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Alcuni dirigenti Google sono stati condannati per la vicenda del bambino down finito su Youtube.

Google attacca dal proprio blog con un titolo molto forte (Una serie minaccia per il Web in Italia)
In essence this ruling means that employees of hosting platforms like Google Video are criminally responsible for content that users upload. We will appeal this astonishing decision because the Google employees on trial had nothing to do with the video in question. Throughout this long process, they have displayed admirable grace and fortitude. It is outrageous that they have been subjected to a trial at all. But we are deeply troubled by this conviction for another equally important reason. It attacks the very principles of freedom on which the Internet is built. Common sense dictates that only the person who films and uploads a video to a hosting platform could take the steps necessary to protect the privacy and obtain the consent of the people they are filming. European Union law was drafted specifically to give hosting providers a safe harbor from liability so long as they remove illegal content once they are notified of its existence.

Prima di conoscere le motivazioni della sentenza, ci andrei molto molto cauto a prendere posizione (leggo già molti commentatori scatenati che parlando di sentenza scandalosa). Preferisco essere più conservativo e faccio mie le domande di Stefano sul blog di Luca:

Siamo sicuri sicuri sicuri che YT avesse fatto tutto a norma ? Se io apro un ufficio in USA e gestisco un web per il mercato USA e non metto i contatti per la DMCA (Digital Millenium Copyright Act), come previsto dalla legge, e se qualcuno usa il mio sito per piratare, cosa mi succede ? Questo e’ sufficiente per dire che negli USA e’ a rischio la comunicazione su Internet o ancora che e’ vietata la commercializzazione di contenuti ?O forse, sbarcando in un paese e non adeguandomi alle norme, avrei io mancato il rispetto ad una legge del paese ? Possiamo giudicare senza conoscere i fatti ? Solo perche’ un giudice parla di Internet, deve per forza sbagliare?