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Il neo Ministro dell’Istruzione Profumo cerca collaboratori sul fronte dei new media, e-government, open data e social innovation: lo fa attraverso una ‘chiamata‘ pubblica – non un vero e proprio concorso – che permette a chi pensa di avere i requisiti di segnalare la propria disponibilità.

Sei i posti disponibili: due senior a 48mila euro lordi annui e 4 junior a 24mila euro lordi annui. Si tratta di una collaborazione, senza garanzia di rinnovo alla scadenza. Probabilmente a riporto del neo capo di gabinetto del ministro, Luigi Fiorentino. “Pur caratterizzati dal rapporto fiduciario intuitu personae – scrivono al Ministero dell’Istruzione – sono per la prima volta conferiti previo avviso pubblico e conseguente valutazione comparativa dei curricula, sia per garantire la piena applicazione del principio di trasparenza sia per assicurare l’elevata e qualificata professionalità dei soggetti cui verrà conferito l’incarico, selezionati nell’ambito di un’ampia rosa di candidature

Luci e ombre, in questa scelta.

Luci, perchè la chiamata ‘pubblica’ permette a tutti di candidarsi. Non è un concorso pubblico, dunque ampi margini di manovra nella scelta, ma comunque una scelta nella direzione della trasparenza. Luci, perché rispetto alle classiche selezioni ministeriali si tratta comunque di una novità da accogliere positivamente.

E poi ombre (più numerose delle luci, a dire il vero). La scelta di limitare l’offerta ai possessori di dottorato, ad esempio: non è certo un dottorato di ricerca (specie in materie simili) a fare la differenza se si cerca una professionalità da spendere – come si spera – in progetti concreti a supporto del Ministero. La retribuzione – 24mila euro lordi, ovvero circa 1300 euro per 13 mesi – può attirare neolaureati senza o con poca esperienza, non certo la “qualificata professionalità” indicata nell’avviso pubblico.

In sintesi, bene la scelta di una ‘chiamata pubblica alle armi’, ma per il resto c’è ancora tanta strada da fare.