Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il caro-roaming è qualcosa in cui qualsiasi utente di telefonia mobile si imbatte , prima o poi. Non per nulla, la commissaria europea Reding vorrebbe tagliare le tariffe, parificandole con una chiamata nazionale tra due cellulari di diverso operatore. In altre parole, se con un cellulare italiano si va in Francia e si chiama un numero francese, l’utente dovrebbe pagare quanto un utente francese.

Qualcuno (secondo me correndo un po’ troppo) dà la cosa come già fatta, io sono del partito della prudenza: c’è la proposta, vediamo se, quando e come sarà approvata. Comunque non prima di fine 2007, ma almeno se ne parla.

Detto questo, fa riflettere la posizione della GSM Association, organismo che raggruppa i gestori e ne fa dunque gli interessi. La Commissione europea sostiene che le chiamate in roaming devono costare come quelle nazionali perchè non c’è motivo tecnico per avere un sovrapprezzo. Usare un sim italiana, francese, spagnola non introduce differenze di rilievo in termini di gestione della chiamata e carico della rete.

La GSMA sostiene che i prezzi abnormi sono giustificati, il roaming è un servizio premium perchè le chiamate devono essere instradate verso il Paese di origine prima di tornare al Paese da cui parte la chiamata (si parla di routing back). In altre parole, GSMA sostiene che la chiamata in Francia di cui ho scritto in apertura debba fare Francia-Italia-Francia.

Il che è più falso che vero. Esistono tecniche di instradamento intelligente che permettono di far rimanere la chiamata in Francia: basta inviare una segnalazione SS7 (per chiedere l’autorizzazione alla chiamata all’operatore italiano) e poi utilizzare i dati memorizzati nel VLR, il database che tiene traccia delle sim di di altri operatori registrate sulla rete dell’operatore “ospitante”.

La GSMA lo sa bene e avrebbe potuto scegliere una difesa più intelligente. Ad esempio, sostenere che il roaming è un servizio e le comodità si pagano. Certo, la UE probabilmente avrebbe obiettato che i prezzi devono essere orientati ai costi: nel caso del roaming, questo è palesemente non vero.