martedì, gennaio 31, 2006
lunedì, gennaio 30, 2006
Wind riprende a comunicare
Il "vuoto" di comunicazione accusato da Wind dopo l'addio di Giovanni Di Giovanni sembra risolto con l'arrivo di Fabrizio Grassi: il gestore arancione ricomincia a comunicare e lo fa con Repubblica.
Due gli articoli di Affari&Finanza di oggi: Stefano Carli si cimenta con un pezzo dal titolo "Sawiris rimette in movimento Wind: dopo il primo utile ora parte l’Umts". Dopo aver letto le prime righe ("Ci vorrà ancora qualche settimana per avere le idee più chiare su Wind e sui piani di Naguib Sawiris: le settimane che mancano alla definizione del primo business plan del dopo Enel") mi sono fermato con il dubbio che si trattasse di un pezzo-spot. In effetti la notizia sul futuro di Wind è che la notizia non c'è ancora.
Il dubbio si è fatto più forte quando mi è caduto l'occhio sul secondo pezzo di Carli: una carrellata-spot di nuovi servizi Wind i-mode, che dovrebbero arrivare con le 3G però non hanno ancora un prezzo. E la notizia dov'è? Probabilmente che è arrivato Grassi in Wind e si vede... su La Repubblica :-)
Mi sono consolato con la lettura dell'interessante articolo di Adriano Bonafede sulla quotazione in Borsa di 3. Perchè, dopo il rinvio di fine 2005, la società ha così fretta di arrivare alla quotazione entro il 15 febbraio? Perchè pare che i conti del Q4 2005 siano meno brillanti di quelli relativi al trimestre precedente e "superata la fatidica data del 15 febbraio diventa necessario per la società guidata da Vincenzo Novari presentare anche i dati del quarto trimestre del 2005, cosa che finora era stato possibile evitare".
San Giorgio a Wi-Fi
La Città di San Giorgio a Cremano ha deciso: il Wi-Fi (e la fibra ottica) per offrire la connessione Web a 60mila cittadini e 2mila imprese, con la collaborazione (o per meglio dire, il lavoro retribuito) di Telecom Italia.
Entro fine anno la città sarà cablata e la copertura raggiungerà il 100% della popolazione. Non capisco perchè nel comunicato stampa si accenni solamente al fattore costo: per ora accedere alla rete wireless è gratis, ma si legge tra le righe che gli hot spost sono predisposti per il billing.
Non sarebbe meglio dire subito che i cittadini pagheranno per avere Internet a casa, al lavoro, per strada? Non ci vedo nulla di male...
sabato, gennaio 28, 2006
No, non accadrà nel 2006
La controcopertina di WeekIt di questa settimana è dedicata alle previsioni tecnologiche per il 2006. Cosa non accadrà nel 2006?
È il classico gioco d’inizio anno: stilare un bilancio del passato e fare previsioni sull’anno che arriva. Quando si parla di nuove tecnologie, però, l’entusiasmo s’annebbia e il pensiero va a tutto quello che era stato promesso e non arriverà mai. Rovesciamo allora il gioco. Telematica, semiconduttori, comunicazioni wireless: quali tecnologie non arriveranno nel 2006? A tentare la previsione è Abi Research.
Qui il mio articolo completo per la rivista, recentemente rinnovata nella grafica e nel formato.
venerdì, gennaio 27, 2006
Il Garante stoppa gli MVNO
Il Garante tlc ha concluso l'analisi del mercato numero 15, stabilendo che il mercato è sostanzialmente concorrenziale (sic) e quindi per ora non c'è bisogno di obbligare TIM, Vodafone, Wind e 3 ad affittare le reti per permettere l'ingresso di operatori mobili virtuali.
Tele2, Fastweb, Albacom hanno più volte detto che sarebbero interessate a fare gli MVNO, ovvero vendere servizi di telefonia mobile con sim proprie, servizi propri, e reti affittate. Il Garante nega questa possibilità, anche se riconosce che il mercato sarebbe più concorrenziale (cioè con prezzi più bassi) se ci fossero gli MVNO (Mobile Virtual Network Operator). Per non far sprofondare i potenziali operatori virtuali in depressione, lancia un segnale: il monitoraggio del mercato.
Come dire: per ora niente MVNO, ma se nel 2006-2007 non ci saranno accordi commerciali in tal senso, arriverà una legge ad hoc per obbligare gli attuali operatori ad aprire le proprie reti.
La Tv Digitale su Smartphone Magazine

Sul numero di Smartphone Magazine in arrivo in questi giorni nelle edicole, un mio speciale di 10 pagine dedicato alla Mobile TV, con particolare attenzione al DVB-H in arrivo sul mercato italiano.
"Il telefono cellulare e la televisione, o meglio la televisione sul telefono cellulare. Un binomio che pochi anni fa sarebbe stato impossibile e su cui ora puntano in molti, dai gestori di telefonia mobile alle emittenti, dai produttori di apparati alle aziende di telefonia fissa. Facile capire perché: il telefonino è ormai una commodity, al pari di molti elettrodomestici che popolano le nostre case. L’utente compra il cellulare non per il valore aggiunto, ma per i contenuti. La penetrazione ha superato il 100%, cioè ogni italiano ha (almeno) un telefonino. E lo porta sempre con sé."
Wind Tuttoincluso passa al VoIP?
Qui non c'è più, qui c'è ancora. Parlo di Tuttoincluso, l'offerta ULL Wind che permette di telefonare verso i telefoni fissi italiani senza limiti, pagando 39,95 euro/mese (in questa cifra è inclusa l'ADSL flat a 4 Mbps teorici e 150 minuti di chiamate verso cellulari Wind).
Pare che il gestore arancione stia per dire addio alla propria offerta flat, per lo meno come la conosciamo oggi: Tuttoincluso dovrebbe passare al Web, ovvero trasformarsi una offerta VoIP.
Dovrebbe rimanere immutato il prezzo, ma quello che preoccupa è la qualità della fonia: nelle ultime settimane si sono moltiplicate le lamentele per la velocità (in continuo calo) dell'ADSL di Libero. Per chiamare via Web senza problemi serve banda... l'ADSL di Libero può garantirne abbastanza per le chiamate voce?
giovedì, gennaio 26, 2006
Un'Opera (d'arte) Mini

I test autunnali sono stati positivi e Opera ha quindi rilasciato ufficialmente Opera Mini. Si tratta di un browser Internet gratuito destinato ai cellulari. No, non ai potenti smartphone con sistema operativo Symbian o Windows, ma per qualsiasi cellulare Java.
Opera Mini (per chi non lo scarica gratuitamente via WAP, è possibile l'acquisto via SMS al costo di 5 euro) utilizza la tecnologia SSR (Small Screen Rendering) per ridimensionare le pagine ed adattarle alle dimensioni del display.
Grazie ad un pre-processing delle pagine (la capacità computazionale dei cellulari di fascia medio-bassa è limitata, quindi ci pensa un server Opera) si risparmia circa l'80% del traffico dati. Almeno, così dichiara Opera.
La bella notizia è che la navigazione Internet sul cellulare, fino ad oggi relegata ai cellulari di fascia alta, è ora disponibile per la maggior parte dei cellulari venduti negli ultimi tre anni. La riflessione che vorrei suggerire è però questa: siamo sicuri che l'utente con cellulare di fascia medio-bassa voglia davvero navigare sul Web tramite telefonino?
A fioca, a fioca!

Scusate questa divagazione meteo-entusiastica. Finalmente è arrivata la neve (fioca, in dialetto), in città tutti la aspettavano da tempo. Offrire un paesaggio innevato durante le Olimpiadi Invernali era una speranza... che diventa realtà.
Dicono che continuerà fino a sabato e poi nuovamente la settimana successiva, speriamo :-)
Tornando in topic con la comunicazione, una curiosità: nei giorni scorsi tutti i cartelloni pubblicitari sono stati "oscurati" (considerando che hanno attaccato fogli di carta bianca, forse sarebbe meglio dire imbiancati).
In questi giorni, vengono incollate le pubblicità degli sponsor.. e solo quelle! Quando una sede olimpica firma il contratto con il CIO, è infatti previsto che durante il periodo olimpico appaiano lungo le strade solamente le pubblicità degli sponsor. Curioso no?
Life is now anche per Megan
Piccola rettifica: pare che Megan sia stata confermata. La prossima settimana sarà presentata alla stampa la campagna pubblicitaria (e con essa i nuovi profili tariffari, nel canvass di febbraio), ne sapremo di più.
martedì, gennaio 24, 2006
Google News o non Google News
Vittorio Zambardino su Repubblica segnala l'uscita dalla fase beta di Google News, l'aggregatore di notizie targato Mountain View. L'articolo chiude con queste parole:
"Il tutto (l'aggiunta di pubblicità targata Google alle notizie di altri siti, ndr) avverrebbe ovviamente all'interno di un "programma", come si chiamano quelli attuali, con percentuali e razioni di ricavi ben definite. Nulla impedisce che ciò accada, quindi questo ha molte probabilità di accadere. Soprattutto perché coincide col modello base in ragione del quale Google fa affari. Quel del casellante appunto. Solo che qui il "Casello" prende molto, e la percentuale, il pedaggio, spetta a chi invece porta su di sé il peso, anche economico, di produrre contenuti. E' lo scambio ineguale, sul quale fondano i Google-nomics".
Non sono completamente d'accordo.
Vero, il pedaggio che si paga al "casellante" Google è significativo. Però. Però.
L'autostrada gestita da Google incrementa le visite, i visitatori, in sostanza i ricavi del proprio sito.
Mettiamola così: l'editore ha uno splendido alberghetto in cima ad una altrettanto slendida collina. I clienti sono pochi, i ricavi di conseguenza. Arriva l'autostrada di Google, i clienti arrivano copiosi, il fatturato cresce.
Riconoscere una percentuale al casellante è il minimo che l'albergatore possa fare. Il fatto che l'alberghetto sia suo e la scelta della collinetta pure non può giustificare il rifiuto di versare una percentuale al casellante, grazie al quale l'alberghetto ha più clienti.
Tornando al Web, essere presenti in Google News può raddoppiare - come minimo - le visite al proprio sito. Ma se l'editore non è soddisfatto di questo risultato, può sempre decidere di sparire dall'aggregatore di notizie. No?
Samsung i300: a proposito di errori
Rimanendo al tema di tecnologia ed errori da parte dei giornalisti, è curioso notare come anche chi dovrebbe essere "esperto" di nuove tecnologie possa incappare in errori rilevanti.
Ieri Samsung ha comunicato l'arrivo nei negozi del nuovo modello i300, un cellulare con hard disk da 3 GB presentato nel 2005 ed in vendita da pochi giorni anche in Italia. Nel Regno Unito, per la cronaca, è stato presentato l'i300x, identico al predecessore ma con hard disk da 4 GB.
Il comunicato della società titolava trionfalmente "primo smartphone di terza generazione con hard disk da 3 GB". Ora, se la definizione di smartphone è incerta ed un telefono con sistema operativo Windows Mobile può certamente essere annoverato tra gli smartphone, la definzione di terza generazione non è invece aleatoria. La terza generazione (3G) è l'UMTS (in Italia, ovvio). Con 2G si identifica il GSM, con 2,5G il GPRS, con 2,75G l'EDGE e con 3,5G l'HSDPA in arrivo a metà 2006 anche in Italia.
L'i300 non è un cellulare di terza generazione. Bisognerebbe chiarirlo alle molte testate on line che sembrano aver fatto un copia&incolla acritico del comunicato stampa. Qualche esempio? Telefonino.net, Cellularmania, Dgmag, PianetaCellulare, Alicell.
lunedì, gennaio 23, 2006
Product placement con i castori biondi

Ieri sera sono andato al cinema, tutta la combriccola smaniava per vedere Eccezziunale Veramente 2 (gli amici di Hokuto Audioteca mettono a disposizione l'audio). Film dello stesso livello del primo (che mi era piaciuto di più, ma è probabilmente una questione d'età), con una chicca di product placement che ho trovato azzeccata ed efficace.
Il termine indica la promozione di prodotti e servizi nelle pellicole cinematografiche e nelle produzioni televisive. Si fa usare un prodotto/servizio agli attori per ottenere pubblicità, più o meno occulta. Ne avevo parlato recentemente a proposito del film di Guadagnino tratto dal noto romanzo di Melissa P. : una markettona per SonyEricsson.
La promozione "eccezziunale" vede la partecipazione di 892892, Il Numero. Avete presente i due bruttoni con parrucca bionda e tutina rossa che si agitano alla John Travolta? Abatantuono sta cercando i propri parenti e quando chiede come avere il nuovo indirizzo, i due "castori" zompano fuori e ballano sulle note de Il Numero.
Una mossa pubblicitaria che diverte: non c'è stato spettatore che non abbia riso alla trovata. Segno che il tormentone di 892892 è efficace.
A proposito, a questo indirizzo i costi di tutti i servizi elenco abbonati. A giudicare dalla quantità di denaro investito in pubblicità, i clienti non mancano...
The Toy, il sesso via Bluetooth

Non è certo economico (140 sterline), ma per il piacere qualcuno potrebbe anche decidere di fare la pazzia. E' The Toy, un vibratore Bluetooth.
Ad ogni SMS in arrivo dall'amante, The Toy vibra con differenti movimenti a seconda del testo contenuto nel messaggio. E se l'amante non scrive? Basta mettere il giocattolino in posizione VMax per avere un vibratore manuale.
Ovviamente, se lo lasciate acceso sul comodino, il piacere che ne deriva sarà ben poco...
sabato, gennaio 21, 2006
Ipsenovela e salvagenti sospetti
Finalmente! E' scaduto il 20 gennaio scorso
Ipse, per chi non lo sapesse, è un gestore che ha vinto la licenza UMTS ma non ha mai installato le antenne. In compenso ha licenziato centinaia di dipendenti (qui la loro storia) ed ha aperto un contenzioso con lo Stato, che ovviamente vuole avere i soldi sia della licenza 3G sia delle frequenze aggiuntive (5 MHz) destinate ai nuovi entranti.
Da mesi ministero e gestori (TIM, Vodafone, Wind e 3) cercano una soluzione. L'idea era di dividere le frequenze di Ipse tra TIM, Vodafone e Wind e di ricompensare economicamente 3, che di frequenze ne ha a sufficienza (i famosi 5 MHz dei nuovi entranti). Idea che più volte data per realizzata ma che, almeno fino a ieri, non si è mai concretizzata.
L'ultimatum del ministero scadeva ieri e Landolfi a fine giornata dichiarava a Radiocor: "Non ci resta che la revoca, a questo punto non c'e' un'altra strada". Le frequenze potrebbero essere vendute all'asta, anche se al momento è poco più che un'idea.
Di tutta la vicenda, c'è una curiosità che è sfuggita ai più. A rivelare il retroscena è il Corriere in un trafiletto intitolato "Ipse ed il salvagente (bucato) di Pittelli". Giancarlo Pittelli, deputato di Forza Italia, ha letteralmente infilato nel decreto relativo alla Pubblica Amministrazione un emendamento che prevedeva la restituzione delle frequenze (da parte di Ipse) e l'abbuono dei 600 milioni di euro che ancora mancano all'Erario.
Curioso no? Lo Stato può togliere le frequenze quando vuole, perchè Ipse non ha mai lanciato i servizi come invece previsto nella licenza. E può anche pretendere i soldi che mancano, tra l'altro garantiti da una fidejussione di Mediocredito. E allora cosa c'è sotto l'emendamento di Pittelli?
In attesa di scoprirlo, due riflessioni: Mediocredito è la banca d'affari di Capitalia, presente nella compagine societaria di Ipse2000.
Tra i soci, oltre alla spagnola Telefonica, anche una società estera "fallita nella quale aveva interessi la famiglia Letizia Moratti" (come riporta il Corriere). Candidata sindaco di Milano per il centro-destra (Forza Italia).
Fortunatamente, l'emendamento di Pittelli è satto giudicato inammissibile dalla Commissione Affari Costituzionali. La palla passa ora a Landolfi. Sarà la volta buona?
Docta ignorantia
E' diventato quasi un gioco: segnalare gli errori che i giornalisti commettono nei loro pezzi quando parlano di tecnologia. La discussione era partita dal blog di Alessandro Longo, alimentata da una risposta di Vittorio Zambardino sul proprio blog e rinforzata da una recente bloggata di Massimo Mantellini, che riporta la seguente frase di Vittorio Zucconi su Repubblica:
“Il fatto che navigare su Internet attraverso qualsiasi motore di ricerca, si tratti della regina Google con i suoi quasi due miliardi di contatti alla settimana o delle concorrenti Yahoo, Msn, Aol, Safari e altre non garantisce alcun anonimato ai navigatori, e’ risaputo.”
L'errore è grossolano (Safari non è un motore di ricerca) e il tema è caldo: per parlare di Internet e tecnologie, è necessario conoscerle? Alessandro Longo dice la sua ed io sono sostanzialmente d'accordo.
Lo scorso anno un pezzo sui cellulari-spia di Panorama mi ha fatto rizzare i capelli (ne avevo appena scritto anche io...). Per parlare di cose che non si conoscono, meglio documentarsi prima. Questo vale in qualsiasi campo, non solo per Internet e tecnologie. E vale anche per i comunicatori di mestiere: note agenzia di PR abbreviano in comunicati tecnici i Megahertz con mhz (MHz) e i milliampere/ora con mah (mAh). Basterebbe fare una ricerca sul Web (con il noto browser Safari :-P) per non sbagliare.
L'ottimismo è l'oppio di TUTTI gli aeroporti
Smaltita l'enorme quantità di mail, mi sono dedicato alla lettura delle notizie on line e dei blog che seguo solitamente (ok, prima o poi li elencherò tutti). Mi è caduto l'occhio su un
In sintesi, durante un viaggio negli States Zambardino è rimasto colpito da un cartello che vieta "any joke" su attentati et similia. Altrimenti si rischia la gattabuia. I cartelli sono stati piazzati da qualche mese (a metà 2005 - per lo meno a JFK, DFW e SFO - c'erano già), ed in effetti hanno un non so che di inquietante ed esilarante al tempo stesso.
Torniamo all'oggetto del mio post. La scorsa settimana sono stato in Israele per seguire il lancio di un prodotto - legato ovviamente alla telefonia mobile - che a giorni arriverà anche in Italia. Ne scriverò nei prossimi giorni on line, sul cartaceo l'uscita del pezzo è prevista per i primi di febbraio.
Se il cartello statunitense ha ispirato Zambardino, quello che è accaduto al mio collega Luca e me non è da meno. Arriviamo in aeroporto alle 2.35, 3 ore prima del volo. Prima di accedere al chek-in, bisogna far controllare tutti i bagagli (ma, a dire il vero, gli israeliani sembrano più efficienti dell'Immigration statunitense). In coda, veniamo "intercettati" da due addetti, un ragazzo ed una ragazza che avranno avuto la nostra età: li dobbiamo seguire.
Ci separano, in realtà siamo a dieci metri l'uno dall'altro e riusciamo a vederci e scambiare qualche parola. E qui iniziano le domande: chi siete, cosa siete venuti a fare, chi ha pagato, dove siete andati, cosa avete ricevuto, da quanto vi conoscete, per chi lavorate e così via. Quarantacinque minuti di domande.
Il lato comico? Di tanto in tanto, i due addetti si allontanavano e parlottavano. Poi tornavano e riattaccavano con le domande, ma solitamente la prima affermazione era un "Il tuo amico mi ha detto che [x], come mai tu prima mi hai detto [y]?". Alla fine i due hanno sentenziato: "Ok, potete andare, il 90% delle vostre risposte sono compatibili". Al che abbiamo pensato ad uno scherzo, e ce ne siamo andati. Altro che cartello, caro Zambardino :-)
(Per la cronaca, abbiamo poi dovuto passare il controllo bagagli, il controllo passaporti, il check-in e infine il metal detector: arrivati al gate esattamente 2 ore e 10 minuti dopo l'ingresso in aeroporto).
Tele2 e la trasparenza
Giorgio mi segnala questa curiosa chicca di Tele2. Il gestore rimborsa il canone Telecom Italia ma incorre in una gaffe sul costo di attivazione. Si legge infatti:
"Non aspettare! Oggi il costo di attivazione di 30€ è GRATUITO per tutti (nuovi e già clienti). Offerta valida fino al 31/01/06. "
Nella stessa pagina, esattamente 5 righe dopo, si legge "Per i già clienti che chiedono il cambio di piano a TELE2 Senza Canone è previsto un costo di attivazione di 10 Euro."
E' gratis o si pagano 10 euro? Mistero...
Wind cambia Noi Italy, anzi no
Coloro che si sono collegati alla pagina del Noi Italy sul sito Wind nei giorni scorsi, hanno potuto leggere per qualche ora questa frase:
"Dal 6 febbraio 2006 il costo mensile del Noi Italy passa da 9 euro a soli 7 euro e il traffico gratuito mensile aumenta da 3 a 4 ore."
Di questa rimodulazione a vantaggio degli utenti non c'è più traccia: marcia indietro o semplice rinvio?
domenica, gennaio 15, 2006
Tiziana Pollio a capo della comunicazione Nokia
Anche il secondo "pare" è ufficiale: Tiziana Pollio prenderà il posto di Riccarda Zezza come responsabile comunicazione di Nokia Italia.
Tiziana Pollio lascia il proprio ruolo di coordinatrice dell'ufficio stampa nazionale di Vodafone Italia, società in cui ha ricoperto svariati incarichi nell'ambito della comunicazione.
A giorni l'annuncio ufficiale di Nokia Italia.
TIM Parli Gratis, il gratis che non c'è
Ennesima promozione dal nome altisonante per TIM: Parli
Credete di poter parlare gratis? Suvvia, un po' di realismo!
Dovete prima versare a TIM 30 euro di attivazione (e già questo basterebbe per eliminare l'idea che ci sia qualcosa di gratis) e, per 30 giorni, potrete telefonare a qualsiasi numero fisso o mobile. Gratis? Eh no, pagando un maxiscattone di 30 centesimi alla risposta, indipendentemente dalla durata della chiamata. Cade la linea? 30 centesimi. L'interlocutore non può parlare e chiede di richiamare poco dopo? 30 centesimi.
A chi conviene? Ai grandi parlatori, perchè l'attivazione di 30 euro già esclude colore che spendono in telefonate meno di questa somma ogni mese. Ma ai grandi parlatori che fanno telefonate lunghissime, non certo a coloro che fanno tante telefonate da 1 minuto (la durata media delle chiamate per l'utenza italiana è di poco superiore al minuto...).
Per questi ultimi, 1000 chiamate da 1 min (ammesso che qualcuno faccia 30 chiamate/giorno per un mese) significa pagare 330 euro (tra scatti e attivazione) ovvero 33 centesimi/minuto. Salasso!
Ipotizziamo allora telefonate lunghe: 5 minuti. Ne potete fare 200 (1000 minuti soglia/5 minuti a chiamata), pagando 60 euro in scatti. Totale, 90 euro, ovvero 9 cent/min. Già va meglio, anche se dubito che esista chi fa in un mese 200 chiamate tutte da 5 minuti con una ricaricabile.
Non è finita: c'è un limite di 1000 minuti mensili, terminati i quali la tariffazione tornerà normale. Il che, forse, potrebbe anche essere più conveniente rispetto ai (finti) prezzi promozionali.
sabato, gennaio 14, 2006
Ti lascio con un SMS
I maschi? Lasciano via SMS le proprie compagne, fidanzate o mogli. Così almeno sostiene un articolo di Repubblica.
Senza però indicare su quante persone è stato condotto, quando, dove, con che metodologie. Il solito specchietto per allodole? Se sì, con me ha funzionato perchè l'ho letto fino in fondo.
iPhone or not?
E' bastata la registrazione di alcuni brevetti e della frase Mobile Me per scatenare la fantasia dei fan Apple (e non solo: analisti, concorrenti, giornalisti, ...).
Un cellulare Apple dopo il divorzio da Motorola (che sul ROKR E2 non metterà iTunes)? Un iTunes per Symbian? Nuovi servizi wireless legati al mondo della musica? Qualcuno sostiene che il 2006 sia l'anno giusto per la Mela mobile...
Grassi nuovo direttore comunicazione Wind
A volte pare solamente, a volte è davvero.
Fabrizio Grassi, dimissionario da Telecom Italia Media, approda alla corte del neo a.d. di Wind Paolo Dal Pino in qualità di Direttore Comunicazione ed Immagine. Si occuperà di relazioni esterne, gestirà il budget della pubblicità e degli eventi. Grassi, responsabile dal 2003 dell'area business television di MTV e La7, si è dimesso dopo la recente riorganizzazione di Telecom Italia Media che ha visto il sorpasso di Antonio Campo Dall'Orto, nominato direttore generale televisioni.
Sempre in Wind, e sempre da Telecom Italia, arriva Romano Righetti, direttore Affari Istituzionali dell'ex monopolista. Prende il posto, in qualità di direttore Affari regolamentari e istituzionali, di Laura Rovizzi. Che salperà per la Sardegna.
Infine, a giorni l'annuncio del nuovo responsabile comunicazione di Nokia Italia. Riccarda Zezza rimarrà in Nokia, ad Helsinki. In Italia, arriverà presto la sostituta. Par ai bulgnîs ch’i s én dscurdè la längua di nunón, mo ch’i la vôlen turnèr a inparèr! :-)
venerdì, gennaio 13, 2006
Cellulari interessanti

Il mio collega Lucio (qui un'altra delle sue segnalazioni, il telefonino-saponetta) mi chiede se è il caso di chiedere questo cellulare per un test... voi che ne dite?
A me ricorda tanto quelle pubblicità anni '80 con i famosi "occhiali per vedere le donne nude" :-)
Canone ADSL solo dati, Telecom alla carica
L'annosa questione del canone per le ADSL solo dati è come uno yo-yo, appare e scompare a seconda dei periodi. Punto Informatico dedica l'ennesimo articolo all'argomento: Telecom Italia avrebbe infatti mandato nel periodo natalizio una fattura ai provider che offrono linee ADSL solo dati chiedendo il pagamento del canone anche per i mesi arretrati. Nei prossimi giorni, sono attese le repliche ufficiali di AIIP e Assoprovider, le due maggiori associazioni di categoria.
In sintesi, l'ADSL solo dati permette di navigare in Internet, ma non di telefonare. E, per ora, ha permesso anche di non pagare il canone Telecom Italia. Sfruttando il VoIP, molti utenti hanno disdetto le normali linee voce Telecom, si sono tenuti l'ADSL e telefonano via Web.
Telecom da mesi chiede che anche per queste linee - che necessitano di manutenzione, è la tesi dell'ex monopolista - sia pagato un canone, ridotto rispetto al normale canone delle linee voce+dati. T.I. lo ha chiesto nel 2005 e, stante il silenzio dell'Agcom, ora applica la proposta fatta a suo tempo.
Il Garante? E' favorevole ad un canone per le ADSL solo dati, ma non nella misura (oltre 10 euro/mese) richiesta da Telecom Italia. In attesa che sia deciso l'importo di questo ennesimo balzello, Telecom ha deciso di andare avanti per la propria strada.
giovedì, gennaio 12, 2006
Fastweb e Vodafone
Agenzie di stampa in fibrillazione dopo l'anticipazione di Radiocor: Fastweb e Vodafone potrebbero siglare un'intesa commerciale per il mercato aziendale. Offerte convergenti per telefonia fissa e mobile, nel tentativo di contrastare Telecom Italia.
Entrambe le società fanno sapere che nulla è stato firmato, stanno parlando (tra l'altro, tutti con tutti perchè anche Tele2 sul mercato consumer e BT Albacom sul mercato business sarebbero volentieri della partita).
Perchè questo accordo? Per le chiamate tra operatori diversi, esiste un costo di interconnessione. Prezzo che l'operatore da cui parte la chiamata deve pagare all'operatore sulla cui rete la telefonata termina. Se per le chiamate fisso-fisso questo prezzo è basso, per le chiamate fisso-mobile rimane un salasso, nonostante i tentativi dell'Autorità di abbassarlo gradualmente.
Se un fisso Telecom chiama un cellulare TIM, anche se il costo di interconnessione è elevato, i soldi rimangono in famiglia. Telecom può quindi limare le tariffe offerte per le chiamate, il gioco è comunque a somma zero.
Il possibile accordo Fastweb-Vodafone va letto in questo senso: essere competitivi sulle chiamate convergenti. E abbassare i prezzi delle telefonate per giocare ad armi pari con Telecom Italia.
Potrebbe accadere se fossero autorizzati gli operatori virtuali mobili (MVNO), vietati ancora per un paio d'anni dalle clausole contenute nelle licenze UMTS. In attesa che la legge renda possibile l'arrivo dei MVNO, gli operatori alternativi giocano d'anticipo per non lasciare la via di fuga libera a Telecom Italia.
Dicono...
Pare che alla corte del faraone potrebbe arrivare a breve un ex uomo di Tronchetti Provera. Pare. Pare anche che un'altra ricerca sia pressochè terminata. Pare.
Telecom, al via il gran ballo

Più si avvicina la data che sancirà la fine dei patti parasociali che hanno tenuto uniti i soci Telecom Italia in questi anni post-Colaninno (8 febbraio), più le acque sembrano agitarsi. Gnutti si è dimesso la settimana scorsa da Olimpia, la holding che con il 18% controlla Telecom Italia.
Tronchetti Provera ribadisce al Sole24Ore che Pirelli e Benetton hanno i soldi per comprare la quota di Hopa, se l'ex creatura di Gnutti vorrà vendere ed uscire da Telecom Italia. Proprio il signor Telecom scarica Gnutti dalle pagine del Sole24Ore, mentre il cdA di Hopa smentisce l'intenzione di uscire dal gestore telefonico. Intanto Mediaset esce da Hopa. La stampa indica Mediobanca o Roman Zalesky come possibili nuovi soci di Olimpia, Tronchetti nega.
Tra uscite e smentite, inizia il Gran Ballo di Telecom Italia...
mercoledì, gennaio 11, 2006
Cosa NON accadrà nel 2006
Più o meno tutti hanno giocato a prevedere cosa accadrà nel 2006. ABI Research capovolge le regole del gioco e prova ad immaginare cosa NON accadrà durante l'anno.
- i navigatori satellitari portatili NON saranno come quelli del 2005, ma punteranno sulla convergenza
- l'industria della radio satellitare NON lancerà un prodotto video di successo
- il broadcast mobile video NON diventerà disponibile (o meglio, non avrà ampia copertura)
- i collegamenti dati sui cellulari NON conosceranno un boom, visti i prezzi. Insomma, il 2006 NON sarà l'anno delle 3G
- i cellulari HSDPA NON offriranno 14 Mbps e nemmeno 7 Mbps, fermandosi a meno della metà
- i cellulari WiMAX NON arriveranno sul mercato, ma bisognerà aspettare il 2007
- telefonare tramite cellulare sugli aerei NON diventerà realtà nel 2006, meglio affidarsi ancora al WiFi per connettersi al Web durante il volo (e magari chiamare con il VoIP)
- i prodotti certificati WiFi 802.11n NOn arriveranno sul mercato
- in Cina NON arriveranno nel 2006 le reti WCDMA e CDMA2000, mentre qualche speranza esiste per lo standard cinese TD-SCDMA
- il WiMAX NON riuscirà a superare il WiBro, lo standard wireless mobile coreano
- gli utenti che cambieranno il cellulare NON sceglieranno in massa un telefono 3G
- il passaporto elettronico NON si diffonderà al di fuori degli Stati Uniti
- i pagamenti contactless NON avranno una diffusione globale, quanto piuttosto uno sviluppo non-lineare differente di Paese in Paese
martedì, gennaio 10, 2006
Wind, la nuova ADSL2+ dimentica i clienti fedeli

Wind ha lanciato le nuove offerte ADSL flat su rete ADSL2+, il protocollo che permette di offrire velocità in download fino a 24 Mbps. Teoriche, ovviamente, non sia mai detto che in Italia i gestori e gli ISP garantiscano velocità reali vicine a quanto pubblicizzato.
Libero Mega offre 12 Mbps in downlink e e 1 Mbps in uplink a 29,95 euro al mese, prezzo pagato ad oggi per un collegamento ADSL a 4 Mbps/512 Kbps. Libero Mini è la flat a 2 Mbps/512 Kbps, venduta a 19,95 euro/mese.
Prima osservazione: prezzi ed offerte sono validi solo per i clienti raggiunti dalla rete ADSL2+ di Libero. Quanto è estesa la rete e quali siano le percentuali di copertura non è dato saperlo.
Seconda osservazione: chi ha dato fiducia a Libero ed è passato in unbundling (ULL) nei mesi scorsi, si attacca (no, non alla rete ad alta velocità, ma al tram)!
I clienti che hanno lasciato Telecom continueranno ad avere i 4 Mbps a 29,95 euro, anche se raggiunti dalla rete ADSL2+. Così Wind ringrazia chi le ha dato completa fiducia...
Le ragioni di tale scelta paiono in parte tecniche (staccare il cavo da un apparato ADSL e collegarlo ad un apparato ADSL2+ ha un costo), ma soprattutto di marketing: Wind ancora una volta dimentica che i clienti ULL sono coloro che hanno riconosciuto all'azienda fiducia totale. Una soluzione possibile? Finché non sarà possibile offrire ai clienti ULL l'ADSL2+, venga fatto automaticamente e immediatamente uno sconto sull'attuale collegamento. Se 12 Mbps valgono 30 euro/mese, 4 Mbps ne valgono 20.
Le ultime osservazioni riguardano il comunicato stampa che annuncia le novità Wind.
"Questa rivoluzionaria offerta regala ai clienti a banda larga un sensibile aumento della velocità di connessione e della qualità del loro collegamento".
La rivoluzione non la vedo e comunque , se la rete è "rivoluzionaria" e il miglioramento è "sensibile", perché non garantire contrattualmente le velocità minime? Questa sì, che sarebbe una rivoluzione.
"LIBERO MEGA è l’unica ADSL in Italia a offrire un collegamento di 1 Mega in upload, garantendo un notevole miglioramento nella fruizione di servizi e applicazioni, soprattutto di tipo multimediale, quali la videocomunicazione di qualità televisiva e lo scambio in modo più efficiente di file di grosse dimensioni (Peer2Peer)".
Wind deve decidersi una volta per tutte: se la velocità serve per il Peer2Peer, allora perché filtrare i dati P2P limitando di fatto la possibilità di usare il P2P stesso? Da ricordare che Wind filtra i dati per scoraggiare il P2P: se non ha banda a sufficienza sugli attuali collegamenti a 2-4 Mbps (teorici), ne avrà per i collegamenti a 12 Mbps (teorici)? La maggior parte dei clienti si accontenterebbe di avere ADSL non limitate e con velocità reali vicine a quelle teoriche promesse.
PS: quando sto scrivendo, qualche testata on line ha già pubblicato la notizia. Mi spiace, ma nessuno ha evidenziato che:
- la nuova offerta taglia fuori i vecchi clienti
- non è nota la copertura della rete ASDSL2+ per cui è impossibile sapere chi effettivamente potrà navigare a 12 Mbps
- le velocità up/downlink sono teoriche
3U telecom in difficoltà?

Aria di crisi in casa 3U Telecom? Da poco prima di Natale, risulta impossibile usare il gestore (prefisso 10085) e l'azienda non risponde né al telefono né alle mail.
Anzi sì, rispondono con un messaggio elettronico automatico firmato Customer Care che dice pressapoco "Caro cliente, per motivi tecnici non possiamo più offrire il servizio 10085 sulla linea, quindi si cerchi un altro gestore".
Impossibile al momento sapere se si tratta di problemi temporanei oppure se definitivamente la società abbandona il mercato italiano.
Ambasciatore (Vodafone) non porta pena...

Nuovo responsabile delle relazione esterne per Vodafone Gruppo: è il caso di dirlo, ambasciator non porta pena.
Il 45enne Matthew Kirk, che rappresenterà Vodafone con i Governi e le istituzioni politiche di tutto il mondo, è infatti attualmente l'ambasciatore britannico in Finlandia, ruolo che ricopre dal 2002.
Meglio i cellulari di Vodafone (ed i relastivi emolumenti) della (noiosa?) vita diplomatica finlandese?
lunedì, gennaio 09, 2006
Google, è tutto intorno a te
Un approfondimento di Html.it analizza le novità che Google ha portato al CES di Las Vegas. Per chi segue le tlc, non sfugge di certo l'arrivo sui cellulari Motorola del motore di Mountain View e... di uno dei suoi principali concorrenti, Yahoo!.
Come ricorda La Stampa però, Google deve ancora fare un po' di strada per raggiungere i colossi del settore.
Vincere un Nokia N-Gage
Scaricare un gioco (gratis), scriverne una recensione e vincere un Nokia N-Gage QD. C'è solamente qualche giorno di tempo, affrettatevi.
giovedì, gennaio 05, 2006
Per gli amanti dell'elettricità

Un cellulare che dà la scossa!
Ricorda da vicino le armi che il capitano Kirk usava appena sceso dall' U.S. Enerprise. Puntare phaser... fuoco!
Per gli ambientalisti, c'è sempre il cellulare al peperoncino :-)
Skype (e il VoIP) escono dal computer
Ci siamo. Il cordone ombelicale che legava i software VoIP al computer sta per essere tagliato. Al CES di Las Vegas, sono infatti spuntati i primi annunci di prodotti che permetteranno di usare il VoIP anche a computer spento.
Uno dei maggiori limiti alla diffusione del VoIp di massa (in parte mitigato dagli adattori-router-accrocchi da collegare alla rete telefonica) è infatti il vincolo personal computer: se è spento, con il VoIP non si telefona.
Netgear (ma non è la sola) ha presentato a Las Vegas un prototipo di telefono che somiglia ad un cellulare e permette di usare Skype a computer spento. Basta che ci sian un hot spot Wi-Fi (in casa, un router wireless) nei paraggi ed è fatta. Pronti a scommettere che Linksys, D-Link ed altri presto annunceranno telefoni simili?
Gnutti via da Olimpia

Come discusso nei giorni scorsi, Gnutti apre le danze nella vicenda Telecom Italia-Olimpia. I patti scadono a febbraio e oggi Gnutti si è dimesso da ogni carica in Olimpia, la holding. Venderà a Tronchetti Provera? Non venderà? Venderà ad altri?
Olimpia, che detiene il 18% circa di Telecom, è partecipata da Pirelli (57,66%), Edizione Holding (16,8%), Hopa (16%), Banca Intesa (4,77%) e Unicredit (4,77%). L'uscita del principale azionista di Hopa può sparigliare le carte... Tronchetti Provera lo sa e si è già detto pronto ad acquistare la quota di Gnutti, se questi decidesse di vendere.
mercoledì, gennaio 04, 2006
Carta dei servizi per gli utenti ADSL
Arriverà nel 2006 (più precisamente, entro il 28 settembre 2006) la carta dei servizi per gli utenti che accedono ad Internet da postazione fissa. Il 28 dicembre, la delibera del Garante è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale. I provider dovranno pubblicare "informazioni comparabili, adeguate ed aggiornate sulla qualità dei servizi offerti".
L'impatto che avrà sul mercato la carta non è chiaro (qui una lettura in chiave ottimistica), è quindi necessario applicare il mantra dell'utente italianio di tlc: aspetta&spera.
In una seconda delibera, il Garante ha poi proposto la formazione di un tavolo di lavoro per discutere di qualità dei call center e relativo codice di autoregolamentazione nell'offerta di prodotti e servizi di comunicazione elettronica via telefono. Vai con il mantra...

