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Era dallo scorso anno nella mia wishlist: un robottino che aspira la polvere da solo mentre tu sei fuori casa, che gironzola per le stanze e pian piano le pulisce senza bisogno di assistenza, insomma che ti fa risparmiare tempo.

Tagliamo subito la testa al toro anticipando la prima conclusione, nessun aspirapolvere automatico può ancora sostituire l’occhio (e l’olio di gomito) di una brava massaia, ma per chi ha poco tempo (o voglia) da dedicare alle pulizie di casa, i robottini aspirapolvere sono un valido aiuto nella gestione quotidiana. Dietro le porte o sotto il divano, insomma, serve ancora passare a mano ma per la ‘passata’ veloce che solitamente si fa con la scopa un paio di volte a settimana per togliere i batuffoli di polvere o qualche briciola l’aspirapolvere automatico va benissimo, fa risparmiare tempo e fa trovare la casa ‘spolverata’ al rientro dal lavoro.

Stavo per acquistarne uno dopo aver letto un po’ di recensioni di vari produttori, quando è arrivata la sorpresa: Hoover mi ha mandato da provare il nuovo Robo.com nero, un aspirapolvere che oltre a tenere pulita la casa… parla! Dopo qualche giorno di utilizzo, ecco quello che c’è da sapere se state valutando l’acquisto di un prodotto simile.

La confezione
Nel mio Robo.com, oltre al robottino (un ‘disco’ poco pesante e di circa 33 cm di diametro) il telecomando, la ‘base’ per ricaricarlo, un muro virtuale a infrarossi, un nastro magnetico con relativo magnetizzatore, uno spazzolino per pulire le setole e, ovviamente, il libretto delle istruzioni.

Batterie e dintorni
La prima ricarica è stata volutamente lunga, come da buona prassi quando si hanno batterie nuove in qualsiasi elettrodomestico: più di 12 ore prima di usarlo la prima volta, semplicemente appoggiandolo alla base-ricarica. L’autonomia durante i primi giorni è di tre quarti d’ora, sale poi a un’ora circa anche se molto dipende dai percorsi (quante volte il Robo.com deve cambiare direzione, quale programma di pulizia è stato scelto, ecc). Quando la batteria è scarica, va automaticamente alla base per ricaricarsi. Un consiglio: se la casa è grande, dividetela ‘mentalmente’ in due zone (io ad esempio ho diviso sala/cucina e zona notte) e spostate la base a seconda della zona da pulire, risparmierete strada (e tempo) al Robo.com per riuscire a pulire più stanze in meno tempo.

Uso quotidiano
Il Robo.com ha 4 programmi (Auto sceglie da solo il percorso; Border specifico per gli angoli; Focus per zone circoscritte e Intensive per stanze particolarmente sporche), io uso principalmente l’Auto perchè con i sensori di rilevamento della polvere Robo.com decide in autonomia se passare una o più volte in una stanza, finchè non è sufficientemente pulita. Esistono modelli dotati di videocamere per ‘mappare’ la casa, ma sinceramente a me interessa che la casa sia pulita per cui lascio che siano i sensori a decidere il percorso migliore. Solitamente Robo.com segue un percorso lineare se c’è poca polvere, a stella (avanti-indietro un paio di volte poi cambio direzione) se c’è più polvere, circolare se lo sporco è intenso. L’ho usato sul parquet senza problemi, gli angoli riesce a raggiungerli abbastanza agevolmente.

Dici a me?
Una delle caratteristiche divertenti di Robo.com è la presenza di una scheda di memoria su cui sono registrati alcuni messaggi vocali. Se dal tasto Play si passa allo StandBy, il robottino dice più o meno  ‘Ok, mi fermo!’. Idem se trova un ostacolo o deve ricaricare la batteria. Si tratta di una funzione aggiuntiva che aiuta ad interagire con l’aspirapolvere. Un’idea? Registrare i propri messaggi vocali sulla memory card, personalizzando l’audio 🙂

Salta che ti passa
Robo.com non ama i gradini, per questo è dotato di sensori che rilevano gli scalini e lo fanno tornare indietro. Se avete tappeti spessi, conviene toglierli perchè vengono riconosciuti come ostacoli e dunque fermano Robo.com. Intelligente il sistema di programmazione della pulizia: se uscite di casa alle 8, potete far partire il Robo.com pochi minuti dopo e trovare le stanze pulite al rientro. Come detto, il consiglio è di suddivere casa in (almeno) due zone, usando ostacoli fisici (una porta chiusa) o virtuali (il muro e/o il nastro magnetico in dotazione): io faccio pulire in automatico cucina e sala un giorno (tolgo tappeto, alzo le sedie sul tavolo ed è fatta) e zona notte il giorno successivo (anche qui basta rimuovere gli ostacoli principali prima di uscire di casa).

Casa dolce casa
Nella vecchia casa non avrei potuto usare un robottino aspirapolvere, troppo stretti i passaggi, poco lo spazio ‘aperto’, molti gli spigoli. Robo.com pulisce anche dove lo spazio è ridotto (il corridoio tra letto e armadio è di circa 60-70 cm, Robo.com lo percorre zigzagando tra i due estremi) ma ovviamente dà il meglio di sè se gli spazi sono un po’ più ampi. In altre parole, se avete un monolocale stile ‘Il Ragazzo di Campagna’ (il residence milanese in cui si trasferisce Pozzetto) probabilmente una scopa elettrica è ancora la soluzione migliore. Se invece la vostra casa è arredata senza troppi ostacoli, il Robo.com è un valido aiuto.

Difetti, niente?
Qualche difetto, se proprio si cerca il pelo nell’uovo, lo si può trovare. Alcuni sono intrinseci dei robot automatici, ad esempio la necessità di avere ‘vie’ libere per funzionare al meglio, di avere autonomia non infinita o di avere difficoltà negli angoli stretti, di non apirare mucchi di rifiuti che richiedono 2000 Watt.

Per il Robo.com, nessun difetto particolare se non il ‘cassetto’ raccogli-polvere non immenso (un terzo di litro): dopo aver pulito un paio di stanze va svuotato (una spia sul display segnala quando è il momento), operazione veloce e semplice ma qualche centrimetro cubico in più non sarebbe stato male. Il filtro Hepa H10 lavabile è invece un’ottima difesa dalla polvere specie per chi è allergico.

In sintesi
Se state valutando l’acquisto di un robot automatico (e quindi avete già valutato pro e contro dei robottini), Robo.com è sicuramente uno dei prodotti da tenere in considerazione. Buon rapporto qualità/prezzo, ottime prestazioni, nessun difetto che ne faccia sconsigliare l’acquisto. Basta non pretendere che rifaccia il letto e porti il caffè la mattina 🙂