Un occhio sul mondo delle (tele)comunicazioni

mercoledì, novembre 30, 2005

Agcom rinvia il provvedimento sull'ADSL

L'Autorità garante per le comunicazioni ha rinviato il provvedimento sull'ADSL, per altro ampiamente criticato dall'AIIP nei giorni scorsi. Il provvedimento avrebbe dolvuto sancire la fine del controllo preventivo del Garante tlc sulle offerte Internet di Telecom Italia, attualmente sottoposte a verifica preventiva.

Un lungo articolo dell'Associazione AntiDigitalDivide approfondisce il tema.

Squilli a pagamento? No, leggenda metropolitana

Pensavo fosse una cosa passeggera, ma le 16 mail che mi sono arrivate oggi sullo stesso argomento mi hanno fatto capire che sbagliavo :-)

Circola da qualche giorno un messaggio che avvisa: "Attenzione, da stasera a mezzanotte si pagheranno gli squilli". E' una stronzata b u f a l a, dunque per favore se la ricevete avvisate il mittente e non proseguite con la catena di S.Antonio.

Tra l'altro è una cosa vecchia: c'è chi ne parlava già nel 2003.

R.I.P. N-Gage


Nokia abbandona il mercato delle console giochi, non quello del mobile gaming. Il responsabile delle strategia ha detto che il 2006 sarà l'anno di Mobile Tv e Mobile Music, fino al 2007 non arriveranno prodotti pensati per il gioco.

Niente nuova N-Gage, quindi, per il 2006. ma nemmeno per 2007 e anni seguenti: vedremo più probabilmente smartphone che strizzano l'occhio al gaming piuttosto che console che satrizzano l'occhio alla telefonia cellulare.

Con Parlacom, France Telecom fa sul serio

Sarà disponibile sul Parla.it, società del Gruppo France Telecom, da domani il nuovo software VoIP Parlacom. Si tratta del "classico" applicativo VoIP che permette di telefonare gratuitamente via Web tra utenti che usano lo stesso software; offre inoltre Instant Messaging, conferencing testuale e videoconferenza. Fin qui, nulla di nuovo.

La novità risiede nella possibilità di effettuare e ricevere telefonate gratuite fra utenti Parlacom e Parla.it, ovvero tra personal computer e telefono fisso. France Telecom fa sul serio e, oltre alla gustosa novità (che interessa principalmente gli utenti VoIP di parla.it), promette risparmi tra il 20 e il 40% rispetto alle tariffe SkypeOut. Chiamare i fissi dell'Europa occidentale, USA, Cina e ed Australia costa 1,8 cent/min Iva inclusa, senza scatto e senza fascia oraria (SkypeOut costa 2 cent/min, il 10% scarso in più).

Per il lancio in Italia di Parlacom, France Telecom regala 1.000.000 di minuti di chiamate gratuite verso tutti i numeri fissi e i cellulari, italiani ed internazionali: saranno a disposizione dei primi utenti che scaricheranno l’applicazione, fino al relativo esaurimento. Allo scoccare della mezzanotte, chi è interessato può cliccare qui.

Infine, c'è' l’opzione “Parlacom In”: l’attribuzione di un numero di telefono (prefisso 199), che permette di ricevere chiamate da qualsiasi telefono italiano, con un credito mensile corrispondente a 60 minuti di chiamate gratuite verso i numeri fissi italiani ed internazionali.

Telit targata Curitel

Lo scorso anno, durante una ricerca sulla telefonia mobile mi chiesero su quale brand non presente in Europa avrei scommesso: ho risposto ad occhi chiusi Pantech&Curitel. Prodotti innovativi, design di qualità, insomma tutte le carte in regola per guadagnare quote di mercato anche in Europa.

In questi mesi, parecchie voci davano per certo l'arrivo (con il marchio Pantech&Curitel) dei prodotti anche in Italia. Ebene, ecco la sopresa: il Telit GU1100, primo UMTS della società italo-israeliana, è a tutti gli effetti il Pantech&Curitel GU1100. E pensare che nel comunicato stampa, Telit dice "un prodotto UMTS totalmente sviluppato in Italia"...

[Errata Corrige] Come mi fanno giustamente notare dall'ufficio stampa di Telit, il comunicato parla di "primo cellulare UMTS sviluppato in Italia".
Sviluppo può voler dire molte cose: nel caso di Telit, significa comprare il cellulare GU1100 da Pantech&Curitel, lavorare sul software per renderlo compatibile alle specifiche dell'operatore italiano, certificarlo e fornirlo a TIM.

Già che siamo in tema di correzioni, il GU1100 non è il primo UMTS targato Belpaese: speriamo che al centro ricerca&sviluppo subalpino di Motorola non leggano il mio blog...

ROKR E2


La seconda versione del Motorola ROKR E2 potrebbe arrivare presto. Nei giorni scorsi, alcuni siti stranieri (tra cui Engadget.com) hanno pubblicato le immagini in anteprima, puntualmente copiate da un sitarello italiano che dimentica sempre di citare la fonte e anzi fa passare notizie ed immagini come proprie.

Detto questo, l'anteprima del ROKR E2 arriva direttamente da Ron Garriques, a capo della divisione mobile di Motorola. Basta scaricare questa presentazione ufficiale ed andare a pagina 42. La foto (che vedete qui a fianco) mostra quello che potrebbe essere il successore del ROKR E1, un flop targato Motorola-Apple. Uso il condizionale perchè le vie del Signore sono infinite: la presentazione potrebbe essere stata ritoccata, direttamente da Motorola che non vuole svelare l'E2 oppure da qualcun altro che vuol fare un pesce d'Aprile in anticipo.

Di certo c'è che l'E2 avrà auricolare Bluetooth stereo, connessione USB 2.0 per trasferire la musica da pc a cellulare più velocemente e, pare, molta più memoria rispetto all'E1 che si ferma a 100 canzoni. E' la slide 43 che ci fa venire il dubbio: tastiera stile RAZR, tasto per la musica, ghiera bianca stile iPod: dettagli del vero E2?

Motorola veste il Pirellone


Si è svolta poche ore fa a Milano l'inaugurazione Motorola per il lancio del SLVR. Moltissima gente, praticamente nessun cellulare da vedere e toccare con mano. In compenso il Pirellone illuminato da 15 proiettori Stark in grado di unire le 15 immagini in cui è stato diviso il SLVR, per creare sulla facciata del grattacielo la foto del nuovo cellulare slim di Motorola. Un'idea del produttore realizzata con Tcommunications ed il light designer Paolo Buroni.

L'Arm ha modificato la geometria luminosa dei lampioni collocati in piazza Duca d’Aosta, limitandone la propagazione sulla facciata del grattacielo per non interferire con la resa della proiezione. Il costo dello spazio del Pirellone (50.000 euro) sarà devoluto da Motorola a 5 associazioni. Qui il comunicato della Regione Lombardia.

Ansa (da cui arriva anche la foto) intanto racconta di una polemica politica tra Formigoni e l'opposizione. Il Governatore della Lombardia vorrebbe, al termine dei 5 giorni di proiezione, valutare altre opportunità di illuminazione per il Pirellone. L'opposizione chiede ironicamente se, dopo Motorola, la sede della regione vedrà pannolini e lavatrici.

La risposta arriva dall'ing. Rossi, a.d. di Motorola Italia: "Motorola metterà a disposizione non meno di 30mila euro per un concorso destinato ai giovani designer". Obiettivo: proporre un'illuminazione permanente per il grattacielo più famoso di Milano.

Wind, la prima multa non si scorda mai

Ha avuto parecchia risonanza sui giornali italiani la multa inflitta dall'Antitrust a Wind per pubblicità ingannevole: è la prima per il settore della telefonia mobile. Si tratta di un "buffetto" (14.500 euro), ma la notizia ha comunque fatto il giro delle redazioni, complice anche il silenzio dell'ufficio stampa Wind (in fase di riorganizzazione)che non è riuscito a prevenire il colpo.

L'Antitrust, in occasione della multa, ha ricordato quattro "punti a rischio" su cui i consumatori devono stare attenti. Testualmente:

"GRATIS? MEGLIO INDAGARE
Se nell'offerta della tariffa pubblicizzata appare il termine 'gratis' meglio approfondire. Spesso nei messaggi il termine gratis prevede il rimborso del traffico telefonico (già effettuato) attraverso un bonus. Per l'Autorità è improprio l'utilizzo indistinto dei termini gratis o rimborso perché questi non possono essere considerati equivalenti. Il termine gratis, infatti, comporta che non ci sia alcun corrispettivo a fronte della prestazione.

OCCHIO ALLA 'COPERTURA'
Bisogna controllare sempre la corrispondenza tra le caratteristiche del servizio offerto e/o le condizioni di fruizione del servizio stesso e il messaggio pubblicizzato. Ad esempio, in un caso relativo alla trasmissione dati con tecnologia UMTS, è emerso che le velocità massime di trasmissione erano raggiungili solo in via teorica in quanto al momento di diffusione del messaggio la copertura territoriale non era ancora stata completata.

ATTENTI AI COSTI
Occorre valutare con attenzione tutti i costi compresi nelle tariffe pubblicizzate. In alcuni casi esaminati dall'Autorità emergeva, ad esempio, una incompletezza del messaggio che impediva al consumatore di comprendere bene le caratteristiche dell'offerta e i relativi limiti, soprattutto con riferimento alla presenza di un costo rilevante per lo scatto alla risposta. C'è poi un filone che ruota sulla commercializzazione di telefonini di ultima generazione a prezzi molto convenienti: una volta acquistato il telefonino il consumatore è però soggetto a contratti di medio-lungo periodo che lo vincolano a sostenere una spesa mensile minima obbligatoria.

MINI-TARIFFE MA A TERMINE
Può capitare che le tariffe pubblicizzate appaiano molto convenienti ma siano in realtà 'a tempo', senza che la durata del piano tariffario venga specificata nella promozione, oppure siano accompagnate da un costo fisso di attivazione non facilmente identificabile. Nel fare le comparazioni tra le diverse offerte occorre quindi verificare quanto durerà la tariffa 'scontata' e quanto incide l'attivazione."

Bene, l'Agcm si è accorta finalmente che la pubblicità di settore è spesso ingannevole (l'avvocato del diavolo potrebbe dire che l'Agcm ha sempre vigilato ed operato a difesa dei consumatori, ma allora io chiedo: come mai la prima multa arriva solo adesso?).

Il punto più importante mi pare il primo: l'uso della parola gratis. Prendiamo CartaAuguri TIM o Christmas Card Vodafone, entrambi i messaggi pubblicitari fanno abbondante uso della parola gratis. Come possono essere gratis messaggi che vengono dati dietro pagamento di un corrispettivo? La pubblicità Vodafone ad esempio promette "2 mesi di SMS gratis verso tutti", dimenticandosi di dire che due mesi significa pagare 16 euro e che verso tutti significa aggiungerne altri 4 (e siamo a 20 euro totali).

Venti euro per tot SMS per tot tempo è diverso da SMS gratis per due mesi. E' un po' come entrare dal macellaio, chiedere una bistecca e sentir dire al macellaio che "E' gratis" (basta prima passare alla cassa e lasciare 10 euro, poi la bistecca è gratis).

L'Agcm mette in guardia i consumatori, ma non è sufficiente: servono più multe e di maggiore entità, serve una legge nuova che permetta di intervenire sulle pubblicità ingannevoli in maniera rapida, non dopo mesi dal termine della campagna promozionale ingannevole. Per la cronaca, la multa Wind di novembre riguarda una pubblicità di maggio...

martedì, novembre 29, 2005

Assoprivider contro Telecom Italia

Telecom Italia nel mirino dei provider concorrenti. Ieri l'attacco dell'AIIP, oggi è la volta di Assoprovider che ha chiesto al tribunale civile di Milano di sospendere l'offerta Teleconomy Internet. L'udienza è fissata per il 14 dicembre.

Secondo Assoprivider infatti, l'offerta di TI non risponde al criterio di replicabilità (TI deve permettere ai concorrenti di proporre offerte simili) e manca un'offerta wholesale per gli operatori concorrenti. Telecom promette una flat dial-up a 10 euro mensili per le linee tradizionali e a 19,2 euro per le linee ISDN: ma non offre prodotti analoghi all'ingrosso, impedendo la concorrenza sulle flat analogiche.

Skype mobile


Se lo dice il fondatore di Skype, dobbiamo credergli. MobileMag riporta la succosa novità, nell'aria da tempo ma finalmente ufficiale: è in arrivo una versione mobile di Skype. I cellulari Wi-Fi per il segmento business stanno arrivando nei negozi (Nokia ha presentato il 9300i oggi, l'i-mate JasJar è da qualche settimana disponibile), ma l'applicativo VoIP può anche essere utilizzato su cellulari GPRS/UMTS.

All'estero, non in Italia: per chiamare via Web usando il cellulare servirebbe una flat dati, prodotto che agli operatori nostrani non sembra piacere per ovvi motivi.

Lettera aperta dell'AIIP

Sarà pubblicata domani sulle pagine del quotidiano romano “Il Messaggero” la lettera aperta che AIIP ha preparato per presentare un'istanza all’Autorità Garante nelle Comunicazioni, in particolare al suo Presidente, Prof. Corrado Calabrò e ai suoi commissari e Membri della Commissione per le infrastrutture e le reti, Sen. Roberto Napoli, On. Enzo Savarese, Prof. Stefano Cannoni e il Consigliere Nicola D’Angelo.
AIIP (45 operatori di telecomunicazioni, servizi a più di tre milioni di utenti, un fatturato di circa 1,9 miliardi di euro e investimenti per più di 1,3 miliardi di euro negli ultimi 5 anni), nell’ottica di voler operare in un regime di vera concorrenza, affinché in Italia si possa scegliere liberamente i fornitori di accessi e servizi di banda larga,
CHIEDE
CHE SIA IMPOSTA A TELECOM ITALIA, CON EFFETTO IMMEDIATO, UN’OFFERTA DI SERVIZI BITSTREAM A CONDIZIONI ECONOMICHE ORIENTATE AI COSTI, CALCOLATI SULLA BASE DEGLI ELEMENTI GIÀ APPROVATI DALL’AUTORITÀ STESSA NELL’OFFERTA DI INTERCONNESSIONE DI RIFERIMENTO 2005
CHE ANCHE PER LE LINEE ADSL SENZA ABBONAMENTO AL SERVIZIO TELEFONICO, GLI OPERATORI NON DEBBANO CORRISPONDERE CONDIZIONI ECONOMICHE RETAIL- MINUS MA COST-PLUS, PER EVITARE DI UCCIDERE SUL NASCERE LE OFFERTE DEGLI OPERATORI
CHE IL PROVVEDIMENTO FINALE SANCISCA IN MODO INEQUIVOCABILE IL POTERE/DOVERE DELL’AUTORITÀ GARANTE NELLE COMUNICAZIONI DI REGOLAMENTARE EX-ANTE L’INTERO SETTORE A BANDA LARGA, PREVEDENDO ESPRESSAMENTE L’OBBLIGO DI TELECOM ITALIA A PRESENTARE ALL’AUTORITÀ LE NUOVE OFFERTE AL PUBBLICO CON 30-90 gg DI ANTICIPO RISPETTO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE COME PREVISTO DALLA NORMATIVA PRECEDENTE
CHE, INDIPENDENTEMENTE DAL PROVVEDIMENTO IN FASE DI APPROVAZIONE, L’AUTORITÀ GARANTE NELLE COMUNICAZIONI E L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO IMPONGANO A TELECOM ITALIA DI RISPETTARE IMMEDIATAMENTE GLI IMPEGNI ASSUNTI NEL PROCEDIMENTO ANTITRUST A351 ("GARA CONSIP")
Secondo gli ultimi dati resi disponibili da AGCOM, nel primo semestre 2003, Telecom Italia controllava il 98,3% del mercato all’ingrosso delle connessioni a banda larga su DSL. Tale potere di mercato è facilmente trasferibile anche sui mercati “a valle” (es. accesso a Internet ADSL, VOIP cioè la telefonia via Internet, videoconferenza e televisione via rete fissa). Tuttavia, in Italia la banda larga non è ancora disponibile in moltissime località e, dove è disponibile, è più lenta e più cara che in altri paesi europei dove la stessa Telecom Italia opera, con il risultato che nel nostro paese la penetrazione è al di sotto della media europea (8,1 accessi in banda larga ogni 100 abitanti al 31 dicembre 2004) e solo al 25° posto nel mondo (Information Economy Report 2005 dell’ONU).
AIIP teme che il regime di monopolio, eliminato dalla telefonia, riprenda forma in quello della banda larga e per questo ritiene essenziale che il provvedimento da approvare raccolga le osservazioni svolte dai concorrenti di Telecom Italia nella consultazione pubblica e sia conforme allo spirito delle Direttive Comunitarie e agli auspici del Presidente dell’Autorità Garante nelle Comunicazioni.

ADSL ovunque? Non arriverà mai...

La banda larga in Italia difficilmente raggiungerà il 100% della popolazione o comunque una percentuale vicina. E' un articolo di Carlo Maria Guerci, pubblicato su Il manifesto del 27 novembre, a spiegare con i numeri perchè l'ex monopolista non ha interesse ad offrire su tutto il territorio connessioni broadband.

Prima di addentrarci nei numeri, una sola considerazione. Guerci attacca Carlini, "reo" di aver scritto la verità: il coordinatore di ThinkTel afferma che "per valutare il distacco dal monopolio si deve valutare solo la quota di mercato voce, che per Telecom è del 65% in forte caduta dal 1998" e che "la rete Telecom Italia l'ha comprata". Sul doppino non ci passa solo la voce e dunque la quota di mercato Telecom Italia va valutata anche fuori dal mercato voce. La rete, costruita con i soldi pubblici, è stata svenduta e non venduta. C'è una bella differenza.

Detto questo, ecco i numeri di cui parlavo in apertura: a fine 2004 Telecom aveva 3750 stadi di linea con Dslam per una copertura dell'85% della popolazione. A fine 2005 saranno 4500 e copriranno il 90% della popolazione. Per arrivare al 95% della popolazione, occorrono altri 3000 Dslam: poiché il 5-8% della popolazione è oltre i 4 Km dalla centrale (limite accettabile per il broadband), la copertura si fermerà tra il 90 e il 95%.

Non solo per problemi di distanza dalla centrale, ma per una questione finanziaria: Telecom Italia sa bene che gli investimenti per offrire broadband dove oggi non c'è non sarebbero ripagati, nemmeno nel lungo periodo con tassi di penetrazione elevati.

Carlini suggerisce la separazione della rete, Guerci ritiene che non sia una soluzione efficiente e propone investimenti da parte di tutti gli operatori, anche mobili. Va bene, poniamo che tutti debbano contribuire economicamente al superamento del digital divide: un operatore che ha quote di mercato bulgare dovrà pagare in proporzione. Qual è la quota di mercato di Telecom nel broadband? Stabiliamo l'investimento per arrivare a coprire il 95% della popolazione e di quell'investimento Telecom paghiin percentuale alla propria quota di mercato. Scommettiamo che non accadrà?

lunedì, novembre 28, 2005

L'UE decide: dati archiviati per 12 mesi

La Commissione Giustizia ed Affari Sociali dell'Unione Europea ha deciso: i dati relativi alla navigazione Internet e alle telefonate potranno essere conservati per un massimo di 12 mesi. Bocciata dunque la proposta di conservare le e-mail per 6 mesi e le telefonate da 6 a 24 mesi.

Due ulteriori decisioni sono state prese dalla Commissione: sanzionare penalmente chi tratterà i dati in violazione di legge e rimborsare gestori di telefonia/Internet Service Provider dei costi sostenuti per archiviare i dati. Vince dunque la lobby europea di telco e ISP che chiedeva soldi per archiviare i dati.

Significativa la dichiarazione delle maggiori organizzazioni europee, che può essere sintetizzata così: "Dodici mesi sono ancora un periodo troppo lungo, ma visto che l'Unione ci paga i costi, va bene anche così". La famosa questione di salvaguardia della privacy passa in secondo piano rispetto al denaro: qualcuno si era illuso che ISP e telco non volessero un Grande Fratello europeo? Semplicemente volevano soldi...

Pillole di ADSL

Dal sito wholesale di Telecom Italia:
"A partire dal 13 dicembre 2005, la cessazione del servizio telefonico Telecom Italia abbinato ad un accesso ADSL wholesale, E@syIP ADSL e CVP ADSL comporterà la trasformazione di quest'ultimo in “ADSL su collegamento senza fonia”, con continuità di servizio e conseguente applicazione delle relative condizioni economiche. L’accesso ADSL verrà quindi mantenuto attivo fino alla ricezione di uno specifico ordine di cessazione da parte dell’Operatore titolare dell’abbonamento wholesale ADSL. Tutte le trasformazioni saranno prontamente notificate agli Operatori congiuntamente alla nuova numerazione identificativa dell'accesso".

In altre parole, se l'utente ha un'ADSL con un concorrente di TI e disdice il contratto di fornitura della linea voce TI, l'ADSL rimarrà in vita come linea solo dati. Utile per chi crede che il VoIP sia già sufficientemente maturo per sostituire la linea telefonica tradizionale... o per chi utilizza il doppino solamente per navigare.

Telecom contro tutti

Parto da un articolo di Massimo Mantellini per approdare all'appello-riflessione di Beppe Caravita sul futuro dell'Internet italiana. Non sono necessari molti commenti: la separazione tra Telecom (rete) e Telecom (operatore) è una delle vie di uscita dal monopolio de facto.

Non credo, come leggo nei due articoli citati, ad un Garante tlc più forte ed autorevole, modello Ofcom. Non ci credo perchè la mia memoria funziona, non ci credo perchè parliamo di Italia e non di Regno Unito, non ci credo perchè solitamente vedo il bicchiere mezzo pieno ma quando c'è Telecom Italia di mezzo non ci riesco.

Aiutato per altro da alcune discutibili decisioni dell'Agcom stessa: una su tutte, quelle di passare dal modello retail minus al modello cost plus per il mercato delle DSL. In sostanza, prima i concorrenti di TI compravano all'ingrosso pagando il prezzo applicato da TI sul mercato meno una percentuale che garantisse il guadagno), in futuro pagheranno un prezzo minimo (teoricamente il costo sostenuto da TI) più una certa percentuale (il guadagno di TI). Chi stabilirà quali sono i costi per TI? L'Agcom...

Sul sito Ofcom leggo che l'Autorità britannica è "the independent regulator and competition authority": indipendente, chiaro? Alzi la mano chi ritiene che all'Autorità italiana sia applicabile la stessa dicitura.

Internet, Tunisi e il sottoscritto

Cos'è cambiato dopo il vertice di Tunisi? Poco e nulla, oppure molto? Il mio punto di vista nell'intervista rilasciata a Matteo Merli, della scuola di giornalismo dell'Università Cattolica.

Per approfondire, il racconto di Vittorio Bertola, che a Tunisi c'era.

domenica, novembre 27, 2005

I castori monoscatto

La pubblicità dell'892.892 non mi piace e l'ho già scritto. Va però dato atto alla società che gestisce il servizio di informazioni (Il Numero, filiale di una multinazionale che opera nel mercato delle informazioni sugli abbonati telefonici) di tentare nuove strade.

E' il caso del nuovo servizio a costo fisso (1,8 euro) che promette di dare informazioni sul numero telefonico di un abbonato senza far pagare le informazioni un tot al minuto. Un passo avanti (l'operatore non ha interesse a trattenere il cliente in linea, come accade con la tariffazione a minuto) rispetto ai due indietro della liberalizzazione del "vecchio" 12 (qualcuno dovrebbe spiegare agli utenti italiani perchè nel Belpaese privatizzare significa spesso alzare i prezzi anzichè favorire la concorrenza con regole chiare).

Il Numero promette di collegare, senza costi aggiuntivi, il chiamante con il numero desiderato: nel prezzo di 1,8 euro c'è il servizio di informazione e il costo delle chiamata verso il numero cercato, senza limiti di tempo. Il dubbio è: daranno anche informazioni sui numeri di cellulare? Se sì, chi ha in previsione una chiamata da 10 minuti o più verso un telefonino, potrebbe fare due conti...

Tele2, upgrade a rilento

Da settimane, i gruppi di discussione italiani dedicati ad ADSL e disservizi dei provider sono intasati da lamentele sulla velocità insoddisfacente delle connessioni ADSL, in particolare di quelle targate Tele2.

In una nota, Tele2 avvisa i propri clienti che l'upgrade delle connessioni (da 1,2 a 4 Mbps) da parte di Telecom Italia è stato completato, ma i problemi di velocità continueranno a persistere fino al 5 dicembre, specie nelle ore serali.

3 compra una televisione... e pensa al digitale

Non avevo ancora finito di scrivere del convegno sulla Tv digitale per telefonini, che è arrivata la notizia dell'affare 3-Canale 7. La società guidata da Vincenzo Novari ha infatti acquistato dal Gruppo Profit l'emittente Canale 7, che detiene una licenza per la televisione digitale terrestre. Nella seconda metà del 2006, 3 potrà così lanciare la televisione digitale sul cellulare con 20 canali, affiancando alla trasmissione unicast su rete HSDPA (il super-UMTS) quella broadcast DVB-H.

Un ulteriore passo verso la trasformazione di 3 in Media Company (e non più operatore di telefonia mobile): metamorfosi iniziata in passato con note tramissioni Tv (Grande Fratello su tutti) e proseguita con operazioni mirate (cinema sui videofonini, distribuzione di memory card con album musicali). Novari vuol quotare 3 in Borsa come Media Company: il valore del collocamento sarebbe maggiore rispetto alle aziende del comparto tlc.

sabato, novembre 26, 2005

A sciare con il palmare

Visto che l'inverno è definitivamente arrivato e la neve cade copiosa, gli sciatori più avventurosi hanno l'obbligo di dare uno sguardo a questo prosotto: un palmare con GPS integrato che permette di sapere sempre dove ci si trova. Presentato al Lingotto di Torino in settimana (purtroppo ero a Bologna!), potete "conoscere" MyNav Mountain attraverso La Stampa.

De Benedetti in Carlyle, Fastweb nel mirino?

Marco De Benedetti, dimessosi da Telecom Italia nelle scorse settimana, è entrato nel Carlyle Group in qualità di managing director buyout. Il Gruppo americano potrebbe valutare il dossier Fastweb, da cui è appena uscito uno dei soci storici - Micheli - e da cui potrebbe presto uscire anche il fondatore Silvio Scaglia. Che su richiesta della Consob smentisce, ma questa è la prassi. Nel comunicato si legge che Scaglia non uscirà "almeno fino alla fine del processo di valutazione", un po' poco per tranquillizare gli investitori.

Le voci sono davvero tante, ma quello che è certo è il mandato a Deutsche Bank per valutare possibili strategie future per Fastweb. Micheli e Scaglia fuori, dentro un nuovo investitore? I nomi di possibili acquirenti non mancano: Wind (il faraone Sawiris ha detto che guarda a Tiscali e Fastweb), 3, Rupert Murdoch o gruppi stranieri che vorrebbero mettere piede in Italia. E se De Benedetti puntasse anche a Telit?

Stop del governo elvetico all'espansione di Swisscom

Swisscom guarda a possibili acquisizioni estere (una su tutte, quella dell'irlandese Eircom) ma il Governo elvetico pone il veto: no allo shopping programmato per il gestore nazionale. Lo Stato detiene il 66,1% della compagnia.

Il CdA della società non sembra troppo contento e di certo non le manda a dire: "Il veto del Governo non esime il consiglio di amministrazione del compiere - come previsto dalla legge - ogni azione nell'interesse degli azionisti e della società stessa". Acquisizioni, ad esempio.

Se vuoi lo Spritz manda il messaggino

Chi vuol bere qualcosa in centro ad Udine, o semplicemente fare due passi tra le vetrine, non potrà usare l'auto. Ma agenti di commercio, imprese edili o di assistenza a domicilio, accompagnatori degli scolari e chiunque svolga operazioni di carico e scarico merci per attività commerciali può chiedere un permesso temporaneo di accesso alla ZTL via SMS.

Il sistema, ideato da SMS Italia, prevede che il conducente invii un messaggio con i propri dati (targa, codice che specifica motivo della richiesta, ora entrata e uscita, ...) al numero della Polizia Municipale: se i requisiti per l'accesso alla zona a traffico limitato sono soddisfatti, la Polizia risponde con un SMS.

venerdì, novembre 25, 2005

Scatta la perquisa

In attesa di capire (in Tribunale) se lo sblocco dei telefonini 3 è legale, la Polizia Postale continua a terrorizzare mezza Italia. L'asca riporta che "la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bari ha eseguito su tutto il territorio nazionale 94 perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti individui residenti in varie regioni italiane, per accesso abusivo a sistemi informatici, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi telematici, e violazione delle norme in materia di tutela del diritto d'autore". Al centro delle indagini un sito Web che forniva i cosiddetti codici di sblocco.

Telecom condannata, Tiscali accelera

La notizia è riportata da parecchie agenzie: il Tribunale di Roma, dopo la richiesta di procedimento d'urgenza inoltrata da Tiscali, ha ordinato a Telecom Italia di adempiere alle obbligazioni relative all'override, consentendo di abbreviare notevolmente i tempi di attivazione e di semplificare la procedura di passaggio a Tiscali per il cliente finale.

In questo modo, dice la nota Tiscali, i clienti di Telecom Italia e di altri operatori che si trovano in un'area coperta dalla rete in unbundling di Tiscali, possono passare a quest'ultima per la connessione Adsl e i servizi voce (tramite il VoIP) inviando una semplice richiesta a Tiscali, senza dover mandare un'ulteriore comunicazione di disdetta anche al precedente operatore.

Pompei e lo shopping pro-Tiscali

Di Giovanni Di Giovanni abbiamo già parlato nei giorni scorsi, ora è la volta di altri manager Wind in procinto di approdare a Tiscali per lavorare con l'ex CEO arancione Tommaso Pompei. "Finanza & Mercati" riporta l'elenco dei manager che a breve passeranno dalla piramide al nuraghe: Laura Rovizzi, Francesca Pace, da Alberto De Paoli, Stefano Zangrilli e Antonio Sassino.

Macromedia per cellulari

Ho scoperto questo blog per caso oggi... e siccome mi pare un argomento interessante per chi sviluppa in Flash per cellulari, ve lo segnalo :-)

Google Space, Web gratis a Londra

Dieci computer portatili Samsung con tutti i servizi Google. E' questo Google Space, appena inaugurato all'aeroporto londinese di Heathrow, terminal 1 lato partenze. "E' una specie di focus group, la gente ha sempre visto Google nei propri computer e adesso ci incontra dal vivo" ha detto il direttore marketing Europa Lorraine Twohill.

Fino a dicembre si potranno provare Google Mail, Google Earth, Google Local, Google Toolbar, Picasa e Google Mobile. Per poi correre a prendere il Google-aereo che ci riporta a Google-casa.

RIM al ribasso

Il Blackberry accusa i primi segni di stanchezza? E' un calo fisiologico? La concorrenza si fa sentire? Sia come sia, RIM ha rivisto al ribasso dell'8% le stime sui clienti del terzo e quarto trimestre 2005.

La società dà la colpa al ritardo nel lancio del Blackberry 8700 EDGE e del 7130 EV-DO, previsti a settembre ed in arrivo solo ora. Settembre ed ottobre hanno portato il numero di clienti previsti, novembre no. Il Q3 si chiuderà dunque con 680-710mila clienti (-8% rispetto alle previsioni), mentre nel Q4 si avranno 775-825mila nuovi utenti, il 3% in meno di quanto preventivato. In Europa, la concorrenza da parte dei gestori è in netto aumento: Vodafone ha annunciato il lancio della propria soluzione di e-mail push nel Regno Unito.

Piedi per terra!

Il 68% dei dirigenti che operano nel mercato della telefonia mobile si dice ottimista per il 2006. Lo rivela un report di Informa Telecoms&Media, che ha intervistato oltre 1000 persone per capire cosa ci riserva il prossimo anno.

La società di ricerca individua 5 tendenze del mercato che saranno fondamentali nell'evoluzione delle strategie: la diffusione degli MVNO, la competizione delle telco fisse che estenderanno le reti IP per lanciare servizi convergenti fisso-mobile, l'ulteriore crescita del VoIP, la crescita dei servizi di intrattenimento off-portal (diretti cioè al consumatore finale), la "rivisitazione" dei modelli di business per rispondere ai cambiamenti (i prezzi delle chiamate voce scendono, i costi di acquisizione dei clienti ed il tasso di abbandono salgono) .

Come devono reagire gli operatori? Il CRO di Informa Mark Newman sintetizza così: "Devono tenere i piedi per terra".

Tv digitale sui cellulari

Sono reduce da un convegno sulla Mobile Tv, ovvero la televisione su terminali mobili (ne scriverò sul numero di dicembre di Smartphone Magazine). Molto interessante vedere che ad oggi è possibile tutto ed il contrario di tutto: c'è chi predica la rete dedicata, c'è chi vorrebbe usare la rete del digitale terrestre DVB-T, chi preferirebbe una rete mista e chi pensa che tutto sommato vadano bene anche l'UMTS ed il suo fratello maggiore HSDPA.

Sul fronte dei contenuti, qualcuno punta sulla Tv generalista, qualcun altro su format dedicati. Gli standard? DVB-H praticamente certo, con il DMB (derivato dal DAB) relagato in un angolino. Bello il Nokia N92 intravisto in mano al responsabile Multimedia Nokia Italia.

Discussione aperta anche sulla topologia le reti: usare i siti dei broadcatser (in sisntesi, RAI e Mediaeset) oppure quelli degli operatori mobili? Un punto di contatto tra i diversi soggetti intervenuti è infine la questione frequenze: senza spegnere la rete analogica, ci saranno parecchi problemi. E alla data di switch-off del 2006 ormai non crede più nessuno...

mercoledì, novembre 23, 2005

Venerdì l'ora "fatale" di Ipse?

Le riunioni sono numerose, ma infruttuose. I 4 gestori mobili attualmente attivi sul mercato italiano non riescono infatti a trovare un accordo per la cessione delle frequenze UMTS di Ipse2000, costate 3,1 miliardi di euro. Teoricamente, l'affare dovrebbe andare in porto con queste modalità: TIM, Vodafone e Wind comprano 5 MHz di frequenze ciascuno e versano 250 milioni di euro ad Ipse; Ipse a sua volta gira parte del denaro a 3, non interessata a frequenze aggiuntive (ha già 5 MHz in quanto nuovo entrante) ma interessata ad un "indennizzo" per dare il via libera alla concorrenza.

L'affare, già complicato di suo, ha un ulteriore ostacolo da superare: le frequenze di ogni gestore dovrebbero essere contigue, dunque 3 dovrebbe far slittare le proprie per permettere ai tre concorrenti di utilizzare le (a quel punto ex) frequenze di Ipse. Un'occasione per un riassetto globale delle frequenze, oggetto di ulteriore discussione.

Il ministero delle Comunicazioni pare abbia fissato come ultimo giorno utile la data di venerdì 18 novembre, poi potrebbe scattare il ritiro delle frequenze (un ritornello che si sente da oltre due anni...).

Markettari d'assalto

Ennesimo esempio di "marcheTTing" d'assalto... e c'è chi si chiede come qualche operatore possa avere quote di mercato così elevate!

[da itgt]
Stasera mi telefona un sedicente "incaricato Telecom" (scommetto che è una ditta in outsourcing) e mi dice: "Quando fissiamo per la visita del tecnico? Sa, da Gennaio 2006 tutte le linee Telecom devono essere digitali e dobbiamo installarle un modem per telefono".

Gli faccio subito presente che ho già una ADSL con un altro operatore e lui mi dice "no, le serve per telefonare. In caso contrario da Gennaio non telefonerà più... La linea ADSL esistente non avrà nessun problema: anzi, per un mese con l'altro provider non pagherà nulla".

"L'operazione sichiama Promo Alice Free..."
A questo punto gli dico che per ora non se ne fa niente e di richiamare tra un paio di giorni che intanto mi informo con Telecom. E riattacco. Voglio togliermi uno sfizio e chiamo il 187 per vedere se anche loro miraccontano mi contano la balla del "digitale". Prima signorina: "Si, è vero, ma deve solo cambiare i telefoni. Le mando un videotelefono se vuole. Quel signore con cui ha parlato le ha contato delle storie... ma le linee entro Giugno 2006 devono diventare digitali e ci vuole il videotelefono. Li stiamo cambiando tutti...".

Senza parole.

martedì, novembre 22, 2005

Tiscali comunica con Wind...


Come anticipato nei giorni scorsi, il direttore delle relazioni esterne di Wind Giovanni Di Giovanni (nella foto) ha cambiato casacca, seguendo le orme di Tommaso Pompei. Nessuno l'ha ancora comunicato ufficialmente, ma Di Giovanni - dopo essere stato assai poco gentilmente allontanato dal faraone Sawiris - è ora nella Direzione Relazioni Esterne di Tiscali.

Per la direzione comunicazione di Wind, due le ipotesi aperte: il nuovo responsabile potrebbe arrivare dall'Egitto. I bene informati dicono però che già dall'estate uomini di TIM e Vodafone abbiano ricevuto offerte. Negli uffici di Tiscali si parla invece di Nonnis(mo)...

Più cellulari per tutti

Pubblicati i risultati Gartner per il terzo trimestre 2005: 205,4 milioni di telefonini venduti, +22% rispetto al Q3 2004. Cresce Nokia (quota di mercato del 32,6%, +1,6% rispetto a 12 mesi fa) che è forte in Europa e Asia-Pacifico ma soffre ihn America, del Nord e del Sud. Benissimo Motorola che capitalizza il boom del RAZR (12 milioni di pezzi consegnati a fine settembre) e sale al 18,7%, +5,2% rispetto al Q3 2004. Samsung continua a preferire cellulari di fascia medio-alta e snobba i mercati emergenti, dove si fanno volumi ma poco profitto: è terza con il 12,5% in calo dell'1,2%.

SonyEricsson riconquista la quarta piazza (6,7% del mercato, +0,3%) scambiandosi posto e quote con LG, tornata quinta con il 6,5% (-0,2%). Sesta Siemens con il 4,6%, un sonoro tonfo (-3%) dovuto probabilmente al passaggio della divisione mobile sotto l'ala BenQ. Gli altri produttori scendono dal 21,1 al 18,4%.

Secondo Gartner, nel 2005 saranno venduti globalmente 810 milioni di telefonini.

Ufficiale l'ULL di Tele2

Anticipato nelle scorse settimane, l'ULL di Tele2 è ufficiale: Senza Pensieri. La flat per chiamate illimitate verso numeri fissi italiani costa 16,9 euro/mese, staccandosi da Telecom Italia. Chi non è raggiunto da Tele2, può sottoscrivere l'opzione a 13,9 euro mensili, continuando a pagare il canone Telecom Italia. I vecchi clienti infine pagheranno 10 euro per passare alla nuova opzione Senza Pensieri.

Nei prossimi giorni contiamo di fugare un dubbio: da cosa è composta la rete Tele2 (apparati propri? apparati in affitto?) e qual è la copertura?

Cabir ha aperto gli occhi a Kaspersky

Poco più di un anno e mezzo fa, Kaspersky fu la prima ad isolare il primo virus per cellulari intelligenti, Cabir. Il tempo che ci separa da quella scoperta ha portato in dote circa 100 virus per smartphone, per lo più destinati al sistema operativo Symbian (che ha l'80% del mercato) ed in parte anche a quello Windows Mobile.

Ovviamente business is business e c'è chi sulla questione virus mobili ci ha costruito una mezza fortuna: è il caso di F-Secure, leader di mercato tallonata da Symantec. Ora è la volta di Kaspersky, che ha lanciato Mobile. Un antivirus per costruttori OEM (al momento non arriverà nei negozi) con il classico motore di scansione real-time e gli aggiornamenti Over The Air via WAP. Il prodotto nasce dalla collaborazione con Svyaznoy-Zagruzka, distributore di contenuti, che ha ideato la piattaforma di installazione e distribuzione e che gestirà gli abbonamenti necessari all'aggiornamento automatico. All’indirizzo http://www.kaspersky.com/trials?chapter=171229147 è possibile scaricare una versione di prova.

miniSD Turbo


Chiunque abbia provato più di una memoria removibile su cellulari ed affini sa che esistono enormi differenze tra i prodotti: la stessa capacità non significa ad esempio pari prestazioni nel trasferimento dati. Ecco perchè comprare marchi sconosciuti può far risparmiare qualche euro, ma far perdere poi parecchi minuti quando si scrivono o leggono i dati. Personalmente, non compro mai memory card il cui produttore non dichiari la velocità di trasferimento dati (il transfer rate).

Trascend ha presentato una scheda miniSD ad alte prestazioni, disponibile nei tagli 1GB/512MB/256MB: secondo il produttore, il transfer rate arriva a 12 MB/s, il 70% in più rispetto alle normali SD.

Sony Ericsson P990i


Eccolo dal vivo, lo smartphone erede della fortunata serie P9xx di SonyEricsson. Prima che qualcuno spacci per proprie le foto (tipica tenenza italica...), ecco il reportage di Phonemag. Cinque pagine di foto del "mattoncino" nippo-svedese... buona visione!

Panasonic e' Prosolid II in Giappone


Alluminio e magnesio: questi i materiali usati da Panasonic, che ha iniziato a distribuire in Giappone (nel listino di NTT DoCoMo) un nuovo cellulare Pro Solid II. La tecnologia Pro Solid permette di creare cellulari sottili (16,7 mm) e leggeri (99 grami) mantenendo un'elevata rigidità torsionale (e dunque aumentando la resistenza agli urti).

Il nuovo Panasonic è il cellulare più leggero del listino NTT DoCoMo, offre altoparlante esterno e display QVGA: non mancano i servizi iAppli, televisione mobile e i-Channel. Per chi mastica il giapponese, la pagina di NTT che presenta il nuovo modello.

Skype tenta lo sbarco statunitense


Il mercato del Voice over IP, la telefonia via Internet, è in crescita in tutto il mondo. La presenza di Skype, la più famosa società VoIP recentemente acquistata da eBay, è però principalmente europea ed asiatica.Ora Skype tenta il salto di qualità: ha siglato un accordo con i 3500 negozi della catena RadioShack per distribuire uno "starter kit" VoIP.

Con 100 dollari si porta a casa il software Skype (che è gratuito, comunque), un adattatore PC850 per dotare di Bluetooth il proprio computer e un auricolare Bluetooth Motorola H500 (nella foto), oltre a qualche dollaro di credito SkypeOut. Esistono poi altri kit, ad esempio con un telefono VoIP Linksys (divisione di Cisco) da collegare alla porta USB del computer.

La soluzione più interessante è probabilmente quella wireless: si collega l'adattatore al computer, si lancia il software Skype ed è fatta, le chiamate arrivano all'orecchio dell'utente nel raggio di 10 metri grazie all'auricolare Bluetooth.

L'unico "neo" è probabilmente rappresentato proprio dal software Skype: è proprietario e non utilizza il più diffuso protocollo SIP. Una scelta che ricorda da vicino quella fatta anni or sono da Microsoft...

lunedì, novembre 21, 2005

Tiscali e Fastweb, Telit e Caltagirone

Giorni di notizie finanziarie e relative smentite per il mercato italiano delle tlc. Da mesi si vocifera di una possibile acquisizione di Fastweb da parte di un operatore concorrente (e recentemente Fastweb ha dato mandato a Deutsche Telekom per valutare i possibili scenari di sviluppo), negli ultimi giorni si sono fatte insistenti le voci di un accordo con Tiscali.

Smentiscono Scaglia e Parisi di Fastweb, ma le voci non si fermano: l'integrazione Fastweb-Tiscali potrebbe essere il primo passo importante di Tommaso Pompei, neo amministratore delegato della società sarda. Se si pensa che Carlo Micheli (secondo azionista della società dopo il fondatore Scaglia) ha ceduto il 10% delle azioni Fastweb (ed il titolo ha perso oltre il 3,5% sulla Piazza milanese), il cerchio potrebbe chiudersi: Pompei ha intenzione di investire in Tiscali, Tiscali potrebbe comprare Fastweb, azioni di Fastweb sono state vendute in Borsa.

Restando sul fronte delle acquisizioni, c'è un'azienda attualmente in mani israeliane che potrebbe tornare italiana. E' Telit, o meglio Finmek Telit, affittata per 5 anni (dal 2003 al 2008) a Dai Telecom, società controllata da investitori israeliani. Chicco Testa, nel CdA di Telit, avrebbe incontrato Francesco Caltagirone e Carlo De Benedetti. I due imprenditori potrebbero far tornare italiana la società di telecomunicazioni: presidente potenziale Marco De Benedetti, ex amministratore delegato di Telecom Italia dimessosi ad ottobre.