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Quasi l’1% degli italiani si connettono ancora a banda stretta, anzi strettissima. Lo dice il rapporto Akamai State of the Internet, secondo cui nel secondo trimestre 2011 le connessioni a banda larga sono comunque cresciute del 5,4%.

A rimanere al palo, però, la velocità di connessione: la media italiana è pari a 4,2 Mbps, in crescita di mezzo megabit per secondo rispetto al primo trimestre dell’anno ma ancora bassa rispetto agli altri Paesi europei. Le connessioni definite high-broadband – oltre i 5 Mbps – sono cresciute del 40% sul trimestre ma rimangono poche in termini assoluti. L’Olanda regina d’Europa per penetrazione fa registrare un +22% sul trimestre e vola al 68% di penetrazione high-broadband.

La banda lenta italiana arranca. Basti pensare che Brno, in Repubblica Ceca, è la città più veloce d’Europa (55esima posizione nella classifica mondiale, dominata da Asia e Giappone) con una velocità media di connessione di 8,3 Mbps. Al secondo posto Ginevra in Svizzera (8,2 Mbps) e Riga in Lettonia (8,1 Mbps). Al decimo posto Timisoara, in Romania, con 6,9 Mbps: tanto basta per dire che la media italiana è ancora lontana e i deboli segnali di miglioramento nella penetrazione non sono accompagnati da un tasso di crescita sufficiente per avvicinarci alle 10 città più veloci d’Europa.

Sul fronte delle connessioni Internet da rete cellulare, si spazia da 5 Mbps a 209 kBps, con una media comunque soddisfacente: oltre il 75% dei provider offre in media connessioni da 1 Mbps. In Italia si va da 3,8 Mbps di velocità media dell’operatore più veloce a 1,2 Mbps di quello più lento. Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 8,3 Mbps ai 19 Mbps. Insomma, il mobile sta meglio del fisso: merito della concorrenza?