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Leggevo su Punto Informatico dell’esperimento giapponese che ha permesso di usare uno specchio d’acqua come un monitor a cristalli liquidi.

AMOEBA, acronimo di Advanced Multiple Organized Experimental Basin, prevede l’impiego di 50 microgeneratori di moto ondoso, capaci di smuovere l’acqua contenuta in una piccola piscina del diametro di circa un metro e mezzo. I motori, posizionati in modo circolare, sono studiati per muoversi con precisione e sincronia: una volta programmati, i ricercatori possono trasformare la superficie dell’acqua in lettere e forme.

Trovo davvero interessante l’utilizzo della fisica, combinata con l’elettronica e l’informatica, per la creazione di “spettacoli” della natura. Gli amanti del genre non possono perdere il barbecue con le fiamme che creano scritte ed effetti visivi, l’Infernoptix Digital Pyrotechnics Matrix Display. Per non parlare delle fontane di Diet Coke ottenute grazie alle Mentos