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Due notizie in arrivo da Stati Uniti e Regno Unito suonano come campanelli d’allarme per il Web mobile, spesso considerato – ingiustamente – risorsa illimitata. Le connessioni mobili non sono una risorsa illimitata e per riuscire a soddisfare l’enorme domanda di traffico dati servono investimenti miliardari e tempo: qualche operatore – e lo si vede dalle offerte commerciali più aggressive – li ha fatti qualche anno fa e adesso riesce a seguire meglio il mercato, qualche operatore è più in difficoltà e limita la domanda facendo offerte commerciali meno aggressive.

La prima notizia è che la statunitense AT&T, in concomitanza dell’uscita dell’iPad Apple, smetterà di offrire un piano dati illimitato ai propri clienti:
The new price plans, which replace AT&T’s current $30 monthly unlimited wireless data plan, however, do not affect the carrier’s existing subscribers who can continue with the benefits of unlimited usage. AT&T’s move comes as a consequence to the data overload on its networks, especailly due to heavy usage by iPhone and iPad users. The carrier remains challenged by serious mobile data traffic congestion as a result of high-bandwidth demand on its network due to excessive data usage. AT&T has stated that roughly 3% of its smartphone customers (essentially the iPhone and iPad users) account for 40% of overall smartphone data usage. AT&T is making significant investment on network infrastructure improvements across highly congested areas to offload traffic from its overcrowded network. The carrier expects the new price plans to curb heavy data usage. AT&T claims that 65% of its smatphone customers use less than 200 MB of data and will thus benefit from the DataPlus plan.

La seconda notizia arriva dal Regno Unito: O2 ha fissato in 1 GB/mese il plafond dati utilizzabile dai propri clienti, per avere a disposizione altro traffico gli utenti dovranno acquistare una ricarica. L’operatore stima che il traffico fatto dall’1% dei clienti in possesso di uno smartphone rappresenti il 36% del traffico totale sulla rete 3G. Di contro, il 97% dei clienti consuma meno di 500 MB al mese.

Limiti che spesso, come nel caso di Vodafone UK, i clienti non apprezzano.

In Italia una vera flat dati ‘all you can eat’ non è mai stata offerta, per cui offerte con un limite mensile sono lo standard da sempre. Ci sono operatori (Vodafone è stata la prima, Wind ha seguito) che offrono connessione dati con una soglia mensile, tagliando poi la velocità a 64 o 128 Kbps (rendendo di fatto impossibile la navigazione se non quella ‘di emergenza’ con pochi KB scambiati). Ci sono operatori (Vodafone) che oltre al taglio della velocità al superamento della soglia mensile, si riservano di tagliare la velocità anche durante il giorno e di ispezionare il traffico della connessione per poi bloccare alcuni servizi (p2p, voip, tethering), in alcuni casi ‘permessi’ sottoscrivendo offerte aggiuntive.

Il blocco del Web crea, come ho già detto, un effetto a spirale pericoloso. Ci sono pochi utenti (a seconda del gestore, tra lo zerovirgola e il 3-4%) che fanno un uso davvero pesante della connessione mobile. AT&T dichiara che il 3% dei clienti fa il 40% del traffico, O2 che l’1% dei clienti fa il 36% del traffico totale. Non ci sono motivi per dubitare che anche su altre reti, e in Italia, non ci sia una situazione simile: un centesimo dei clienti usano poco meno della metà delle risorse a disposizione, lasciando le briciole agli altri.

In uno scenario di questo tipo, è probabile che paletti, limitazioni e offerte più restrittive vedano la luce anche in Italia?