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Racconta il quotidiano La Stampa che la Regione Piemonte si appresta a lanciare “un «TripAdvisor» in versione subalpina, dove sarà possibile prenotare nelle strutture ricettive piemontesi con costi inferiori e, non ultimo, inserire recensioni e commenti sulla qualità del servizio”.

Modello di business basato sulla pubblicità e sulle commissioni per le prenotazioni: “le spese di gestione e realizzazione, compreso il guadagno del partner privato, saranno coperti con le inserzioni pubblicitarie e, nel caso della piattaforma sul web, grazie alla commissione (inferiore rispetto ad altri servizi sul mercato) applicata su ogni prenotazione”.

Il vincitore del bando (a proposito, perché ‘parlarne’ quando mancano solo 9 giorni alla scadenza e non quando è uscito il bando?) dovrà garantire per 5 anni “il posizionamento commerciale della piattaforma e un marketing integrato dell’offerta turistica piemontese, soprattutto su Internet e web 2.0 come sui nuovi social media (Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube, Flickr).”

In cambio, la Regione “promuoverà l’utilizzo del portale, vincolando tutti i soggetti che usufruiscono di contributi regionali ad avvalersene e a sponsorizzarlo. Idem nel caso di grandi eventi ospitati sul territorio e sostenuti dall’ente pubblico (concerti, manifestazioni sportive)”.

A questo punto, si impone una riflessione: la Pubblica Amministrazione – seppur tramite un partner esterno – farà concorrenza ai privati che operano nello stesso settore. Può essere un modello operativo di successo, o i privati specializzati avranno sempre una marcia in più?