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Molto interessante il tema delle tariffe unbundling, ovvero il prezzo che gli operatori di telefonia fissa alternativi a Telecom Italia pagano per affittare l’ultimo miglio e avere il “controllo totale” del cliente. Una fetta importante – circa il 70% – dei costi di accesso alla rete.

Agcom ha nelle scorse settimana deciso un aumento per il canone all’ingrosso – a favore di Telecom Italia – e gli operatori alternativi non l’hanno presa granchè bene, sostenendo che sia un passo indietro per la concorrenza sul fisso e che gli aumenti significheranno maggiori costi per gli utenti finali. In particolare, Wind e Vodafone sono andate il 5 ottobre a Bruxelles per lamentarsi dell’aumento e per convincere l’Unione Europea ad intervenire.

Oggi Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell’Agenda digitale, ha detto di ritenere ”di fondamentale importanza che il prezzo fatturato dagli operatori storici delle comunicazioni degli Stati membri dell’Ue ai propri concorrenti per poter accedere alle loro reti in rame sia equo”.

In sostanza, l’Unione Europea ha dato ragione ad Agcom sul metodo di calcolo (metodologia di costo BU-LRIC, ovvero approccio bottom-up per la valutazione dei costi incrementali di lungo periodo, che riflette i costi sostenuti da un operatore efficiente) ma ha invitato Agcom stessa a rivedere i prezzi, chiedendo di “riesaminare il calcolo dei prezzi di accesso di Telecom Italia, applicando in modo coerente il proprio modello per determinare i costi commerciali e di manutenzione”.

Secondo l’Unione Europea infatti, Agcom avrebbe preso un modello di calcolo corretto, ma avrebbe poi determinato i prezzi non considerando Telecom Italia come soggetto che gestisce una “rete in rame di nuova costruzione in un mercato competitivo” (definizione di operatore efficiente) ma prendendo gli attuali costi industriali di Telecom. Costi Telecom Italia che, visto il rischiamo, la Commissione considera evidententemente da operatore non efficiente nel contesto definito dal modello.

L’Unione Europea ha inoltre rilevato che prima di procedere con gli aumenti Telecom Italia deve soddisfare i requisiti di qualità, dunque Agcom deve illustrare agli operatori alternativi le richieste in modo da delineare un quadro competitivo chiaro.

La battaglia è aperta…