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[Internet e dintorni]
Sto preparando un breve articolo per Cellulare Magazine on line di domani. Anticipo solo due numeri che mostrano quanto sia lontana la liberalizzazione del mercato della banda larga in Italia.

Tra tutti gli ex monopolisti europei, Telecom Italia è quella che ancora detiene la quota di mercato più alta: quasi il 90% (calcolato tra linee xDSL/cavo sul mercato al dettagio e su quello all’ingrosso).

La società italiana è in cima anche alla seconda classifica, quella degli ex monopolisti che perdono meno mercato a favore dei concorrenti. Telecom Italia è di poco sopra l’1%, Deutsche Telekom ad esempio nel 2005 ha perso il 10% circa del mercato.

Certo, in alcuni mercati gli ex monopolisti guadagnano terreno (British Telecom è tra questi, pur operando in un mercato competitivo grazie all’Ofcom), ma accade dove la percentuale di clienti via cavo è elevata. Le linee xDSL su doppino crescono a ritmi elevati, le linee via cavo no. I doppini sono in mano agli ex monopolisti (la percentuale di mercato ULL è davvero bassa) mentre i cavi sono in mano ai provider alternativi, ecco spiegata la dinamica di mercato.

Dove però le offerte via cavo non sono così diffuse (e l’Italia è tra questi mercati), l’unica spiegazione plausibile per giustificare i numeri dell’ex monopolista è l’assenza di reale concorrenza.