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Partire dai fondamentali per aiutare la diffuzione della banda larga in Italia. Questo era il succo del 14 dicembre, quando scrivevo
percorriamo due strade: quella dall’alto che ci porti a volare con la fantasia e a immaginare le nostre infrastrutture tra cinque anni e quella dal basso, che dia ai clienti certezze nei tempi di attivazione, nella qualità del servizio e nel billing. Senza queste due strade insieme, secondo me non si va molto lontano…

Meno di un mese dopo, siamo ancora qua. Wind Infostrada non solo non fornisce il servizio, ma fa il billing di un servizio inesistente. Ebbene sì, è arrivata una fattura da pagare per la fornitura dell’ADSL a settembre, ottobre, novembre e parte di dicembre 2009, con il ‘piccolo’ dettaglio che in quei mesi il servizio non è stato fornito!

Il servizio clienti dà ovviamente risposte preconfezionate (“Il ciclo di fatturazione non si può arrestare”, nemmeno fosse dominato dai Borg…) e dice di “pagare che poi storniamo” (certo, come no).

Certo che dopo 4 mesi doi problemi, una convocazione al Corecom, una decina di fax, qualche raccomandata, parecchie segnalazioni al Garante, due tentativi di escalation uno si aspetterebbe una maggiore attenzione, no? No. E allora alla larga da Wind Infostrada.

Se davvero vogliamo portare i 100 Mbps (o i 20, o i 2) dappertutto e diffondere la banda larga, non possiamo prescindere dai fondamentali: qualità del servizio e certezza nel billing.