Nel periodo vacanziero me l’ero perso: gli ex soci Ipse dovranno pagarem le frequenze andranno all’asta e potrà esserci il refarming delle frequenze a 900 MHz (interessante solo per Vodafone e Tim).

IPSE: CONSIGLIO STATO RESPINGE RICORSO, LICENZA REVOCATA – Wall Street Italia. (ANSA) – ROMA, 14 MAG – Il Consiglio di Stato, con un altro dispositivo che conferma quanto deciso dal Tar, ha anche detto no alla parte di ricorso di Ipse relativa alla richiesta di poter restituire allo Stato i 5 megahertz di frequenze aggiuntive ottenute dalla società in occasione della gara e per le quali è in sospeso il pagamento di oltre 650 milioni di euro, che quindi adesso dovrà essere effettuato. [via Quinta]

Proprio oggi, Sole24Ore, la notizia che le ex frequenze di Ipse andranno all’asta entro fine anno:
Il prezzo di base e i dettagli del bando saranno a cura del ministero. Potrà partecipare alla gara anche un nuovo operatore sebbene sia molto più probabile che siano Tim, Vodafone, Wind e Tre a contendersi le frequenze (3 blocchi da 5 MHz ciascuno) considerate risorse preziose per sviluppare la banda larga in mobilità, la nuova frontiera delle tlc. Per i quattro gestori, da quanto si apprende, potrebbe esserci una sorta di corsia preferenziale allo scopo di evitare che siano sborsate di nuovo cifre esorbitanti come ai tempi della prima gara Umts quando si arrivarono a pagare circa 830 milioni per un solo blocco di 5 megahertz nella banda 2.100. Tim, Vodafone e Wind possono comunque già festeggiare, visto che con lo stesso provvedimento l’Autorità ha confermato nella loro disponibilità 6 blocchi di frequenze a 900 megahertz (dell’ex sistema analogico Tacs) con la possibilità di utilizzarle anche per l’Umts. In gergo si chiama refarming (spostare l’assegnazione d’uso delle frequenze) ed è una misura a lungo caldeggiata soprattutto da Tim e Vodafone mentre Tre Italia, che al massimo potrà concorrere per il settimo blocco residuo, difficilmente si accontenterà.