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Raffaele Mastrolonardo mi ha gentilmente inviato il suo nuovo libro, “La scimmia che vinse il Pulitzer”, scritto a quattrro mani con Nicola Bruno ed edito da Bruno Mondadori.

Lo leggerò con avidità nei prossimi giorni, perchè il futuro del giornalismo e dei media in genere è un tema davvero affascinante, complesso e di grande attualità.

La sinossi? “Un adolescente olandese vagamente sociopatico lancia notizie via Twitter battendo sul tempo la CNN; un australiano con l’hobby dell’hacking svela dal suo sito gli scheletri nell’armadio dei potenti, e diventa l’uomo di cui tutto il mondo parla; un software scrive alla velocità della luce articoli di baseball in un inglese impeccabile… Mentre molti pronosticano la morte della carta stampata, questo libro ci propone un sorprendente viaggio nel giornalismo di domani attraverso le storie dei suoi nuovi paladini, eroi di tutti i giorni che stanno modificando il nostro modo di vedere il mondo. Le loro parole d’ordine sono: precisione, velocità, partecipazione, trasparenza, libertà, bellezza.”

Si passa dalla precisione di Aldair come arma contro i potenti del capitolo 1 ai veloci tweet di van Poppel del capitolo 2, dall’intelligenza artificiale di Hammond e Birnbaum al servizio dei reporter (capitolo 3) agli SMS dell’attivista Okolloh per raccontare storie che sui media tradizionali non trovano spazio (capitolo 4), dalla trasparenza del capitolo 5 alla libertà promessa da Jonsdottir nel capitolo 6, dall’odore della carta per cui si batte Utko (capitolo 7) al cambiamento di testate storiche quali NYT e Chigago Tribune (capitolo 8).

Storie, persone, passato e futuro del giornalismo: un libro che vuole dare spunti di riflessione più che soluzioni, un libro che vuole raccontare i protagonisti del mondo del giornalismo oggi per individuare i protagonisti del futuro. Buona lettura!