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Mentre imperversa la campagna mediatica mirata ad informare gli automobilisti dei controlli di polizia sulla rete stradale ed autostradale, i cari gestori autostradali e le società che gestiscono gli autovelox continuano ad imboscare le infernali macchinette ovunque.

La società che gestisce i velox intasca una percentuale sul numero di multe (a Torino, in corso Regina Margherita, nel primo giorno di funzionamento quasi 2500 multe, grasso che cola per la Gtt), il resto se lo mette in tasca il Comune.

Ovvio quindi che la tendenza sia quella di piazzare più velox possibili, in strada per la velocità o sui semafori per chi passa col rosso. Salco poi scoprire che la legge non prevede una durata minima del giallo e dunque le società che gestiscono i photored, in accordo con i comuni, tarano le macchinette in modo che i multati siano il più possibile. Non sempre va bene, ma per ogni 100 automobilisti multati, probabilmente solo una piccolissima percentuale fa ricorso.

La tendenza sui velox è… nasconderli ben bene. Non è il caso di Torino, dove cartelli con il limite sono ben visibili, ma quelli della foto sono nuovi autovelox fissi piazzati sul tratto Sestri Levante – Livorno. “Affogati” nel guard rail, invisibili agli automobilisti: qualcuno ancora crede che quelle macchinette servano ad aumentare la sicurezza stradale? Io ho smesso di crederci da tempo…