Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

venerdì, marzo 31, 2006

Al via le nuove regole VoIP

[Internet e dintorni]
Se ne parla da qualche giorno, ma adesso è ufficiale: il Garante tlc ha pubblicato la delibera che rivoluziona le regole del VoIP.

Per chi volesse iniziare a leggere, qui c'è la delibera, qui l'allegato A e qui quello B.
Ne riparliamo tra qualche giorno :-)

Xfera come Ipse

[gestori]
Il gestore spagnolo Xfera potrebbe non riuscire a rispettare gli obblighi di copertura previsti dalla licenza UMTS. Il Governo iberico potrebbe revocare la licenza, una dinamica già vista in Italia con Ipse.

Identica a quella di Ipse anche la strategia di Xfera: blocco dello sviluppo rete, licenziamenti, ricerca di partner o acquirenti. Sperando che abbia un destino diverso da quello della società italiana.

Una spia da 50 dollari con FlexiSpy

[cellulari]
F-Secure l'ha catalogato come spyware, ma FlexiSpy è un software che deve essere installato, non si auto-invia nè contiene codice malizioso. Almeno secondo quanto dice il produttore Vervata, di Bangkok.

Questioni filosofiche a parte, FlexiSpy funziona sui cellulari Symbian serie 60 e invia una serie di dati (contenuto degli SMS, IMEI del cellulare, data ora numeri e nomi memorizzati in rubrica di ogni chiamata effettuata e ricevuta) al server Web messo in piedi da Vervata. Dati che sono ovviamente accessibili via Internet grazie a login e password.

Come pubblicizza il proprio prodotto Vervata? Facendo leva sul più antico desiderio umano: sapere chi chiama il proprio amato. Mogli e mariti spiati non hanno modo di saperlo, perchè Flexispi si nasconde tra i menù del telefono e non può essere rimosso dall'Application manager.

La prossima versione del software avrà anche la possibilità di attivare il microfono a distanza e tenere traccia delle e-mail che transitano sul cellulare dello spiato. Amanti di tutto il mondo unitevi e protestate!

Addio a Nokia N-Gage

[curiosità]
Nokia ha presentato alla Game Developers Forum una serie di novità per il mondo del mobile gaming. All'inizio del 2007 arriveranno i nuovi smartphone con grafica 3D e possibilità di far "girare" gli attuali titoli di N-Gage.

Nel parlare di queste novità su Cellulare-Magazine, ho aggiunto che nel 2007 sparirà N-Gage e mi sembrava di scoprire l'acqua calda. Già a novembre 2005 il responsabile strategia di Nokia aveva detto che l'N-Gage non aveva venduto abbastanza e dunque non ne sarebbe arrivata una nuova versione. Gli ulteriori annunci sull'uscita di una gamma di cellulari in grado di usare i giochi che girano oggi su N-Gage sono stati la classica ciliegina sulla torta.

Poche ore dopo la pubblicazione del pezzo, arriva via mail una replica di Nokia. La potete leggere al fondo del mio articolo. In sostanza, l'ufficio stampa di Nokia Italia (firmare con un nome ed un cognome pareva brutto?) conferma che Nokia N-Gage sparirà. Non può essere letta altrimenti la frase "le vendite della console, degli accessori e dei titoli continueranno per tutto il 2006", di certo l'aggiunta "e fino a che ci sarà richiesta da parte del mercato" non modifica lo status quo. N-Gage nel 2007 lascerà spazio agli smartphone, "casualmente" la richiesta da parte del mercato sarà tale da giustificare la mossa.

Chi non fosse ancora convinto, può continuare nella lettura del virgolettato. "La fase successiva del mobile gaming vedrà il lancio dei videogiochi ad alta qualità su smartphone di prossima generazione" e "l’azienda sta continuando ad investire in questo progetto preparando la strada alla next generation of mobile gaming a partire dal 2007”.

Qualcuno legge "N-Gage non sparirà nel 2007" o "la nuova versione di N-Gage uscirà nel 2007"? Io no. Eppure sarebbe stata la smentita più efficace possibile. Con giri di parole invece Nokia conferma che la prossima generazione di terminali per il gaming arriverà nel 2007, e saranno smartphone.

Include, cooperativa per l'ADSL ovunque

[Internet e dintorni]
Ieri è stata una giornata intensa e non ho avuto molto tempo per bloggare, ma oggi cerco di recuperare segnalando un gruppo di persone che insegue un sogno: ridurre il digital divide e portare la banda larga dove oggi non c'è.

Prima di parlare di Include, un piccolo aneddoto: un paio di anni or sono, un redattore di Striscia la notizia mi chiese indicazioni su persone o associazioni che si battessero contro il digital divide per un'intervista (da mandare in onda insieme ad un servizio su Alice ADSL di telecom Italia). Inutile dire che Striscia parlò con Anti Digital Divide :-)
(non li conoscevo personalmente, ma le motivazioni dietro l'associazione mi sembravano meritevoli e condivisibili... e poi sono piemontesi!)

Tornando ad Include: è un interessante progetto che prevede il coinvolgimento di più attori (utenti, pubblica amministrazione, provider) in una cooperativa che lavorerà per portare la banda larga dove oggi non arriva. Con 25 euro si compra una quota della coop, che funzionerà come gruppo di acquisto per la banda larga e i servizi informatici a valore aggiunto, provvederà a gestire il roaming sulle reti dei provider aderenti (anche per permettere il VoIp gratuito tra gli utenti Include) e potrà partecipare alle gare e ai bandi che le regioni e le province stanno emanando per ridurre il divario digitale.

Che dire? Un mega in bocca al lupo ai fondatori di ADD e a quelli di Include, sono certo che ce la faranno!

giovedì, marzo 30, 2006

I blog e il futuro dei giornali

[comunicazione]
Ancora una volta sull'argomento carta stampata e concorrenza di Web e blog. Stavolta ad approfondire è Anna Masera su La Stampa, chiedendosi se il blog ucciderà il giornalismo. A margine un'intervista a Paolo Mieli, che promuove il Web... a metà! E lascia almeno altri 50 anni di vita alla carta stampata.

Podcast portatile

[curiosità]
Gli amanti del podcast "ovunque&comunque" non potranno fare a meno di questo kit, composto da mixer, microfono con piedistallo e cuffia.

Si registra, si taglia, si mette sul Web.

Nella confezione, il software di registrazione Cubase LE e un secondo software per la creazione e gestione dei podcast. Alesis prepara la versione USB e quella Firewire.

[via Gizmodo]

Giucas, quando lo dirò io!

[Internet e dintorni]
Grazie alle mie doti di medium-sensitivo, riesco ad entrare nell'area riservata del sito di Giucas Casella senza pagare i 15 euro (per una settimana) che il buon Giucas vorrebbe riscuotere tramite 899.

Ho unito le mani (sulla tastiera) e inserito un numero di 20 cifre a caso. L'oracolo on line mi ha detto "Aspetta tempi migliori".

[via Mantellini]

Quarantadue (più 3)

[Internet e dintorni]
Recupera 3 posizioni rispetto all'anno scorso, questa Italietta che arranca, anche nel settore digitale . Il WEF ci piazza al 42esimo posto, davanti a Grecia e Lituania. E' vedere chi c'è davanti che dovrebbe far riflettere...

La statistica (non) è un'opinione

[comunicazione]

Apro il giornale e leggo: "Più incidenti e vittime con il bel tempo. Tre sinistri su quattro in Italia avvengono col cielo sereno. Meno con la pioggia, percentuali minime con la neve e la nebbia". I dati precisi di questa "ricerca" su Repubblica.

A leggere i pezzi non sembrano esserci dubbi: se c'è il sole ci sono più incidenti (il 76,8% del totale), più morti (72,3%) e più feriti (75,5%). Insomma, sembra proprio che viaggiare con la neve, la pioggia, la nebbia sia più sicuro.

Sicuri? Una delle (poche) cose che ricordo dell'esame di statistica - anzi, 'Metodi statistici, probabilistici e processi stocastici', M(PS)^2 in gergo - è la normalizzazione. Nel caso delle statistiche sugli incidenti, il calcolo delle percentuali tenendo conto dei giorni totali di sole e di quelli quelli di pioggia. E' banale: se ci sono 350 giorni di sole su 365, la maggior parte degli incidenti avverrà col sole.

La normalizzazione tiene conto di questo dato e "modifica" di conseguenza le percentuali. Se su 100 giorni di sole capitano 10 incidenti e su 100 giorni di pioggia 40, quale sarà la condizione più sicura per viaggiare? Banalmente il sole (10% di probabilità contro il 40%). Dalle statistiche pubblicate questo non risulta (sebbene il Corriere accenni la questione... ma il titolo non lascia dubbi sull'errore).

E' quasi come sostenere che l'auto sia più sicura dell'aereo perchè quando si vola e c'è un incidente, nel 99% dei casi non c'è scampo mentre in auto ci si salva quasi sempre. Ma tutti sanno che l'aereo è un mezzo di trasporto più sicuro dell'automobile. O meglio, lo sanno coloro che normalizzano i dati...

mercoledì, marzo 29, 2006

Caro roaming, UE Vs operatori

[Gestori]
Procede, tra i mugugni degli operatori, l'azione dell'Unione Europea per tagliare le tariffe di roaming. Entro il prossimo anno, i prezzi pagati per chiamare quando ci si trova all'estero dovrebbero essere più che dimezzati rispetto alle tariffe attuali: l'obiettivo di Viviane Reding è di avere prezzi identici alle chiamate nazionali tra due gestori differenti anche per le chiamate internazionali.

I gestori si difendono come possono, l'argomento è di basilare importanza perché una percentuale rilevante del fatturato (circa il 10%) arriva dal roaming internazionale. Fatturato pregiato, ovvero che garantisce ampi margini di guadagno (attorno al 90%) e che dunque i gestori non vogliono perdere.

In particolare i gestori meridionali non sono pronti a rinunciare, come invece gli omologhi settentrionali sarebbero disposti a fare, ai soldi del roaming portati dai milioni di turisti che nei mesi caldi "calano" in massa sull'Europa del Sud.

I prezzi applicati oggi alle chiamate in roaming non hanno senso dal punto di vista tecnico, come ho già spiegato.
Ancora meno senso, per lo meno dal punto di vista dei consumatori finali, hanno le dichiarazioni dei gestori mobili italiani.

Ieri Vodafone ha inviato un comunicato stampa in cui sostiene che i prezzi del roaming sono già scesi, grazie all'offerta Passport che permette di chiamare alle tariffe nazionali. Nella tarda serata di ieri, anche TIM - per non essere da meno - ha inviato il suo bravo comunicato stampa in cui sostiene che con Globe i clienti pagano in roaming le stesse tariffe nazionali.

Entrambi i gestori (Vodafone lo accenna, TIM nemmeno quello) si dimenticano di dire che al costo della normale chiamata, con Passport e Globe bisogna aggiungere 1 euro di costo fisso. Altro che 15cent/min, sessanta secondi costano 1,3 euro, 120 secondi 2,5 euro circa.

I prezzi del roaming sono già scesi, dicono TIM e Vodafone. Certo, è come se vi avessero fatto uno sconto di 10mila euro su un'auto il cui prezzo di listino è 500mila, e tra l'altro non li vale. Non c'è motivo tecnico per cui il roaming abbia costi così alti, il valore aggiunto del servizio non può essere fatto strapagare (concedo un 10% in più rispetto alle tariffe nazionali). E allora forza Europa, forza Viviane Reding!

martedì, marzo 28, 2006

Corriere Ecconomia e tlc

[comunicazioni]
Un bell'articolo di Mucchetti sul Corriere Economia riporta l'attenzione sul problema delle frequenze e del digitale terrestre. Per chi segue Telcoeye, non è una novità (20 marzo). Marco Bottigliero mi segnala anche questo articolo di Francesco Lener per .Com che aggiunge un ulteriore punto di vista, quello delle Tv locali: secondo l'articolo, le frequenze "restituite" sarebbero inutili alle piccole emittenti.
L'argomento frequenze è gettonato, ci tornerò quanto prima.

Intanto il Corriere Economia questa settimana decica ampio spazio alle tlc: non solo frequenze, ma anche approfondimenti su Wind con Rizzo, Segantini e Gaggi. Questo il sommarietto:
Allarme al telefono. L’intero settore delle telecomunicazioni attraversa un passaggio delicato, a partire da Wind: che ha appena vinto l’appalto per i telefonini di Stato ma, dopo la cessione all’egiziana Orascom di Naguib Sawiris, è in cerca di una strada e sconta i dubbi sulla privatizzazione. Comprese le domande sull’azionariato. È un’industria strategica, quella delle Tlc, che in Italia è stata lasciata senza una regia. Lo sostiene in un’intervista Maurizio Dècina, docente di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano. I nostri player stanno perdendo capacità offensiva, dice Dècina. Che avverte: «Mancano gli investimenti, rischiamo di restare indietro. Serve un grande progetto».

De Luca a La3

[gestori]
Sarà Massimo De Luca il direttore editoriale de La3, la televisione DVB-H di 3 che partità a giugno sui cellulari UMTS dell'operatore telefonico.

Dalla biografia Mediaset:
De Luca esordisce in ambiente giornalistico nel 1970 alla Gazzetta dello Sport, passando poi alla RAI nel 1976. Nel luglio 1992 si trasferisce a Mediaset in qualità di vicedirettore dei servizi sportivi. Conduce Domenica Stadio, L'Appello del Martedì, e gli speciali sui Mondiali di Calcio USA '94, Francia '98 e sugli Europei '96. Durante gli Europei 2000, si alterna ad Alberto Brandi nella conduzione di Studio Sport - Speciale Euro 2000, striscia quotidiana d'informazione in onda su Italia 1. Dal 1999 presenta Pressing Champions League.

lunedì, marzo 27, 2006

Wind Tuttoincluso con la sorpresa

[gestori]
Il 27 febbraio 2006, Wind ha deciso che l'offerta Tuttoincluso dovesse cambiare. I 150 minuti/mese gratuiti verso cellulari Wind, previsti per tutti i clienti Tuttoincluso fino al 31/3/2006, sono spariti. Chi ha sottoscritto l'offerta dal 27/2 in poi, non ha dunque diritto alle 2,5 ore di chiamate gratuite verso i telefonini arancioni.

La "mossa" di Wind ha poco senso dal punto di vista del marketing (chiamate da clienti Wind ULL a cellulari Wind non prevedono costi di interconnessione), ma ha ancora meno senso la sorpresa che il gestore propone nelle bollette dei clienti. Le chiamate gratuite sono infatti fatturate normalmente.

Nell'ultima fattura che ho ricevuto, le chiamate verso cellulari Wind non sono esenti da tariffazione. Personalmente il mio traffico da fisso a mobile è praticamente nullo (pago meno telefonando da cellulare e cellulare), quindi il danno è minimo. Eppure un euro a me e due euro a te, ripetuto per migliaia di clienti fa una bella sommetta, specie se pochi clienti hanno l'abitudine di analizzare il dettaglio chiamate, controllare se gli addebiti sono corretti e contestare le eventuali anomalie. Bisogna perdere tempo, per pochi euro molti utenti preferiscono lasciar perdere.

Il 155 suggerisce di "pagare e poi chiedere eventualmente il rimborso", io invece suggerisco un approccio diverso:
- non pagare gli importi non dovuti, lo prevede la legge. Basta una calcolatrice per avere l'importo corretto, al netto degli addebiti errati.
- segnalare l'anomalia ad Agcom ed eventualmente al Corecom: più segnalazioni arrivano, più è probabile che qualcuno prenda a cuore la faccenda.

Robocop e gli occhiali wireless

[curiosità]

Questi occhiali myvu di MicroOptical potrebbero arrivare anche sul mercato dei telefonini. Quando li ho visti e provati per la prima volta, con la mente sono tornato al 2004 (se la memoria non m'inganna) quando una pubblicità Visa mostrava due persone intente a guardare un film nel deserto grazie a visori simili.
Il modello con filo si collega ad una qualsiasi sorgente video tramite uscita tv-out, di cui parecchi modelli Samsung e Sharp sono dotati.

Per la versione wireless bisognerà aspettare il prossimo anno, ma sono pronto a scommettere che - risolti i problemi di autonomia (il vero tallone d'achille attuale) - in futuro ci saranno visori con DVB-H integrato e diavolerie simili.

domenica, marzo 26, 2006

La finestrella del MotoGP

[comunicazione]
Parte la stagione motociclistica e gli appassionati trovano una novità: durante le pause pubblicitarie, ci sarà una finestrella con le immagini della gara. Senza la voce di Meda e Reggiani, ma meglio di nulla.

Magnanimità Mediaset? A mio parere no, piuttosto la finestrella è figlia di una delibera del Garante tlc, che recepisce una direttiva europea. Questa delibera dell'Agcom è stata modificata nel 2004 (Gazzetta Ufficiale n°196). L'attuale articolo 4 comma 5 recita: "Nella trasmissione di eventi sportivi, la pubblicità e gli spot di televendita possono essere inseriti negli intervalli previsti dal regolamento ufficiale della competizione sportiva in corso di trasmissione o negli arresti di gioco suscettibili di essere aggiunti alla durata regolamentare del tempo, ove l'inserimento del messaggio pubblicitario non interrompa l'azione sportiva, e sempre che per le partite di calcio, in applicazione della disposizione di cui al comma 1, gli spot pubblicitari e di televendita isolati siano in numero non superiore a sei nei tempi regolamentari"

Il comma è stato modificato dalle delibere dell'Autorità n. 250/04/CSP (Articolo 1: All’articolo 4, comma 5, le parole: "o nelle sue pause", sono sostituite dalle seguenti: "o negli arresti di gioco suscettibili di essere aggiunti alla durata regolamentare del tempo) e n. 105/05/CSP, che dal 24 agosto 2005 dà 60 giorni di tempo per attuare le modifiche.

In sintesi, dal 24 ottobre 2005 non si può trasmettere pubblicità durante gli eventi sportivi, a meno che non sia previsto dal regolamento ufficiale della gara. Pubblicità libera anche durante i supplementari, purchè non si interrompa l'azione e purchè nei tempi regolamentari non ci siano più di 6 interruzioni. Per la finestrella durante MotoGP, probabilmente è il caso di ringraziare l'UE ed il Garante.

venerdì, marzo 24, 2006

PayPal Mobile, dal T2P al T2B

[cellulari]
Meno di due mesi dall'annuncio di ricerca personale che aveva svelato le mire espansionistiche di PayPal sul mercato mobile. USA, Canada e UK stanno per assaggiare il servizio di PayPal Mobile, il pagamento via cellulare.

Si registra il proprio numero di telefono, si riceve un PIN dispositivo, si ricarica il proprio conto PayPal nella maniera classica (carta di credito o bonifico). Pronti e via, il text to pay (T2P) è servito: un SMS con PIN, importo da pagare e numero di conto (Paypal, ovvio) del destinatario. Chi preferisce può usare l'IVR (la guida vocale) chiamando un apposito numero.
Entro fine anno, è probabile che Paypal arrivi in tutti e 55 Paesi in cui è presente. Dal brick al click, dal pagamento hard a quello soft. Il mercato potenziale è enorme e certamente Ebay può contare su una partenza rapida grazie alle aste on line e al VoIP di Skype.

Il secondo passo
della strategia mobile? Il text to buy (T2B). Non aspettare che l'utente decida di pagare un servizio, ma proporgli un acquisto con un SMS. Nel messaggio ricevuto, l'indicazione del prodotto e del prezzo. Un messaggino per rispondere et voilà, pagamento effettuato e prodotto consegnato direttamente a casa, all'indirizzo indicato su Paypal.

Certamente interessante, con due pericoli-ostacoli:
- le commissioni applicate da Paypal, oggi sono un salasso (tanto per fare un esempio, chi vende un oggetto da 500 euro su Ebay e accetta pagamento via Paypal rischia di pagare 30-40 euro in commissioni varie)
- le frodi, categoria che va dal "semplice" furto del PIN (e sono soldi che volano via) allo spam mobile (e sono decine di SMS che propongono di tutto e di più).

Fusione Tele2 - Telecom Italia

[gestori]
La decisione dell'Agcom di unificare la bolletta telefonica (l'utente anche se usa 10 gestori diversi, riceve un solo documento) ha dato nuovo "materiale di lavoro" per le società di telemarketing.

Ilaria: "Ho ricevuto una strana telefonata da Tele2. Mi hanno detto che si sono fusi con Telecom e che accettando la loro offerta risparmio il cinquanta per cento dei costi, e la bolletta resta la stessa, solo che oltre Telecom, ci sarà la dicitura Telecom-Tele2.Ho chiamato il 187 e mi hanno detto che non la Telecom Italia non si è fusa proprio con nessuno e che Tele2 sono loro concorrenti".

Ipotizzo che le "fusioni" (fasulle) saranno parecchie e i clienti che ci cascano anche. Finchè gli operatori di telemarketing saranno pagati per ogni contratto attivato e non ad ore, la musica non cambierà.

giovedì, marzo 23, 2006

Canone Telecom illeggitimo?

[gestori]
Leggete questo comunicato del Codacons, che illustra una curiosa sentenza del Giudice di Pace di Torre Annunziata secondo cui il canone Telecom Italia sarebbe illegittimo . A me sembra eccessivamente ottimista, ed il GdP non fa giurisprudenza. Che ne pensate?

La carta stampata non morirà, cambierà

[comunicazioni]
Vittorio Zambardino segnala un'interessante intervista dell'Indipendent a Rupert Murdoch. "I giornali cartacei non moriranno, ma cambieranno" dice il magnate dei media. Non vi tedio oltre, la mia opinione sul futuro dei media tradizionali l'ho espressa nei giorni scorsi.

mercoledì, marzo 22, 2006

Pappagallo wireless

[curiosità]

Due casse da 60 Watt (digitale classe D) per questo impianto stereo Bluetooth di Parrot. Costa 360 euro e permette di collegare senza fili cellulari, MP3, PDA, computer (con dongle Bluetooth, ovvio) con profilo A2DP.

C'è anche un ingresso RCA per collegare fonti sonore "classiche" come il vecchio amplificatore o il lettore CD. nella confezione, il software di equalizzazione da installare sul Pc.

Parrot ha presentato anche una cornice Bluetooth per vedere le foto (scattate con il cellulare e trasferite alla memoria della cornice) ed un auricolare Bluetooth da 14 grammi ideale per gli automobilisti. Ha una base che si attacca alla presa da 12V dell'auto, si innesta sulla base e quando arriva una chiamata, squilla grazie ad un mini-altoparlante.

3 guarda avanti

[gestori]
Si possono trovare n-mila difetti a 3, l'operatore che basa il proprio business globale sulla telefonia mobile di terza generazione. E' però certamente vero che la società del Gruppo Hutchison è sempre un passo avanti ai concorrenti in termini di strategie e tecnologie future.

Due gli accordi che lo dimostrano: quello con Skype e quello con Microsoft.

Il primo porterà il client VoIP sui videofonini 3: prevedo una tariffa dati flat con canone mensile fisso, sono curioso di vedere come si comporta Skype su reti ad alta latenza come quella UMTS. Anche se probabilmente Skype sarà usato su rete HSDPA, che ha tempi di risposta decisamente inferiori. (In attesa di Skype, una flat 3 che usa il VoIP per le chiamate internazionali via cellulare c'è già)

Il secondo permetterà di usare la posta di Hotmail (230 milioni di account attivi) e l'Instant Messaging di MSN Messenger (205 milioni di utenti) sui videofonini 3. In due modi: scaricando un client sul telefono oppure passando dal Mobile Portal, "vestito" con il look&feel di MSN. Windows Live Hotmail e Windows Live Messenger arriveranno a fine 2006.

In Italia, è probabile che entrambi i servizi arrivino nella seconda metà dell'anno: adesso gli sforzi sono concentrati su DVB-H e HSDPA.

martedì, marzo 21, 2006

L'Ofcom dà il via libera a British Telecom

[telefonia fissa]
Ne parlavo giusto pochi giorni fa: il Regno Unito e il suo garante (l'Ofcom) come esempio di liberalizzazione riuscita del mercato tlc. Ofcom ha vigilato per 22 anni (ovvero dal passaggio "monopolio BT-libero mercato" ad oggi) sui prezzi del canone e delle chiamate praticati dall'ex monopolista. Poi ha diviso in due BT: una divisione wholesale che vende servizi tlc ad altri gestori ed alla propria "sorella" BT Retail.

Tutti sullo stesso piano e... vinca il migliore. I numeri danno ragione all'Authority britannica, basti pensare che nel solo mercato ADSL BT aveva lo scorso anno meno del 25% del mercato (Telecom in Italia superava il 70%).

La liberalizzazione è stata così efficace che ora l'Ofcom si autocandida per l'esclusione: poichè c'è concorrenza e il mercato è cambiato grazie anche alle nuove tecnologie (una su tutte, il VoIP), non è più necessario imporre i prezzi a BT. Dal 1 agosto basterà vigilare per un paio d'anni, giusto per controllare che BT non si lasci prendere la mano.

Lg al cioccolato

[cellulari]
Il lancio in Corea è avvenuto con inviti "al cioccolato" durante San Valentino. Quattromila pezzi venduti il primo giorno, oltre 300mila (il 7% del mercato) fino ad oggi. E' LG Chocolate, la nuova serie di cellulari premium che arriverà anche in Europa il 3 maggio.

Il primo Chocolate è un cellulare con meccanismo slide, spessore inferiore ai 15 mm, display LCD 2 pollici, touch pad retroilluminato. Ma soprattutto un design che, per lo meno in Asia, ha conquistato gli utenti. Il prezzo è ancora sconosciuto.

lunedì, marzo 20, 2006

Super-Alice ADSL arriva a maggio

[Internet e dintorni]
Come anticipato, Telecom Italia sta per offrire Alice con 20 Mbps in download e 384 Kbps in uplink. Ne parlano un po' tutti, anche se pochi sottolineano la scarsa copertura iniziale che avrà l'offerta, l'impossibilità di andare a 20 Mbps se si è distanti dalla centrale, la mancanza di una velocità decente in uplink (384 Kbps sono degni di un'ADSL da 640 Kbps, non da 20 Megabit).

Nelle ultime ore, un'ulteriore tegola: l'offerta commerciale non potrà arrivare prima di maggio, come spiega Giulio Boresa di MyTech. Telecom Italia deve permettere ai concorrenti di replicare l'offerta, rendendola disponibile all'ingrosso 30 giorni prima del lancio commerciale. Non l'aveva fatto, l'Agcom l'ha richiamata all'ordine e Telecom Italia ha presentato l'offerta all'ingrosso (27,10 euro + iva?) il 17 marzo con decorrenza 17 aprile. Ergo, non potrà lanciare Alice prima del 17 maggio, sempre che nel frattempo Agcom abbia ritenuto equa l'offerta wholesale di TI.

Parla.it non parla più francese

[telefonia fissa]
Strano silenzio attorno alla vicenda di Parla.it, la società italiana con la quale France Telecom aveva debuttato nel 2004 in Italia. Dopo meno di due anni (e solo 5mila clienti VoIP), France Telecom abbandona il mercato italiano e cede Parla.it a Digital Television. Sulla stampa on line poco o nulla... peccato, perchè l'addio all'Italia di France Telecom dovrebbe fare un po' più di rumore.

Mediaset e lo shopping delle frequenze

[comunicazione]
Se mai qualcuno avesse avuto dubbi sul duopolio Rai-Mediaset (anche sui cellulari), due articoli dell'Espresso e di .Com ricordano dello shopping sfrenato del Biscione. Accumula frequenze (è al 44%), in futuro potrebbe non esserci Gasparri alle Comunicazioni...

Remo de Vincenzo per .Com:
"UN PASTROCCHIO ALL’ITALIANA, groviglio di tralicci, antenne e ripetitori.

L'Assalto dell’Etere” ha un unico vincitore: Cologno superstar & superpartes, che ormai, nell’insipienza di tutti (Autorities in testa) ha il controllo del 44,4% delle frequenze tv. Mizziga! Si tratta praticamente della metà dell’etere italico! Mediaset, nella distrazione totale, s’è impossessata del sistema nervoso della tv (vedi .Com dell’11 marzo scorso).

Nel centrosinistra s’è alzata una un’unica “voce nel deserto”. Quella di Carlo Rognoni, consigliere Rai in quota Ds: “Bisognerà mettere dei limiti antitrust nelle capacità trasmissive”. Forse lo stesso giornalista diessino non ricorda che esiste già un Piano Nazionale Assegnazione Frequenze,bello apparecchiato sul tavolo dell’Authority da più di tre anni.

Uno strumento con cui si potrebbe mettere finalmente ordine all’intricata matassa. E’ lì, già pronto all’uso, frutto di un progetto iniziato già ai tempi della Legge Maccanico, con l’intenzione di liberare un po’ di spazio. Rai e Mediaset dovrebbero così rinunciare ad una bella fetta del loro etere, passando dai 1.600 ripetitori utilizzati per diffondere i loro canali, a poco meno di 500 tralicci per rete, più che sufficienti per coprire l’intero territorio nazionale in un sistema ordinato ed efficiente. E da questo riordino, lo Stato potrebbe addirittura recuperare risorse, magari mettendo all’asta (come avviene in tutto il resto del mondo civile) le frequenze dismesse dai vari network.

Ma il tutto s’arenò sulle aride dune della famigerata Legge Gasparri, “deus ex machina” che ha congelato qualsiasi forma di regolamentazione VERA, “tanto c’è il Dtt alleporte, che senso c’ha ‘sto PNAF? Sembra una pernacchia..”. Adesso per il centrosinistra (se vincerà..) sarà complicato gestire il tutto. Anche perché come faranno a convinceregli operatori? Saranno disposti a rinunciare al valore delle proprie frequenze? Magari in cambio di qualche ricca contropartita, come la possibilità di continuare ad occupare quelle stesse frequenze.

Possibilmente con altri servizi futuribili, dal DVB-H all’Alta Definizione, in grado di assicurare crescita e prosperità ai propri affari. Comunqueil PNAF è lì, “a esposizione”, basta spolverarlo.

La bolletta americana

[curiosità]
L’uso dei cellulari “pesa” sulla bolletta telefonica delle aziende per circa un terzo della spesa totale. Lo rivela una ricerca condotta negli Stati Uniti da Insight Research, secondo cui nel 2005 su 100 euro spesi in servizi telefonici, poco meno di un terzo è riconducibile a servizi di telefonia mobile.

La bolletta globale delle aziende americane ha sfiorato nel 2005 i 132 miliardi di dollari, cifra destinata a raggioungere i 150 miliardi entro il 2010. Tra le aziende che spendono di più in comunicazioni wireless, quelle operanti nei settori assicurativo, finanziario, trasporti, salute e immobiliare.

domenica, marzo 19, 2006

La guerra fisso-mobile è in casa

[gestori]
Non è per strada, ma in casa e in ufficio che si fanno più chiamate col cellulare: secondo alcuni studi, addirittura il 70% delle telefonate sul cellulare avviene dove c'è anche una linea fissa.

Per i gestori di telefonia fissa è tutto traffico perso a favore dei gestori mobili. Per questi ultimi, è la dimostrazione che la sostituzione fisso-mobile (FMS) può essere accelerata con tariffe ad hoc.

In questo pezzo per WeekIt, le strategie dei gestori fissi (e le risposte dei gestori mobili).

sabato, marzo 18, 2006

Ruggiero a 311 km/h (l'ADSL Alice è più lenta)

[curiosità]
Dal Corriere: "Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia, è stato fermato l'11 marzo dalla Polstrada mentre viaggiava a 311 all'ora al volante di una Porsche Carrera sulla A26, in provincia di Novara. All'alt degli agenti il top manager ha frenato, fermandosi dopo alcune decine di metri. "La stavo provando" si è giustificato, ammettendo le proprie responsabilità. Sono scattati il ritiro della patente e il sequestro dell'auto".

Trecentoundici chilometri l'ora, niente male. Di certo è più veloce dell'ADSL Alice, che dal 17 aprile 2006 passerà a 20 Megabit per secondo. Su 187.it si legge: "L'offerta prevede accesso Internet senza limiti in tecnologia ADSL2+ convelocità fino a 20 Mbps in download e fino a 384 Kbps in upload (*), al costo mensile di 36.95 Euro, IVA inclusa. L'offerta sarà disponibile per clienti Telecom Italia residenziali, con contratto di categoria "B" e "C", ovvero RTG e ISDN residenziali. Il servizio Alice 20 Mega sarà disponibile su un sottoinsieme delle centrali attualmente raggiunte da Alice ADSL; sul sito http://www.alice.it/ sarà possibile verificare la disponibilità del servizio per la linea telefonica di interesse".

Dunque:
- è disponibile solo in alcune centrali, ma sapere quali (o la % di copertura) è impossibile.
- come sempre la velocità di navigazione non è garantita
- a più di 1-1,5 Km dalla centrale, è impossibile - per limiti tecnici - arrivare a tale velocità.

venerdì, marzo 17, 2006

UWB? Non è nuovo...

[cellulari]
Leggo che Samsung ha presentato una "nuova tecnologia di connessione per telefoni cellulari", l'Ultra Wide Band. Nuova?

Le specifiche UWB sono del 2004, ricordo che nel novembre 2003 (quasi 3 anni fa) Motorola ha acquisito XtremeSpectrum, società specializzata in soluzioni UWB (il via della Federal Communications Commission risale al giugno 2002). Nel maggio 2004, Haier Corporation e Freescale Semiconductor (Motorola), hanno mostrato un collegamento UWB tra un televisore al plasma e una video camera. Nel settembre 2005, l'Ofcom ha chiesto all'Unione Europea di definire regole e standard inviando al CEPT (European Conference of Postal and Telecoms Administrators) un documento formale.

Forse è nuovo il cellulare, ma la tecnologia non mi sembra propriamente una novità...

Telecom e le gambe corte

[gestori]
A volte mi chiedo come sia possibile avere tanta faccia tosta. Alessandro (via Mantellini) segnala l'incredibile affermazione di Telecom Italia a proposito di scorporo. Da più parti (e da più anni) si chiede che Telecom Italia sia separata in due divisioni, una che gestisca la rete, la'ltra che venda a tutti gli operatori i servizi: una garanzia di trasparenza e un incentivo alla concorrenza.

Riccardo Perissich, presidente di Telecom Italia Media e componente del consiglio direttivo della Confindustria, dichiara: "Assoluta follia è l'idea dello scorporo della rete dai servizi che ogni tanto un grillo parlante tira fuori solo in Italia: è una colossale sciocchezza tanto è vero che nessun Paese di nessun continente lo ha seriamente prospettato".

Come dice Mantellini, qualcuno avvisi l'Ofcom e British Telecom...

giovedì, marzo 16, 2006

Per Vodafone 10 milioni di clienti UMTS

[gestori]
Vodafone ha raggiunto i dieci milioni di terminali UMTS.
Vodafone Italia e' il primo operatore all'interno delGruppo con oltre 2,7 milioni (datacard e cellulari).

Domani ne leggeremo un po' su tutti i giornali, ma... sono davvero dati di cui andare orgogliosi? E' un 10% rispetto al totale dei clienti e aumenta velocemente solo anche perchè l'offerta di cellulari GPRS scende. Non certo perchè gli utenti impazziscono per videotelefonia et similia.

mercoledì, marzo 15, 2006

Il futuro dei media tradizionali

[comunicazione]
"Così, i media diventano come fast food: la gente li consumerà in movimento, guarderà le notizie, lo sport e le clip di film mentre è in viaggio da e verso il lavoro, sui telefonini e i dispositivi wireless come la Psp della Sony PSP, o altri già testati dalla nostre società satellitari. Anche i giornali si dovranno adattare alle richieste dei lettori, che vogliono notizie e sport su una varietà di piattaforme: siti Web, iPod, telefonini e computer portatili".

Lo ha detto Rupert Murdoch, il magnate di News Corp, secondo cui i media tradizionali devono adattarsi alle nuove forme di comunicazione, se vogliono sopravvivere. Il vecchio modello di business (quello dei quotidiani, per intenderci) ha un futuro incerto, e Murdoch non è l'unico a sostenerlo.

Molti vedono un futuro digitale (attraverso blog, siti Web o tramite contenuti on demand inviati nell'etere) per l'informazione, con i giornali a rappresentare un corollario, un approfondimento ragionato per le notizie fornite sui nuovi media.

La metafora dei media come fast food è davvero azzeccata, non tanto per la modalità di fruizione "on the go" dei contenuti, quanto per la "tipologia di pasto": più veloce, più superficiale, più economico, più "popolare" e dunque più diffuso.

Il pensiero va al McDonald's, il più famoso dei fast food. Lo trovi ovunque, è economico, ha un menù che soddisfa più o meno chiunque. La qualità? Non ho mai sentito nessuno dire che è meglio un hamburger di una fiorentina, eppure di gente che mangia da Mc Donald's è pieno il mondo.

Rimanendo al culinario, si può anche azzardare un parallelo tra la free press (quei giornalini gratuiti che si pescano in metropolitana e stazione) e gli assaggini gratuiti che si vedono sul bancone del supermercato. Cibo a volte buono a volte meno, ma comunque mai in grado di soddisfare la fame.

Penso allora che Murdoch abbia ragione quando dice che il modello di business classico debba adattarsi alle nuove tecnologie e alle richieste dei lettori, ma penso anche che i media tradizionali abbiano un futuro. E lo dice una persona che da ormai 6 anni scrive prevalentemente su testate on line, con qualche incursione nel mondo della carta stampata.

I McDonald's sono pieni, gli assaggini gratuiti sul bancone del supermercato hanno successo, ma anche nei ristoranti di qualità - dove non ci sono né hamburger con patate fritte né assaggini gratuiti - trovare un tavolo libero può essere difficile.

martedì, marzo 14, 2006

Motorola V3 Pink che si spegne

[cellulari]
Cingular Wireless e T-Mobile USA hanno sospeso le vendite del Motorola V3 negli Stati Uniti. Un lotto di cellulari supersottili era infatti difettoso e faceva cadere la linea durante la chiamata. Il problema è stato prontamente risolto da Motorola (non così facile rimediare invece al danno di immagine) e dalla prossima settimana, nei negozi dei due gestori mobili americani tornerà il V3 funzionante.

Tutto bene quel finisce bene, ma in Europa? Motorola non rilascia ufficialmente dichiarazioni, ma una partita di RAZR difettosi sarebbe presente anche nel Vecchio Continente. In particolare, il difetto della caduta di linea potrebbe verificarsi sul Motorola RAZR in colore rosa.

Nel lotto di produzione dei V3 Pink (non è l'unico "colore" che presenta problemi, semplicemente sono i primi lotti prodotti) è stato infatti utilizzato un componente hardware difettoso, che fa cadere la linea quando il cellulare è sulla rete GSM a 1800 MHz (è come se venisse chiuso il flip del telefono, senza che questo accada davvero... e la linea cade). La soluzione è stata immediatamente implementata: un aggiornamento firmware che aggira il problema e riporta tutto alla normalità.

Quando e se incontrerete amici col nuovo RAZR V3 (specie se Pink), consigliate loro di fare un salto all'assistenza Motorola, che aggiornerà gratuitamente in 24-48 ore il software eliminando qualsiasi incoveniente.

Teleconomy funziona di nuovo... per ora!

[Internet e dintorni]
E' terminati pochi minuti fa il down che ha colpito, dalla mezzanotte di ieri, la flat Internet analogica di Telecom Italia. Gli utenti Teleconomy non sono riusciti per quasi dodici ore a navigare, un problema esteso a tutta Italia.

E' un esordio sfortunato, quello di Teleconomy: dopo le polemiche relative al cambio numero e le frequenti disconnessioni lamentate da qualche cliente, il down generalizzato di ieri.

Gli schiavi elettronici

[comunicazione]
Pierluigi Tolardo segnala sempre libri interessanti e anche questa volta il titolo è promettente: "Call Center - Gli schiavi elettronici della New Economy". Un libro, edito da Fratelli Frilli a 10 euro, in cui l'autore Claudio Cugusi analizza la situazione dei call center in Italia.

"È stato doloroso scoprire, dopo aver superato un muro di vergogna, il senso di frustrazione e di inutilità sociale che colpisce ragazzi dai sogni traditi e casalinghe costrette ad arrotondare al telefono... in cambio, salvo eccezioni, tutti devono comprare contratti a ritmi serrati, e dichiarare di averlo fatto anche se non è vero, se sono addetti alla vendita. Devono far cadere la linea quando il dialogo con il cliente si fa lungo, se sono addetti all'assistenza. Devono trattenere il cliente con ogni scusa o lasciarlo in attesa prima di dargli le informazioni richieste, se la chiamata non è a carico del call center ma vale invece cinque euro e più. Ce n'è abbastanza per riflettere e cambiare strada anche se è già tardi".

Cambiare strada è un obiettivo di tutto rispetto, alla portata solo se il cambiamento coinvolge tutto il sistema e non solo gli utenti. Dovrebbero cambiare le società che usano i call center, le società che gestiscono i call center, dovrebbe cambiare la disciplina del lavoro che permette di pagare queste persone 5 euro l'ora, dovrebbe cambiare la legge. Utopia? Per quello che vedo e sento nell'ambiente, sì.

lunedì, marzo 13, 2006

Cambia il timoniere di Motorola Italia

[cellulari]

Per un Roberto che se ne va, un altro che arriva. Massimo Gotti prende il posto di Roberto Rossi alla guida di Motorola Italia, diventando presidente, amministratore delegato e country manager.

Gotti ha iniziato in Italtel, poi Prodel (Finmeccanica), poi 13 anni di Motorola Italia e infine Nokia, di cui era Presidente della sede italiana. Ora il ritorno in Motorola.

L'addio di Rossi era nell'aria: dopo aver gentilmente declinato per motivi familiari l'offerta di diventare capo Motorola Europe, il manager ha anticipato i tempi del proprio addio. A giorni l'annuncio della nuova destinazione.

venerdì, marzo 10, 2006

Al freddo CeBIT

[cellulari]
Valigia quasi pronta per questa rapida (e spero indolore, visto il tempo inclemente che imperversa su Hannover) visita al CeBIT 2006.

Credo che una delle prime visite sarà dedicata - ovviamente - ai produttori di cellulari, questo Samsung con fotocamera da 10 MPixel mi incuriosisce non poco. Anche se forse definire telefonino questa "fotocamera che telefona" è esagerato...

Prefisso 0 per il VoIP, 5 per i "nomadici"

[Telefonia fissa]
Arriva, tra i primi Paesi europei, la disciplina organica per i servizi VoIP. Il Garante tlc ha deciso che per i servizi geografici VoIP viene mantenuta la numerazione con prefisso 0, mentre per i servizi di comunicazione vocale “nomadici” viene introdotta una nuova numerazione con prefisso 5.

I servizi “nomadici” consentiranno di telefonare e ricevere telefonate utilizzando la rete Internet, a prescindere dal luogo in cui ci si trova, con lo stesso numero. Il numero Enum è un DNS, cioè una sequenza di numeri che può identificare un qualsiasi servizio IP (web, mail, VoIP, ...). Il Garante ha deciso che i nuovi servizi di comunicazione vocale “nomadici” dovranno consentire le chiamate ai numeri di emergenza.

Anche per le nuove numerazioni gli utenti avranno il diritto alla portabilità del numero in caso di cambio dell’operatore e potranno essere inclusi negli elenchi telefonici generali.

L’Autorità ha, infine, deciso di avviare un approfondimento tecnico per rendere interoperabili i diversi servizi di comunicazione vocale.