli operatori non si accordano e quindi il Garante interviene d'imperio. In sintesi, si passa da 7 a 9 mila passaggi al giorno e ci sarà una gestione FIFO dei passaggi (chi prima l'ha chiesto, prima ottiene il passaggio). Sarà sufficiente?

Tv mobile, ma allora si vede!

Stefano Carli ha provato la Tv Mobile di 3.

Una cosa mi pare importante: chi ha avuto in mano il telefono (ops, scusate, il tivufonino) è rimasto sorpreso dalla qualità del segnale.

Scoble lascia Microsoft

Robert Scoble, il più famoso blogger aziendale al mondo, ieri ha confermato che lascerà Microsoft. Non abbandonerà il settore, continuerà a lavorare con una start-up nel settore dell'Internet media, PodTech.net.

Scoble sarà responsabile dei contenuti, con l'incarico di creare spettacoli per utenti informatici che guardano interviste di tipo televisivo sul web. L'annuncio dell'addio? Non poteva che essere sul blog Scobilizer.

"Amo Microsoft e Microsoft non mi ha perso, almeno come sostenitore e amico. E' la migliore grande compagnia al mondo".

Quando si dice lasciare una porta aperta...

sabato, giugno 10, 2006

Telecom, separazione della rete... o no?

Il Sole 24 ore intervista nell'edizione del 9 giugno il garante tlc Calabrò, che lascia intendere di voler adottare anche per l'Italia un modello all'inglese: separazione della rete dalla divisione che vende sul mercato servizi e prodotti telefonici.

Telecom Italia si troverebbe quindi divisa in due società distinte, l'una per vendere servizi telefonici, l'altra (la rete) per offrire sul mercato all'ingrosso traffico e connettività. Una manna dal cielo per i concorrenti di Telecom, che potrebbero ricevere dalla divisione rete Telecom le stesse condizioni offerta alla divisione "telefonica" Telecom. In altre parole, più competizione: i concorrenti si troverebbero finalmente a competere ad armi pari.

Nella giornata del 9 giugno, Calabrò smentisce però quanto affermato sul Sole: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha precisato che la conversazione con gli autori del servizio giornalistico si è svolta sul modello inglese, che Calabrò ha ritenuto intellettualmente interessante. Nessun riferimento preciso è stato fatto alla situazione italiana, dove peraltro il Presidente ha sottolineato che la tecnologia e le regole sono tra le più avanzate del mondo. L’Autorità ha infine precisato che nessuna ipotesi di separazione della rete Telecom Italia è all’esame dell’AGCOM.

Per dirla come Assoprovider, Calabrò ha scherzato. "L'intervento di Calabrò è quindi da leggersi come un puro esercizio intellettuale, non orientato in alcun modo ad una azione concreta sul caso italiano, diverso e quindi da risolvere con i metodi già efficacemente, a suo parere, messi in campo dalla italianissima AGCOM.Male. Avremmo preferito il Calabrò in versione più aggresiva. La separazione di Telecom Italia è un' istanza sollevata da molteplici ed eterogenee voci e del settore. Consumatori ed operatori su questo tema sono d'accordo, e già questo dovrebbe essere elemento di riflessione. L'AGCOM avrebbe il dovere di prendere quanto meno in esame questa ipotesi, invece di zittirla."

Stamattina 10 giugno, ciliegina sulla torta, Il Sole 24 Ore conferma quanto pubblicato il 9 giugno. Giù il sipario sul teatrino... e utenti a bocca asciutta.

VoIP, il furto dei minuti

Già, se con il classico doppino per rubare le telefonate bisogna avere accesso fisico alla linea (non solamente al telefono, basta arrivare all'armadio), con la telefonia via Web può bastare intrufolarsi nei sistemi telematici.

Reuters riporta che un cittadino americano di origine venezuelana è stato arrestato a Miami dall'Fbi con l'accusa di aver piratato le reti dei fornitori di servizi telefonici via Internet, per poi vendere circa 10 milioni di minuti di conversazioni. Ha guadagnato oltre 1 milione di dollari grazie a una truffa che consentiva ai suoi clienti di ottenere fortissimi sconti nelle tariffe telefoniche.

Ovviamente è solo in parte vero che sulla linea telefonica classica tali truffe non sono possibili: basta penetrare nei sistemi di billing e/o far fatturare il traffico del numero A sulla bolletta dell'utente con numero B...

venerdì, giugno 09, 2006

TIM si relaxa con Ruffolo

Alex dà notizia della prima vittoria di Telecom Italia sulla vicenda Relax e la sospensione delle sim di chi aveva ricevuto troppi SMS.

Nei giorni scorsi si è chiusa la prima vicenda. Telecom ha vinto una causa a Modena sulla denuncia di un utente che chiedeva gli fosse riattivata la sim. Aveva mandato novemila sms in una settimana.

A difendere Telecom Italia, l'avvocato Ugo Ruffolo, consulente di 'Mi Manda Rai Tre' dove difende i consumatori: per lui il nuovo soprannome di pendolino... un po' di qua, un po' di là!

Blackberry con gli occhi a mandorla

Chi ha stretto tra le mani un Nokia serie E o un Motorola Q (per ora solo in versione statunitense) può capire perchè Research In Motion stia battendo nuovi mercati. E' di oggi l'accordo per vendere una serie di prodotti, dall'autunno, alla giapponese NTT DoCoMo.

La società canadese che ha inventato il Blackberry si vede, specie sui mercati europeo ed americano, in pericolo: a ragione, i nuovi 'oggetti' business con tastiera QWERTY messi sul mercato dai concorrenti non sono affatto male.

Tra un Blackberry ed un Nokia identici nella forma e nei servizi, cosa scegliereste? Ovviamente la forza del marchio si fa sentire.

mercoledì, giugno 07, 2006

F-Secure e il Bluetooth milanese

La finlandese F-Secure ha condotto un test milanese on the road per dimostrare quanto è facile inviare virus attraverso il Bluetooth.

Delle due l'una: o i virus moili sono una minaccia imminente, oppure è tutto vaporware e per vendere antivirus cellulari bisogna "inventarsi" qualcosa...

Intendiamoci, non sto dicendo che i virus mobili non siano pericolosi e non possano fare danni, così come è certamente vero che troppa gente lascia il Bluetooth attivo ed il telefono visibile (la scusa del toothing non funziona più). Da due anni però sentiamo dire che the next big risk è il virus mobile e puntualmente non accade da due anni nulla di significativo. Per la serie: cosa bisogna fare per campare?

RAI, un CdA movimentato

Prevedo un Consiglio di Amministrazione assai tormentato per la RAI. Non tanto per le parole di Curzi sul pluralismo ("Rivedere la seconda serata per assicurare il pluralismo"), quanto per l'atto di citazione in giudizio che 3 Italia ha depositato nei giorni scorsi.

Motivo del contendere la "famosa" puntata di Report, la trasmissione di Rai3 condotta da Milena Gabanelli. Secondo quanto riportato dalle agenzie stampa, 3 Italia e le controllate hanno chiesto un risarcimento danni alla RAI, a Milena Gabanelli, al co-autore di Report e ad un paio di altre persone coinvolte nel servizio andate in onda il 30 aprile.

martedì, giugno 06, 2006

Tiscali le canta alle major

Tiscali Juke Box ucciso ancora prima di decollare.

Con grande coraggio e ammirevole lucidità, è la stessa società sarda a spiegare perchè le major stanno sbagliando.

Il catasto delle frequenze

Si annunciano giornate "calde" sul fronte delle tlc.

La "questione" delle intercettazioni sugli ex clienti Telecom, il cosiddetto winback, "è all'esame, ma in quale forma non lo posso dire. Domani ne sapremo di più". Cosi' il presidente dell'Autorita' per le comunicazioni Corrado Calabro'. Il Direttivo dell'Associazione Stampa Romana intanto, insieme al cdr di La7 (gruppo Telecom Italia), chiede che ''al di la' delle generiche assicurazioni fornite dalla proprieta', venga chiarito definitivamente nel prossimo incontro con i vertici aziendali, se personaggi coinvolti o indagati nella vicenda si siano occupati a qualsiasi titolo dei giornalisti di La7 e delle altre testate del gruppo e della loro attivita' e quali siano i criteri di accesso e gli standard di sicurezza e di rispetto della privacy dei sistemi informatici e di comunicazione in uso a La7 e nelle altre testate del gruppo''.

Sul fronte prettamente politico-legislativo, il Garante affrontera' anche nel consiglio di domani a Napoli le dimensioni economiche del Sic, il sistema integrato delle comunicazioni, asse portante della Legge Gasparri sul riassetto del settore radiotelevisivo. ''Non so se ci sara' la deliberazione'', ha detto Calabrò.

Sul Sic si scatenano le forze politiche a colpi di Ansa: ''Il piano generale delle frequenze non e' certo una novita' e si attende da tempo una stesura definitiva da parte dell'Authority'' dice Paolo Romani, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera. ''Se tale piano diventa un alibi e deve servire per limitare la capacita' trasmissiva degli attuali protagonisti del mercato che si sono gia' impegnati sulle stesse frequenze per far partire il digitale terrestre, moltiplicando i canali per cinque, allora questo e' un altro problema. E il ministro Gentiloni lo deve chiarire''.

''Ha ragione il ministro Gentiloni: le frequenze non possono essere considerate un bene privato ma, come per il demanio, considerate un bene comune sottoposto a regole e vigilanza'' afferma Sergio Bellucci (Prc). ''Certo, nel nostro paese, ogni volta che si tenta di affermare un principio nel campo della disciplina radiotelevisiva scattano immediatamente i riflessi condizionati di chi difende la situazione di monopolio. L'Italia e' l'unico paese avanzato a non aver adottato un piano di ripartizione delle frequenze nello spettro radiotelevisivo, aver ipotizzato una transizione al digitale lasciando le frequenze senza regole. Questo ha determinato un vero e proprio accaparramento con conseguenti squilibri rispetto al trattamento di altre bande di frequenze che, invece, sono o sottoposte a regole precise o, addirittura, messe all'asta dallo Stato causando l'esborso di centinaia di miliardi come e' accaduto per le licenze della telefonia UMTS. Servono regole trasparenti che impediscano il mantenimento degli attuali squilibri, operino per la fine dei monopoli, aprano a nuovi soggetti e all'utilizzo di nuove tecnologie, come nel caso della radiofonia digitale (DAB), facendo pagare il giusto a chi utilizza, per fare profitti, un bene comune come le frequenze''.

''Dove sono stati Maurizio Gasparri e Mario Landolfi in questi cinque anni?'': se lo chiedono l'on. Enzo Carra della Margherita e l'on. Giuseppe Giulietti dei Ds, che aggiungono: ''Ora che il nuovo ministro delle Comunicazioni insieme all'Authority per le Comunicazioni annuncia finalmente una 'operazione trasparenza' sulle frequenze televisive, i due esponenti della Cdl, che in questi anni nulla hanno fatto per porre un freno alla giungla delle frequenze, farebbero meglio a tacere''. ''Avere avallato nella scorsa legislatura il Far West televisivo - argomentano Carra e Giulietti in una nota - ha provocato infatti tra l'altro all'Italia pesanti contraccolpi a livello internazionale, ad esempio nella conferenza di Ginevra che si conclude in questi giorni. E' sorprendente dunque - concludono i parlamentari dell'Ulivo - che parli ora chi per tutto questo tempo ha taciuto sulla giungla delle frequenze televisive''.

''Stupisce che gli onorevoli Carra e Giulietti ignorino o fingano di ignorare che la compravendita delle frequenze e' stata introdotta dai governi ulivisti con la legge 66 del 2001''. E' la replica dell'on. Mario Landolfi (An). ''Ancor di piu' meraviglia il fatto che gli onorevoli Carra e Giulietti dimentichino o fingano di dimenticare - continua l'esponente di An - che tutte le acquisizioni delle frequenze sono state approvate dall'Agcom e dall'Antitrust. Spero, infine, che non ignorino che fino alla completa attuazione del piano digitale il 40 per cento di ogni multiplex deve essere messo a disposizione di terzi soggetti. Consiglio vivamente ai due colleghi parlamentari di dare una ripassatina alle leggi in materia radiotelevisiva'', conclude l'ex ministro delle Comunicazioni.

domenica, giugno 04, 2006

Indagine sulle ricaricabili

Nulla di nuovo da dire (qui spero di essere stato esaustivo) sulla vicenda dei costi di ricarica.

Mercoledì Agcom e Agcm apriranno una indagine congiunta: mi chiedo dove abbiano vissuto fino ad oggi, per scoprire solo adesso che sul nostro mercato vengono applicati costi di ricarica... non voglio credere che abbiano deciso di aprire un dossier sull'onda emozionale di una petizione.

venerdì, giugno 02, 2006

Il roaming che non scende...

I gestori mobili europei continuano a darsi da fare (in teoria) per evitare l'intervento dell'UE sulle tariffe di roaming. Hanno annunciato una diminuzione dei prezzi, in realtà assai ridotta: 45 cent/min da ottobre 2006 (perchè non subito? semplice: meglio il taglio dopo i "saccheggi" estivi sul credito dei turisti) e 36 cent/min da ottobre 2007.

Diversa la posizione di 3, che propone a tutti gli altri operatori un taglio più deciso: prezzo massimo di 25 cent/min per le chiamate in roaming all'ingrosso. Sembra però che ai concorrenti non interessi più di tanto...