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Scopro da Vincos che Forrester ha chiesto ai propri dipendenti che bloggano di farlo esclusivamente sul dominio Forrester.com. In pratica gli analisti Forrester non potranno piu’ avere un blog personale per trattare temi di lavoro.

E’ un tema che tocca un po’ tutti i blogger che lavorano in aziende di dimensioni medio-grandi: io stesso spesso esprimo pareri personali che inevitabilmente si basano su nozioni reperite anche grazie al mio lavoro.

Come spiega Josh Bernoff, analista di Forrester, “the Forrester management team needed to make a decision about analysts and blogging — on our site or off. I didn’t make that decision, but I did advise the management, and I agree with the decision we made. What people need to understand is that Forrester is an intellectual property company, and the opinions of our analysts are our product. Blogging is an extension of the other work we do — doing research, writing reports, working with clients, and giving speeches, for example. As Sting said, “Poets, priests and politicians/Have words to thank for their positions.” Analysts, too. Poi aggiunge We’re not stopping analysts from blogging about stuff unrelated to our analytical work.

Tema delicato e affascinante. Qual e’ il confine tra quello che si produce per l’azienda – che in cambio ti da’ uno stipendio – e quello che si produce per se’ stessi? Un analista Forrester che lavora nel mercato finanziario potra’ bloggare su temi tecnologici o anche quello sara’ considerato lavoro? Chi fa analisi sul mondo della GDO potra’ parlar dei brand presenti sugli scaffali?

Io credo che la decisione sia un’arma a doppio taglio. Per come la spiega Bernoff, sembra anche condivisibile: Forrester vive di analisi e opinioni quindi gli analisti che producono analisi e opinioni per Forrester lo devono fare solo sul blog Forrester. Il confine e’ davvero sottile: se Forrester paga un analista per realizzare un report e nel farlo l’analista elabora concetti, opinioni e idee qual e’ il metro di giudizio? Il fatto che il report sia prodotto e bene non basta? Forrester paga l’analista per fare il report o per produrre a flusso continuo idee e opinioni? Non facile.

E ancora: il blog personale esprime posizoni personali, se si blogga sul sito ufficiale si esprimono opinioni aziendali. Chi controlla cosa?

E ancora: l’analista che blogga alle due di notte per passione sulla propria pagina personale aumenta comunque la notorieta’ del marchio aziendale, nel momento in cui dovra’ obbligatoriamente bloggare sul sito aziendale continuera’ a farlo? Ci mettera’ la stessa passione?

E ancora: ci sara’ un obbligo di bloggare per gli analisti Forrester? O uccidere il privato senza obbligare il dipendente a bloggare sul sito ufficiale sara’ il classico buttare via bambino e acqua sporca?

Il tema e’ affascinante. Che ne pensate?